Ti interessa vivere? NO. Non ti vedo sereno…

Accompagno in passeggiata, per assicurarmi che la faccia. Papà dice che mi vede serio.

Avrei voluto rispondere con una grassa risata. Erano 2 ore che mi parlava di roba che… ridere non fa di certo. Condividiamo la preoccupazione che mio fratello abbia il – noto e già visto – momento di picco ed euforia a cui di solito segue la discesa agli inferi. E anche, dopo la centesima volta che lo fa, mi dice che è preoccupato che “caschi il palco” quando lui morirà. Mi ribadisce, diretto, in faccia, che lui vive (invece di lasciarsi andare) per mantenere economicamente me, che tutto sommato non si sente utile e non ha quindi grande voglia di vivere, il suo mondo si restringe (tutto vero, lo capisco).

Quanto vuoi che rida – quindi – babbo caro? Mi hai appena detto che sono un fallito ed un parassita. Certo no, non hai usato queste parole. Ma, poi … incredibile: a domanda rispondo, e sembra che non sia successo niente: assurdo!

Spiego.

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una e-mail dalla guerra

Ho pre-acquistato un software tempo fa.

È arrivato il momento di farlo uscire.

Esce la prima versione; già mentre era in Early testing crashava, ma crasha ancora. Mando le segnalazioni. Mi risponde l’assistenza di provare a fare così e cosà. Provo, non funziona, gli mando i dati che mi chiedono.

Passa il tempo, faccio un “hey! Sono passati tre giorni! Tutto bene?”

E mi rispondono “siamo in Ukraina, siamo in guerra”.

PORCODDUE, io non lo sapevo, ovvio che adesso non ti chiedo più niente. Per fortuna assieme a quello mi ha mandato “fonte di dati credibili / se vuoi fare qualcosa: fonte 1 fonte 2” ed ho mandato tutto a Breaking Italy.

Che cazzo di modo di venire in contatto con lammerda. Eppure ecco, così deve essere successo anche con le altre guerre. Quando lavori prima o poi avrai a che fare con l’interruzione della normalità a causa dellammerda: disastri naturali oppure guerre… e puf.

Mi sono ovviamente sentito un coglione, ma non mi sembrava sbandierassero a destra e manca di essere Ucraini, prima. Quindi … solo un po’ coglione dai.

Phutler

Vi copio ed incollo quello che mi ha scritto un utente di un sistema di p2p-filesharing, così come me lo ha scritto:

Hi to all my userlist! I’m from Ukraine and maybe you don’t know but Russia with Putin just invade and attack Ukraine absolutely without objective reasons, kills civilians etc and want to conquer all or part of Ukraine territory. I think you can read more about it in your local news(but please don’t read Russian news – it is completely fake, also don’t listen or trust russians)… Maybe you even never hear anything about Ukraine, but the point is Putin is a new Hitler. Russia attack Ukraine it’s like for example tommorow Germany invades and bomb Denmark or China invades and bomb South Korea etc.

E questo è quanto. Il resto lo avrete letto in giro.

Ed ora i miei inutili 2 cents: la Cina e la Russia non hanno mai smesso di comportarsi come imperi del ‘700, nella loro cultura non ci sono state vere rivoluzioni, non in quella profonda, un po’ come in quella profonda, l’Italia non è davvero unita se vado un bar di Catanzaro od in uno di Fondra. Lo stesso se mi voglio rendere conto della condizione della donna in Italia se vado in provincia in mezzo alla gente comune non-fichetta, che sbarca il lunario, che è nonno o nonna di qualcuno, che non ha più della terza media, che è mediamente ignorante. Se quello che “assorbe” da chi la circonda è la stessa cosa che avrebbe assorbito 300 anni fa… ecco, non siamo poi così tanto differenti in quanto a modernizzazione in “tutto”… ma di sicuro quello che abbiamo passato dall’epoca dei Comuni in poi, la borghesia, la fine del feudalesimo vera, in buona parte dell’Italia settentrionale, è davvero stata assorbita dalla gente, quel senso di libertà, quel senso di diritto-dovere, di emancipazione, appartiene a tutti.

Ma siamo delle mezze seghe, delle deboli fichette impotenti, che la forza può schiacciare in un istante. Non abbiamo potenza di fuoco, non abbiamo risposte alla domanda “e altrimenti che mi fai?” di uno Stato-bullo. Anzi, fa ridere dire bullo, sembra proprio una cosa da sfigati. Perché su quel piano, quello del cosiddetto hard power, noi siamo sfigati. Non siamo nessuno, siamo merdine da schiacciare. Come Unione Europea non siamo uniti. Altrimenti chiaramente noi potremmo essere un reparto. Magari il reparto mensa, ma insomma possiamo contribuire. Ma abbiamo gli Stati Uniti d’Europa? No. Noi abbiamo le teste di cazzo sovranisteriche.

Chiaramente non è la guerra la soluzione. Ma non lo è solo se chi è in grado di farla sa che tu sei in grado di impegnarlo ad armi pari: letteralmente alla pari. Cioé che non conviene, perché sputerai la stessa quantità di sangue che sputerò io. Meglio che lavoriamo entrambi ad interessi comuni, no?

“vecchio mio, io un parcheggino qua ce lo avrei fatto! Pensaci dAEi!”

Testamento e curriculum: quando scriverli

Voglio testimoniare che durante la serata del 23 febbraio 2022 uscendo per la consueta “cena del mercoledì” col mio amico ex collega C, mi sono sentito “strano” mentalmente. MI sembrava che le parole non mi venissero rapidamente alla mente, ma non come nel mio consueto modo (non amo memorizzare molto, ma solo alcune parti necessarie a recuperare altre informazioni) … bensì proprio due passaggi brevi, una parola ed il suo significato, nomi propri. Mi sono dunque preoccupato perché non ho messo giù nella forma definitiva che vorrei il mio testamento olografo. Ne ho fatta una forma rapidissima di cui ho dato notizia a B nel “quaderno della casa”. Ma quello che tengo in word come traccia per poi trascriverlo come olografo completo, quello non l’ho mai completato. Oggi, sentendo che forse la testa se ne va affanculo, mi sono sentito manchevole in questo.

Credo sia il caso di tenere sempre aggiornate alcune cose.

Il curriculum è una: lo devi aggiornare quando sei di buon umore e le cose vanno bene: cioè quando non ne hai affatto bisogno.

Il testamento … beh mi pare vada fatto circa allo stesso modo.

Il problema è che il testamento olografo va fatto secondo determinate regole e una è appunto che… dev’essere olografo. Scritto di tuo pugno, a manina. Quindi io tengo il mio in word perché non scrivo a penna volentieri dai primi anni ’90. Ho sempre scritto più volentieri col computer. Ad un certo punto però quando copre decentemente tutte le parti che mi interessano maggiormente sarà il caso di metterlo giù.

E’ una gran palla di rottura perché mica è corto. Manutenzione in word, si fa relativamente presto. Quello a mano andrà riscritto. Solo che oggi ho sentito, mentre ero a cena con C, che i concetti mi sfuggivano, che c’era qualcosa che non andava. Alcune parole non avevano significato come quando le ripeti millanta volte. Io sono solito fare discorsi con mille parentesi e poi recuperarli… ma era impossibile.

Nota del periodo: sto uscendo da questo lunedì con MD , un ragazzo che ho visto crescere, perché è in piena depressione e non sta andando avanti con la tesi di dottorato. Allora gli ho dato appuntamento colazione ogni-giorno alle 10. Cosa che diventa abbastanza dura anche per me, ma anche utile allo stesso modo. Vale la pena che lui si tiri su. Lui ha speranza, ha materiale, è brillante, ha studiato seriamente ed ha assaggiato seriamente mondi in cui si fanno discrete somme di soldoni. In un modo o nell’altro può uscirne piuttosto bene. Mentre io devo solo ripagare M e poi morire: ogni altra cosa in più sarà un dono.

Lui è bravo perché si fa seguire dalla psic ed era uno che non ci credeva affatto.

FASE MANIACALE?

My bro da inizio mese, forse mese scorso, sembra in quel tipo di fase in cui è tutto energico e carico. Purtroppo di solito fa seguito una fase di down che non finisce per anni. Solo questo mi preoccupa, di certo non quella parte relativa alla fervente attività. O forse non è tanto attività, quanto eccitazione. Ma devo essere giusto: l’attività c’è eccome, tutta rivolta a risolvere i problemi di nostra madre e direi anche padre. Problemi fisici, della vecchiaia. Questo non è poco. Da quando mia madre ha deciso che non farà più certe cose (era ora) tra cui cucinare, ci si è messo di buzzo buono. Ha inoltre prevenuto il momento in cui mi sono rotto il cazzo e stavo per andare e prenderle il deambulatore a prescindere da esenzioni INPS inutili eccetera. Lo ha preso lui. Ed anche un sostituto di quello che avrebbero voluto: un pitale. Per fortuna ha trovato una differente soluzione. Temo che tutto questo avvilisca un po’ mio padre, tutta questa decadenza, che gli ricorda la sua, che gli fa sentire “meno dignità”. Mia madre per fortuna accetta la realtà o sembra farlo. Inoltre mio fratello ha anche messo un corrimano sulla scala esterna, a cui mia madre si aggrappa letteralmente. Tutto in pochi giorni.

Io spero che tenga botta, non vorrei che si trovasse con troppa gente scazzata su cui l’entusiasmo non ha appigli, si scivola, si ricade in terra, soli.

Del resto sono felice se si dà energia. Alla fine resterà lui forse, quello messo meglio, quando sembrava quello messo peggio.

Ho l’impressione che anche lui si trovi a cercare di “essere utile”, di far sentire che serve a qualcosa, qualcosa che vale la pena pagare, immagino. Purtroppo è questo il problema. E infatti mio padre ora, dopo i vari fatti che lo amareggiarono, è ben contento di vedere che mio fratello è così servizievole e disponibile con loro, in casa. Ma resta preoccupato perché non si guadagna da vivere. Mia sorella novax (noterzadòs, nopass, più che altro) alla fine il covid se lo è pigliato e quindi mio padre non si deve più preoccupare che lei perda il lavoro per il cazzo: avrà il green pass da guarigione e via.

Oggi è tutto grigio, compreso me.

OK BOOMER #2398472

Nella prima puntata di FIX di/con Jimmy Carr, una delle comiche fa una battuta il cui contenuto allude al fatto che sarebbe un sollievo trovare “finalmente di nuovo” uomini che si tengono i loro pensieri. Ora per me che sono del 1974 tutto questo andirivieni di non-va-mai-bene-un-cazzo ha davvero rotto i coglioni. Per decenni su decenni non ho fatto altro che sentire donne lamentarsi del fatto che gli uomini non dicono ciò che pensano, gli trapano la minchia chiedendoglielo, quando glielo dicono non ci credono e insistono.

Ora, cristodiddio, se ne trovi che condividono il loro pensiero, non ti va più bene? Ma checcazzovolete?

Se uno vuole “solo chiavarti” e si tiene i pensieri non va bene, se condivide i pensieri e non ti si butta in culo non va bene. Chiaramente la via di mezzo, certo. Ma non vedo mai alludere a questa via di mezzo.

Il fatto però che le vere conversazioni, che il dialogo di persona lo faranno solo “i vecchi” l’ho sentito dire a chiare lettere proprio da Jim Carr. E questo mi lascia secco. Io vivo in un paesetto del merdaviglioso nordest Italiano, ma cazzo Jim Carr no, è Inglese, vive e frequenta città e bellagggente.

OK BOOMER. Vaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaabene.

…perché mi sto eliminando – non lo posso dire.

Nel mio progetto di autoeliminazione una delle cose che occupano tanto spazio e hanno per me un valore sono i libri. Ne hanno molto e non mi va che vadano in culo, così a caso. Non mi va che vadano a chi non darà loro valore. Così ne ho date barcate ad un tizio. Dopo la terza borsa gonfia è stato difficile schivare la sua domanda in stile “perché mi stai dando dei lingotti d’oro?” stampato sul viso. Difficile, ma fattibile. Del resto dire il vero, tipo “intendo suicidarmi carissimo quasisconosciuto, ma non mi va proprio che cose così belle vadano date a caso, ed ho personalmente partecipato a decine di svuota-la-casa-del-morto per sapere come vanno queste cose: puzzano di morto, per qualche cazzo di motivo, un sacco di cose che avrebbero valore: i libri sono tra questi e questa è fantascienza e so che tu ami la fantascienza quindi sono FELICE di darla a qualcuno che la godrà, perché io con tutta probabilità non leggerò più”.

Però Asimov lo aveva tutto. Quindi ho tutta la Fondazione e forse altro… ma per fortuna un non-ancora-trentenne che ha tutta la mia stima non ha letto nulla di ciò. Glielo darò con gioia. Ma per fortuna è depresso lui, quindi confuso, e il suo “ma perch…” si è perso nella conversazione. Difficile dire alla gente che dai via ogni cosa perché non sopporti l’idea che alla tua morte cose che costano, che sono godibili, belle, apprezzabili, vengano trattate come spazzatura. Quindi finché sei vivo e non sanno di “roba del morto”, io so che devo solo trovare gente che è davvero interessata.

Purtroppo con i CD non è andata altrettanto bene, il tempo è passato… sono davvero divenuti pezzi di plastica per la maggior parte della gente.

Quando riprendi in grande, TUTTO è più grande

Il titolo riporta una semplice verità di un collega, non ricordo se riferita al video o alla foto. Ma credo al video. Quando aumenti la grandezza della scena, ogni cosa che ti serve deve essere calcolata più in grande. Non stiamo parlando di qualcuno che lavora nel cinema o in TV, ma di freelance che iniziano in piccolo, gente che non ha studiato in una scuola specializzata né ha imparato andando “a bottega”; del resto oggi sembra assurdo non fare un corso. Comunque: hai ragionato con una certa luce, un certo angolo, una quantità di fondo, una grandezza di stativo, una quantità di peso fisico.

Ecco, tutto diventa più grande, tutto, appena vuoi fare “qualcosa” più in grande. Ne devi tenere conto: hai quello che hai. Vale la pena pensare di comprare roba? O vale la pena spremere ogni possibilità da quello che hai già?

Ad ogni modo cari ragazzi figliuolici di una volta, ossia quasi-boomer della generazione X, io la vedo così ANCHE nel passare da foto a video. Magari solo perché fatico di più a mettere in ordine mentale le cose e ci sono meno facilitazioni. Ad ogni modo formati video e codec, editing che diventa montaggio/color (correction/grading), tutti i dispositivi di ripresa “tangibili da umani” (cioé vi dico solo di andare a leggere qualche prezzo di una roba ARRI per dire cosa NON è umano) , software diversi, hardware pc tutto con specifiche triple rispetto a quello che credi tu, i movimenti di camera fluidi, ogni genere di strumentazione meccanica, ma soprattutto le basi: la videocamera, i supporti, tutta la parte di strutture portanti (non ho ancora un nome per quella roba, ma fate conto ogni cosa che fa la – sempre sia lodata – smallrig, ah ecco, si, forse tutto il rigging) , le basi, i cavi e come proteggerli, audio si/no, come, la quantità di personale coinvolto, si, no, evitabile, merda si, merda no, dipende da.

Formati video RAW, i LOG, le LUT, la gamma dinamica, l’HDR, la risoluzione, i frame per secondo, tutto da pensare MOLTO BENE perché appunto “poi tutto è più grande”. Puoi usare il formato più fico del mondo, ma poi lo gestirai? Ma se è fico, è fatto per essere gestibile anche se ha tanta roba? E studiarestudiarestudiare. E poi guardi qualche canale su instagram con gente che FA COSE. Fighissime. E che distrugge attrezzature da 7000 euro a bullone. Certo, le mettono apposta. Però.

E la messa a fuoco, cazzo. CAZ ZO.

Quanto posso fare da solo?

Ad ogni modo al mio arsenale inutile aggiunsi una Black Magic Pocket Cinema Camera 6K pro. Forse sono pronto a mettere il piede nella fredda acqua del nonsouncazzo sia lì che in DaVinci Resolve Studio / Fusion Studio che è compreso nel prezzo. Certo il test del raw dice che il mio pc ce la fa fin lì. E sembrava un dragomostro.

Ad un inutile corso (full novax!) di cui vi parlerò ho però imparato una serie di cose che probabilmente trovo su youtube o su dei manuali, pure vecchi. Quella più simpatica che ho trovato è la relazione tra la corretta sequenza:
– silenzio
– motore [attesa dei feedback]
– ciack
– azione
– stop
e il fatto che i software di montaggio di oggi sincronizzano automagicamente. Ma godo!!!!!!!

Cioè, godrei se dell’audio mi fregasse qualcosa.

Ma adesso qualcosa mi frega, tipo monetizzare.

E la cosa fa un po’ ridere perché non ho davvero prospettive, e nel mio progetto “VIVI/MUORI”, la parte muori non è ben completata, devo ancora 9/10 a M. Non va bene. Devo trovare il modo di monetizzare, porcaputt.

Essere una merda, fare schifo, ep.#192837

Ecco che la sensazione di essere completamente inadatto, inadeguato, non all’altezza che di una media che si arrabatta per la sopravvivenza, ma neanche, neanche all’altezza di quello, di fare schifo ed essere una merda diventa una schiacciante vergogna di esistere, una impresa il cui proprietario insiste a fare debiti su debiti per tenere in piedi una baracca che è l’unica cosa che sa, ma che non serve a nessuno, nessuno la vuole, nessuno vi si reca più. Un edificio che se ci si impegna molto esiste nel buon ricordo di un istante di qualcuno, ma era tanto, tantissimo tempo fa.

Sto perdendo tempo. Devo muovermi. So quello che devo fare. Devo ringraziare di poterlo fare in relativa calma. Pensavo che l’azoto fosse una soluzione accettabile e preferibile, più facile da reperire del monossido. Ma temo che procuri crampi, vomito, dolori. Porca quella granputtana. Un gelido dottore, senza IPPOcrasia, che mi dica “guarda, è molto semplice, basta fare click qui e hai finito di esistere e nemmeno te ne sei reso conto”.

Cosa causerebbe la morte cerebrale in un istante, mentre mi avvicino al bordo di un lago attorniato dal ghiaccio? Scivolare li dentro, assideramento… ma senza sentire assolutamente niente. Certo poi per cremarmi bisognerebbe essiccarmi! 😀