essere in debito

Bisogna scegliere attentamente a chi … concedere di concederci un favore. Perché quel favore ti pone in debito. E chi è, come si comporta questa persona, ente, azienda?

Come fotografo ho cercato di mandare a fare in culo tutto ciò che non mi rispetta, lasciando all’infimo prezzo di mercato del mondo dello stock di decidere le mie sorti fornendo la qualità a livello di mercato al prezzo di mercato, ma senza tutti quei comportamenti legati alla committenza, provinciale o meno che sia, che manca di rispetto alla mia umanità, spesso per ignoranza, più spesso per maleducazione.

Però devo molto a molti. Fino ad ora mi sono trovato ad essere debitore di persone ottime. Il debito è sempre stato saldato col cuore pieno di gioia.

Però poi ricapita la roba su commissione. E allora ecco che la condizione di sudditanza ricapita: quel qualcuno andrebbe messo a posto. Ma quel qualcuno ti sta facendo un grosso favore e – in media – quello che tu hai deciso per la tua vita viene considerato anche dagli altri professionisti “essere viziato”, disadattato, permaloso.  Continue reading →

iStock annoyances #201612130512

questa va bene

questa va bene

tra le mille rotture di cazzo che potete avere in un rifiuto da parte di iStock/Getty ci sono tutti i dispositivi digitali personali come gli smartphone, tablet, computer eccetera nonostante abbiate cercato di ripulirli dai loro “tratti distintivi”. Non vi suggerirò come tagliare la testa al toro, naturalmente: sono cazzi vostri.

Quello che però urta, quando risolviamo la cosa con il fotoritocco è che se decidi che il marchio “CE” non può essere che rompa le palle: beh si, invece. Non so se sia sensato, ma se uso il termine legittimo, devo ricordarmi che la legge la fanno loro: hanno loro il coltello dalla parte del manico. Perdono meno tempo a dire di no dove sarebbe forse, che a rischiare di dire si.

Chitarre (se si vede il palettone), cellulari (se si vede qualsiasi tratto distintivo) e tablet, notebook, cuffie audio (e qui andiamo oltre: un CERCHIO è stato considerato un marchio) … un po’ di tutto.

Rompono talmente il cazzo che me ne frego: non rifaccio l’editing, incasso i rifiuti e tengo il meglio. Ma ricordo che Shutterstock ed almeno altri 3 dei miei best-earners le accettano tranquillamente e le VENDONO tranquillamente.

Hanno davvero troppo esagerato, a mio avviso. Del resto dal punto di vista del cliente credo che la protezione legale sia estrema. Anche se credo che sia più per parare il proprio culo.

Puoi lamentarti. Oppure puoi fare qualcosa.

Ho appena letto un botta e risposta in uno dei soliti gruppi specialistici: questo è sul microstock; questi gruppi essenzialmente (non si sa perché: nel mondo di usenet questo capitava, ma molto meno: o forse so perché: c’erano regole ed in alcuni casi moderatori intelligenti) sono zeppi di lamentele. Tutti si lamentano: alcuni sono allarmistici (shutterstock chiudeeeee, istock chiudeeeeeeeee, tutti falliremooooooooooo ) mentre la maggior parte si lamenta della infima percentuale che guadagna. E’ vero. Non sei però obbligato a stare a quelle regole. Metti su un symbiostock tuo e vediamo se guadagni come con la agenzia che in quel momento ti sta sulle balle.

E’ vero che ti danno poco. E lo sai da subito, da prima. Fai il fotografo? Prova: prova nel mercato tradizionale. Ce la fai? Fai l’illustratore? Ce la fai? Riesci a farti pagare (e in Italia poi) per quello che fai? Il giusto? Fai il videomaker? Il musicista? L’animatore grafico? Modellatore 3D ? e RIESCI a guadagnare? Ottimo! non ci riuscivi e con lo stock si?

E allora chi deve cosa a chi?

Questa conversazione – circa – l’ho letta e mi ha ricordato quanto duramente ho dovuto combattere con questa decisione. Guadagnare nel microstock non è affatto facile. Oppure si: alcuni meccanismi sono facili. Ma produrre sempre guadagno, continuativamente, non è facile.

Ma lamentarsi non produce alcun cambiamento. Fare. Questo produce cambiamenti. Certo, sarebbe ottimo riuscire ad organizzarsi globalmente in un sindacato dei produttori di materiali frutto dell’ingegno ed avere protezione. Ma … guarda un po’: le major discografiche non sono riuscite a produrre i loro interessi nonostante fossero dei colossi. E qualsiasi organizzazione dal basso deve fare i conti con un crudissimo individualismo sottostante, che è il contrario del “lavorare per noi”.

Io ho problemi. Tu hai problemi. Lamentarsi è possibile. Dire che le agenzie esistono perché noi esistiamo è vero… ma anche che senza le agenzie noi dovremmo competere in un mercato molto locale è vero. Oppure imparare competenze, pagare server, web agencies, imparare cose diversissime. Già così è vero: fotografo, illustratore, musicista: comunque se vuoi vendere stock devi fare molto altro oltre a produrre il tuo materiale. Ma se l’agenzia non facesse la sua parte che faresti? Non voglio affidare loro tutta la mia sicurezza, ma nemmeno considerarli sfruttatori. Ci dobbiamo usare a vicenda: è giusto. E’ uno scambio. Proprio come il denaro e il lavoro.

togliere le bugne dal fondale 2: tecnica rapida

Vedi prima l’altro articolo per capire cosa intendo.

Velocizzato, sistematizzato:

Lavorare sempre in raw. Salvare in TIFF/PSD 16 bit.

  • Apri TIFF in photoshop
  • apporta eventuali correzioni pelle ecc
  • duplica livello (CTRL – J)
  • seleziona con “strumento selezione rapida” grossolanamente lo sfondo (W)
  • passa (Q) a maschera veloce, dipingi quello che non è sfondo, sbordando leggermente, con pennello sfumato ed esci da maschera veloce (Q)
  • CTRL-J per creare un livello con la selezione in corso
  • applica a questo livello un “controllo sfumatura” molto pesante giusto fino ad eliminare le bugne ma senza fare un casino
  • spostare il livello sfumato tra lo sfondo e la copia, ora la copia sarà sopra tutto
  • applicare una maschera a questo livello superiore
  • dipingere (seleziona con X se dipingi o cancelli) per togliere le bugne dove serve stando molto attenti ai bordi specie dove si incontrano capelli eccetera.

I passaggi ci sono tutti, ma una volta che ci si prende la mano diventa tric, trac hop hop, velocissimo. Per sicurezza appena avete i 3 livelli (prima di dipingere) CTRL-S per salvare il TIFF.

Quando avete terminato CTRL-SHIFT-S per salvare in JPG; mio consiglio: salvate a 12 in photoshop e compratevi jpegmini che fa un lavoro ECCELLENTE per ridurre, se questo elemento ha per voi una importanza cruciale come per me: massima qualità, minima occupazione di spazio.

bulle/bulli e potere: DENUNCIATE.

Ieri in occasione della trasmissione di Gianluca Nicolini su Radio24 dedicata a “i bulli quando crescono” è stata “eccezionalmente” ospitata una telefonata interessantissima anche di una donna, bulla in giovane età, ora, dice “che si vergogna di aver fatto quelle cose”.

Il racconto di come si svolgono i fatti rende la “violenza di genere” tutta una prospettiva e non un fatto, rendendolo quindi anch’esso soggetto a misurazione dei numeri in quanto a “fenomeno sociale” ma non in quanto a fenomeno umano o “insito nel maschio”.

L’essere bulli è una questione di potere. L’insicurezza data dal non essere non leader, ma indiscusso si, rende la necessità della occupatio impellente. Mettere in chiaro chi “non si può offendere”, in cui ovviamente cosa sia offesa lo decide sempre l’offeso. Questo (che cosa mi offenda lo decido io) ovviamente è giusto: ma la mia reazione non può travalicare il giusto.

Per cui dico: in un mondo fuori dallo stato di diritto, il potere è derivato dalla forza per contrasto diretto: la lotta, il combattimento, la violenza fisica. Questa donna tra l’altro dice “non si tratta di chi è più forte ma di chi è più cattivo”. Illuminante anche questo. Continue reading →

canon e il display che mostra una ELLE

lockoddueCapita a volte che tu tu legga tutto il manuale. Io perlomeno faccio così. Mi arriva una roba e io leggo TUTTO il manuale. Poi però escludo cose che – decido – non userò mai, pur riconoscendone il potenziale valore. Una di queste è il tasto “LOCK” delle mie 5D.

Non lo uso. E’ possibile anche impostare cosa debbano bloccare. Ma io semplicemente dico “non lo userò mai”.  Un giorno però mi si presenta, in pieno shooting, si, avete capito, una bella “L” nel display a cristalli liquidi. Non ho tempo di studiare cosa caspiter stia succedendo, prendo l’altro corpo macchina e continuo a lavorare.

Prima di riprendere in mano il manuale attivo il live view e invece di vedere una scritta “L” vedo la scritta “LOCK”. Guardo il fottuto tasto: è lui. Ho preso dentro? Qualcuno non si è toccato i maroni? Non so. Comunque lo rimetto a posto, smanetto: funziona.

Tornato a casa prendo il manuale (quello in PDF che è completo) e infatti era lui e la fottuta elle.

Capita? Ah non so. Ma meglio così. la 5D non ti diceva niente con il selettore lock. Queste almeno qualche segno lo danno.

PLINI : prog metal strumentale. Godo.

pensavo fosse un gruppo

pensavo fosse un gruppo

Forse un po’ fusion, forse un pelo (pelo) freddo, ma … che figata: progressive metal totalmente strumentale. PLINI è il nome del chitarrista titolare del progetto che di volta in volta coinvolge differenti altri componenti cazzutissimi (che non conosco ma… sono cazzutissimi e basta).

Un piacere. Potentissimo, melodico, preciso, graffiante e “metallico” ma non inutile su e giù di sborrate chitarristiche dimenticabili.

Da riascoltare godendoselo.

Erano … beh anni che non ascoltavo una cosa e basta. Proprio: ascolto in cuffia e accarezzo la gatta. E basta. Con gran godimento sia mio che della gatta.

Nonostante io sia assolutamente in bolletta in questo momento l’ho già messo in lista per l’acquisto fisico. Eccellente lavoro. Consigliato da un mio amico che ha letto che lo consigliava Steve Vai. Eh beh, il buon vecchio Steve lo ringrazio assai.

SB e i suoi pistolotti antifotografi

tette. (C) S.B.

tette. (C) S.B.

Di quale fotografo (parlatore di fotografia, più che altro) sto parlando lo dovete capire da soli (S.B.) perché non intendo aumentare i riferimenti al suo nome né con link, né con la ricerca specifica del suo nome. Ma ormai ne ho parlato a sufficienza in altri post perché si possa capire. Italiano, su facebook e sul suo blog, noto anche per il viaggio a piedi incoerente iniziato per il “valore” della fotografia.

La sua incoerenza è l’elemento più importante. Quando decidi di parlare di perché, allora non puoi più fare lo sputasentenze. Devi motivare. E se dici una cosa che contrasta con l’altra semplicemente una non è vera. Quindi, per parlare come lui, è una stronzata. E se dici stronzate non puoi sentenziare. Puoi sbraitare, puoi brontolare, puoi opinare. Ma di certo non puoi pretendere di profferire verità, perché ciò che dici non è – con la pacata trafila di una discussione – sottoposta alla verifica.

Per cui cari fotografi: volete fotografare? Fatelo. Chiunque abbia velleità artistiche potrebbe voler considerare utili spunti quelli di S.B. : tempo fa lo lessi definito “la Littizzetto della fotografia” … ma consideriamolo più un assistente alla masturbazione mentale. E’ utile, per un po’, ragionare sulle sue boutade: se devi formarti un senso critico e il tuo interesse per la fotografia vuole raggiungere il confronto con artisti di tutto il mondo. Esercitare il pensiero critico, anche se non ti interessa, può prepararti ad impatti successivi. Ecco l’utilità di S.B. e di altri parlatori di fotografia. Continue reading →

il fondo con le bugne: come fotosciopparlo via

una che sa davvero.

una che sa davvero.

Capita di sbagliare in fase di ripresa; sicuramente a voi no, ma a me si. Col fondale non ho un rapporto meraviglioso. Avendo soldi, magari, me ne fotterei. Ma ho avuto un periodo in cui dev’esserci stata umidità e credo sia per questo che il fondo ha iniziato a fare le bugne.

Ora sicuramente voi avete il trucco fico, ma io no. Ho trovato un trucco veloce per togliere lo sporco dal fondale bianco: quello dove dici a tutti “venite scalzi oppure con delle scarpe pressoché nuove” e poi alla fine è tutto una merda. Ecco, quello lo pulisco in modo relativamente decente ma sicuramente veloce, per il risultato accettabile che da.

Ma quando il fondo ha le bugne si vede e il trucco di sfocare lo sfondo e poi far uscire il soggetto con la mascheratura non funziona perché il soggetto partecipa alla sfocatura e quindi ai suoi bordi esce l’aura della maledizione nazca.

Quindi? Selezione intervallo colori sullo sfondo (con i valori magici), duplicazione livello, un’aggiustatina alla sagoma rimanente (che deve essere vuota) e poi alargando di una buona ventina di pixel rispetto alla sagoma rimasta la selezione (si ma con l’accetta, non vi preoccupate della precisione) poi si riempie la selezione ma content-aware. Questa meraviglia della natura del content-aware ovviamente riempirà di altro fondo bugnato.

Ora si che potete sfocare tutto. Se con la selezione tutto è diventato trasparentino, sotto potete metterci una sfumatura dei due colori decentemente prelevati dal fondo sfocato.

Ora si che potete usare tranquillamente la maschera ed estrarre il soggetto dal fondo che non sarà più bugnato ma “con grosse aree di colore sfumate” in modo accetabilissimo (certo non uniforme e perfetto) ed in rapporto con i colori che a contatto con il soggetto sono ancora corretti.

E sostituire il fondale?

Se me ne spedisci due tu gratis, volentieri, anche tutti i giorni.