Habimus papam – by AFTERFINDUS – leggete, leggete

“Maria”, al contrario di quello che hanno cercato di far credere, è un uomo realmente attaccato alla Chiesa e alla sua missione pastorale. E proprio per questo non è riuscito a digerire la spregiudicatezza e la corruzione della realpolitik vaticana. Insieme ad altre “quinte colonne” sparse per i Sacri Uffici

viaHabimus papam.

Non ho ancora capito perché diavolo sia finita nelle bozze invece di essere pubblicata al volo a suo tempo. Ma … vabbé. Magari fuori tempo è più interessante.

tutti chiudono: troppe regole o troppe spese?

Le regole e le scadenze ci sono sempre state. Eppure ogni giorno io sento la stessa sequela di lamentele di gente – imprenditori grandi o piccoli, fino agli esercenti – che chiude o sta per chiudere o che si trasferisce altrove.

Vogliate tutti quanti focalizzare l’attenzione su: REGOLE e su SPESE.

Le regole sono regole. Se sei allergico, fatti un giro in Austria o in Germania e prova a lavorare in nero o evadere le tasse … o magari negli Usa … oppure prova a vedere cosa significa avere un “pending grade” od invece un A, B grade in un ristorante in centro a New York (e chissà come mai “Bella Napoli” a New York pare abbia una “C” … evviva…) … e così via.

Se però parliamo di soldi e spese e ti chiedi “ma perché devo spendere tutti i mesi dei soldi che non dovrei spendere?!!!” allora la faccenda è diversa ed è qui che credo tu abbia ragione. Qui che bisogna lavorare.

Se invece parliamo di tasse: le tasse vanno pagate. Ma non vanno pagate prima che tu incassi, le regole devono aiutarti ad incassare e a lavorare come se gossi in UK. Chi non ti paga LA PAGA. E così sarà per te.

Negli USA la paga del dipendente è settimanale. Insomma ok, da Slovenia ed altri paesi mandano le propostone per “vieni ad imprendere da noi” … e questo rompe o coglioni, sinceramente, perché sicuramente da noi incentivi del genere non ci sono, da offrire a chi viene da fuori. E su QUESTO bisogna lavorare.

Ma per il resto, cari imprenditori italiani col capannone mezzo in nero e che desiderano semplicemente non lavorare in sicurezza e non pagare le tasse… all’estero le regole funzionano perché TUTTI LE DEVONO RISPETTARE, non solo chi fa comodo a voi.

Provate a parlare di posdatato in Austria.

E provate a non coprire un assegno. AHAHAHAHAHHA. Provate a fare del nero in Germania e dopo che siete scappati a tornarci e poi vediamo cosa vi succede. Provate e raccontatemelo.

quando la polizia ti carica fa terrorismo?

(sondaggio a fine articolo!) Nel titolo, una domanda che talvolta mi pongo. E di cui non so dare la risposta. In fondo, altrimenti chi ci sarebbe al loro posto? però … però … Magari qualcuno con la stessa forza fisica e una differente forza morale.

Quis custodiet ipsos custodes?

Questa ragazza parla chiaramente, e cede pochissimo, davvero poco e solo sul finale. Una ragazza che dice ciò che è davvero la la nostra realtà. Manifestare il proprio pensiero, il dissenso, la parola, la libertà … quando uno ha tre lettori e non si nota, non ci sono grandi problemi. Sono tutti divisi in mille rivoli … io leggo te, tu leggi me… nessuno si preoccupa. Ma quando la gente manifesta ed altra gente rischia di sentire quello che ha da dire, allora scatta il manganello. A casa mia quando io tento di andare in un posto e di dire la mia e uno mi pesta questo si chiama aggressione e percosse.

Ma dipende tutto da chi lo fa.

Chiediamoci tra 10 anni cosa sarà successo ad Adele. Perché oggi, nel politically correct che conviene, ovviamente a questa ragazza è stato consentito di parlare, facendo la mossa “vedi? sei libera!”. Ma cosa le succederà domani? A scuola, nella vita?

Conosco tantissimi ragazzi che sono inchiodati dal potere quotidiano di molti professori, di burocrazie che se ne fottono delle persone-studenti … cambiano le date degli esami e le pubblicano in posti sconosciuti e senza che ci sia la possibilità di essere avvertiti finché non si va proprio lì … come arrivare in Cina in vacanza DOPO che hai scoperto che il volo di ritorno è stato soppresso… e lo scopri in Cina. Questo è un esempio, ma chiedete agli studenti… vorrei vedere quei video, migliaia di migliaia… io solo ne conosco tanti. Per me sono testimonianze da dare. Altro che piccoli disservizi. Se li sommi uno ad uno… tanti ragazzi esasperati che non riescono a laurearsi perché al tal assistente o al lettore o al tecnico di laboratorio o al prof che ti segue non interessa e ti fa aspettare tutta la vita… Allora vedi che tanti non sono parcheggiati per propria volontà.

E’ anche vero che molti stanno a testa bassa, studiano, si laureano, e poi lavorano. E non sono certo tutti figli di papà. Ma capita anche che debbano cambiare facoltà perché questo accada. E allora qualcosa non torna, giusto?

Io non sono uno studente. Ma ne conosco tanti e sono pochi, ormai tutti al lavoro, che testimoniano “no prolem, buon servizio, mi è servito, non mmi sono solo arrangiato a passare esami e farmi firmare i libretti” …

Voi conoscete solo casi positivi? Raccontate sia in un senso che nell’altro, volentieri

avere paura di scrivere un curriculum

Arrivare ad avere paura di fare qualsiasi cosa è possibile. Voglio descriverlo perché forse non avrei mai immaginato di sentirmi in questo modo e, forse, alcuni che ora sono solo preoccupati da qualcosa, per sé, non immaginano che domani, forse, potrebbero sentirsi paralizzati come me.

Per questo devo partire subito con un consiglio POSITIVO: se non state male, scrivete o aggiornate il vostro curruculum IMMEDIATAMENTE. Fatelo ORA, tornerete qui a leggere dopo. Perché? Perché il vostro stato mentale positivo vi consente di portare a termine questa operazione, di non essere incatenati, congelati, impastoiati in un circolo vizioso autodistruttivo. Di dire semplicemente qualcosa, senza farvi venire mille dubbi che vi spingono a tacere, a ritirarvi, a sparire. E potrete usarlo anche se doveste trovarvi in condizioni di non riuscire a scriverlo più come si deve.

“Dottore, cura te stesso” – dunque? Certo, ora io me ne rendo conto, ma questo non mi basta a far sparire la sensazione. Sapete, quei film d’azione dove si parla di “vivere nella paura” … beh, questo cambia senso una volta che ti capita. Continue reading →

essere gregari di un comandante idiota

E’ una nostra scelta. Spesso non sembra ce ne siano altre, ma talvolta non vogliamo ammettere che seguiamo ciò che conosciamo. Anche se è manifestamente un errore (anche storico, nella nostra stessa vita, mica in prospettiva nazionale o mondiale) … perché il comandante ha già dato prova di sé, del suo modo di ragionare, di trattare la gente, gli argomenti, i rapporti. Rimane in piedi per il rotto della cuffia, dice che vuole fare tutto nuovo, bastaconglierroridelpassato, vecchio = errore, eppure vedi che è il vecchio errore a ripresentarsi : lui. Il suo modo di ragionare è vecchio, è lo stesso. Averne UN ALTRO sarebbe nuovo (per lui, quantomeno) … anche se più vecchio ancora …

E molti di noi sono fatti per far benone il proprio compito che, per quanto secchi ammetterlo, è gregario, non è di comando (subalterno non è comando, se hai qualcuno sopra) … seguire qualcuno che guida come si deve è sempre una nostra scelta. Significa che comunque sappiamo riconoscerlo, e non prendiamo quello che capita.

Quando scegliamo chi ci governa la vita non siamo sempre in cabina elettorale. Spesso si tratta di un dirigente aziendale, o perché no, di qualcosa di militaresco. Se non siamo obbligati (pena la morte immediata) ad accettare, allora siamo noi che abbiamo scelto: non è il nostro leader per nulla: siamo compartecipi della scelta.

Bau settete a tutti.

crisi nazionale e depressione nazionale? pare che non sia il solo

ce la posso f… CRASH!

mi sentivo un po’ una merda anche a sentirmi una merda… come dire … ti senti male, hai paura, hai questo e quell’altro… e … giudichi tutto questo negativamente (non come uno che prende sei e dice “vabbé, chemmefrega, a me basta così”) …

Ma in questo caso il malcomunemezzogaudio (che, come sapete, ho già da tempo modificato in “mal comune, vaffanculo”) un po’ aiuta, perché la sensazione è piuttosto diffusa in tutto il Paese, come dice questo articolino. Niente di cui rallegrarsi, ma almeno non ti senti al top della classifica delle merde. Dici… beh, dai, non mi abbatto poi per motivi che vedo solo io. Speriamo di farcela lo stesso a polyannare un po’.

il programma di grillo, cinquestelle, #M5S

immagine del comico Beppe Grillo nell'atto di rassicurare i passanti

rassicurante

Sono dovuto andare a darci un’occhiata: al programma. Non è che si possa ignorare. Grillo nel ’95 m’era piaciuto. Tante altre volte m’era piaciuto. Ora se non fosse diventato un arruffapopoli (senti come sono monarchico) forse mi piacerebbe ancora. Che faccia ragionare la gente è bello, che stuzzichi e rompa le scatole su cose di cui qualcuno vorrebbe non si parlasse, questo va benone. Ma quando fa sragionare? Quando usa la tecnica “scherzavo” (sono un comico, mica un politico) e compagnia bella, allora mi ricorda tanto un “sono stato frainteso” che mi ha già scartavetrato i cosiddetti per un bel po’.

Non posso dire di non condividere tante delle frustrazioni che lui raccoglie ed amplifica. Ma lasciamo perdere e torniamo al titolo: non potendo ignorare quanto importante rischi di diventare la sua percentuale in rapporto agli altri ed in mancanza di attori seri rimasti in campo, sono passato a curiosare sul suo sito, cosa che non facevo più da qualche annetto.

Ho preso un commento in evidenza di una tizia, tale Viviana, se non erro, che se la prende con Scalfari dandogli sostanzialmente – non sono le sue parole – del vecchio rincoglionito che in precedenza lei aveva ammirato molto, ed evidenzia che il movimento 5 stelle un programma ce l’ha.

Allora ho detto vediamolo. Il link, lo ripeto, è questo. Forse sarà bene copiarlo, incollarlo, datarlo, farne un pdf. Comunque: dato che ora ho sonno, mi interessava SOLO sapere che cosa pensavano di fare per il paese, che in questo momento ha un lievissimo problema che si chiama “lavoro”. Non vedo il punto, guardo sotto “economia”. Continue reading →

incomunicabilità n.201210181132

urlare cose incomprensibili?

Torre di babele, dialoghi fra sordi, asino che dice cornuto al bue… Per fortuna il difettare in comunicazione non è cosa nuova. Mi consola solo questo, evidentemente ci si ricade di continuo.

Eppure mi amareggia, mi stupisce. Questa è un’epoca in cui si fa poco e si parla molto. E si scrive molto.
Quindi bisognerebbe saperlo fare adeguatamente e condividere tutti un codice ed un insieme di significati per gli stessi vocaboli che usiamo tutti. Senza possibili fraintendimenti salvo per parole che sono nate per sfumare.

Caso 1, commerciale: CG chede all’azienda Sempronia Corp che batteria ci vada esattamente nell’accessorio XYZ. – “Salve, gentilissimi, mi serve sapere esattamente che batteria acquistare ed usare per l’accessorio XYZ : nel manuale non c’è scritto, sull’accessorio non c’è scritto, se vado nei negozi mi dicono che non c’è scritto e non si prendono la responsabilità perché esistono tre differenti formati e voltaggi”.
– Risposta della Sempronia Corp: “Per acquistare la batteria basta andare in un negozio di elettrodomestici, Va bene una di quelle dei telecomandi per cancelli, saluti
– CG, a casa sua, leggendo la mail: ???!!!! Quale stracazzo di maledettissima fottuta mmerda di porcosette di batteria ci va?!!! cazzo!!! Non me lo state minchiafottuta dicendo!!!!! Mentre nella lettera CG lo scrive per benino, un po’ piccato, ma senza le parolacce, quacosa come “mi serve il taglio e il voltaggio, va bene anche una foto…” Continue reading →

informatici esterni infilati nella tua grossa ditta

Mi dicono che la tendenza (nefasta) oggi in molte aziende sia, più di quella del SaaS, quella di demandare tutto l’IT ad un outosourcing che però è fisicamente fatto di personale esterno dislocato internamente.

Facciamo finta che siano spazzini e non esperti informatici, che lavorano – faccio un esempio – per la Italiana Budelli, aziendaliderdelsettore, 12 stabilimenti in Italia, 10000 dipendenti. Le pulzie, invece di farle fare a personale interno assunto, con la qualifica di “signor* delle pulizie” la appaltano alla ditta esterna, la Pulitania, che disloca 120 dei suoi addetti presso la Italiana Budelli. Quando hai un problema perché il water è sporco, ci sono le ragnatele oppure è la 9a volta che manca la carta igienica, il signor Gino non è un tuo collega, ma un dipendende di un tuo fornitore, la Pulitania : quindi devi parlare con loro se c’è qualcosa. E il signor Gino da te non prende ordini o lamentele … potrebbe anche farlo, ma comunque sarà il suo superiore alla Pulitania a contare, non il tuo superiore all’Italiana Budelli.

Ecco, fate conto che alla Grossazienda il fornitore dell’IT sia Famosomarchiodistampanti … pensate alla burocrazia. I manager che gestiscono (e basta, non se ne occupano) l’IT per Grossazienda hanno ascoltato il markettaro della Famosomarchiodistampanti che diceva “usa solo quanto ti serve! non gestire il personale! abbatti i costi dell’IT!” … pensate poi di essere un’azienda terzista che deve lavorare con Grossazienda: dovrete invece lavorare (ma chi decide? chi ha la responsabilità? ) con Famosomarchiodistampanti… questo me l’ha raccontato uno che ci lavora… sembra assurdo ma come sempre hanno deciso alcuni di quelli del “bisogna tagliare i costi” con un venditore esterno che ti dice “io so come farti tagliare i costi!” … e nessuno dei due ha badato granché al lavoro.

torniamo indietro anche sul #sesso, sembra

I bambini vedono tutto, chiedono tutto. Vedono le cose che tu vedi, ma non fanno finta di non averle viste, non hanno ipocrisie perché non ne hanno (ancora) la necessità: quando vedono un pene, ti chiedono cosa sia e perché sia più grande del loro o di quello del fratellino, cuginetto, compagno di giochi del mare o della materna. E’ inutile che ti inventi delle sciocchezze! E il perché dei peli, del seno della mamma, e così via.

La mia ragazza accede ad un interessante “bacino d’opinioni” presso il luogo in cui lavora e proprio ieri mi ha raccontato di una sua collega era scandalizzata per il fatto che suo figlio, che faceva il bagno con lei, le ha indicato la vagina e i capezzoli e le ha chiesto informazioni in merito. E lei – ora sono io che mi scandalizzo e non poco – le ha detto che i capezzoli (non ha usato questa parola, a suo avviso sporca, vietata) erano biscotti. Ora, siccome il sangue mi stava andando alla testa per la stupidità di un simile atteggiamento, non ho sentito cosa abbia inventato per la vagina. Quello che, riacquistato il selfcontrol, ho sentito, era che il suo uomo al medesimo racconto ha dichiarato che non avrebbe fatto il bagno con suo figlio perché “se poi mi mi fa domande?”. Continue reading →