wikipedia e il bullismo

Avete mai partecipato attivamente come editor di wikipedia? io lo faccio da oltre un decennio, sporadicamente ormai. Ho dedicato parecchio tempo a quel progetto. Mi sono disamorato.

Come mai? Beh, avrete letto i 5 pilastri, le regole, eccetera. Vi sarete accorti di come vadano le cose sulla wikipedia EN e cosa succeda invece sulla IT. Da qualsiasi parte intendiate partire, prima o poi vi scontrerete, da uomini di buona volontà, con uno spirito che con quelle regole, pilastri, indicazioni e così via non ha nulla a che fare.

Loro stessi, discutendone, se ne accorgono. Non tutti, però.

Si tratta dell’ego, che travalica di gran lunga “il bene superiore” che dovrebbe essere quello di tramandare la conoscenza. Bisogna ricordare che – parole in contenute nelle loro regole – wikipedia non va considerata una enciclopedia GENERICA, ma che può contenere anche ciò che starebbe in una enciclopedia specialistica, di un argomento particolare: enciclopedia della scienza, della musica, della lingua italiana, di storia, geografia, biologia, fumetti, serie tv, eccetera, ma mai una fonte primaria. Ricerca e giustificazione delle fonti, punto di vista neutrale (fornendo ad esempio i diversi punti di vista, per dire che questi punti di vista esistono e non sono slegati da una voce – e se ce n’è uno solo esplicito, si cita il suo autore se non è un pinco pallino) … ecc ecc. Tutto ragionevole.

Ma nella pratica… provate 😉

 

aruba fa schifo aruba non fa schifo

Ragazzi mi sono rotto di sentire come scusa, perché siete sotto pressione o avete dei casini, l’universale “aruba fa schifo”. Hai fretta? Non si fanno i lavori di fretta. Hai fretta e non sai dove si trovano le robe? Aruba ha sicuramente una buona fetta di clienti italiani per qualche motivo e non potrebbe continuare ad averli se fosse una totale merda, vista la quantità di competitors a disposizione.

Un sacco di volte sento dire, anche da clienti business, che “Aruba fa schifo”. Assento, annuisco, ma poi con calma, molta calma, chiedo: cosa è andato storto? Cosa non c’era?

Poi con due googlate che potrebbe fare chiunque trovo le soluzioni, i pannelli, gli accessi.

Non che non ci siano casini: ci sono, alcune cose sono molto migliorabili. Ma di solito ciò che viene indicato come schifoso o mancante, non lo è ad una verifica quasi superficiale. Continue reading →

mettere in ordine vecchie cose mi sprofonda nel nero

Ci sono cose che accumulo.

wrong shui

Non sono esattamente un accumulatore seriale, ma in nuce forse qualcosa c’è. E sento bene che si tratta di un disturbo. Non è un fatto qualsiasi. Sento un dolore fisico simile a quello dell’ansia vera, quando devo risolvermi a mettere in ordine. Mi sale la temperatura, inizio ad agitarmi, me ne vado in giro come uno zombie.

Al mio ultimo trasloco ho affidato ad una nostra amica le cose con le quali non riuscivo ad avere a che fare: lei ha preso tutto come stava e ha AVVOLTO in una carta alcune cose, schiaffandole in dei cartoni. Mi sarei ritrovato il problema nella nuova casa, ma almeno quello del trasloco era risolto. Io ho sofferto, davvero, ma contemporaneamente ho ringraziato questa persona e ho capito che potevo aiutare nello stesso modo qualcuno: se la roba non era mia potevo aiutare.

Come mai, cosa faccio? Normalmente scrivo dei piccoli appunti. Spargo questi foglietti ovunque. Poi li raccolgo, poi queste raccolte le metto da qualche parte. Tutte queste cartacce polverose sono spunti. Sono spunti per cose che non ho imparato, non ho approfondito, non ho provato. Sono cose che hanno toccato per un attimo la mia vita, ho trovato interessanti ma non le ho assaggiate. Ancora, perlomeno.

Credo che sia questo: lasciarle andare, spezzare questo legame, per uno che, come me, ha poca memoria e non intende averne perché può prendere un appunto, significa gettare via un possibile pezzo di futuro. Dico io eh. Magari non è questo. Alcune volte si, sono legato a degli oggetti e quello che mi incasina (mi manda fuori di testa proprio) è non avere il posto giusto per loro. Continue reading →

aiutare gratis gli amici

Dubbi e perplessitaggini. Anni fa scrissi metaforicamente davanti a me, sul muro, qualsiasi muro avessi di fronte appena sopra il monitor, un bel “BASTA LAVORARE GRATIS“. Questo era perché avevo fatto troppi favori agli amici.

memento

memento

Cioé: o me paghi o t’arrangi. Ma ad un amico avevo detto che l’avrei sempre aiutato. Solo che un aiuto è un conto, una svalangata di cose da fare è un altro. E così ora mi trovo a dover fare i conti, a dover quantificare quanto dovrei chiedergli per un lavoro continuativo.

“manutenzione tecnologica generale”, infrastruttura IT interna, connettività, mail, problemi eventuali con hosting, e poi… web marketing di VARIA natura. Il sito da gestire (non da fare, non lo faccio più, ho dato forfait: non sono più in grado) , i contenuti, le promo, i dati da analizzare, keywords, analytics, foto, mailing list e mailing, insights, gli sbocchi possibili, la concorrenza, recensioni,  il listening, landing pages , remarketing, crossmarketing, crosspost, video, seo, sem, serp, il SMM con tutto lo storyminkia da fare, costante. I vari canali e naturalmente tutte le vie pre-web, locali, nazionali, internazionali. Oltre al fatto che poi ha le sue tecniche per ungere gli influencer tradizionali del suo settore.

Io ho il mio lavoro. Quella roba o la fai con costanza o non funziona. E anche quando funziona difficilmente puoi quantificare la vendita.

E se non te la fai tu che sei il diretto interessato devi pagare qualcuno perché se ne occupi settimanalmente. E adesso come cazzo faccio? Glielo devo dire.

fare schifazzo con wordpress

Fare un sito schifoso con WordPress.COM è piuttosto difficile: bisogna impegnarsi.

Una delle tecniche più facili per fare cagare è fare quello che vuoi tu e che non sai fare, invece di usare i temi di wordpress e fare minime personalizzazioni senza stravolgere uno stile già ben fatto di suo. Magari perché 10 anni fa hai toccato del codice HTML e ora pensi di saper fare qualcosa. Ma non lo sai. E si vede. E non vuoi usare la roba pronta perché – wow – tu sai. Eccome se sai. Sai di merda: si sente fin qui.

Alcuni utili accorgimenti per fare schifo è sostituire lo sfondo, magari tappezzandolo (male) con foto schifose, mal eseguite e impaginate a cazzo, il tutto in un unico gigantesco file. Oggi magari questo non dà grossi problemi a chiunque non sia costretto ad un modem antico (56K ecc) … ma fa comunque schifo al cazzo esteticamente.

Impaginare è un’arte. Ringraziare l’iddio dell’automazione e lo spirito del “blog” che fa tutto da solo, sputandogli addosso e dicendo “so io come fare le figate!” è davvero da idioti. E infatti lammerda abbonda.

Non solo la scarsa impaginazione fa vomitare i coprofagi: è anche inefficace perché ti allontana dalla lettura: fa casino, è repellente, ti fa pensare “eh madonna che casino, non posso affrontare quella robaccia, dove guardo? cosa leggo?”. Se poi è tutto immerso nella bruttura di foto inutili autocelebrative di merda fatte di merda con soggetti di merda in posti di merda con illuminazione di merda allora beh … devi chiederti: ma chicazzo vorrebbe mai leggere una cosa simile?  Continue reading →

Impostazioni video su una Canon EOS 5D (S/SR/mark II/3)

Siccome sono impazzito a cercare le impostazioni video sia sulla 5D mark IV, sia sulla 5DSR, come un cretino, vi risolvo velocemente il problema:

le impostazioni video si possono settare SOLO in modalità video.

Devi entrarci. Sposti il selettore (quello del live view) e solo a quel punto se entri nel menù ci saranno le voci relative alla qualità video (full hd, 4K, mov, mpeg, eccetera).

Se non riuscite a registrare file più grandi di 4GB, dovete formattare la scheda su cui registrate i video in EXFAT: questo va fatto sul pc. Se riformattate le schede on-camera, le riformatterà in FAT32 e i files verranno sempre spezzati in tronconi da 4GB.

Forse per voi era ovvio. Io ci ho messo un po’, persino davanti al manuale.

ottima e-mail crittografata: PROTON

Per tutti i quasinerd che avrebbero voluto usare PGP/GPG ma che alla finecheppalle, ma che si rendono conto.

Per tutti quelli che ritengono di voler intrattenere un rapporto epistolare PROTETTO, crittografato seriamente, posso consigliare:

https://protonmail.com/

Vedete voi stessi il perché.

caro amministratore delegato AHAHAHAHHA XD

 

Quando hai gestito le caselle di posta di un’azienda hai potuto verificare le dinaimche che girano attorno agli indirizzi.

In un’azienda con alcune PRECISE funzioni aziendali dare gli indirizzi nominali, ho sempre ritenuto, è una cazzata. La corrispondenza dell’azienda è suo materiale prezioso, così come lo sono i contatti.

Avere un mario.rossi@nomeazienda.caz è una stronzata. I clienti memorizzeranno quello automaticamente. Mario.Rossi se ne va e tu ci metti un secolo a recuperare funzionalità per bene con tutti gli imbranati.

Se invece hai delle caselle “per funzione”, almeno i riferimenti generici ci sono. “customer-care” “clienti” “clienti1” “ordini” “ordini-estero” “direzione” eccetera forse non sono indirizzi fighi… ma funzionano e soprattutto durano. Inoltre tutte le dinamiche di sicurezza possono essere tarate sul tipo di interlocutore che hai.

Se però cerchi in tutti i modi di avere un titolo altisonante sul biglietto da visita PRIMA del tuo nome e cognome (e per carità: NOME-E-COGNOME, non il contrario che non siete sotto naja) … perché non usarlo come indirizzo? Se sei il CEO, CFO, trashmanager, dicksucker … perché non usare quello come indirizzo?

dicksucker@yourcompany.com … è OK. Quando andrai in @anothercompany.com il nuovo dicksucker avrà l’indirizzo pronto e continuerà le tue conversazioni. Per gli interlocutori esterni ed interni l’azienda è sempre quella. E per cambiarci il nome sopra non ci sono problemi.

Questo lungo preambolo per dire che io ora ci metto due secondi a beccare l’indirizzo e-mail dell’amministratore delegato, presidente, direttore eccetera di un sacco di posti per rompergli i coglioni quando sbagliano 🙂 Ed è spassosissimo! Fanno un culo a tutti non perché vogliono essere davvero corretti. Eh no! Lo fanno perché io gli ho rotto i coglioni e avevo ragione. Se invece fosse un po’ difficile avere quell’indirizzo … eh, sarebbe un po’ un problema per me venirti a dare una schicchera sulle balle.

Invece è facile 🙂 E infatti la mail NON è tornata indietro ^_^

UPDATE: e il giorno dopo mi hanno chiamato SEI addetti diversi. La prima ragazza era perfetta. Gentile, ascoltava, non mi ha dato ragione a cazzo tanto per leccare il culo: ha ascoltato e senza che la imboccassi ha detto da sola “questa cosa non ha senso” (era riferito all’illogicità della comunicazione che mi è arrivata – che faceva riferimento a dei documenti scritti – vista la mia totale (e a loro nota) digitalizzazione. In seguito altri hanno preso atto che avevo già fatto e l’ultima l’ho sentita subito da come prendeva il respiro e dal tono che era piccata e pronta a cantarmene quattro. Con gioia le ho potuto riferire che tutto era stato felicemente risolto dai suoi gentilissimi colleghi salvearrivederci. In TEMPO ZERO hanno risposto! 🙂