In questo interessante articolo riguardante i rifiuti dei lavori, trovo una frase importante, valida in svariati ambiti: ” I pride myself on being pretty good at divorcing the rejection of my work from the rejection of me as a person.” (mi pregio di essere abbastanza bravo nel tenere separati il rifiuto del mio lavoro dal rifiuto di me, come persona). Questo piccolissimo concetto è enorme. Per chiunque, immagino.
Ma nei momenti di crisi spesso la parte diventa il tutto. Il tuo lavoro rappresenta tutto te stesso. Il rifiuto di una persona che ami rappresenta tutto te stesso. Ma in effetti
no.
Non è vero. Dipende da quanta importanza, naturalmente, tu riponi in quella parte. E non ho giudizi veri e sostenibili su cosa debba o non debba essere importante per ognuno. Ma è utile almeno in campo lavorativo ricordarsi che un rifiuto può essere dovuto a tante cose. Non significa, spesso, tutto ciò che gli attribuiamo.
