tempus fugit #293847

Vado da T per fare i consueti video per Facebook, ora più che mai con la “situazione epidemia” serve un po’ di promemoria e di simpatia nei confronti di chi – davvero – resta a casa. Lo facciamo. Trovo lì una vecchia signora, che si rammarica per il più grande errore della sua vita: essersi sposata. Credo sia il suo copione, quello che dice sempre a tutti. E credo sia anche “frequentare persone interessanti”, cosa che devo essere improvvisamente diventato agli occhi di questa pensionata in cerca della libertà perduta, che non tornerà mai cara la mia Signora: essere una bella tedesca scarrozzata per 30 anni in mezza Italia sembra non averti dato fastidio per un bel po’. In cerca di orgoglio, di rivalsa, di riconoscimento di valore, desiderava immagino un’invito ad una chiacchierata da qualche parte. Ma io già ero li per comprovati motivi lavorativi, anche unpo’ tirati. Però sarebbe stato interessante. Non mi dispiace mai parlare con vecchie signore. Parlare e basta, ascoltare e parlare. Chiacchierare. Sono così rare poi, quelle con cui puoi davvero avere un dialogo. Pensare che poco prima nello stesso posto c’era una relativamentegiovane signora vuota, stupida, che rideva molto di quelle che credeva fossero ottime battute. L’altra signora era tutta un io faccio, io ho fatto, riempio la mia vita, sto bene da sola, non voglio situazioni definitive (casa) … interessante davvero. Peccato anche non aver saputo l’età, che credo si portasse molto molto bene.

Peccato anche aver avuto da fare. La signora me la sarei portata volentieri al bar. O mi ci sarei fatto portare: credo lei avrebbe preferito vederla così.

la giovinezza e la bellezza passano in un soffio

Incontro la vecchia, che sta sempre negli uffici sompra il mio studio: sta in segreteria; ho sempre notato che mette scarpe che non dovrebbe: dei vezzi, voglia di essere, libertà di farlo, probabile abitudine ad essere stata. La vecchia ha 72 anni. E’ vecchia sul serio, rughe, grinze, vene varicose, roba cadente e tutto il repertorio. Compresi i trucchi impietosamente sbagliati, i capelli eccetera. Ma non ci facciamo poi tanto caso. Io alle vecchie sono sempre stato abituato; di bellezza ce n’era meno in giro, più si va indietro nel tempo. Vanità, darsi delle arie, boria, altezzosi. Queste erano le parole per chi onorava il dono.

La vecchia mi mostra una foto del 1971. Non ero neanche nato e lei sembrava che so… la morosa di Jim Morrison. Una figa pazzesca. Rayban, ok, ma un collo, lineamenti, mascella, fronte-naso, le labbra. Poi vedo altre foto dopo, i suoi occhi. Era davvero una grandissima gnocca e lo ricorda. Ne parliamo, e mi dice “diglielo, diglielo alle tue ragazze, che questa cosa passa veloce, in un soffio! Guardo questa foto e mi sembra fosse ieri… ma guardo lo specchio e non c’è più niente, niente di tutta questa roba!”. Ne parliamo ancora, non diciamo che si muore, che non c’è altro. Ma quello di sicuro non c’è.

E certo, io a loro lo dico. Ma puoi capire solo quando era tuo e non ce l’hai più. Potevi e non hai fatto. Hai detto dopo. Hai detto c’è tempo.

E invece no. C’è QUEL tempo. E dopo ce n’è altro, diverso. Quello di prima è passato per sempre.

Se vi sembra tutto superficiale, pensate a qualsiasi altra caratteristica fisica. Mio padre, pensavo, leggerà finalmente in pensione. Non vede quasi niente. Beh potrebbe ascoltare. Non sente quasi niente.

Devi usare il tuo corpo. Devi godertelo, goderne a pieno, darci sotto. Scopare come un trapano, guardare, ascoltare, succhiare, mangiare, bere, gustare, usare i muscoli, correre, saltare, odorare, toccare, infilare, leccare.

Poi potresti non esserne più in grado.

Quindi se puoi posare nuda, dico io, fallo subito.

se non scopiamo me lo dimentico

Sento G, mia migliore amica-femmina, mia coetanea. Due settimane fa mi chiamava allarmata perché nella palestra che frequenta un tipo giovanissimo e fighissimo che si sarebbe sbattuta in tutte le posizioni e a qualsiasi gravità, nei liquidi e nei gas ci provava apertamente. Delicatamente, ma decisamente. Senza insistere troppo. Ma lei, troppo più vecchia si fa venire i dubbi.

Esattamente i dubbi che ebbi io con lei all’inizio: ma mi hai visto? era la domanda.

Ad ogni modo lei si chiedeva se non potesse esserci dietro una truffa o che non fosse un serial killer, un ladro, qualcosa così. Io le ricordo che i tempi sono quelli in cui i ragazzini si vogliono fare le “milf” e che lei è in palestra, luogo in cui il suo culo viene reso sodo dalla sua stessa forza di volontà e determinazione. E che di solito prima di volerla uccidere, una come lei, uno se la vuole sbattere, così, come ordine di cose da fare. E che siccome lei vuole e lui vuole, io un tentativo di sbattersi furiosamente ce lo farei.

Le dico che se non si fida mi può mandare un SMS di inizio e poi se entro 6 ore non me ne arriva uno di “sono viva” allora mi allarmo. Alla fine non serve. E’ gentile, rispettoso.

Passano un po’ di giorni e lei mi dice noia noia, se scopiamo sempre va bene, ma se no è un ragazzino e io mi sento cougar, cosa che so, ma non ne ho voglia. Mi dice letteralmente “se non scopiamo io me lo dimentico”.

G è speciale, è molto rara, mi pare. Ma si trova in quella posizione in cui molti uomini verrebbero giudicati malamente. Eppure lei lo sa: ha tanta voglia di sbatterselo e la cosa funziona molto bene. Ma fuori dal letto… (nessunapietàààà) cheppalleragazzino. Sensibile, simpatico, ma noia. Una posizione privilegiata questa però, no?

Lui avrà sempre voglia di sbattersela. E lei è molto felice quando si sbattono. Ma non quando non lo fanno: sta meglio da sola, che con lui.

Questa situazione è difficilmente invertibile, tra i due sessi, in fatto di numeri. Sembra sempre sia necessario mettere sul banco i sentimenti, progetti futuri, il tuo dentro più dentro. Così, anche per fare sesso.

Sono due cose diverse. Separate. Che possono unirsi. Ma non è obbligatorio.

Forse ecco la differenza grossa per cui i maschi si trovano bene con le ragazze giovani e poche donne si trovano bene con i ragazzi giovani. Quello che hanno da dire le ragazze interessa forse di più gli uomini di quanto non interessi, generalmente, quello che ha da dire una donna?

Io non lo so. Le uniche cose che mi tediano da morire sono le quotidianità merdose del lavoro. Tendenzialmente credo di non aver parlato mai delle mie. Non mi interessavano e mi infastidivano mentre le vivevo, figurati se avevo voglia di riviverle raccontandole.

Quelle di B le ho sempre ascoltate. Ma dopo la 1000ma volta e la tendenza a non cambiare niente e continuare a subire non ne avevo più voglia. Anche perché sentivo il suo soffrire, e mi incazzavo. Anche adesso non riesco tanto. Quando risuccede… la devo fermare. Perché sta li, continua, subisce.

Anche al lavoro con i vecchi colleghi di solito parlavo di altro, di quello che mi interessava, non di lavoro. A parte che essendo nerd era impossibile parlare di qualcosa che mi entusiasmava o mi frustrava, entrando nello specifico. Ma siccome mi interessava un sacco di altra roba… ecco 🙂

Ricordo che W si lamentava sempre che suo figlio frequentava uno che sapeva tutto di film e libri e cinema eccetera, ma che non sapeva niente che servisse a qualcosa. So cosa intendeva, ovviamente. Tuttavia parlare con W di solito era desolante. E in qualche modo mi spiega perché non abbia mai capito come mai si ritrova solo. Alla fine se sei un pagatore-di-affitti o un “mantenitore”, certo, attraverso la tua competenza. Ma all’altro cosa dai di te? Cioè, hai staccato, non stai più lavorando.

Cosa resta?

oops I did it again (fare schifo)

Cosa ho fatto? Schifo.

La mamma di una ragazzina mi ha consigliato “una sua amica a cui piaaace taaanto fare footo”. Ora, anche se la maestra ci ha insegnato che “fare” e “dire” hanno tanti sinonimi, noi FACCIAMO foto, sia che ci troviamo davanti all’obiettivo, sia che ci troviamo dietro. Ed ora mi chiederete quale sia il davanti e il dietro.

Ma risolviamo tutto con “posare” e “scattare foto”. Ueilàlaaaaa quelle finesse!!! 🙂

Comunque questa era una vecchia babbiona signora di una certa età, sicuramente ancora in forma, ma non abbastanza in forma. Era magra. Ma la magrezza ad un certo punto fa malaticcio… si vede lo scheletro dove dovrebbe esserci pelle tesa: è la vecchiaia baby. Bisogna prenderne atto. E allora non puoi posare in un certo modo.

Io in tutta onestà ad un certo punto della cosa ero in estremo imbarazzo: questa signora si stava auto-ridicolizzando e io ero li, partecipe della cosa. Ma sembravo essere l’unico dei due a rendersene conto… Mi sentivo uno strumento con cui lei stessa si mancava di rispetto. E chi ha letto altri post potrebbe dirmi “ah finché sono giovani e troie ti va bene eh?”. Beh si. Ma forse la sensazione è diversa: la ragazza che posava per il porno era bella e restava bella anche mentre posava in un ruolo che potreste non condividere (e quindi considerare che era quello il “non rispettarsi”).

Ma questa era una signora, in età per poter essere nonna. Era una ex ragazza ormai oltre il limite, che però voleva posare con vestitini da ragazzina … ma quei vestiti e quei POCHI vestiti che mostrano molta pelle: una pelle, dei tendini, delle ossa, una carne … che non se lo può più permettere, che deve essere trattata con gentilezza perché la sfrontatezza sarebbe una sfida ad un combattente già vinto.

Lei era felice. Non potevo dirle che mi sentivo male e continuavo a pensare forte a Contessa Miseria. Le avrei davvero fatto del male. Era sempre più entusiasta. Anche dopo, mi ha ringraziato mille volte. Le ho mandato delle anteprime (non ho lavorato per una settimana dopo … mi sentivo una merda) ed era gioiosa.

Eppure abbigliata adeguatamente sarebbe una bella signora. Ma temo che si sentirebbe più offesa da questo. Ipocrita? Ormai ero li: smettere l’avrebbe offesa davvero. E ora in post produzione mi viene la nausea 😦

Vittima dell’inganno di questo secolo
che rincorre il mito di forme avvenenti e di chirurgia estetica

Il #rispetto è innato, la #vecchiaia non ha diritto a maggior rispetto

Interessante intervento di Sgarbi (che però, sappiamo, è in grado – si vantò di questo – di dire tutto e il suo esatto contrario) da Santoro per dire che se uno è di valore chissenefrega se è vecchio, che si dia da fare, che si metta in gioco.

Voglio però ricordare che lo stesso vale se il vecchio in questione è una testadicazzo: ricordatevelo sempre tutti (specie se trentenni): la vecchia testa di cazzo è la giovane testa di cazzo di ieri. Il rispetto per l’età l’ha perso quand’era giovane, ma l’ha perso per demeriti, perché tutti partiamo con il diritto ad essere rispettati. Se poi siamo e ci comportiamo da teste di cazzo non è che funzioni come per la patente a punti: eri e resti testa di cazzo, con l’aggravante dell’incontinenza! E non mi riferisco di certo all’incapacità di urinare a comando, ma a quella di tenere a freno la propria barbarie: se di barbarie, maleducazione, boria o malagrazia siamo pieni, da vecchi non ci interessa o non siamo più capaci di trattenerci, pare, no? Dicono che i vecchi perdono le inibizioni e quindi se sono tristi piangono di più, se sono fatalisti sospireranno di più verso l’inevitabile senza badare al fatto che parlino di corde a casa dell’impiccato … se sono villani e maschilisti daranno ordini alle donne come se fossero serve e se sono stati abituati a trattenere la voglia di comandare, ecco che rispunterà fuori anche quando non sono più in grado di fare le cose che ti hanno chiesto di fare.

E se gli dici di non rompere i coglioni si lamentano e magari fan le vittime dicendo “eh, l’ho sempre fatto, stai a vedere che non lo so più fare, adesso!”. Ma lo so fare anche io. Proprio come te alla mia età, proprio come te, senza che nessuno mi stesse sul collo, come te alla mia età senza che nessuno mi triturasse i coglioni, lo so fare come te alla mia età perché si tratta solo di una questione pratica che non hai più la forza di trattare, ma come sarebbe successo a te alla mia età, si fa più agevolmente se un vecchio non ti sta in mezzo alle palle facendo domande, criticando quando tutto sta andando bene e già è endato bene tutte le altre volte quando il tal vecchio non era a dirigere i lavori (banali), dando consigli e mettendosi fisicamente in mezzo, mancando agli altri del rispetto che pretenderebbe per sé, per primo.

Quindi si: i vecchi valgono sempre: e i vecchi se rompono i coglioni, non sono più degni di rispetto degli altri: sono solo persone, come voi.

Le regole del rispetto secondo me:

  • nasci degno di rispetto: in quanto persona.  Chi ti manca di rispetto in tale condizione compie un abuso, non devi guadagnartelo, non devi “meritare” più rispetto di quanto tu non abbia nascendo.
  • Poi, però, agisci, tieni un certo comportamento, assumi un determinato contegno, prendi decisioni, realizzi, interagisci, fai. Quello che fai ti qualifica. Oppure ti squalifica. Nel qual caso quel rispetto “innato” lo perdi. Ed è a quel punto che potresti dover riguadagnare (e non è detto che sia possibile) il rispetto, la considerazione.
  • Ma se invecchi comportandoti da stronzo, stronzo rimani, stronzo sei anche da vecchio, non più degno di rispetto di quel coglione che sei sempre stato, se lo sei stato. Se invece eri, sei stato e rimani degno di rispetto, quando invecchi potresti aver guadagnato autorevolezza, quindi ulteriore rispetto per le tue conquiste e gratitudine per ciò che ha arricchito tutti quelli che ti circondano… ma l’età – se non hai perso il rispetto trattando male le persone – ti concede l’attenzione e la considerazione derivanti dalla decadenza e dalla debolezza: non maggiore rispetto: sempre lo stesso, ma con una visione gentile verso il nostro comune destino.

Una cosa che dovete sempre cercare, quando un vecchio vi sembra uno stronzo, sono gli altri vecchi: chiedete, parlatene. Dite apertamente che vi dispiace mancare di rispetto al tizio, ma si comporta con tale mancanza di rispetto che sembra impossibile ne possa pretendere per sé: scoprirete spesso dai suoi coetanei che per tutti loro è uno stronzo. Loro sono quindicenni con lui/lei, hanno sei anni con lui, hanno ottant’anni o hanno vent’anni con lui. Sono vecchi che ieri erano uomini e l’altro ieri ragazzini suoi coetanei, non di più, non di meno: vi diranno se la vostra visione riguarda l’età o meno. E quanto il “rispetto dovuto” vada tenuto in considerazione.

Spesso i vecchi rompicoglioni li rompono anche ai propri coetanei più pacifici.