in and out models

ritratto

ritratto di una tizia

Ieri una delle ragazze più belle con le quali ho potuto fare i primi scatti di prova mesi fa mi ha detto che è stata una bella esperienza ma che non tornerà più. A suo tempo mi sembrava che fosse semplicemente “sotto” al suo ragazzo. Forse è così, forse no. Mi dispiace sempre, lo sento come un fallimento personale (non professionale) perché per il rapporto di fiducia è la seconda volta quella che conta.

Le persone che sono state veramente bene tornano sempre la seconda volta. Letteralmente non vedono l’ora di tornare. E quindi chi non lo fa mi fa sempre dubitare su cosa sia successo. Ma ormai lo faccio da tempo: semplicemente qualcuno si accorge che non gli frega così tanto impiegare il suo tempo in questa cosa: non c’entro io.

Accade sempre più spesso (anche se non con la frequenza che i maschi potrebbero fantasticare leggendolo) che ci siano ragazze minorenni che attendono di essere maggiorenni, ed altre poco più che maggiorenni che vogliono posare nude: vedono il mio lavoro di questo tipo e scartano ogni altra cosa. Vojo dì … io di lavoro faccio altro, non faccio quello: quello è bello, ma stop. Il resto è qualitativamente buono: ci vivo. Ma rimango lusingato, colpito da questa scelta: mi dicono proprio “no no, quelle pubblicitarie non mi interessano … ma queste si!”. Pensi che si dimenticheranno. A volte è vero, altre volte mi mandano i richiamini tipo “oh ti ricordi sempre? Manca qualche mese ma arrivo!”

Ricordo che queste persone arrivano e posano per me. Gratis.

Questo rende tutto “hardwired to self-confidence” (che potrebbe essere un ottimo titolo per una canzone!).

Resta solo d’essere degni di questa fiducia.

lo scopo della tecnica è di eleminare i tecnici (professionisti)

L’arrotino è solo un mestiere scomparso, *non* autoeliminatosi.

Pensavo all’informatica (ITC, IT) … ma non è solo lì, anzi. Ogni tecnica o tecnologia vuole semplificare sempre più l’uso da parte dell’utente… rendere la cosa possibile a chiunque. Forse non tutta: alcune tecnologie rendono solamente possibili cose altrimenti non possibili. Ma la tendenza, alla lunga, è eliminare colui che ha creato e sa usare “esclusivamente” lo strumento (lo “specialista”) e metterlo in mano alle masse, disinteressate alla raffinatezza o alla precisione, ai motivi di alcune scelte tecniche o alla qualità richiesta ed ottenibile … alla lunga la semplificazione, sempre, rende tutto più vicino… ma fa dissolvere e perdere la conoscenza. Mi sembra che l’avvocato e il medico si salvino ancora, forse anche il meccanico…

Forse idraulico, falegname e muratore si salvano dalla massificazione (forse, ho detto!) perché di mezzo c’è la fatica (ma cosa succederà quando un ingegnere inventerà degli strumenti oggi nemmeno pensabili e domani un’app per iPorn che ti stacca il cesso e ne monta uno nuovo per 56 cent?) … e anche l’abilità manuale, non da tutti.

Di che vado cianciando, dunque? Del fatto che alla lunga alcuni lavori hanno un rapporto autodistruttivo con il lavoratore: colui che lavora e svolge quel mestiere in quel dato settore, lavora per migliorare e rendere efficiente qualcosa che alla fine rende inutile proprio lui.

Si lo so, è una fissa. 🙂