Quella volta che andai in cerca di qualcuno che mi uccidesse, ricordate?… quella in cui trovai i merdavigliosi “sicari etici”. Una delle cose che ricordo bene e che… mi sembra l’idea stessa di “gender bias” di cui ora vi ricorderò la versione maschile, ma esiste identica in versione femminile, fu l’esclamazione del secondo tizio che incontrai “è per quella troia vero?”.
Mi venne un po’ da ridere… perché dovermi mettere a spiegare una cosa così quando sto cercando qualcuno che mi uccida è un po’ grottesco. Eppure ecco, fa parte di me. Non voglio lasciare intendere cose che non sono giuste da intendere.
Certo, lei, in quel momento, era il promemoria del fatto che io non ho l’amore. Che quando mi innamoro perdo la persona che amo, sempre. Non che io rifugga l’amore. Semplicemente non è che se una si innamora e io non mi innamoro funzioni. Ma non era lei la causa del mio voler morire. Era solo la goccia, come tutte le gocce che sono nel vaso, che lo faceva traboccare di dolore. Ero stufo. Ma com’era rapido il mio interlocutore a dare la “colpa” a lei, alle donne tutte alla fin fine. Come se fosse lei davanti a lui a chiedere di farmi morire. Direi che la responsabilità era mia ed il ruolo che lei poteva giocare in ciò era più o meno come l’esistenza dell’aria. Si, ok, esiste. Esiste anche quel dolore. Ma è stato più che altro un promemoria che mi stavo lasciando vivere, guardando altre cose, dimenticando però che niente sostituisce l’amore: avevo perso un po’ di vista lo scopo per cui vale la pena vivere, mi stavo distraendo.
Ma quante donne fanno lo stesso tra amiche? Arrivano in lacrime e loro giù ad elencare difetti che uomini e donne hanno in comune ma che invece “ma ti rendi conto, stai piangendo per uno così? Come osa!!! Fa schifo!!!”. Nessuno pensa minimamente che la relazione tra quanto puzzone uno possa essere e il fatto che il dolore è per la PERDITA del sudetto puzzone o del suo amore… non esiste.
Lei era una stronza? Ok. Ma il dolore è perché era una stronza o perché ti ha lasciato?
Perché se ci stai assieme e ti fa soffrire perché ti cornifica, il fatto che non si lavi le ascelle non c’entra.
E se non ti ha cornificata ma ti ha lasciata, qualsiasi fossero le sue caratteristiche, fintanto che non ti lasciava queste ti andavano.
E lo stesso vale a generi scambiati. Il bilancio te lo fai: se non lasci, significa che il bilancio ti sta bene.
Ne si parla, si cambia se si intende cambiare, si accetta quello che si intende accettare. O finisce.
E magari finisce sempre.
E magari vuoi che finisca tutto. Quello volevo io, caro “amico”. Conoscente più che altro. Che non è che tratti da principessa la sua principessa. Ma lei è lì. Anche questo vorrà dire qualcosa. Disfunzionali? Bilanciati? Che ne so.
Cronaca di una parabola di delirio. Il pomeriggio ha preso una piega brutta. Forse uno squilibrio con gli psicofarmaci, forse il tempo grigio per metà giornata. Ma qualcosa prendeva male. A pranzo lei ha chiesto dai dai dai vediamoci pranziamo. Si annoia, penso. Chemmefrega, ok, pranzo in compagnia. Aveva rifatto l’assicurazione, poi sarebbe andata a prendere l’auto. Prossima settimana deve posare, quindi mi premuro di ricordarle alcune cose e osservo che ha una pletora di brufolazzi sulla guancia e lei mi dice che si possono eliminare con la “pulizia del viso” … ma non mi risulta. Solo che non sono un estetista (come non lo è lei del resto) e quindi boh, sentiamo, dico, subito, andiamo da K che lo sa. Ci andiamo. Non era vero e comunque richiede giorni. Non ci stiamo dentro. Hey ma ormai è ora di prendere l’auto mi accompagni? Sono di strada. No problem. Le faccio benza, prende la sua macchinetta, ciao. Giorni fa mi aveva rivelato di aver fatto sesso col suo bisonte in un modo che io adoro, ma la conformazione del cazzo è differente, con lui bla e bla. Sono colpi che io incasso, ma ci metto un po’. Razionalmente si fa presto a ricordarsi che come non si diventa alti così il cazzo che hai ti tieni. Ma per chi non ha autostima la fatica è più grande. E ricordiamoci: non sono un computer, non sono un angelo del signore, sono un essere umano, un discendente dalla scimmia. Ci metto un po’. Ma mi passa. I mille segni che la ragazza che amavo è estremamente – e forse solo – superficiale si fanno sentire sempre più. Io queste cose le adoro, ma non voglio solo quello. E non la disprezzo. Ora verrà, il dunque.
Spesso gli appartententi ad una categoria fanno il male di tale categoria. Osservo sempre “i giovani” fare spesso quello che serve per farsi stereotipare. Ricordo che quando ero giovane io vedevo fare le interviste ai coglionazzi e alle persone serie, ma le interviste dei coglionazzi erano le uniche ad uscire. Ero stato li, presente. Qunidi bisogna ridurre la presenza dei coglioni. Difficile, capisco.

