Cerco di seguire varie psicologhe dell’infanzia, psicologi in generale. Cerco di entrare in quelle cose, che mi sono sembrate deleterie, fatte dalle precedenti generazioni, per non ripeterle. Spero di avere qualche info sul cosa “fare”. Ma mi resta sempre in mente quella, la solita, che sembra così romantica, generale e anche un “quanto basta” per cucinare le relazioni umane… eppure… “amali”. Devi solo voler loro bene.
Penso di fare “sorpresa nipota” e portarla a mangiare il sushi… e ok, tutto bene. Ma se ricapitolo la giornata… mi sembra che sia intenzionale ed efficace solo il tenere a mente cosa NON fare. Ma se penso “questo è merito mio, haha! Ci ho azzeccato!!” – niente. Zero. Capita, è culo, solamente culo.
Un po’ di ascolto, ma nessuna genialata, nessuna idea brillante. Quello che brilla sono i loro occhi, devi farci attenzione. Ha 9 anni, mi sembra sia stata contenta, anche se vuole sempre il braccio dopo che le hai dato il dito, dice sua mamma. Ma ok… se guardi bene… spesso è solo “ancora un po’ di vita, giochiamo ancora, divertiamoci, facciamo cose”. Non sempre sono esose o chissà che. Se io quel tempo e dedizione li ho… io glieli do, piccola stella. Tra un po’ non gliene fregherà più niente, sarà tutto visto, tutto scontato. Ma ora… un viaggio in treno di 20 minuti vale come uno a Parigi: mai fatto. Mangiare il sushi? Pensavo ci andassero sempre. Errore! Non era mai ANDATA a mangiarlo. Lo ha mangiato, ma dento al ristorante non c’era mai stata! E chi cazzo lo sapeva? Quelli so’ pieni de sòrdi.
Era contenta.
Ma davvero: non sono mai cose che faccio io, che “ho progettato e hanno funzionato” . Un po’, certo. Ma ha così fame di fare. Di vita, di azione.
E che sia, allora, che sia culo. L’errore di farla stare male perché penso a me invece che a lei spero di non farlo. E poi non conta granché, la vedo così poco. Forse è parecchio più facile: non sono un punto fisso che può deluderla ogni giorno sulla realtà che non ti piace, che si conferma e che tiene duro. La mamma… fare la mamma e farlo bene non è solo la parte che sbagliarono i nostri vecchi. C’è anche la parte che fecero bene: avere il cuore di pietra in CERTI specifici momenti. Se sei sempre stronzo, non è difficile. Ma se vuoi fare bene… quando arriva quel momento lì non è così facile.