Fa sorridere di tanto in tanto leggere nei gruppi online cose come “so excited I sold my first enhanced license and saw my picture in a major mag! 😀 ” … o cose del genere, tipo “ho guadagnato 100 euro!”.
Fa sorridere perché se faceste i camerieri in gelateria guadagnare 100 euro in un mese con il vostro lavoro non vi farebbe esultare. Devi sapere, avere, fare, tanto e con costanza.
Ma ovviamente la parte “major magazine” fa sempre sorridere: il motivo per cui NON fare il fotografo è venire scelto (da chicchessia) perché costi poco. Certo nel mondo dello stock (ormai dominato dal microstock) ognuno è così: tutti costano poco e devi vendere tanto. La foto stock è una commodity (ok, ne si discute), come le sottilette o le mutande. Ovvio che devono essere fatte come dio comanda, ma costano in maniera diversa dall’andare da un tessitore e dirgli di confezionartele.
Oggi stesso ho avuto a che fare con il classico rapporto con un cliente: ha le sue difficoltà (che non intendo accettare) ma è molto facile guadagnare. Se non lo fai sei un pirla, ovviamente, quindi non mi confronto con chi lavora gratis in un mercato in cui ci sono precisi prezzi per far stare in piedi un lavoro.
Però ecco… se stai esultando perché hai guadagnato 100 euro dopo un anno… beh non va bene 🙂 Devi farti stipendio, contributi, malattia. Da solo.
Dopo due anni e mezzo di noncelaposofare ad un certo punto mi sono messo li, io e le mie palle, io e la mia testinadicazzo e ce l’ho fatta.
Di tanto in tanto mi faccio problemi. Mi PONGO problemi. Mi faccio domande. Mi espongo al confronto, al dialogo, con persone che hanno espresso opinioni rispetto ai campi di cui mi occupo professionalmente.

In generale i fotografi si lamentano, quando si parlano fra loro (intendo anche su Facebook o “spazi virtuali comuni”). Se sono di vecchia data hanno più motivi, che non sempre condivido.
ITIN, o ‘i che ttu ssei? Nel mondo del microstock, fino a poco tempo fa questo prima era un dubbio atroce, poi una certezza che “chissenefrega”, ma una certezza basata sul nulla, o peggio, sul “così fan tutti”. Ma se un cojone come me approfondiva, si leggeva tutto sul sito dell’IRS e si sbatteva, un dubbio gli poteva anche venire.
Oltre al pessimo sistema di upload farraginoso e differente da tutti gli altri (no FTP, devi usare il loro programma sia per quello che per il tagging) e alla PESSIMA MOSSA di mettere al 50% (ma me l’hai chiesto?) i prezzi “per sempre” su determinati file (ma non sono bruscolini) ecco che ora ha anche problemi di i