Sono ormai alcuni anni che scrivo testi per canzoni. Nessuno di questi al 2026 è mai stato cantato, recitato o è diventato canzone. Comunque faccio ‘sta cosa. Riempio quaderni , fisici, di carta. Da un po’ , oltre ad alcuni testi digitali su PC, ho due progetti in chatGPT che contengono svariati altri testi. Uno con un progetto particolarmente dark, come del resto si può intuire vagamente da questo stesso blog, l’altro con roba anche così, ma più vario. Di certo quello che si può dire è che non è proprio il mondo dell’allegria. Diciamo che “felicità” è di Albano e Romina, non posso fregiarmene.
Ad ogni modo, siccome per ragionarci su uso chatGPT in modo che mi contrasti un po’ , usi le best-practices di Berkley e Berkeley o di altre università in cui si studia sistematicamente la composizione efficace, tanto per avere qualcuno che scassa il cazzo ma che non mi produca “si ma che vuoi tu?” (eh, sono umano) , di tanto in tanto chiedo di analizzare l’andamento generale del testo e se la tendenza di certi tipi di pattern si adatti ad un genere od un altro, dicendomi quale.
Succede che mi venga proposto “art-rock” e “slowcore”. Mi sfugge, quindi vado a wikipediarmi un attimo. Mi scarico i maggiori rappresentanti del genere (devo ancora ascoltare) e poi come al solito mi perdo nell’associazione di idee via click. E clicca e clicca e clicca ad un certo punto mi imbatto in “incelcore”.
Leggo le caratteristiche, mi dico: oh-ho, no no no no, non mi piace. Posso definirmi incel? nel senso basilare del termine “involuntary celibate” potrei? Diciamo che mi baso sulla battuta di qualcuno che al “sono single per scelta!” – rispondeva “si, di qualcun altro”. Ma poi… celibate significa qualcosa su futuro e matrimonio. E poi gli incel sono deterministi e irresponsabili, finiscono per deresponsabilizzarsi ed odiare le donne perché non sono dei rubinetti che se giri la manopolina soddisfano la tua sete quando ce l’hai, di qualsiasi cosa. Insomma diciamo… gli incel sono la versione del padrone schiavista che si ritiene moralmente oltraggiato quando avviene una ribellione. Come osano costoro essere umani?
Ecco, sfigato si, ma incel … no.
Self-loath, self-hatred? ci sta. Ma incel… mhhhhhh no.
Così rianalizzo tutti i progetti pezzo per pezzo e no. Una lagna e uno sfigato? Ma si, certo si. Incel no. Il problema infatti è l’interpretazione larga e frettolosa delle etichettature, che spesso finisce per essere appropriazione : invece di dire “non esisteva proprio quella intenzione” dicono “proto-incel” a cosa? A Fight Club? Un insulto. Mascolinità tossica in generale? Ci sta, ma gli incel e tutto il mondo redpillar , blackpill, la manosphere, sono altro da me. Sono un depresso, un suicida, pessimista o quello che vi pare delle solite cose? Ci sta, ci sta. Ma incel no, e incelcore i pezzi, ancora meno. Testati duramente secondo le definizioni strette e anche larghe di cosa incelcore sarebbe.