Tool: così belli da deludere

Hey, questo post non è una recensione. Questo blog è comunque sempre autobiografico. Parla di me. Non vorrei illudervi.

Aspettative, delusioni: legati inscindibilmente. Quando sono arrivato all’ippodromo del Visarno (le Cascine) e poi nel prato, mancavano si e no 10 minuti all’inizio. L’esperienza dell’anziano e arrivi così, a vedere quello che aspetti da mesi e mesi in assoluta tranquillità, senza ansia, senza correre, senza fare file, senza morire sotto il sole dal giorno prima, senza fretta e magari pure avendo dormito e con la panza piena. Continue reading →

credevo fosse amore e invece era presbiopia

quando c’era lui

Nel mezzo del belmezzo del cammin di nostra vita, negli anni della gioventù c’è stato un breve lasso di tempo in cui, anche se io non lo vedevo, non ero male. In parte lo capivo, ma vedendo sempre i miei difetti non ero sicuro. Cioè: peggio di adesso insomma. Ma se rivedo le foto di allora mi spacco la faccia da solo per dire “USA TUTTA QUELLA ROBA COGLIONE!!!!!”. Era prima dei 26, prima dell’inizio della Caduta del Metabolismo.

Il mio mondo era pressoché la stazione dei treni, il piazzale della stazione, il treno, l’altra stazione, quelle intermedie, zone antistanti e circostanti. Gli orari erano pessimi, ma questo mi obbligava a vivere, lontano da casa, in un certo mondo.

Una delle tante volte succedeva che io passassi di traverso al piazzale, stracolmo di corriere e studenti e che una ragazza che trovavo carina quasi strabuzzasse gli occhi vedendomi. Una volta. Due volte. Terza volta (altri tempi) mi dico “beh povera, lei quello che poteva fare lo ha fatto, mi faccio avanti e la aiuto”.  Continue reading →

com’è successo

Credo di avere, su questo Blog, un solo lettore. Per uno che in parte si occupa di Social Media Marketing questa è una dimostrazione palese di incapacità di copywriting, di coinvolgimento di pubblico, di utilizzo di strumenti di promozione, e di generare interesse “organico” (così si chiama quando non paghi) … ma è in realtà così liberatorio sbattersene!

Io questa cosa delle statistiche, quando devo lavorare, la faccio sempre. E tanto. Ad ogni consulenza, cliente, anche possibile cliente, lo dico sempre: ti serve il sito, il sito deve avere un blog, il sito deve raccogliere dati. Se non hai i dati il sito non serve quasi a niente. Amen.

Ma qui… qui non me ne frega. E’ un po’ come avere un’anima. Certo, è bello condividere i pensieri, intrecciare il tuo cuore e la tua mente con. Ma la tua mente ce l’hai, il tuo cuore ce l’hai. Ecco, questo blog ne è parte. Una piccola parte di egocentrismo, di voglia di essere qualcuno esiste, altrimenti basta scrivere con Word, localmente, svuoti comunque: con il blog hai una possibilità di incrociare qualcuno.

Capita, poi di solito volano via. Molti sono qui, come tanti scrittori, per scrivere e non leggere. Tutti rivolti con la bocca verso il mare, me li immagino, tutti a parlare uno a fianco all’altro fissando l’orizzonte, senza ascoltarsi l’un l’altro. E nel mare non c’è nessuno, parole al vento.

Ma parole che hai bisogno di dire.

Mi chiedo come sia stato possibile incontrarlo questo lettore. Questa lettrice. Lo so, lo so che le statistiche dicono che non si tratta di così poco… ma gli altri sono passanti, casuali, in questo bar senza i cessi sporchi. Com’è stato? So perché si è fermata. Ma com’è stato? Che caso strano. Curiosità.

Ho iniziato a farmi il caffè a casa, di nuovo, come tanto tempo fa. Con la cuccumella napoletana, una versione un po’ scassata, caratteristica che storicamente a casa mia è normale. La cuccuma non è mai intera. O è bottata o è storta o gli manca un manico o non sta attaccata… qualcosa deve sempre avere. Me la sono fatta prestare a tempo indeterminato da mia madre, che la usava solo per l’orzo ed ora non la usa più.

Lo bevo senza zucchero. Lascio filtrare, assomiglia molto a quello “alla turca”.

Ho finito 2 cose che non avevo voglia di fare, durante la notte. Ne manca una terza. La musica ha aiutato tantissimo. Gli Snarky Puppy mi hanno dato supporto. Devo andare avanti.

Devo?

Beh per ora si, ha senso.

Vado.

non so leggere i segni

Un’appartenente ad una categoria la cui opinione non può essere ignorata, perché direttamente interessata e coinvolta nel’argomento, mi dice che io non so cogliere. Eppure il Maestro mi dice sempre “tu cogli molto: sei proprio un coglione“.

A parte questa splendida ouverture , colei che mi disse ciò, mi disse “le donne probabilmente ti lanciano segnali di disponibilità, ma tu non sei attento, le ignori”.

Ora, se per caso i segnali mi dovessero giungere da tizie che non mi piacciono, si, probabilmente non avendo volto lo sguardo in quella direzione è certo, non probabile, certo al 100% che non coglierò alcunché: potrebbero farmi diti medi, le boccacce, calarsi le mutandine ed alzare la gonna con i segnali “SONO LIBERA” ed ammiccare nella mia direzione. Non sto guardando li, forse ho già guardato li, ma il mio interesse era lo stesso che per il tavolino davanti o per gli espositori con le riviste dietro. Questo quando parliamo di persone che vedi “una tantum”.

Ma se una mi piace, ovviamente osserverò. I segnali che mi arrivano di solito sono “cazzo guardi”. Fine.  Continue reading →

rifiuto

Sono un.

Subisco un.

Pensavo “ecco, arriva il vuoto delle 14.30”. 

No. Mi sono messo alla prova. Per entrare in una casa intanto guardi la casa. E se decidi di non entrarci non saprai mai come sia dentro. 

Quello che mi dà dolore è il rifiuto. Lo è sempre stato. E credo che lo sia per milioni di persone. Persone che si lasciano andare, in una misura o in un’altra. Gettiamo la spugna, capiamo che non ci volete. Dovremmo essere fatti in un altro modo per attirarvi. Forse molti grassoni non lo sarebbero. Non lo erano. Ma ad un certo punto si sono lasciati andare. O poco curati. O altro.

Tanto per fare un paio di verifiche prendo delle potenziali modelle che sono diventate delle “sicuramente no” e ci provo, solo per verificare: entrambe mi avevano fatto delle faccette che erano interpretabili. Ma dev’essere questo cazzo di fottuto “essere una brava persona”. Che fa ovviamente schifo, bisogna essere degli stronzi, dei bastardi, ma molto molto fichi.

A una ho mandato un messaggio, dopo che mi ha chiesto l’amicizia su … LinkedIn! Ha già il mio numero… quindi boh… “sono molto occupata, volevo solo vedere il tuo lavoro”. Ok (mia coetanea).

Sono alcuni … beh mesi che nel posto delle insalate vedo una, l’ho individuata come sempre a sensazione. Mi sembrava interesante, le ho chiesto se volesse posare. Ci penserò, mah, io. ma come.

Passa del tempo, non mi ha scritto. Ma è li: le chiedo se si , se no. Sembra proprio di no, non fa per lei.

Passa dell’altro tempo, sorrisoni, ciao ciao. Le chiedo se è sicurissima (ora mi viene in mente non ci resta che piangere) e si.

Oggi sono alla cassa, sto mandando degli audio per il social media marketing a una, lei passa, mi fa i sorrisoni, ciao ciao. Me la guardo un po’. Posare non vuole, ok. Ma… e se fosse?

Pago, mi giro “e se ti chiedessi di uscire?” , lei sorride e fa un “noo” sorrisone, di quelli “in grande allegria – io non faaaaccio queste cooose”, ecco, non so come raccontarvela in un altro modo. 

Comunque no, ok? no.

Magari erano tutte e due occupate, eh. Magari faccio schifo.

Non so chi siano, non so come sono, non posso saperlo. Ma si poteva scoprire.

Questo è quello che non mettiamo magari tanto in conto nel giudicare sessista la differenza accertata di approccio che è invece insita nel classico “gliuominisonotuttiuguali”: il rifiuto. Quanti rifiuti sei in grado di sopportare? Cosa ti dicono questi rifiuti? Credete che non sappia approcciare qualcuno? Sono in una zona in cui la gente è chiusissima, eppure la fermo per strada e poi vengono a posare gratis. Alcune tipe persino nude.

La realtà è che questo involucro fa schifo. Ma purtroppo ci sono dentro io. Mi darò naturalmente il tempo di far sparire questa panza demmerda, naturalmente attenderò di vedere i Tool. Ma alla fine tutto si riduce al fuori.

Ho avuto delle carte. Era il passato. Qualcosa di quello che sono provoca rifiuto, ribrezzo moderato.

Da ridere: pochi minuti prima un ragazzo col quale stavo provando un drone, saputa la mia età, mi ha anche lui fatto la faccia “COSA?!!!” che è sempre bello eh… e poi mi ha infilato un bel “GIOVANILE” nello stomaco; ho riso, che cazzo pensi di essere un ragazzino? So che è un complmento comunque.

Mi sento uno schifo, un grandissimo schifo.

Tutto qui? Oh povero piccccccccciiiiiiiiiiinooooooooooooooooooooo… oh calimero tutto nero e bruttooooooo , ti senti solo nessunomivuolebeneeeeeeeeeeee e io sonotuttosoloooooo0 ooooooh poveroooooooo Vergognati! Pensa che c’è gente che in questo momento… ed elenco di cose terrificanti che accadono nel pianeta a persone infinitamente migliori e meritevoli di me.

Si, vero. Tutto vero.

Ma se io sparisco tutta questa roba continua ad esistere, esattamente come prima. Serve sminuire, sottovalutare quello che provo per essere inadeguato ad un rapporto umano naturale, basilare?

Ho dei debiti verso qualcuno. Li devo saldare. Meglio non contrarne altri. Facciamo qualche altro passo. Ma verso dove? E perché diavolo dovrei farli? 

Ma di quelle tizie ti importava? Ma no, no che non mi importava, come può essere, non le conosco. Cambia qualcosa per come mi sento?

Sto bruciando le lenticchie di nuovo. Vado.

generazioni guardinghe e malfidenti

Seconda volta. Seconda volta che, nel giro di un paio di settimane, parlo con una tipa – sempre sotto i 25 – che ha una visione della coppia che io trovo aberrante. Zero fiducia, si lamentano della gelosia ma sono gelosi/e. Si controllano a vicenda peggio della Stasi e del KGB. Via social, attraverso il gossip o le “amicizie”. Non sembra esistere riservatezza ammessa. E persino il modo di dire nazi-fascista “se non hai niente da nacondere non nascondere niente” o simili… Sembra che lo spazio individuale sia sempre marcio, che sempre i rapporti con altri debbano nascondere tradimenti possibili o ne siano l’anticamera.

E soprattutto sembra che i rapporti siano questioni di potere. Di controllo. Di comando, sopraffazione. “D’onore” mafioso. Non esiste che tu soffri. No, tu sei oltraggiato dall’onta e devi vendicarti. E sembra che siano le donne queste, più che gli uomini. Uomini. Donne. Ragazzini sono.

Eppure si comportano così: certo io mi fido di lui/lei ma esigo l’accesso illimitato ed incondizionato al suo cellulare. Ah, ti fidi proprio. Continue reading →

canzoni bastarde

Do un giro agli stati di whatsapp e mi viene un “Ma un ricordo nella testa non basta. Per riempire il vuoto nella mia stanza. Tra mente e cuore c’è una differenza. Perché chi ama non dimentica” in faccia. Googlo un attimo e vedo che si tratta di tale EINAR ORTIZ.

Ieri al cinema in mezzo al film il ciccione a cui mancava la bella bionda svampita mi estrae direttamente dalla vita “certo che una come lei che sia interessata a quello che c’è dentro la mia mente non è mica male eh”.

La nuvola dei vaffanculi è gravida di pioggia e gravita su di me. E starnutisce spesso. Sta stronza.

mi piacevi

Tra i vaffanculi che salgono ai cieli in canti di giuoia ci sono quelli dedicati al “mi piacevi”. Al passato. “Una volta mi piacevi”.

In particolare ricordo quelli di uno dei capodanni peggiori della mia vita. Ne ricordo alcuni, ma questo è sempre scolpito nella mia mente (età attorno ai 18 ma non so quanto prima e quanto dopo).

Per questa volta non ve lo racconto tutto. Ma in quella festa mi ritrovai con tre, ho detto TRE tipe diverse che mi rivelarono “sai quando eri a scuola mi piacevi“.

inni di gioia si elevano al cielo

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il dottor schiattarelli

Oggi c’è una grossa novità!

Voglio morire.

Scherzavo, non è una novità, figurati grossa. E come mai? Nessun motivo diverso in particolare. I giorni strani, ormai, sono quelli in cui ho il privilegio di potermi lasciar  vivere senza pensare all’insensatezza di tutto questo. Il mio nucleo sta sul cazzo agli altri. E per essere felice io ho bisogno del mio pezzo mancante. Queste due cosette vanno d’accordo quanto i risultati dei sondaggi di Pornhub: i maschietti cercano sottomissione e le donne ANCHE, oppure mega orge classiche, ma insomma dove il ruolo maschile è classico. Queste due cose non di incontrano tanto.

Oggi così tutto il giorno. Metereopatia? non potrei dirlo, oggi c’era pure il sole. Ieri forse, ieri si. Ma oggi no. Oggi mi sarei schiattato in piena luce del sole. Continue reading →

lo spirito dello stronzo passato, che sia ancora presente?

Stavo lavando i piatti. Non so nemmeno cosa le ho chiesto. Ah si. Ora ricordo, stavo riflettendo sulle spese condominiali. E quindi con B siamo tornati a confrontare com’era prima che comprassimo casa. Fino al 2010, dal 2000 circa abbiamo normalmente convissuto: diviso tutto a metà. Ma prima io non vivevo con lei. Ero un ospite. E questo lo ricordo. Ricordo molte cose.

Ma quello che non ricordavo dei due anni precedenti, che pure sono stati la base per stare assieme per tantissimi anni, è quanto io sia una persona di merda. Questo figlio di puttana qui, mi dice lei, B, non era solo ospite nel senso che non pagava l’affitto la corrente l’acqua. Non eravamo assieme, non sapevo se stare con lei o con un’altra, vivevo principalmente ancora a casa, stavo cercando di finire di pagare un’auto che dava mille problemi, avevamo appena iniziato ad essere assieme. Lei era stufa di vivere coi suoi e aveva deciso di andarsene. E il suo ragazzo di allora le aveva rotto le palle. Confrontato con lui io le davo – sembrava – ciò che voleva. E mi interessava, soprattutto. Ma il qui presente pezzo di merda sbafava, mangiava gratis. Io non mi capacito di poter essere stato così un pezzo di merda. E sapete perché? Perché – mi fa schifo solo sentirlo, ma dice che lo dicevo io – ho detto che “dove mangia uno mangiano due”. Cioé… io, che ero ospite, dicevo questo. Che schifo vomitoso di essere dimmerda. Perché fa schifo? Non riesco a capacitarmene proprio, di poter avere pronunciato, e convintamente, queste parole… perché in tutto quello che io sono in rapporto ad un partner io NON VOGLIO che ci siano di mezzo debiti, soldi, beni-e-servizi. Ma questo da molto, molto prima di conoscerla. E quindi da dove cazzo viene fuori questo ragionamento totalmente incoerente? Ma non basta, non basta, venite a cagarmi addosso ragazzi, sentite quanto me lo merito, che il fenomeno da baraccone vi fornisce subito delle nuove ed utili argomentazioni. Continue reading →