Scrivevo il 19-4-2012 – Ho un televisore che avrà 20 anni. Catodico. Si, CRT, con il TUBO CATODICO e lo schermo davanti CURVO, con questo tubo catodico INGOMBRANTE dietro. Si, proprio così. E io vedo perfettamente i colori, gli incarnati, tutto è del colore corretto, come l’ha visto il regista e il direttore della fotografia e i tecnici in studio (nel caso delle trasmissioni live).
Poi invece vado da chi ha questi ultranuovi ultrapiatti ultrafashion (mavaffanfashion!) trendy lucidi LCD o PLASMA … e vedi la gente arancione, oppure gialloverde. Vedi puntini schifosi, quadratoni merdosissimi… ma dove sta questa innovazione? Dove sta questa fichezza della novità? Se ti metti il vestito nuovo ma HAI FREDDO oppure sudi e puzzi come una capra… sei fashion? Sarà anche fashion ma mi fa cagare il cazzo a pioggia.
Sono brontolone? Continue reading →
Tag / schifo
il BURQA degli Italiani DOC
Ero a cena con un mio caro amico. Aveva avuto una donna… lei aveva figli, lui ne ha. Lui è un padre splendido con il proprio figlio e anche i figli di lei si stavano affezionando. Ad un certo punto la loro storia è andata a carte quarantotto, non so più perché. Casini soliti nella rottura, dolore. Poi piano piano sono stati amici, si parlavano, hanno continuato per anni a sentirsi, persino quattro giorni fa. Lei lo chiamava, si sono visti, consiglio, tu che ne dici, caffè.
Lui mi fa “Emanuela mi ha tolto l’amicizia”. E io che sono abituato ai social, faccio col sorriso “ma su Facebook? e chissene, no?”. E lui “no, mi ha tolto l’amicizia, quella vera”.
Mi scendono i lati della bocca. Chiedo lumi. Lei gli ha comunicato che preferisce non avere più contatti, di non cercarla e non mandarsi messaggi ecc ecc, non sentiamoci più. Di punto in bianco dopo che per anni si sono visti e che quattro giorni fa coi sorrisoni e la normalità.
Lui mi dice “so che sta con K e io sto tremendamente sul cazzo a K”. Dice che ovviamente può essere una decisione di lei, ma sembra incoerente con ogni precedente recente e passato. Sembra più un ultimatum venuto da fuori.
Ora… sapete per quanto ne parlo di quanto vedo succedere alle ragazzine: ricatti su come dovrebbero comportarsi per essere volute, per non essere considerate zoccole, sporche, facili, brutte addirittura.
Ma ragazze, fanciulle, donne: se cedete a questi ricatti cederete, come in un qualsiasi ricactto, a qualcosa dopo. Vi si potrà sempre chiedere qualcosa in nome del ricatto precedente.
Lei ha 50 anni infatti. Dice le solite resterò sola, chi mi vorrà – vuoi che non capisca io? Lo capisco eccome – e (nota dolente) è un buon partito, desiderato da tante. Ah e baratteresti questo con chi sei? Con chi puoi frequentare ? Un tuo amico sincero con cui tutto è chiaro, persona correttissima?
VAFFANCULO MASCHI DI MERDA!!!! Le volete scopare ma vi lamentate se sono zoccole. Le volete fiche ma dite che sono zoccole se le vedete mezze nude. E avete paura, una paura fottuta che vi surclassino perché lo sapete, merde, lo sapete che sono migliori di noi. E allora è VIOLENZA lo capite? Ragazze lo capite che è violenza? Se non fai così non ti amo. ah si? E’ amore questo?
Schifo profondo, stronzi!!!!!!!!!
Non lasciatecelo fare, non lasciateglielo fare ragazze, donne, signore!!!!! NO!!!!!!
#nondirloalfotografo – desaturazione parziale
Eccoci QUA per il nostro appuntamento #nondrloalfotografo con la deliziosa:

fai tutto in bianco e nero tranne un particolare #nondirloalfotografo
Non lo ha inventato Spielberg, per quanto farlo su pellicola magari sia più laborioso (non ho idea dei mezzi informatici in cinematografia nel ’93), ma di certo lui ha reso l’effetto di desaturazione parziale, oggi chiamato da molti “color splash effect”, popolare presso il grande pubblico, me compreso, che avrei iniziato a toccare una fotocamera volontariamente solo 10 anni dopo. Continue reading →
le donne e le molestie sul lavoro #28372847
Propongo telecamere, anche questa volta. Come ho sempre proposto per la scuola: telecamere a circuito chiuso ovunque, zero privacy (e io sono un fan) con accesso vietato a chiunque, ma i cui filmati siano immediatamente disponibil ni caso di problemi di comportamento di chiunque: degli insegnanti, ma anche degli studenti o del personale non-docente (…).
Ma al lavoro? Oggi ho contattato una cuccioletta che avrà avuto un paio di anni meno di me o più di me, non so. Era tutta smilzettina ed educata. E ok, alla fine abbiamo capito che non poteva posare perché il codice deontologico blah blah della banca in cui lavoro blah. E non cambierò più alla mia età. L’avevo individuata a zonzo grazie ai suoi capelli grigi adorabili, ad una pettinatura corta comunque carina, occhi giusti, viso affilato, pelle a posto… Se li porta bene, molto bene. Con quella cura naturale, non da modella. Quindi perfetta modella per la sua età e il mio settore. Ma niente.
Ma alla faccia del deontologico ha subìto molestia sessuale (verbale) dal suo capo. Niente di nuovo direte voi. Beh a me se mi infilano un dito nell’occhio e poi lo rifanno non è che “niente di nuovo” risolva: ti estraggo la giugulare e ci suono Fra Martino e poi diremo tutti “niente di nuovo, dai facciamola a canone”. Una volta contattato il capo del capo o il responsabile del personale costui ha – ancora una volta (nella mia vita, non so nella sua) dichiarato “eh ma non possiamo mica crocifiggere una persona per una lamentela fatta da una sola persona“. Ah no? E se io come cliente arrivo a lamentarmi per il comportamento di quella donna scommettiamo che io, UNA SOLA PERSONA, riesco a fartela cazzaire in 20 secondi? Quindi? E non perché è una donna. L’altra ovviamente era “è stato il tuo atteggiamento”. Mancava solo che le dicessero che aveva la mini e che i negri hanno il ritmo nel sangue.
Ah cazzo. Mi è venuto in mente un sistema meraviglioso! Bisogna SEMPRE usare questo sistema. Ecco la mia proposta: qualsiasi azienda è interessata al proprio profilo pubblico. Alle VENDITE. AL CLIENTE. AI SOLDI. Allora carissima donna chiunque tu sia, che vieni molestata dal tuo capo. Se non sei stata in grado di metterlo a posto subito (ad esempio con faccia da vomito dicendo subito “CHE SCHIFO!” ad una zozzeria che non hai gradito – perché ok, potresti gradire, è lecito) ti metti d’accordo con un tuo amico – MASCHIO, io vorrei. Ma ok, anche amica femmina. Una persona capace di parlare, di fare una lamentela fastidiosa, petulante, altisonante, saccente e fastidiosa e possibilmente di non lasciar parlare gli altri. Prepotente. Ma vostra amica. Questa persona richiederà di parlare con il direttore, dicendo di aver visto il vostro capo maltrattare in modo intollerabile inqualificabile insistituibile ineguagliabile inafferrabile inqualcosabile quella povera ragazza alla cassa/sportello/tavolo eccetera. E l’unico nome ad essere ricordato deve essere quello del PORCO che ha osato sul posto di lavoro fare un tipo di pressione sessuale in_QUALCOS_abile e che io stessa mi sono sentita offesa in qualità di donna e pensare che una istituzione come la vostra bla bla bla possa essere bla bla poca serietà non oso immaginare con quale tipo di etica trattiate gli affari se bla bla bla in fondo noi clienti donne siamo sicuramente bla bla bla percentuali.
VI PREGO. Fatelo. Solo se se lo meritano, anche. Perché altrimenti abbiamo tutti finito di flirtare al lavoro. Ma ovvio, c’è modo e modo.
Io ovviamente verrei licenziato in un ambiente simile provandoci con quella sbagliiata., dopo aver detto questo 😀
Ma mi raccomando, basta con questa merda.
Lei stessa mi ha detto: se ci devi provare ci provi, mi dici usciamo, vediamo cosa succede. Ma non con queste battute veramente fuori luogo, davanti ad altri, mentre stai lavorando, in posizione gerarchica che mi mette in difficoltà, oltre alla sorpresa di vederti trasformare in un coglione dopo anni che sei il mio capo.
Quindi ok, non è che ce l’ha secca, ok? E’ proprio il fare schifo. Non lasciateci fare schifo. Puniteci. Poi vedete se avete eesagerato e non ci sono più maschi. Ma nel frattempo io vorrei che sta merda dei sei mesi per stupro finissero. Stupro = omicidio della mia anima. Quindi se proprio non vuoi dare l’ergastolo, 20 anni senza possibilità di riduzioni.
Sapete che mi piace la figa. Tanto. Mi piacciono tutte le zozzerie. Tanto. Credo che la libertà di provarci tra noi (uomini con donne e donne con uomini e tutte le mescolanze a voi gradite) debba esistere, tanta libertà. Ma che se si passa il segno del rispetto e si fa del male, in qualsiasi modo, ad un altro, debba essere possibile correggere – socialmente, questa stortura. Di brutto. Non voglio trovarmi a fare dichiarazioni scritte con “desidero uscire con te e vorrei praticare del sesso anale, barra questa crocetta, firma per consenso, doppia copia all’ufficio consensualità”. Ma nemmeno questo, nemmeno questo. Niente stupri accertati impuniti. Niente leggerezza nelle vere molestie sul lavoro, di qualsiasi genere, anche non sessuale, ma peggio se sessuale. Il sesso è bello, ne voglio tanto. Non voglio che me lo mescoliate a questo schifo brutti stronzi!
Il tipo è stato redarguito. Si è vendicato professionalmente sulla tipa.
Non ci siamo.
Ufficio lamentele sessuali con addetta donna?
Telecamere, microfoni. Accertata molestia: licenziato e segnalato. I protestati e i cattivi pagatori sono nelle liste delle banche. Perché quando VOGLIONO difendersi da qualcosa, sanno come fare.
lo spirito dello stronzo passato, che sia ancora presente?
Stavo lavando i piatti. Non so nemmeno cosa le ho chiesto. Ah si. Ora ricordo, stavo riflettendo sulle spese condominiali. E quindi con B siamo tornati a confrontare com’era prima che comprassimo casa. Fino al 2010, dal 2000 circa abbiamo normalmente convissuto: diviso tutto a metà. Ma prima io non vivevo con lei. Ero un ospite. E questo lo ricordo. Ricordo molte cose.
Ma quello che non ricordavo dei due anni precedenti, che pure sono stati la base per stare assieme per tantissimi anni, è quanto io sia una persona di merda. Questo figlio di puttana qui, mi dice lei, B, non era solo ospite nel senso che non pagava l’affitto la corrente l’acqua. Non eravamo assieme, non sapevo se stare con lei o con un’altra, vivevo principalmente ancora a casa, stavo cercando di finire di pagare un’auto che dava mille problemi, avevamo appena iniziato ad essere assieme. Lei era stufa di vivere coi suoi e aveva deciso di andarsene. E il suo ragazzo di allora le aveva rotto le palle. Confrontato con lui io le davo – sembrava – ciò che voleva. E mi interessava, soprattutto. Ma il qui presente pezzo di merda sbafava, mangiava gratis. Io non mi capacito di poter essere stato così un pezzo di merda. E sapete perché? Perché – mi fa schifo solo sentirlo, ma dice che lo dicevo io – ho detto che “dove mangia uno mangiano due”. Cioé… io, che ero ospite, dicevo questo. Che schifo vomitoso di essere dimmerda. Perché fa schifo? Non riesco a capacitarmene proprio, di poter avere pronunciato, e convintamente, queste parole… perché in tutto quello che io sono in rapporto ad un partner io NON VOGLIO che ci siano di mezzo debiti, soldi, beni-e-servizi. Ma questo da molto, molto prima di conoscerla. E quindi da dove cazzo viene fuori questo ragionamento totalmente incoerente? Ma non basta, non basta, venite a cagarmi addosso ragazzi, sentite quanto me lo merito, che il fenomeno da baraccone vi fornisce subito delle nuove ed utili argomentazioni. Continue reading →
shocking news! palestra dopo 100 anni di inattività
Quando non devo distruggere, devo costruire: eccomi.

io dopo alcuni minuti in palestra
Odio la palestra. Odio andare in palestra. Odio spendere del tempo per il fisico. Ma mentre ero assieme alla mia piccola, un messaggio mi è arrivato forte e chiaro dai muscoli delle mie gambe. Lei adorava essere scopata a pecorina, era molto chiara e diretta su questo (e io adoravo anche questo di lei), proprio “fottimi a pecorina!” “prendimi da dietro!” oppure proprio si metteva li a culo alto. Io ho una passione per il culo, per cui io me la volevo sempre inculare (so che amate la raffinatezza quindi ve la elargisco a piene mani) … ma che la gioia fosse più sbilanciata verso di me o verso di lei, i muscoli delle mie gambe dicevano sempre la stessa cosa “SQUAT!”.
Quello che pensavo avrebbe ceduto era altro., Ma se non mi fai interrompere (questo si mi ammoscia e si fa fatica a riprendere) pare che io resista dall’indefinito al wowmidivertotantohmioddiovengoinduesecondi. Ma c’è anche l’indefinito. Cosa inaspettata. C’era.
Quindi non era li che mi serviva resistenza, ma sulle gambe e la schiena, il fiato. Insomma quello che dicevano le pornostar degli anni 80 era vero: devi allenarti, devi correre, devi fare fiato.
Ora questo non è un problema: lei mi ha lasciato, come forse avete intuito, vagamente. La panza mi fa schifo però. Proprio schifo. E quindi volevo andare per quello in palestra a iniziare s smantellare sta secchiata di merda. In ogni caso ho ricordato il problema della resistenza. Vedremo.
Cmq sono morto. M-O-R-T-O. Il tipo della palestra è yeah, vigore! Si! woo! Bravo. Ti spiega tutto, scienziato. Non ho nessuna voglia di tornare. Tornerò: come per il cibo, per me questo è come l’ospedale, la cura, una medicina. Mi serve per avere una normalità.
E a lei della mia panza di merda non fregava. Ma frega a me.
Esiste ancora il macho-maschilista-gorilla-merda

lui è giustificato, voi no.
Rimango di stucco, ma devo testimoniare dell’esistenza di tale esemplare di maschio umano, oggi, settembre 2018, nella “avanzata” Italia del nord-est.
Una mia modella, 27 anni se non ricordo male, splendida, intelligente, lavoratrice, con obiettivi nella vita, dei gusti precisi, stile, educazione, cultura, si è ritrovata per la seconda volta a cadere in confusione dopo essere stata con un muscoloso pelato testa di cazzo. La parte fisica era comune, quindi diciamo che facciamo un po’ i lombrosiani che va sempre bene “con quella faccia lì”. Cadere in confusione vuol dire che va dallo psicologo. Ok, anche la mia ex, la mia bimba, diceva di dover andare dallo psicologo dopo aver litigato con me. Ma poi quando c’era andata il casino era con la sua vita, coi suoi, con gli oviettivi di vita. E tanto per distruggermi la vita ricordo che dallo psic disse “lui mi rende felice, e mi fa piacere me stessa” (peccato che dopo un mese io ero una merda eccetera).
Dicevo? Si, dicevo ‘sta ragazza. Un bijoux. Era bella, ovviamente. LUI ci ha provato con lei, non il contrario. Lei stava anche senza. Comunque. Ora io ormai ci ho fatto il callo perché sono un fotografo e quindi VI VEDO DA FUORI TESTE DI CAZZO: se non siete in grado di reggere la morosa figa, non vi fidanzate con le morose fighe; questo picchiatello quando lei gli mandava i selfie tutta carina, magari pure un po’ hot le rispondeva gelido che a lui quelle cose non piacevano. E poi metteva i like ai culi delle altre su Instagram. Nessun problema, diceva lei, a mettere i like sui culi delle altre, ma non se poi fai quello che io sono una troia. Continue reading →
uscire dalla scatola del dolore
AC è stata rifiutata, non lasciata, da uno che le piaceva, che era mattoncino su mattoncino, compresi i mattoncini marci, quello che lei voleva per il cammino della sua vita. Ha fatto 600 km per andare a dirgli “sono tua, prendimi” e lui no. Dopo un anno di tiramolla. Quindi in fin dei conti è un “io lo amo ma lui non mi ama”. Ma anche i Promessi Sposi sono “due si sposano, ma ci sono dei casini”. Quindi… sofferenza. E non era, naturalmente, la prima volta. Dolore. E i conti con l’età (37).
E allora parliamo. Prima che partisse le ho dato l’ipotesi che avesse casini a letto e come affrontarli. Non li aveva. Tornata però i casini erano “non mi vuole. E adesso?”. Quindi sofferenza, non voler chiudere tutto anche se dovresti, ecc ecc, solita roba, sono qui che ci combatto pure io. Dura, durissima. Continue reading →
Non posso (neanche) andare a puttane, terza ed ultima verifica.
NOTA: questo post contiene dettagli su prezzi e consuetudini in certi bordelli austriaci nel 2018.
Nella mia passeggiata nella degradazione, umiliazione, schifo di me, esiste da sempre la prostituzione. Non sono un puttaniere, tanto per chiarire. Né per virtù, né per altri motivi, ora sono confuso e non saprei specificare puntualmente; non mi voglio vantare né nulla: non sono un habitué.
Questa è la terza volta che faccio IL tentativo: per me è come se fosse una sezione sperimentale dell’ospedale. Test per il cazzo. Metta il cazzo qui, presso l’infermiera SANDY che viene dalla Romania, si, ecco. No, mi dispiace non ci siamo. Porti al suo medico curante: ah non sa chi diavolo sia? Beh prenda lei, veda lei di capire.
Ci sono sempre andato con vergogna, vergogna di me, di certo non per loro: loro sono li, con i loro corpi nudi esposti, non indietreggiano di fronte alla durezza della loro vita, figurati se si devono vergognare di qualcosa. No.
La prima volta o … le prime volte, non ricordo, che ci andai avevo la patente da poco e provenivo da defaillances adolescenziali disastrose che mi dicevano che ero impotente, che il mio cazzo non funzionava con le donne, ma “funzionava” esclusivamente da solo. Continue reading →
il silenzio (41ma puntata)
Recentemente sono andato a vedere la versione odierna di “Papillon”, film che vidi da piccino. Nella versione attuale non c’è il tipo nella gabbia di bambù sotto il sole, che mi ricordavo, o a livello del terreno con zero spazio: la cella consente almeno tre passi ampi. E’ quasi a cielo aperto. E c’è il silenzio totale, assoluto. Quello che fa impazzire. Deprivazione sensoriale, no?

La negazione del dialogo, anche. Continue reading →