Piscio sulla tomba degli ottimisti morti, ridendo.

Perché? Perché sono dei religiosi: la loro credenza (“Andrà tutto bene” un cazzo, vi ricordo: è andato bene perché la gente ha lavorato per tale risultato) non sarebbe un problema se non gettassero biasimo e discredito sulle persone in grado di usare una funzione fondamentale della mente umana che ci ha fatto sopravvivere per decine di millenni: la previsione e simulazione.

Stare in un prato sentendo la brezza ed un leggero tepore del sole è bello.

Ma stranamente non consideriamo “porta sfiga” avere un tetto, possederlo o in affitto. Come mai? Siamo dei pessimisti se pensiamo che è possibile – anche se non certo che possa piovere o che il sole sia troppo forte?

Ogni informatico, di base, sa che fai un backup perché non si sa mai. Non è che tocchi ferro. Lo fai e basta. La massa di rincoglioniti non si rende conto che è talmente necessario e ci pensano così poco che su Mac c’è la time machine e da Windows Seven in poi c’è un sistema di versioning integrato (ripristino fa anche questo: tasto destro, versioni).

A portare la sfiga sei tu: tu che non pensi che sei fallibile, distratto, ignorante anche. E che tratti tutto questo con arroganza ed orgoglio, invece che con il realismo di chi dice: mi porto l’ombrello perché non conosco il futuro, non posso fermare gli eventi atmosferici né conoscerne il realizzarsi futuro, subisco il loro effetto e mi lamenterò come una papera isterica quando le gocce mi scivoleranno giù per la schiena.

Per cui sai cosa? Me lo porto: AMULETO!!!! MAGGIAAAAAAAA.

Ecco, ma se invece ti ricordi che sei responsabile e coinvolto in quanto ti accade e hai una testa per ragionare su quanto potrebbe accadere?

Quindi se mi hai dato del pessimista o porta sfiga quando ti ho detto <condizione x> ha una alta probabilità di causare problemi e quindi è meglio fare in un altro modo, ad esempio se ti ho detto che andare in montagna da soli è pericoloso, se non ti voglio particolarmente bene ma solamente abbiamo chiacchierato, e muori male in un dirupo, mi prenderò del tempo per venire a PISCIARE SULLA TUA TOMBA RIDENDO FORTE e dicendoti “chi è che si è portato da solo sfiga? IL COGLIONE!”. Perché non è sfiga. Hai ignorato delle possibilità e in base a questo ignorare attivamente, non ti sei occupato della cosa, non hai pensato di andare con qualcuno, di prendere precauzioni. Hai agito come se la realtà fosse quella che hai immaginato: totalmente positiva. Quindi chi è quello che ragiona in modo magggggico che alla fine si porta sfiga? Io non PENSO di creare l’evento che penso possa capitarmi. A pensare di creare la positività sono gli ottimisti. Io semplicemente penso “sarei piuttosto infastidito dal perdere un file perché ero un po’ distratto… ma la distrazione non è un fatto inusuale per gli esseri umani… io l’ultima volta che ho controllato non ero in grado di far piovere a comando od imporre la mia volontà col pensiero… quindi sono umano anche io: faccio dei backup và!”. Fine.

Li uso? raramente. Ma in quel “raramente” ci stanno miliardi di bestemmie non pronunciate, di lavoro non da rifare, di ore da non recuperare, di fatica da non rifare, di clienti che non pensano che mi sono affidato alla fortuna (questo fa l’ottimista, mentre incolpa di cose magiche il previdente che ritiene un pessimista) come una testa di cazzo qualsiasi che non lo fa di lavoro. Ma il TUO lavoro, oggi, si fa con un computer.

Portarti una giacca a vento impermeabile portatile o un po’ di soldi, invece, fa parte di conoscenze che potrebbero esserti note in qualsiasi parte del mondo da diverse centinaia di anni: può capitare.

L’errore logico fondamentale che commette chi scambia la previdenza per pessimismo o per portare sfortuna, e viceversa, è una confusione tra previsione e causalità.

  1. Previdenza vs. Pessimismo/Portare Sfortuna: La previdenza è l’atto di prepararsi per eventualità future, specialmente per eventi negativi, senza implicare necessariamente una convinzione che tali eventi accadranno. Chi interpreta la previdenza come pessimismo o portare sfortuna confonde la preparazione per un evento con la convinzione o addirittura la speranza che quell’evento accada. Questo errore è una forma di fallacia dell’attribuzione causale, dove si presume che prevedere o considerare un evento negativo possa in qualche modo causarlo, o che prepararsi per esso sia sintomo di un atteggiamento pessimista.
  2. Ottimismo vs. Imprudenza/Negligenza: Allo stesso modo, chi interpreta l’ottimismo come una giustificazione per non prepararsi o per trascurare i rischi cade in un altro errore logico. Qui si confonde la speranza o l’aspettativa di un esito positivo con la certezza che non accadranno imprevisti. Questo atteggiamento può portare a imprudenza o negligenza, perché si ignora la possibilità di eventi avversi sulla base di un’interpretazione distorta dell’ottimismo.

In sostanza, l’errore logico consiste nel confondere la previsione (ossia la considerazione o la preparazione per possibili eventi futuri) con la causalità (ossia l’idea che pensare o prepararsi per un evento possa causarlo o che ignorare un rischio possa evitarlo). Questa confusione può portare a comportamenti non razionali, come la rinuncia a prepararsi per evitare di “portare sfortuna” o l’ignorare precauzioni necessarie in nome di un mal riposto ottimismo.

L’errore logico che porta a pensare che una persona previdente non possa essere contemporaneamente ottimista è una falsa dicotomia o falso dilemma. Questa è una fallacia logica in cui si presenta una situazione come se esistessero solo due opzioni mutuamente esclusive, ignorando la possibilità che entrambe possano coesistere.

Nel contesto di previdenza e ottimismo, l’errore consiste nel credere che essere previdenti significhi necessariamente essere pessimisti o negativi, mentre essere ottimisti significhi non preoccuparsi del futuro o ignorare i rischi. In realtà, una persona può benissimo essere ottimista riguardo al futuro e allo stesso tempo adottare misure di previdenza per prepararsi a possibili difficoltà.

Quindi, la falsa dicotomia crea una contrapposizione inesistente tra due qualità che in realtà possono coesistere armoniosamente. Un ottimista previdente può sperare per il meglio, ma prepararsi comunque per affrontare eventuali imprevisti, perché riconosce che prepararsi non è in conflitto con l’ottimismo, ma piuttosto un modo di assicurarsi che le cose vadano nel miglior modo possibile, anche di fronte a potenziali sfide.

Roger Waters ha la faccia come il culo?

Roger Waters ha la faccia come il culo? O forse pensa – a ragione, in quel caso – che tutti si siano dimenticati delle sue trentennali posizioni di “ho fatto tutto io”, della sua incazzatura quando O’Rourke ha correttamente informato i membri della band quando lui pensava, lui, di scioglierla senza chiedere un cazzo a nessuno. Adesso fa persino il piagnucoloso, ma è uno stronzo, perché Gilmour ha sempre, in ogni scritto, ufficiale, DEI PINK FLOYD (vedi il cofanetto “Shine on” qui nelle mie mani, ed in ogni pagina che parla dell’abbandono, lo ribadisce) dato grandissima importanza alla creatività di Waters e al fatto che gli manca. Gli manca, dice ogni volta, ma se le cose stanno così, si va avanti. E loro avanti sono andati, i Pink Floyd. Perché se ne è andato, dai Pink Floyd, Roger Waters. Non se ne sono andati via i Pink Floyd da lui. Lui ha licenziato e assunto “come turnisti” alcuni di loro proprio durante the wall. E alla fine di Final Cut? Ma scherziamo, pensiamo tutti di dimenticarcelo? Per me i Pink Floyd SONO quelli con Roger Waters. E a tutti gli effetti per me “Amused to Death” è – ad ascoltarlo – un disco dei Pink Floyd in cui per sopperire alla gigantesca mancanza di Gilmour si è dovuti ricorrere, con grandissimo successo, ad un gigantesco Jeff Beck, espressivissimo. Quindi non tolgo nulla alla grandezza dei Floyd con Waters. Resta il fatto che lui li ha lasciati e quindi che cazzo vuoi adesso? Hai voluto ed ottenuto i diritti su The Wall. Che fai piangi perché una cosa che tu volevi morta, per te è morta? Gli hai buttato merda per secoli. Ad ogni uscita dei non-tuoi Floyd hai detto che era merdina, roba dozzinale. Quindi che vuoi? Riconoscimento? Beh ti viene dato, ce l’hai. Ma non puoi avere LUSTRO da una cosa che è rimasta viva per trent’anni da quando tu la volevi distruggere, far morire, abbandonare senza chiedere niente agli altri membri e senza riconoscere un cazzo formalmente a loro. Adesso, al massimo, così buttata li come un vecchietto furbacchione che piange il morto perché commercialmente non hai potenza di fuoco, solo adesso dici “NOI ABBIAMO fatto INSIEME”. Wow, mancava lo dicessi un secondo prima che ti inchiodassero la bara. Sei stato uno stronzo e nessuno se lo dimentica. Sei stato un grandissimo creativo, nevrotico e dispotico, totalmente sprezzante nei confronti degli altri membri della band, persino del pubblico. Qualcuno si dimentica che hai voluto far causa per l’uso del maiale gonfiabile? E adesso vuoi dire “oh, mi fa battere il cuore”. Ma non fai causa allora, no? Dici “hey ma quel maiale l’ho inventato io!”.

Visto che tutto ciò che era legale è stato regolato e che i tuoi diritti morali sono perfettamente noti… quello che vuoi è uno spazio pubblico sotto un nome che volevi fosse DISTRUTTO.

E sicuramente non hai mai pubblicamente riconosciuto il valore degli altri: hai sempre buttato merda, sempre detto che non valeva niente. Riso, quando ti hanno chiesto se ti mancava (Three Whishes, intervista) qualcuno che ti aiutasse nel processo creativo. No, hai riso. Non ti manca, è chiuso.

Adesso però vuoi. Ti serve? Ti mancano soldi? Non credo che ti manchino.

Tutti vogliono il riconoscimento che spetta loro.

Tu hai voltato le spalle in modo talmente stronzo che ora non puoi davvero aspettarti che ci si dimentichi. Sembrano quei nonni che hanno fatto tanto bene ai nipoti che li amano… e che si stupiscono perché i propri genitori odino e non vogliano parlare dei nonni… perché per loro erano genitori stronzi. Questi decenni di distanza chi ha sofferto non li dimentica.

Tu, Waters, ci hai sottratto trent’anni di Floyd completi: lo hai fatto tu. Non sono stati loro a mollare te: sei stato tu. E in tutti questi anni non hai mai riconosciuto un cazzo di valore agli altri, non in modo sincero. E pure ora si vede che proprio non ce la fai. Non ti viene perché sei sinceramente convinto che la tua unica mancanza sia stata quella di perdere legalmente, di non aver esercitato un potere che non ti sei premurato di avere. E lo hai anche dichiarato, in precedenza. Cosa che nessuno si dimentica, visto che non avevi certamente 20 anni.

Non ce lo dimentichiamo nemmeno noi. E non credo che se lo sia dimenticato Gilmour, al pari di chi ormai è morto e di chi è restato vivo ricordando ogni cosa, anche per chi è morto.

Guardate con attenzione come si premura di sfottere Gilmour giusto una settimana prima. E’ uno stronzo, non dimenticatevelo.

Una piccola nota: notate nel fermo immagine del video in apertura quanto Roger sembri disegnato da quello di Ren e Stimpy? Ma che ha fatto una plastica alle guance? Sembra… strano. Non che questo c’entri qualcosa. Del Senno di poi son piene le fosse caro Roger (“Graves are full of hindsight” dear Roger).

Fatevi un giro sul suo youtube e leggete se per caso c’è scritto “Pink Floyd the wall” oppure “Roger Waters The Wall”. Mi pare un po’ il bue che dice cornuto all’asino.

bad vibrations

Rancore, risentimento, muso, fastidio, “uffi uffi”. Mi hanno chiamato a fare un discorsetto, un racconto, un bla, come vi avevo detto, presso un’associazione fotografica, un classico fotocineclub di provincia. Li ho sentiti prima di partire per la luna, ho visto la sede, abbiamo chiacchierato… alla fine vado a braccio, chiacchiero, sono a casa mia, non ho problemi. Unica cosa era il lato tecnico: vogliono fare evento Facebook? Ci sono proiettori o cosa in sala? Devo per forza portare le mie foto? Le avrete già viste no, altrimenti che vi frega di me?

Evento: non ci avevano pensato ma anche si.

Foto: devi portarle.

Ok allora ricordo che nella stanza c’era un televisore di quelli che accettano le chiavette USB: risolvo i problemi di test, profili colore, calibrazione e impostazioni varie.

Volete lo stock o i nudi? Vogliamo tutto, se non ci sono problemi con le ragazze. Miraccomando non si vede la mia faccia, mai, in foto in giro. Solo e sempre il logo.

Quindi mi accingo a preparare l’immagine di testata per l’evento Facebook: approfitto di una sessione di scatti non consegnata in corso, prendo una cosa dove si capisca chiaramente un po’ di quel che faccio. Poi ne cerco una dove esagerare un po’, dove c’era una tipa splendida. Ma guarda che ti riguarda e mi incazzo sempre di più. La vedo un po’ grassa, più imperfetta di quel che ricordavo, ma in modo che non mi va tanto… ma non tanto per la forma del corpo quanto per quella che percepisco come una protezione continuativa, un nascondersi, una serie di compromessi, un percorso per arrivare a qualcosa… che non è arrivato, che poi abbiamo smesso. Che ok, lei è bella, ma le foto forti, quelle giuste, sono castrate, private della loro vera forza, un gradino sotto, censurate. In una c’è la forma, nell’altra la spudoratezza, nell’altra la bellezza, nell’altra la giovinezza acerba, nell’altra ancora il tirarsela, nell’altra la nudità di precisi punti del corpo, in un’altra la luce o il mood. E vaffanculo quasi sempre quelle giuste non sono nudi totali. Io BANDISCO L’ESISTENZA DELLE MUTANDINE. BASTA cazzo! Basta! Fanculo. E’ stata una delle più belle. Ma alla fine credo che “pancia piatta” sia forse il punto “se non so un cazzo di te e devo scegliere: pancia piatta, si, dubbio, no”. Perché se c’è quella, di solito, assieme ci sono altre caratteristiche. Ma l’atteggiamento… quello è diverso.

Allora opto velocemente per lei. Soffro poco, molto poco. Sorrido per quel momento, ora mi fa meno male. Ma anche lei, stessa cosa, ad un certo punto non ha “obbedito ai comandi”. Questa cosa la dovrò tenere più sotto controllo. Alla fine magari ho migliaia di scatti e un grande sciacquone da tirare. Ho messo due nudi – bianco e nero – in tutto, censurati ovviamente, per FB. Ci ho farcito tanti mini riquadri di vecchia roba stock e schiaffato il logo. Seguito le indicazioni sul formato del 2019. Seguito le indicazioni che dicono di fare quelle, con quella ratio, ma di farle pure più grandi. Ok, raddoppio. Altro? Basta.

Ma questa cosa mi ha tirato giù. Mi sono messo io in un gorgo di relazioni difficili. Ma questo è. Se vuoi la modella coin-operated, poi però il tuo cervello lo sa. Se invece è la modella “facciamolo insieme” … insieme significa che lei fa parte della cosa. E’ un equilibrio bello difficile quello che mi sono scelto eh.

Per questo è importante andare avanti e fotografare ancora. Ho molte foto mie che sono solo un promemoria di “rifare”, rifarla meglio, rifarla con, senza, che si veda questo, che sia più, che sia meno, ricordati di. E poi dovrò di nuovo guardare un po’ di anatomia in altre foto. Forse chiedo troppo a corpi che non sono giusti? O forse semplicemente il momento di vederle bene arriverà.

Comunque memo: mentre tornavo dalla luna ascoltavo la radio: intervistavano una ragazzina che fa uno sport spettacolare, molto da esibizione, in stile pattinaggio artistico, per capirci. Dicono di dov’è: assolutamente a portata, chilometraggio da casa mia: molto bene. La cerco su Instagram, la trovo, la contatto. Mi ha risposto, sembra positiva. Vedremo.

Poi mi è venuto in mente che la mia modella smilza e splendida va a qualche chilometro dalla luna, all’università, quando ci andrà. Forse posso combinare dei viaggi condivisi e chiacchierare, ma molto, molto meglio: quando avrò tempi morti ad un’ora c’è lei, se per caso si può… la location è splendida… e magari potrò fare shooting pure lì! 🙂 GH! Se stai positivo di solito le cose arrivano meglio, si sa. Sei più aperto. Ovvio, anche a far entrare i cazzi roventi con le punte eh. Ma magari sei più attento.

Nel frattempo il tagliando ha previsto un bel “DISCHI DEI FRENI USURATI” e un conto totale di 480 europorcodduecazzommerda.

Devo

assolutamente

fare

quel

fottuto

lavoro dove hanno già i soldi in mano da darmi. E con quelli non mi godrò la vita: semplicemente salderò un conto. E sempre sia santo il mio meccanico che mi permette di pagare rateale. Santo sempre.