maniaco depressivo

Sfruttare la parte di “maniaco” è forse quello che faccio, per sopravvivere. Forse. Ammesso che sia così. Ma è brutto chiamarlo così: essere un maniaco… non vi viene in mente il signore in soprabito anni 70 che si mostra nudo alle signore nel parco? “il maniaco”.

E poi chi lo sa se sono bipolare, se sono maniaco-depressivo, se sono un coglione pigro e piagnone viziato, se sono uno che sta male e ogni tanto se lo dimentica.

Le ho aperto tutto della mia vita, l’ho fatta accoccolare dentro. Adesso ogni cosa è terribile, la voglio buttare. Ogni parola. Ogni canzone. Ogni scherzo. Ogni tormentone. Tormento. Questo è. Un tormento, in senso letterale.

Sto piangendo così tanto. Ogni giorno, amaramente, singhiozzando, singulti, occhi rossi. Ogni volta a farmi le facce, come a quindici anni, allo specchio, per fare finta che. A fare gli occhi grandi e il sorrisone, ad elasticizzare, a rilavare gli occhi, a “rifarsi la faccia” per fare finta che. Perché uno con gli occhi rossi è pericoloso magari.

Reindosso il sorriso di plastica, faccio due cose, ritorno in un vicolo e scoppio a piangere. Salgo in macchina e sono una cascata. Entro in bagno e cerco di tirare l’acqua per non farmi sentire troppo da B. … anche lei, che palle avere un musolungo come coinquilino.

Adesso vado dove andavo con lei, a farmi la doccia, a curarmi. Questa cosa che lei faceva, posso provare a tenermela. Continue reading →

il nome giusto per il mio blog, in fondo

Dopo i meravigliosi killer con scrupoli, per la mia gioia, trovo gli hacker quellicheiotipenetroilserver, che però quando gli chiedi se nel deep web, dark web, darknet e tutte quelle cose si trova un killer a pagamento allora niente “io conosco i miei limiti”. Ma non quando sei con pizza e birra però: e vogliate gradire il doppio senso sarcastico.

sto bene

Ad ogni modo per non dare troppo nell’occhio col suddetto blackhat che poi tanto blackhat non è, sedicente espertodisecurity (ok, lo è, su questo non si discute, io non lo sono, capisco cosa fa se me lo spiega laddove altri non capirebbero, fine) ho fatto alcune battute, da cui “beh, vedo che sei in forma, quindi stai scopando!”. Beh, dai. Devo dire che 29 anni di esperienza in fare gli allegroni quando hai la morte dentro dimostrano il loro peso. Io poi non è che odi la gioia o che odi tutto o cose del genere. Mi fa schifo come va perché ovviamente vorrei la gioia, mi pare chiaro, elementare. Non dare caramelle –> piangere, ué ué. Non sia mai che pensiate che io sia “schifo caramelle”. No no. E’ solo che molti scambiano l’intera vita per “caramelle” mentre per me la vita è “il piatto vuoto” e dentro ci può finire diversa robetta diversa. Quello che mangi aggiunge l’aggettivo “bella, brutta, di merda, meravigliosa, soddisfacente” eccetera. E siccome si sa che de gustibus non disputandum est, decido io se mi piace. Ma se uno mi chiede “com’è oggi il cibo?” e tu gli dici “beh, non è che sia sto gran che, in effetti sento delle sfumature di diarrea in mezzo a questi filetti di bile fecaloide; la merda di ieri puzzava forse di più, ma in compenso era insapore. Pensa che esiste la pizza invece!” pensano cheppallenoncivogliopiùparlare. E allora impari, impari “ah figata! figata cazzo!!!!! è straordinario tutto! e tu? assapori a piene fauci? MMMHSLURPP!!!!!”. Ed ecco, quello che ho appena fatto viene considerato “ALLEGRIA” e non “umorismo”. Continue reading →

back to sorrow (28ma puntata)

Alla fine mi ha lasciato. Mi ha lasciato di nuovo. Le avevo suggerito io, tempo fa, vedendola più sofferente che soddisfatta, di dire basta e di aiutarla in questo ponendo delle barriere totali nelle comunicazioni, soprattutto social, whatsapp in primis. Questo perché se continuo a vederti soffro, non riesco ad iniziare a metterci una pietra sopra… amici mai, come diceva quello.

Dopo poco aveva bucato le barriere: ne ero felice, tornava da me.

Lo abbiamo (secondo lei: lo ho) rifatto, e alla fine al mio ultimatum “o vai o stai, ma smettila di fare tiramolla perché mi distruggi il cuore ogni volta” sembrava fosse restata.

Ma mentre se ne andava al mare la sentivo distante, e poi aveva tutti i segni dello stress (la candida, mal di pancia, nausea) … di punto in bianco mi ha mandato un addio “consapevole”: sapeva che il tira-molla non sarebbe mai finito perché “siamo incompatibili” eccetera eccetera, deve studiare e impegnarsi al 110%. E addio. Continue reading →

smettere uno psicofarmaco di colpo è consigliabile come schiacciarsi il cazzo sotto la tavoletta

gioia

Le immagini velate ed appena accennate sono quelle che preferisco, come intuite dal titolo.

Attualmente prendo Efexor 75. Da un po’. Perché in pratica prima non mi tirava neanche se la hunziker mi faceva la spaccata in faccia dopo avermi promesso 45 minuti di throatfucking ininterrotto e selvaggio – questo per restare nelle immagini delicate.

Sono rimasto, per cause di forza maggiore, senza, per due giorni. Due. A parte le leggere vertigini o simili (per definirlo meglio dovreste fare quella specie di gioco che forse avrete fatto da bambini, mettendo le mani davanti alle orecchie e poi spostandole velocemente avanti e indietro vicino-lontano … a parte la componente “sbattimento” di questa mossa, il lato “audio che viene e che va” è circa quello che provo) … dire che divento eccessivamente emotivo è ridicolmente eufemistico. Diciamo che solo il lato depressione e commozione, tristezza aumentano come non mai.

Perché trovarsi a singhiozzare, piangere singhiozzando, per un uomo adulto, dopo aver visto una scena di un film che al massimo mi avrebbe commosso alle lacrime, guardando “Bones”, è un po’ troppo. Farmacia, arrivo. E se ho pensato per un attimo “beh, dai, magari posso smettere e basta!” senza consultare un medico, beh, sono stato un Coglione di prima categoria, vincitore in tutte le edizioni possibili.

Ora, non giustificherò MAI un drogato. E’ l’atto dell’iniziare, sapendo che non è una soluzione ma un nuovo problema, che condanno per tutta la durata di ciò che accade dopo. Ma lo capisco sia per le cause, sia per gli effetti dell’astinenza. Non sei più tu. Sei uno al quale un programmatore ha cambiato alcuni pezzi di programma e quindi mentre tu pensi “perchéccazzo?” comunque tu senti sofferenza, senti tristezza. La senti con una intensità che ti fa piangere singhiozzando, scuotendo tutto il tuo corpo.

Ma siccome tu lo sai, sei cosciente, allora la cosa si mescola alle risate, perché sei cosciente dell’immagine e della causa scatenante. Non è un momento in cui ragioni sull’insensatezza dell’esistere o sul fatto che sei un cesso e la Hunziker non farà quella famosa spaccata. No. Sai che hai visto una scena di un telefilm, scena che di solito NON ti avrebbe commosso, e che sei scoppiato a piangere convulsamente, rumorosamente, disperatamente, senza appello.

E alla tua mente questo fa ridere, cazzo, fa MOLTO ridere. E quindi isteria! 🙂

Oggi aggiungiamo la figuradimmerda con la farmacista che – lo vedo dall’occhio – inizia a non credermi più quando le dico che non ho la ricetta bianca in mano perché ho talmente tanto bordello in macchina che non ho cazzi di mettermi a rovistare. Quindi la sensazione è “sei un drogato, ma per ora non faccio casino… ma la prossima volta…” – e così dovrò cercare la cazpita di ricetta.