Italian Rot Music moment

È passato del tempo, ormai credo un anno, da quando ho realizzato con una certa delusione che il classico “de gustibus non disputandum est” in musica è ancora più radicale di quanto non fosse lecito aspettarsi dall’ovvietà del famoso adagio. I gusti sono soggettivi. Perfetto. Ma arriva un momento in cui invecchiando ti sembra di poter dire “ma questo… questo ha delle caratteristiche analizzabili, enumerabili, misurabili oggettivamente e quindi confrontabili, no?”. Irrilevante. Quello che ci fa piacere la musica è un processo neurobiologico che associa emozioni ad alcuni precisi attimi di vita: se in quel momento stai ascoltando alcune cose, quelle cose saranno lo “stampo” per il bello. Questo in generale. Non stiamo quindi parlando di una passione del melomane che poi apprezza vari generi, assaggia tutto. Stiamo parlando della normalità.

I momenti sono 2: quando sei piccolo e della musica potrebbe girare in casa (i tuoi genitori) e l’adolscenza: forti emozioni (positive, negative) incontrano la musica che senti in quel momento: molto probabilmente quella mainstream, quella di moda.

Fine.

Quindi se a Mario che aveva 17 anni quando c’erano i Camaleonti facevano figo i Camaleonti, oggi magari a me fanno cagare e mi facevano cagare pure quando avevo io 17 anni. Ma a me magari fa cagare anche Sferaebbasta o potrebbe farmi cagare Fedez. Ho detto nomi a caso, non conosco le loro creazioni (ma conosco la “performance” di Fedez ben nota se non ha l’autotune live).

Oggi ho osservato attentamente le mie nipotine di 10 e 3 anni provare esaltazione per le canzoncine dedicate all’Italian Rot e anche quella specie (dai, lo è) di Techno-Trance di “Labubu Funk Remix” (non mi pare che la dance anni ’90 sia poi tanto cambiata anche nel 2025). Le canzoncine funzionavano così: pezzi di qualsiasi lunghezza (anche 8 minuti) ma costituiti da micro-pezzi che potevano anche cambiare ogni 4-6 secondi nello stile e che semplicemente usavano ogni stile esistente con una leggera tendenza alla musica Ai e ampio uso di autotune. Ma era quasi di sicuro editata e postprodotta, anche con voci vere oppure roba di qualità, non Suno, di certo. Erano felici. Eppure molti degli stili che ho sentito tacciare di “vecchio” e “schifo” erano presenti nella roba che ascoltavano estasiate. Rockettino estivo disneyano, country, trap standard italiana, musica dei cartoni animati e pop leggero generico a iosa, pop-punk. Ma era questa faccenda da “swipe interno automatico” che ho trovato illuminante.

Il testo? Il testo elencava semplicemente i nomi dei personaggi dell’Italian Rot, tutto qua. Ballerina Cappuccina e compagnia bella, dai, fate una ricerchina su “Italian Rot , Crocodilo, Ballerina Cappuccina” e trovate tutto.

La cosa divertente è stato vedere l’esaltazione per la simil-techno delle due bimbe. Una delle due dopo la performance scatenata è andata verso la fase non tanto chill-out … ma piuttosto verso la fase trance-da-seduta come se si fosse fatta di brutto. Occhi semichiusi, dondolante, tutta compresa e seriosa mentre sente “Labubu funk remix” in loop , mia piccola.

Al di là dell’amore di zio, è stato interessante tecnicamente. O se volete socio-antropologicamente.

Ah si: momento di ribellione “ora ti insegno una cosa che la mamma non vuole” e quella di 10 si mette a twerkare mostrandolo a quella di 3.

Ci sarà da divertirsi. Per fortuna sono solo zio 😀

Donne considerate come culi semoventi

Attorno alla statua che, vista solo dalle due solite foto del web, non apprezzo particolarmente, ho letto varie critiche. Quelle che mi tangono assai sono quelle che ritengo punti di vista soggettivi ma che vogliono vendersi come oggettivi: il giusto, il vero, ciò che va fatto, il resto è male.

Questa volta un punto di vista che ho letto sulla pagina FB “Scienziati, filosofi ed altri animali” in una parte importante coincide con un punto di vista che lessi in una certa trattazione della fotografia di nudo fatta da Fotocrazia, cioè da Michele Smargiassi. Lessi l’articolo, a suo tempo, ma soprattutto il dibattito che si svolse nei commenti. Te lo riassumo? Riassumere richiede tantissimo tempo. Ci provo: parlava del “giro di fotografi di nudo”, già limitando le possibilità a “professionisti-lavoro” VS “il resto”. Chiunque lo facesse per lavoro l’autore lo risolveva con “lo fanno per denaro, di donne nude c’è richiesta”. Forse una volta. Oggi chi ha solo voglia di fica nuda va su youpornhubxvideoshamster gratis e non fa finta che gli piaccia il nudo artistico. Comunque il riferimento era quello. Oltre a questo, c’erano gli altri. Taglio corto perché a questo punto la visione della pagina FB citata e quella di Fotocrazia si incontrano ne “la visione della donna” e cioè la conclusione, osservando le opere, che le donne siano dagli autori viste in un determinato modo, che sia rappresentativo di TUTTA la loro visione della donna, del corpo della donna, del rapporto donna-corpo da parte dell’autore.

Wow!

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