Ecco perché la mia vecchia (ormai, da qualche anno) ricetta “sta mattina scegli se oggi vuoi restare vivo o morire e ti comporti di conseguenza” non è la merda che sembra. Non così tanto.
Sono due giorni che non riesco a fare neanche quello: né lavorare nella direzione della morte, né in quella della vita.
Allora devo ricordare a tutti quelli messi male (ma che si possono anche permettere di esserlo, mi rendo conto che sia un privilegio non stare come sto, sotto un ponte o per strada col freddo) che anche delle mini-routine possono essere il minimo minimo minimo sindacale.
Una su tutte, per me, è svuotare e riempire la lavastoviglie. Magari per voi sono alcune pulizie, qualche forma di riordino, la lavastoviglie, fare la spesa fuori anche se non volete uscire. Una cosa elementare che vi muova.
Se siete “in remoto” (post covid ormai si dice così, oppure “in smart” senza rischiare di sembrare seduti nella mini-citycar) avrete anche tante piccole cose da fare che sono routine. Fatele e contatele. Riguardatele tipo “ho fatto questo e questo”. Sopravvivenza da depressi, tutto qua.
Il titolo? Ah no, no, “il” niente è la cosa migliore. Ma non-fare niente, è peggio che scegliere “oggi si lavora verso la morte”, nella mia storica “tecnica” (del cazzo fin che volete).
Purtroppo non trovo al volo il link. Ad un certo punto (2017? 2018?) di intenso dolore semplicemente mi dissi che ogni giorno, se mi alzavo, potevo decidere “oggi pensi a morire? ok, lavora in tal senso. Oggi pensi a vivere? Ok, lavora in tal senso. Ma una delle due”. Lavorare per morire significa trovare un modo, ma anche mettere in ordine, buttare via, lavorare sul testamento, controllare per la resituzione del debito con M e quello con B … vedere se vendere tutta una serie di cose. O risolvere delle altre cose da fare per gli altri che sia chiusa quella storia. Poi magari mentre fai ti viene quel guizzo “eh ma non ho ancora fatto questo!” o “non ho visto / sentito quello!”. E vedi come va.
Se è un meccanismo di coping, , è giusto una polverina piccola piccola sopra una scatola di cartone di vero coping della Lidl.