La foto falsa di Lou Barlow

M. mi scrive testuale “…gli [nomedelgruppo] ho provato a sentirli, ma mi provoca troppe emozioni non riesco. Me li metto in una chiavetta e ascolto in macchina forse è meglio. Poi ti descriverò le sensazioni”.

Voglio bene a M. e questo tipo di messaggio me lo conferma. In qualche modo sento scalpitare l’impazienza dentro di me: da quanto ho recuperato il “demo-backup” fatto approssimativamente nel 1998, in formato solo audio (e pure parziale!) ho sentito O. , batterista, osservando il quale F., il nostro batterista, prendeva spunto ed imparava. Gli ho fatto sentire un pezzo alla volta, ogni volta era “wow”. Si dice onorato che gli abbia chiesto di recuperare e ri-registrare la batteria. Alla fine anche M. , con la cui chitarra sgangherata ma ispiratissima ad un certo suono e ad un certo gusto, mi confrontavo e si costruivano i pezzi, anche lui ha voluto sentire. Abbiamo tutti quasi 50 anni.

Col passare degli anni, ma attorno al 2001-2003, mi accertai che sia a F. che a C. (voce) non gliene “fregasse niente” e “fai quello che vuoi” fu la risposta generale. Ma M. no, sentito in questi mesi, mi dice che a lui importa eccome. Ne avrei fatta una questione di libertà artistica più che di copyright: pensavo “dai, fammi il favore di ri registrare le chitarre in modo che eventualmente possa lavorarci” … ed eccoci qui.

Quando bruciammo quelle calorìe? Io credo tra il ’94-95 e massimo il ’97-98. Poca roba. Tantissimissimisssima roba. Ossessione, interesse, concentrazione, convinzione, impegno, fatica, confronto, lavoro, contrasto, esercizio, ripetizione, freddo, difficoltà, viaggi e chilometri, vita di gruppo, poca figa ma anche tanta, la scena che esisteva.

Credo di poter elencare i luoghi dove fisicamente suonammo. Pochissimi. Ma i pezzi erano il succo spremuto di quattro persone diversissime con gusti diversissimi che solo una certa educazione, io credo, riusciva a far stare assieme producendo qualcosa di bello. O perlomeno per me lo è, lo è stato in questi anni, lo è ancora. E vorrei che esistesse una versione ascoltabile dal mondo. Persino con dei video.

Speriamo che a M. queste emozioni facciano bene, non male. Magari si tuffa in qualcosa in cui io vivo molto spesso: il passato.

Il titolo del post si riferisce ad un ritaglio di giornale, che mi ricordo fotocopiato su carta blu e probabilmente arrivato via fax. Era un articolo nella cronaca locale che parlava di noi. Non avevamo una foto e così FDM (ora cantantautore dei NVCC) che scriveva per il giornale decise di mettere la foto di Lou Barlow e dire che era C. … o qualcosa del genere “tanto la gente non sa un cazzo”.

Tenevo quel foglio nella custodia del basso di mio cugino, custodia rigida con interno in pelosetto rosso. Forse per testimoniare che “eravamo qualcuno”. Che eravamo esistiti.

Gli sfigati e i vincenti mentre adulescono

O mentre adulgono! – Una volta cresciuti, tra i 30 e i 40 almeno, e poi oltre, gli uomini, alcuni ancora ragazzi, sono interessanti da osservare. Siamo. Siamo interessanti da osservare.Un maschio umano vincente perché è un animale vincente lo è da quasi subito. Il suo corpo gli dona strumenti che altri non hanno: sono doni, appunto. Lo capisce velocemente e velocemente se ne avvantaggia: fisicamente e quindi anche socialmente, in quel tipo di socialità ravvicinata in cui si vince perché si è forti, attraenti, potenti nel poter dominare l’altro fisicamente. Chiunque altro sarà di meno. Sarà sfigato. Siamo umani, ma siamo bestie. Però appunto, siamo umani. Per scopare questa cosa serve tanto, funziona tantissimo. Forse anche in un certo tipo di rapporto amicale.

Ma col tempo gli sfigati imparano a non essere più sfigati, perché sono meno bestie e più umani in ciò che fanno: imparare. Imparare abilità che non sono doni. Conoscenza, ma anche tecniche che sono frutto di esperienza. Così ecco che singoli sfigati diventano singoli non-sfigati.

Ma in gruppo? Cosa diventano, come sono?

Sono uscito con un gruppo di perdenti socialmente, quel tipo di persona che devi conoscere profondamente per poter soppesare privilegi e difetti, devi poter srotolare intere vite, perché al volo solo alcuni hanno sviluppato anche abilità di socializzazione, sono meno goffi. Ma tutto sommato li vedi, vedi che funzionano come non-sfigati da soli. Ma insieme… per qualche motivo rivelano la loro natura di sfigati, di quel tipo di sfiga che se hai imparato nella vita una cosa, sai che per funzionare bene una cosa che puoi fare è semplicemente allontanarti. Bastano tre metri di distanza e tu sei tu, non sei loro.

Però non sono mai stato animale da gruppo io. Solo che era diverso. Era per il mio sentirmi sfigato, non per il sentirmi “non devo mescolarmi agli sfigati”. Recentemente mi è capitato ed era tutto abbastanza triste come sempre, solo che ho pensato che presi singolarmente tutti questi maschi umani avevano sgomitato per fare qualcosa, che era… era lavoro. Era poco interessante quello che si diceva, come sempre in un gruppo. Era interessante però sapere qualcosa di ognuno di loro: uno di umili studi e lavori però, oltre al lavoro fisso ben retribuito, faceva un pacco di soldi su ebay perché sa vendere, sa commerciare. So per certo che ha un sacco di storie in giro, tradisce la moglie, ha due splendide figlie, si diverte molto, ha passato i 50 da qualche mese. Uno è un classico sfigato proprio con lo stampo, che sarebbe meglio che fosse buono. Ma vuole fare il cattivo. Solo che è un ciccione. Ma da buono fa davvero cose buone. Poi però vuol prendere la piega brutta, sentirsi forte. Ma quando è intelligente è meglio, funziona. Ed in gruppo è proprio un pesce fuor d’acqua. Eppure fa i soldi, sgobba. Ma è pur sempre uno sfigato. Un altro era più difficile da capire, ma aveva il classico aspetto del nulla. Ordinato, ordinario. Ma con battute talvolta idiote ma sempre ben piazzate, fulminanti, con tempistiche perfette, mi ha fatto sganasciare perché le battute arrivavano sempre nel silenzio, infilate tra un atomo e l’altro: zic! Ma sfigatissimo. Eppure onesto, senza fare lo sborone. Forse il migliore? Un altro era interessante: ex religioso, diventato agnostico perché…? Per i video di BIGLINO!!!!!! Non ci potevo credere. Questo si inserisce perfettamente nelle mie recenti osservazioni “no-vax world”, cioè in una certa forma-mentis che raggruppa tutta una serie di persone… in un altro gruppo ci sono i religiosi che sostituiscono una forma di credenza con un’altra. Poi ce n’era un altro che credo fosse li con un certo fastidio, ma perché invitato dal suo cliente-capo (il buono che fa il cattivo, che alla fine è un democristiano: false partite iva); doveva avere un certo gusto, un certo livello. Ma deve lavorà. E poi l’organizzatore, che conosco come direttore di un posto, che vedo ogni giorno. E che tutto sommato ha sempre mantenuto un livello di integrità e coerenza più che decente, mi pare: forse perché lui non è uno sfigato e non lo è mai stato. Fisicamente dev’essere sempre stato piuttosto prestante e ha deciso di unire, in tempo utile, questo lato a quello intellettuale. Chi lo sa. Padre di due tre figli, felicemente sposato. Credo che ci ripenserà prima di fare una cosa del genere tutto sommato.

Al di là di questo tipo di osservazione che lascia il tempo che trova, c’è quello più importante, che conferma ciò che sento sempre: in gruppo i maschi si riducono ad avere circa tra i 9 e gli 11 anni, ma con l’aggiunta dell’alcol. L’unico motivo per cui la cosa non mi ha fatto pensare fosse meglio starsene per i cazzi propri era che una cosa principale da fare c’era: andare a correre con i Kart. Una cosa che non avevo mai fatto: un’abilità inutile che affinerei volentieri quella di quel tipo di guida. Purtroppo costa, ma non esiste che un videogioco di auto possa darti neanche la minima intensità rispetto a questo, persino con un autoscontro avresti di più di un videogioco. Qui invece si corre sul serio, non ha nemmeno importanza se si corre “poco” visto il poco spazio e il terreno scivoloso. Derapata sempre, frenata in scivolata sempre, massima velocità 70/h in un rettilineo microscopico in cui comunque devi limitarti se vuoi prendere la curva successiva. Mi sono preso delle botte terrificanti, alcune autoinferte, altre per urti degli altri stronzi maledetti. Però divertente, almeno per me. E un po’ di cibo. Ma per il resto la conversazione di gruppo difficilmente funziona bene.

Ecco, un gruppo che risulta vincente credo sia davvero qualcosa di “santo”: un gruppo di maschi adulti che stanno bene insieme, che non sgomitano in nessun modo, mai, che sono in armonia, che ti fanno dire “umanità” senza tirare un sospiro rassegnato… boh, esiste questa roba?

Sono più per il no che per il si.

Nel luogo in cui poi abbiamo mangiato c’era un livello estetico differente. I maschi erano grossi. Tutti più o meno davano l’idea che ti avrebbero steso. Poi è arrivato un gruppo di tipi davvero molto maschi. Forti, muscolosi. Con delle ragazze che avevano sempre qualcosa di super. Una aveva un corpo davvero formoso, sodo, inguainato non per sostenere, ma per accompagnare… il viso faceva quel che poteva per competere con tutta quella roba. Palestra, impegno. Un’altra era una figa pazzesca e basta, tutto dono di natura e cura nel mantenerlo. Non avere i biglietti in quel momento mi rodeva il culo… ma il gruppo di guerrieri spaccamascelle con cui stavano mi avrebbe fatto un po’ dubitare dell’opportunità di avvicinarmi.

Quelli forse non erano delle gran cime, ma erano tutti prestanti, avvenenti. Maschi e femmine. La loro non sfigatezza era chiara ed immediata: dopo aver bevuto non con lo scopo di fare qualcosa nella serata, ma solo di scaldarla un po’, avrebbero scopato sontuosamente, donne con sontuosi uomini, uomini con sontuose donne o qualsiasi mescolanza desiderata.

Uno del nostro gruppo di sfigati si è poi rivelato in tutta la sua sfiga: felice solo per il cibo, lagna per qualsiasi cosa, viziato come un vecchietto, stanco tanto da perdere l’autocontrollo verbale. Ma se ci vedremo tra qualche giorno io credo che penserà che quello che dico ora sia “esagerato”. Ma io ho sempre percepito un bisogno di riconoscimento palese di valore in lui. Eppure lo ha, il valore.

Chissà come staranno le mie costole dopodomani. Se fosse gratis ci andrei anche da solo, anche ogni giorno. La cosa che ha preoccupato me è la mancanza di respiro, come se fossi andato in montagna, se avessi camminato intensamente con fatica. La panZa? Devo indagare.

Comunque confermo anche in viaggio verso i 50: per me vale solo il rapporto 1-1, niente altro.

Il prete mi ha messo la lingua in bocca (1950)

Mio padre è nato nel 1936. Profugo Istriano nella II guerra mondiale, visse molta della sua infanzia, fanciullezza e vita di ragazzo in collegi e strutture comunitarie, ma non in campo profughi, di cui comunque aveva specifica contezza, per i racconti precisi di chi, in collegio con lui, non voleva mai “tornare a casa”, perché tornare a casa significava che l’intimità era data da quattro coperte tirate tra te e gli odori, i rumori e le parole di chiunque altro. Quattro coperte per pareti, tirate con fili da biancheria. Per anni. Chi voleva tornare se quella era la casa? Nessuno. Questo soleva ricordare lui a chiunque tra i suoi compagni si lamentasse della vita disciplinata e rigorosa del collegio: lo era, come l’acqua è bagnata. Ma anche il fango è fango, è qui non c’è, si diceva, mentre lì si.

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No credits: non voglio che capiate il luogo: chi sa riconosce.

Parliamo, se ben capisco, del 1950. In uno dei collegi il piano inferiore era dedicato ad ospitare ed istruire i ragazzi, collegio e convitto maschile. Ai piani di sopra, probabile proprietà concessa dalla chiesa, era ospitato il clero, preti. Mio padre, ieri, per la prima volta, mi dice che le informazioni riguardanti argomenti “delicati” per loro (non delicati nel senso di trattati con delicatezza, per carità, tutto era molto brutale e diretto! Ma non se ne parlava, ecco la “delicatezza” … era segreto, era imbarazzante, era vergogna) arrivavano con la brutalità diretta dei bambini: ad un certo punto uno arrivava e diceva a tutti “ma lo sapete che ci sono anche quelli che vanno con gli uomini?”. E lui faceva tanto d’occhi.

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perché gli uomini [maschi?]

Poco fa sono andato a portare una cosa ad una mia ex collega a cena con una mia ex-ex-collega e mia sorella. Appena arrivo mi dicono che parlavano di uomini. Faccio “beh allora vado eh!” e sembravano interessate ad avere la mia opinione su qualcosa ma hanno finito per dire che cercavano uno coi soldi e farsi mantenere. Una delle tre era delusa del fatto che il suo ex l’ha lasciata e si è messo con una più giovane. Me la ricordo: era splendida. Ma si è sformata. Di carattere, nella vita, non so dire. Era simpatica ma non ha lavorato molto con me, quindi non ho molto da dire.

Le altre due le conosco. Hanno una immensa paura del futuro e non si sentono bene nell’arrangiarsi, nel farcela da sole a sopravvivere. Da un punto di vista simile, partire a ragionare su “gli uomini” cambia prospettiva. Vuoi che qualcuno faccia il lavoro per te. Il rapporto non è paritetico: io dare pene tu dare vagina. Io stare con te tu stare con me. E’ : io non risolvere problema, tu risolvere mio problema.

Riguardo all’immagine di google search qui sopra… è interessante che quando parliamo della preistoria “uomini” sia tornato neutro, intendendo “esseri umani”.

Depilazione: un fatto estetico o pratico. Ieri mi sono depilato sommariamente il petto perché sembrava “sporco”. Se stessi con una ragazza o una donna che ama che lo tenga, lo terrei: mi è indifferente. Lì, sul cazzo, sulle ascelle. Non mi interessa. La barba invece mi cambia molto. Posso lasciarti fare qualcosa, ma ci sono dei limiti. Ma io non sono tutti. E tutti non sono tutti.

Gli uomini guardano il sedere perché gli piace. Perché tanti anni di evoluzione lo hanno reso attraente per dei motivi, anche, ma questo non toglie che lo sentiamo attraente. Voi guardate le spalle, la schiena, il torace, i muscoli pettorali. E noi non ci sentiamo oltraggiati. Volete metterci le mani. E noi vogliamo scoparvi con foga il culo, il vostro culo. E ci piace la figa. Come mai non la guardiamo? Perché non è visibile, altrimenti non faremmo altro. Ci piace tanto.

Gli uomini non dicono ti amo? Non è affatto vero. Ma credo che siano stati messi alla prova molte volte. Ci fregate sempre. Soffriamo tanto quanto voi. Non vuoi veder messo in discussione il sesso. E spesso citare l’amore fa cambiare le cose. Tanto quanto il non citare apertamente i figli: io NON VOGLIO FIGLI. Ditelo. Oppure dite “ora scopiamo un po’ ma io lo faccio solo perché alla lunga voglio figli e quando mi dirai di no penserò che hai tradito la mia fiducia anche se in realtà era una MIA aspettativa e non mi hai mai detto che li volevi, anzi, il contrario, e io ho pensato che sia possibile convincerti”. Nota bene: quando un maschio pensa che basti insistere per convincere, ora si chiama: 1) stalking 2) molestia sessuale 3) molestia in generale 4) pressione.

Non vogliono SOLO portarti a letto. Però vogliono. Vogliono perché ci sono alcune cose prioritarie nell’essere umani, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese. Chiedetevi se per caso avete più voglia di mettervi in bocca del cibo che il vostro ragazzo. Io ho più voglia della tua figa che della pizza e pure del sushi. E se sei la mia ragazza/donna e la cosa ti fa schifo, non mi sento io quello sbagliato. Hai un rapporto più sincero col ristorante che con l’essere umano che sta con te. Dillo chiaro: scopare mi piace poco, mi piace raramente, non provo molto piacere, non mi piace dare piacere né riceverlo, mi fa schifo, mi imbarazza. Mi piace fare cose diverse dal sesso più che il sesso.

Il sesso è prioritario in una coppia.

Ad ogni modo io BRAMO FAMELICAMENTE avere conversazioni interessanti, scambiare idee, ragionare su tante cose. E vi assicuro che trovo solo gente che vuol dedicarsi alla famiglia, ai figli e roba simile. Quindi a parità di non-dialogo, preferisco avere rapporti sessuali con una ragazza/donna che stare dietro alla gestione domestica. Se il “perché” lo state trovando, in quel che dico, bene. Io non faccio una famiglia con qualcuno che PRIMA non è con me. Se mi usa come strumento per avere figli o risolvere problemi, prego, avanti un’altra.

Gli uomini hanno la pancia gonfia tanto quanto le donne e per gli stessi identici motivi. Se invece mi parlate della pancia GRASSA, allora esistono differenze riguardo al grasso intraaddominale. Ma essenzialmente il grasso all’altezza dei fianchi, che sia davanti, di lato, ma anche dietro (schiena!) è una caratteristica comune di entrambi i sessi e per gli stessi motivi: bevande gasate, alcol, gas+zucchero, scarsa attività fisica, accumulo di grassi.

Ora mi concentrerei su “non lasciano le mogli”. Non è una domanda posta da un uomo. Quindi chiedetevi tra voi, fanciulle questa cosa.

Il motivo è che non è vero, per nessuno, che se ami qualcuno non cerchi qualcun altro. Il motivo è che non hanno parlato abbastanza prima, che ci sono stati compromessi che hanno lasciato insoddisfazioni e situazioni irrisolte. Se vi chiedete come mai non lasciano la moglie è perché voi siete l’altra. Se non siete ricchi dovreste sapere che un divorzio causa sofferenze e danni, impegna tutti molto. Siete ricchi? Forse potete permettervelo. Il problema è proprio sposarsi. Perché non vi chiedete invece “perché continuiamo a volerci sposare?” Se ami qualcuno perchè cazzo devi sposarlo?

I figli? Ma ne avete parlato approfonditamente? Quanti uomini vogliono DAVVERO figli e li vogliono in quel momento della vita? Il punto è che spesso li COSTRINGETE: vogliono tutto di voi, voi invece volete solo figliare.

Allora siate sincere, se è questo. Fatevi metere incinte e poi vivete con un’altra donna: tutte felici di avere figli da mantenere, faticare per loro e per mandare avanti la baracca: nessuno che “vuole solo portarvi a letto” e vivere una vita piena di cose e interessi. Nessuna donna divorziata con cui io abbia parlato ha variato dal copione “comunque lei/lui/loro sono la cosa più importante della mia vita e non mi sono mai pentita di averli avuti, anche con quel coglione”. Allora perché non ve la mettete via? Noi le donne le vogliamo: voi non volete gli uomini, volete fare le mamme. Se poi dite che gli uomini vogliono solo usarvi: chi è che vuole davvero usare gli uomini? Usare significa rendere strumento l’altro: strumento per avere e mandare avanti figli. Io invece che faccio sesso con te scambio alla pari: tu a me, io a te.

I maschi spesso vogliono un bel rapporto con una femmina. Uomini, ragazzi, ragazze, donne, fate voi. Quello che invece pare chiaro è che la femmina della specie trova innaturale che il maschio della specie si attratto da lei tanto quanto il maschio della specie trovi fastidioso che l’obiettivo della femmina sia curare la prole.

Quando questo non avviene, di solito le cose sono più chiare e meno stereotipate. Spesso accade che la gente si veda quando vuole. Che ci si chiami quando si ha bisogno, ma mai per farsi aggiustare qualcosa di diverso dall’anima. Per le altre cose chiami dei professionisti e li paghi. Quando questo funziona scopare non è una brutta cosa dei brutti maschi brutti che infilano il pisello anche nella grondaia: è una bella attività, che non fai con chiunque, che fai volentieri perché è bella, non necessariamente perché è un progetto di vita.

Magari google la pensa diversamente.

Bisogna trattare il sesso con maggior chiarezza. Così come le emozioni. Essere espliciti. E così la questione figli.

Speed date: ciao, vuoi scopare con me potenzialmente – non necessariametne subito? Nel senso: ti piace tanto scopare? si/no ; nella tua vita vuoi prima o poi avere figli? si/no ; il resto riguarda le emozioni. Parlare parlare parlare.

E invece tutti a cazzeggiarci attorno.

no telepatia #201923890479

Sempre più non mi capacito di quanto molte donne (mai sentito un maschio fare questo genere di affermazione aprioristica, mai, in tutta la mia vita, maschio di nessuna età) che più si ritengono profonde, intelligenti, addirittura sensibili e degne di interesse per quello che hanno dentro e non quello che sono fuori, non si rendano conto che il dentro sta dentro. Non si vede. Non puoi conoscerlo senza passare per il fuori.

Questa aspettativa di telepatia maschile, che arrivi uno che sa tutto di te, che ti studi (stalking?) come un documentario prima di avvicinarsi a te e conoscerti (fatti conoscere, no?) e che magicamente la pappa pronta del piacergli sia veramente disponibile senza fare un cazzo… come tutte le aspettative si presta alla più cocente delusione. Si basa su quello che TU attribuisci alla tua “controparte”. Te lo aspetti TU. Ma ti aspetti una cosa che tu non fai. E soprattutto ti aspetti una cosa disumana. Ti aspetti che un essere umano, che è prima un animale e poi un essere umano, non sia interessato al fuori.

Fintantoché tu non decidi che il rapporto è solo comunicativo, intellettuale, totalmente privo di fisicità e non invece come qualsiasi rapporto tra esseri umani, si parte dalla superficie e poi si arriverà al profondo… è meglio che ti dimentichi di amori nati a tavolino. Ci si vede, ci si annusa, ci si bacia, ci si sbatte, si parla, si chiacchiera. Succede qualcosa che promette altro? Non si sa. Non succede ma quello che è successo ti va?

Ma naturalmente non siamo tutti uguali. Continue reading →

Identikit del castrafemmine JR /PT1

Il maschietto di oggi che castra le femmine di oggi immagino non sia troppo diverso da quello di ieri, l’altro ieri e tutti i 300 anni scorsi. Cambia sempre il contesto sociale in cui questo è immerso, e la sua storia, suppongo. Ma posso solo supporre: non so. Osservo e riporto le mie impressioni di settembre (qui fa freddo e così cito).

È un bulletto, geloso, spaccone, sospettoso e guardingo. Insicuro è quello che credo accomuni tutte queste cose. Cerca sicurezze tangibili, controllo facile. Controllo il mio aspetto, sono fico. Sono molto fighi quelli che controllano le più fighe? Se sopra un certo livello di bellezza estetica devo dire di si. Ragazze molto belle sono controllate da ragazzi molto sopra la media. Ma non mi pare del loro livello. Considerazione che forse pensate lasci il tempo che trova, ma vi invito a rifletterci: io parto da questa considerazione. Sono un fotografo e le ragazze con cui ho a che fare sono genericamente gradevoli, armoniose, talvolta belle, a volte bellissime. Non lavoro con professionisti.

Spesso questi ragazzini hanno mollato la scuola prestissimo e si sono messi a lavorare. Non è troppo diverso da quello che accadeva un tempo, se ci penso bene. Io mi toglievo velocemente dalla testa questa cosa, ma molti ragazzi e molte ragazze avevano smania di procurarsi presto cose. Non sto parlando della sensazione di essere responsabili del proprio sostentamento autonomo, della totale indipendenza dai genitori, della vera e piena autosufficienza ed appartenenza, da individui, ad una comunità di pari. No: la possibilità di comprare roba, di andare alle feste, di vestirsi fighi, fare vacanze, eccetera. Questa roba. Comprensibilissimo. Eppure c’ero anche io. E nonostante fossi uno studente pessimo non ho mai pensato di andare presto a lavorare per avere soldi per eccetera eccetera. Continue reading →

avviso di possibile scomparsa per percosse

😀 Il ragazzo di una modella mi ha fatto una velata minaccia. Non velatissima. Piuttosto diretta.

La sequenza, su messenger, dopo che ha fatto pressioni per venire a posare anche lui (alquanto strano, di solito i maschi si fanno pregare, da chiunque, anche dalla ragazza):

tizio– ah si, io ho un tatuaggio e delle cicatrici, ma niente di turpe
CG– l’altro ovviamente è morto
tizio– ci ha provato con la ragazza sbagliata

Così, d’amblé. Quindi direi che vi sto preannunciando che uno stressato ingegnere portatore di testosterone con ragazza molto molto fica che posa nuda da un tizio che lui non ha ancora potuto minacciare ha deciso che deve marcare il territorio e rimarcare di chi sia la proprietà. Ho avvertito la tizia. Ha risposto “ossignur”. Le ho chiesto di non dirgli niente. Io stesso non ho detto niente, solo una faccina e fatto finta di niente. Continue reading →

mio marito/ragazzo non vuole

Parlavo con B del fatto che con una certa costanza donne, ragazze che avrebbero voluto e non si sarebbero fatte alcun problema a posare nude spesso mi dicono poi “mio marito non vuole”, “adesso sono sposata, non posso”, “il mio ragazzo non vuole”, “al mio ragazzo queste cose non piacciono”, “al mio ragazzo/marito non piace che io faccia queste cose”.

E chi se ne incula? – avrebbe detto lei, da quando la conosco. Eppure vi assicuro che è gentile, disponibile, amorevole, si fa in quattro per le persone che ama. Ma mai, mai ha voluto essere la serva di qualcuno. E obbedire. Non devi obbedire a tuo marito, al tuo ragazzo. Certo, se in quel momento state scopando beh… può darsi, si, fa parte del gioco, ma è anche possibile che sia il contrario e non credo, cari maschietti, che vi sentireste umiliati dall’obbedire a ordini del tipo “sbattimi” o “vieni qui e scopami subito” , “leccamela!” o cose simili, simili a quelle che voi stesse direste. Diciamo che il caso è il limite ed è molto ristretto all’aggressività di alcuni momenti speciali. Quelli in cui facciamo, anche fisicamente, come gli animali. Qualcuno di noi, eh.

Ma a parte questo quando è che hai dato le chiavi della tua libertà ad un uomo? Dai, mettiamoci insieme, queste sono le mie chiavi, dammi la libertà quando vuoi tu. Ah, scusa, dimenticavo anche la museruola, ora la metto, tu toglimela quado credi, caro, ma non lasciami parlare a sproposito o dire qualcosa che non pensi anche tu, specialmente in pubblico. Ecco, tieni, questa è la chiusura, è lampo, ti faccio vedere, ecc…mmmmmh. (pollice alzato). Continue reading →