sconforto #201922060819

Ho un fottuto caldo di merda.

Ho un Ronin-SC combo bla da provare. Ma ho caldo. Mi sento anche un po’ intimorito perché con la mia fotocamera non è di ovvia applicazione la bilanciatura, che è essenziale. Domani vado da kiki a fotografarla nuda per due giorni. Tutta pacchia e ferie. E invece mi sento mezzo ansioso. Da lontano lei mi chiede consigli sui maschi e sulla figa, cosa che, visto che mi ha lasciato lei, dovrebbe farmi comunque pensare “beh si vede che su questo mi considera attendibile, si può apprezzare”. Invece no, mi sento solo vecchio. E infatti, come sempre, passato il momento del bisogno, faccio battute da vecchi, anche se poi in altri momenti sono l’unico con cui ride e ci si capisce. E’ un periodo che se mi ci guardo bene, vecchio non mi sento. Stanco, per il caldo, ma questo negli ultimi 30 anni non è cambiato. Ho sempre sofferto a merda il caldo. E le cose che mi annoiano mi hanno sempre annoiato, non le ho mai condivise con i miei coetanei del tempo.

Guardo i guadagni: poca roba. Bisogna darsi da fare.

Questo caldo di merda mi tira giù invece di farmi stare bene. E la gente che avrebbe dovuto farmi un preventivo per il sistema di condizionamento non si è vista. Frega un cazzo di niente a nessuno: si vede che di lavoro pagato a sufficienza ne hanno, mi dico. Nel mondo del lavoro su commissione, con dipendenti, con una sede, questo discorso si può fare.

Mancano 11 giorni all’uscita di Fear Inoculum. Ho appena sentito la cover di “Stand by me” dei bootstraps, gran bella. L’inizio è molto simile a “Where The Streets Have No Name“, comunque. La sto ascoltando a ripetizione.

Penso continuamente alla morte, come salvezza, via d’uscita, di fuga, di respiro e liberazione. E mi aiuta anche a dire “prima finisci questo”. E un po’ di peso se ne va.

Nessuno attualmente prova alcunché per me. Nessuno mi ama, ok? Nessuno considera neanche di farmi una telefonata e bere un caffè. Ok, a parte la stalker. Ma la stalker, come dice sempre lei, “sta facendo un percorso”. Un difficile percorso in cui alla fine (cosa che interessa a lei, non a me, attualmente) si farà fotografare e si auto-metterà su una maglietta. Questa “fine” immagino sia il rimettersi in forma senza faticare fisicamente, ma con una dieta sfiancante e un sacco di autoaccettazione.

Mio padre invecchia tanto. L’ho visto male.

Mia sorella non la sento neanche di striscio ma immagino mi distruggerebbe sentirla: disperata, negativa, nononono. Proprio quello che mi serve. E mio fratello uguale ma più dispe-rassegnato.

Mia madre che attende, Cattolicamente, di morire “quando Dio vorrà”.

Un bel momento eh?

Eppure vi giuro che domani e dopodomani il mio impegno è fotografare la figa, nuda. E chiacchierare.

Credo che chiunque possa capire, alla lunga, che la felicità conta davvero, che stare bene sul serio conta davvero. Chiunque non stia a pensare che sono un ingrato, che ho tutto eccetera. Chiunque capisca.

Prima di partire #20171223

Per parecchi anni mi sono illuso di vivere, cercando – invece – di sopravvivere comodamente, di sbarcare il lunario decentemente. Quando ho perso l’amore, dopo aver perso il sesso, non mi sono preoccupato forse abbastanza. Ora è troppo tardi. Quello che mi piace e che mi interessa è, salvo esplosioni di fortuna, fuori dalla portata della mia età (o dei miei soldi, ad essere un filo più cinici). Sono un mediocre, quando va bene, in qualsiasi cosa. La mediocrità e il fallimento possono convivere. La mediocrità ti da la capacità di essere in grado di comprendere l’eccellenza fino all’ultimo granello, tanto da soffrire intensamente l’inadeguatezza della sua inarrivabilità; sei in grado di comprendere il confronto e la tua posizione schifosa di inferiorità. Puoi desiderare una cosa irraggiungibile: la fonte primaria e massima dell’infelicità.

Per cui accarezzo spesso, sempre più spesso e con una disperazione di differente intensità, l’idea di andarmene per sempre: in quel caso il mio obiettivo è sempre il “tasto rosso” da premere, click, e via, rapido ed indolore.

monossido di carbonio

CO

Da un po’ di tempo, qualche mese, ho individuato la via migliore nel monossido di carbonio: un classico. Quello che non mi è ancora chiaro, perché non ho informazioni sufficienti in merito, è se davvero sia sufficiente collegare un qualche tipo di tubo alla marmitta e cercare di isolare decentemente l’abitacolo dell’auto infilando questo tubo o se in qualche modo è: inefficiente e DOLOROSO. Remember: se me ne vado perché soffro, di certo non voglio soffrire andandomene. Tempo fa ho cercato un assassino. La conduzione della mia vita e delle mie scelte mi ha portato a conoscere brave persone: chi ne conosce non me li vuole presentare, non mi vogliono permettere di farla finita facilmente. Continue reading →