Sul vivere utilmente #239482

La band qui sotto finisce di suonare una cover di Ligabue, pezzo forte de finali dei suoi concerti, Urlando Contro il Cielo, tenuta più su con la forza della canzone stessa che dalla fiacca della coverband. Mi emoziona perché sono vecchio, perché il pubblico la pompa bene. La band all’improvviso, in modo assolutamente non-rock, finito il pezzo, smette del tutto, saluta, inizia a smontare.

A questo punto il pubblico

da solo

canta.

La canta stonata come sempre, come sempre si è fatto da quando l’ho sentita, quasi male come la canta Vasco, con quella cadenza da pulmino della scuola, capisco che la so ma ancora non riesco a ricostruire e … all’improvviso

Albachiara.

È appena terminato un concerto di una coverband che al 90% fa Ligabue, finale moderatamente riuscito, ma ottimamente riuscito a giudicare dal casino del pubblico e cosa fanno immediatamente dopo, ebbri di energia della musica, que sti del pubblico? Cantano Vasco, una canzone di trent’anni almeno, come abbiamo sentito – circa – poco prima dal buon vecchio Liga. Ma sono 42, gli anni passati.

Mi immagino un vecchio Rossi, più invecchiato di quel che è, come un vero vecchio, che passa ingobbito dal peso della sua panza da birra, vecchio sul serio, senza nascondere più alcun pelo grigio, con le braccia dietro come i vecchi, che passa uscendo dal bar dove si ubriaca, qui al paese, e sente che dopo il pezzo di chiusura di un altro Grande Vecchio fatto dalla band, la gente, il popolo-popolo che è il suo pubblico, spontaneamente, canta la SUA canzone. E magari, mi immagino, pensa che non ha vissuto invano. Perché… si vive per qualcosa, si?

COPYNITALY

Ho ascoltato per la prima volta oggi, salvo alcune hit più famose, l’album di Ligabue, del 2016 “Made in Italy”. Ogni pezzo suona (credo volutamente) con dei suoni già sentiti. Ogni cosa sembra un richiamo a qualche classico. Dagli WHO ai Police a qualche altra roba famosa. Per il resto non mi è suonato troppo yeah. Ma vedremo. Magari alla lunga. Sembrava più “stanco” di altri. Ma in effetti forse il 2016 era stanco per tutti.

Ligabue deluxe remastered è OK!

LIGABUE album

LIGABUE album

Oh beh sapete che io sono anziano, quindi ho visto nascere e crescere (da spettatore) Luciano Ligabue.

Il primo CD, nella sua versione standard, tecnicamente fa abbastanza cagare. E non intendo dire che la gente non suonava bene. Intendo che era registrato BASSO e frusciava. E non è solo perché “si fa così perché una volta i CD avevano la dinamica e adesso è tutto compresso”*. Nossignore. Era BASSO e basta. E frusciava.

Per cui, anche se l’ho comprato non so quando e nel frattempo è uscito il cofanetto onnicomprensivo a puntate, dico solo: FUNZIA. Ammazza se funzia!!!!

Lo sto ascoltando con un lettore CD portatile Sony Discman Esp2 D-E441 Groove (senza pompare i bassi, come si usava un tempo) e delle cuffie magnetoplanari PM-2. E ribadisco che spacca i culi. Preciso, definito, dinamca giusta, bassi giusti, ma soprattutto PU-LI-TO.

 

*roba per maniaci dell’audio, non vi preoccupate.

Concerto campovolo per emilia 2012: e i soldi?

Dopo aver tristemente letto di alcuni dettagli su che fine facciano i soldi che si versano usando il famoso sms per i terremotati dell’Emilia, mi sento piuttosto dubbioso anche sulla fine degli introiti ricavati dal concerto del 22 settembre 2012 a Campovolo. Come diceva quel personaggio al quale applicare la sua stessa frase “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” … e così mi piacerebbe sapere se qualcuno ha controllato trasparenza ed efficacia di questa iniziativa.

Un concerto sicuramente bello, emozionante e pieno di bravi professionisti, ma non è certo questo il punto che sto trattando: non metto in dubbio la bravura di ognuno. Speriamo che, parlando di professionalità, oltre al punto centrale degli introiti da dare all’Emilia, si ricordino anche di trattare il personale che costruisce i palchi in totale sicurezza, perché gli incidenti sul lavoro sono tutt’ora un problema principale, ancora non risolto, in Italia.