aiutare gratis gli amici

Dubbi e perplessitaggini. Anni fa scrissi metaforicamente davanti a me, sul muro, qualsiasi muro avessi di fronte appena sopra il monitor, un bel “BASTA LAVORARE GRATIS“. Questo era perché avevo fatto troppi favori agli amici.

memento

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Cioé: o me paghi o t’arrangi. Ma ad un amico avevo detto che l’avrei sempre aiutato. Solo che un aiuto è un conto, una svalangata di cose da fare è un altro. E così ora mi trovo a dover fare i conti, a dover quantificare quanto dovrei chiedergli per un lavoro continuativo.

“manutenzione tecnologica generale”, infrastruttura IT interna, connettività, mail, problemi eventuali con hosting, e poi… web marketing di VARIA natura. Il sito da gestire (non da fare, non lo faccio più, ho dato forfait: non sono più in grado) , i contenuti, le promo, i dati da analizzare, keywords, analytics, foto, mailing list e mailing, insights, gli sbocchi possibili, la concorrenza, recensioni,  il listening, landing pages , remarketing, crossmarketing, crosspost, video, seo, sem, serp, il SMM con tutto lo storyminkia da fare, costante. I vari canali e naturalmente tutte le vie pre-web, locali, nazionali, internazionali. Oltre al fatto che poi ha le sue tecniche per ungere gli influencer tradizionali del suo settore.

Io ho il mio lavoro. Quella roba o la fai con costanza o non funziona. E anche quando funziona difficilmente puoi quantificare la vendita.

E se non te la fai tu che sei il diretto interessato devi pagare qualcuno perché se ne occupi settimanalmente. E adesso come cazzo faccio? Glielo devo dire.

due strumentini per il #microstock: keyword sort and count

Uelà. Il sort non serve a nessuno (ma forse a voi), ma il count si. Non sto a spiegarvelo perché se state cercando e avete trovato questo articolo vi basta solo la dritta, guardate voi stessi se vi interessa.

Word sort tool online.

Word count tool online.

Ovviamente il dizionario di inglese, consiglio ormai tranquillamente word reference, ma con Firefox potete usare la scorciatoia.

 

taggare le foto nel microstock

tagsPer gente nata nel mondo di feisbus, sicuramente “taggare la foto” significa altro. E in effetti sento che chi usa questa terminologia di solito l’ha mutuata dal linguaggio feisbuccàro, non da quello professionale fotografico.

In ogni caso se in feisbus taggare la foto come modalità è identico a qualsiasi altro genere di tagging di altre realtà, come scopo ha quello sociale di far apparire nel profilo della persona “taggata” (ovvero nominata nel “tag”, nel contrassegno aggiunto ad una foto) un legame con la foto stessa: quindi il tag di feisbus è relativo a nomi utente, nomi di persona eccetera.

Il tag in generale, invece, come ogni blogger da qualche anno sa perfettamente, è un’aggiunta di una etichetta che “classifica” in qualche modo, spesso per aggregare o dare visibilità, riassumere, guidare … l’immagine o l’oggetto etichettato. Di solito quindi sarebbe più appropriato parlare di aggiunta di “parole chiave” (keywords) … che di solito favoriscono indicizzazioni e ricerche in motori interni locali o globali.

Nelle foto, i tag sono quasi sempre tag “exif” oppure “iptc“. Entrambi sono cosette un po’ più serie e intelligenti delle feisbuccate. Ci sono uno stuolo di utilities e tools che vi consentono di gestirli, ma la buona notizia, se non lo sapevate, è che sono abbastanza comodamente gestibili già da Adobe Bridge (e da Photoshop, naturalmente) e che di solito partire dal TIF permette, in fase di seguenti esportazioni, di trasportare i dati anche nei jpeg esportati finali risultanti.