cosa è KIES?

Kies è in pratica Itunes per gli Android della Samsung. Per capisse. Un software da installare sul pc, al quale connettere il tuo dispositivo mobile con un cavetto USB.

Se c’è qualcosa che non sei riuscito a fare semplicemente col tuo dispositivo, come aggiornare ad una certa versione del firmware ad esempio, con questo cosetto potresti. Così come il backup e ripristino, sincronia contenuti e quelle solite balle che si fanno con i dispositivi mobili. Ed anche trasferire i contatti ad un nuovo telefono … Samsung.

Lo sapevate già? Bene 🙂

un buon (futile) motivo per avere uno smarzporne: shazam!

Nerdismo! Pronti? Ma non tanto, eh. Softnerd! Se, come me, volete sempre sapere, o accertarvi di sapere, “di chi sia quella canzone”, allora ecco un buon motivo per avere uno smarzporne o un iPaid, oppure un altro tablet eccetera: SHAZAM. E’ vecchio, non è una novità, ma l’ho visto funzionare su dispositivi potenti, e il wi-fi attaccato… e VA! 🙂  Mentre con il mio vecchio cessetto si inchiodava in modi che non voglio ricordare qui.

Che fa? Click: gli fai ascoltare quello che senti tu, lui cerca su internet “se la conosce” e poi ti dice che canzone è. Semplicissimo. Ovviamente conviene usarlo se hai una connessione free/wi-fi, altrimenti sossoldi.

socialcaz! non ho ancora provato pinterest! prossimamente.

Tra i socialcaz che ho provato da quando la mia azienda sta colando a picco ora mi manca pinterest. Non sia mai! A breve cercherò di vedere se riesco a incastrare tutte queste perdite di tempo e stronzate assieme.

Per ora osservando il comportamento dell’animale femmineo dotato di cellulare che vedo più spesso ho notato che oltre a sostituire sostanzialmente il tempo che si passa davanti alla TV (piùà che altro fluire di informazioni da seguire in diretta, non ricerca e richiesta) pinterest e fancy hanno la caratteristica di non produrre quasi nessun UGC (user generated-content) e di usare il crowdsourcing (tipo quello che si fa su wukipedia) in modo completamente prono al marketing.

Il che, ovviamente, se avete qualcosa da pubblicizzare, che sia il vostro culo, una bambolina, un elemento hi-tech o il vostro quadro … va comunque bene. Si sa che una foto fatta come si deve, con una skinny model come si deve, e una giusta frequenza di pubblicazione non competeranno mai con il nostro “uncinetto di ottima fattura” … ma tant’é… si dice che siano “sistemi democratici” … senza prendersi la briga (io infatti ora vado a dormire) di chiedersi cosa significhi “democrazia”.

Se vi servono dei GIGA online, provate #DROPBOX!

immagine raffigurante il logo di dropboxOk, forse non avete sentito parlare di Dropbox. E allora ve ne parlo io. Forse invece ne avete sentito parlare, ma non avete capito. Possibile: due anni fa, entusiasta, presentavo Dropbox a tutti (via mail) e tutti “?” “eh? si, fico si… boh… bah” e zero entusiasmo.

Io nel frattempo me lo godevo a più non posso e cercavo comunque di godere di ogni mega regalato da gente che comprendeva e si iscriveva col mio link. Poi ho visto che quando andavo lì, personalmente, da quelle stesse persone di 2 anni fa e installavo Dropbox a tutti, mostravo loro due cazzatine … dicevo “ti rendi conto, vero?” … dopo alcuni secondi (circa 15 secondi) la pupilla si dilatava, la consapevolezza si faceva strada e normalmente tutti partivano con degli “ahhhh!!!! Ma allora posso…. <+ idee varie>” e chi aveva più di un computer semplicemente lasciava la stanza scomparendo e correndo ad installare ovunque, sincronizzando, condividendo eccetera.

Ovviamente qui devo essere onesto, oltre all’entusiasmo io ci guadagno. E anche voi due che leggete, ci guadagnate. Come? Soldi? No, nessuno guadagna soldi (non io, non voi, almeno). Guadagnamo spazio “cloud”. Si, questo è uno dei primi servizi “cloud” che sono stati presentati, compresi, usati dalla gente e per i quali io trovo un certo senso, ma in generale una buona utilità se si comprende a quale livello di sicurezza si sia. Se vi rompete a leggere qui, guardatevi il video sul loro sito (in inglese). Ma io ci guadagno, quindi spiego. Continue reading →

spetegulenzius: anche la Fornero c’ha grossa crisi con l’iPaid

immagine raffigurante una icona anni 50 della fantascienza con una pinup ed un robot classicoIl lavoro non può essere un diritto – ci dice l’amata ministra  Fornero in questi giorni, e mentre pensiamo che in effetti se ci lasciassero raccogliere i frutti della terra senza che qualcuno accampi diritti (eh, sempre ad accampare diritti, magari “di proprietà” … eh, non si fa!) allora sarebbe più accettabile sentir offendere la costituzione à la peggio berluscata, vediamo le proposte per l’ingresso al lavoro con test psicoattitudinali: ad esempio ricaricare un iPaid, connettere lo spinotto o al succitato aggeggio, oppure, ancora meglio, alla presa della corrente: sarà valutato un plus connettere entrambe le estremità ed ottenere “bling!” dal maldido, segnalando in tal modo l’afflusso di linfa vitale.

iPaid? Eccone un altro che ha paid.

vignetta umoristica raffigurante gente con i-cosi e genitore paganteHai paid? 500 euro in un mese in bolletta? Oh yes. Come mai? Ma le app non costano 2 euro, un cent e mezzo? Quello che non vogliamo capire del mondo mobile , ovverosia della telefonia cellulare e di tutti i dati che attraverso di essa vengono trasmessi, è che costa. Costa molto. Da noi poi costa di più. Da noi poi praticamente non esistono le tariffe flat, superato il tot di quantità di dati trasmessi per contratto, tu inizi a pagare quelle belle cifre al mega scritte in piccolino nei contratti. E il tethering? Sconosciuto ai più, non è una pratica di molestia sessuale anche se in ultima analisi si trasforma in autosodomia inconsapevole: significa usare il tuo dispositivo portatile per fargli trasmettere i dati a qualcos’altro, fare da tramite, fargli fare “da modem”. Continue reading →

iPaid, so I get (with windows phone 8)

immagine raffigurante uno smartphone con il classico blue screen of death di windows

bsod on a phone? OMG!

Ok, non lo conosco ancora, magari poi non funzionerà a dovere, magari avremo i BSOD sul cellulare… ma a me un’affermazione come “Il nuovo Windows Phone 8 offrirà un maggior supporto alle esigenze IT professionali, inclusa la possibilità di installare app personalizzate senza dover necessariamente passare dal marketplace gestito da Microsoft” fa piacere e mi fa capire: conosco il mondo tecnologico, conosco l’ecosistema esistente, non parto da zero, non me ne frego di tutti, mi integro invece in un mondo noto e aperto … paradossalmente aperto a soluzioni, anche se proveniente dal mondo closed.

Eh perbacco… se ho paid … voglio anche have!

Certo (seguendo l’articolo) lasciare a piedi quelli di wp7 non è una buona strada per farsi seguire… anzi, mi fa mandare a quel paese chi la segue… vediamo se rinsaviscono.

Sciocchezzuola: se iniziamo a chiamarlo WP8 mi si confonderà con word-press! 😦