Esiste ancora il macho-maschilista-gorilla-merda

lui è giustificato, voi no.

Rimango di stucco, ma devo testimoniare dell’esistenza di tale esemplare di maschio umano, oggi, settembre 2018, nella “avanzata” Italia del nord-est.

Una mia modella, 27 anni se non ricordo male, splendida, intelligente, lavoratrice, con obiettivi nella vita, dei gusti precisi, stile, educazione, cultura, si è ritrovata per la seconda volta a cadere in confusione dopo essere stata con un muscoloso pelato testa di cazzo. La parte fisica era comune, quindi diciamo che facciamo un po’ i lombrosiani che va sempre bene “con quella faccia lì”. Cadere in confusione vuol dire che va dallo psicologo. Ok, anche la mia ex, la mia bimba, diceva di dover andare dallo psicologo dopo aver litigato con me. Ma poi quando c’era andata il casino era con la sua vita, coi suoi, con gli oviettivi di vita. E tanto per distruggermi la vita ricordo che dallo psic disse “lui mi rende felice, e mi fa piacere me stessa” (peccato che dopo un mese io ero una merda eccetera).

Dicevo? Si, dicevo ‘sta ragazza. Un bijoux. Era bella, ovviamente. LUI ci ha provato con lei, non il contrario. Lei stava anche senza. Comunque. Ora io ormai ci ho fatto il callo perché sono un fotografo e quindi VI VEDO DA FUORI TESTE DI CAZZO: se non siete in grado di reggere la morosa figa, non vi fidanzate con le morose fighe; questo picchiatello quando lei gli mandava i selfie tutta carina, magari pure un po’ hot le rispondeva gelido che a lui quelle cose non piacevano. E poi metteva i like ai culi delle altre su Instagram. Nessun problema, diceva lei, a mettere i like sui culi delle altre, ma non se poi fai quello che io sono una troia. Continue reading →

Fine. (29ma puntata)

Quando ancora eravamo assieme alla radio è passata questa canzone e giuro che ci ho pensato, ci ho pensato tanto. Si, certo, ho paura. Si, certo, rischio calcolato. Ho 43 anni e non ho fatto l’esperienza in 20. Ma ci ho pensato, ho pianto forte, perché mi sento una merda come lui vuole che tu ti ci senta.

Io non rischio quasi mai. Il mio rischio è vero, è calcolato. Molte delle cose che faccio sono dettate dalla paura. E dalla paura ero? Sono? uscito con fatica in un po’ di anni. E ho recuperato la pace, o almeno l’avevo fatto, un po’, senza abbandonare molto la disperazione. E che ho paura l’ho sempre detto. Vincerla non è così facile per me come lo è, evidentemente, per altri.

Ma mi sto giustificando. Continue reading →

meraviglioso nordest drogato dimmerda

drogaNel mio studio entrano soprattutto giovani. Tra detto e non detto, siccome mi percepiscono come più giovane di almeno 10-15 anni del reale, dai discorsi che fanno è chiaro che la droga è ben radicata nel loro mondo, sia che ne facciano uso personale (sporadico o ogni fine settimana) sia che conoscano chi lo fa.

Sto parlando di tanta gente. Tantissima. E per la maggior parte minorenni, sia consumatori che spacciatori (questo me lo diceva una ex collega che ha fatto i lavori socialmente inutili presso un tribunale e non vedeva l’ora di smettere di venire in contatto con questo tipo di informazioni che la … informavano sulla realtà in cui erano immerse le sue stesse figlie e ne era inorridita: preferiva non sapere). Questa notte mentre faccio pausa incontro il maresciallo della zona, paesino: gli faccio presente che a quanto mi risulta (e già parte con lo sguardo “e come cazzo è che ti risulta, sentiamo?”) il capolouogo è un catino di drogatidimmerda (non ho domandato, ho detto che lo so, non ha smentito, anche se infastidito dal fatto che lo sapessi) e mi chiedevo se anche il nostro paesino fosse un minestrone di piscio schifoso o se almeno noi ci salvavamo.

“Il fenomeno non è arginabile” ha detto. Continue reading →

Perchè la gente non reagisce davanti alle ingiustizie?

Guardate il video. CINQUE MINUTI, vi rendete conto? Sono passati MESI in un ambiente di frustrazione ed angoscia!! Sopravvivenza, si, ma a che prezzo??? FANCULO!

E prima? Prima, nella mia vita? Voglio il processo inverso! Voglio l’antidoto!

Ed ora ditemi se, conoscendo le scienze sociali, non sia in un altro modo che si debba legiferare? La filosofia del diritto, secondo me, è sempre una buona base. Ma tenere conto di come funzioni la psiche e come finiscano i più deboli deve diventare un imperativo.

Date una letta al link, ma soprattutto vedete il video:

5

soli

minuti.

E io ci ho vissuto per mesi, e prima, in forma contenuta, per anni.

Avatar di nofear1italiaparla-VeritàCelate

Perchè la gente non reagisce davanti alle ingiustizie?

Vi è mai capitato di vedere un film come “Shindler’s list” dove i prigionieri venivano sterminati a sangue freddo? Perchè la gente non reagiva? Vi siete mai chiesti perchè non tentavano di strappare la pistola dalle mani del loro assassino? Perchè anche davanti alla morte, la rassegnazione era talmente alta da non tentare nemmeno un ultima e disperata fuga? Perchè a volte l’uomo davanti alle ingiustizie si sente totalmente impotente e si rassegna? Come siamo arrivati a questa rassegnazione generale e a questa apatia, che consente ai poteri corporativi di manovrare la politica e l’economia in maniera così disumana?
Il termine “impotenza appresa” venne usato per la prima volta dallo psicologo Martin Seligman, che negli anni 70 studiando i fenomeni che causano la depressione, fece un esperimento (alquanto crudele) con due cani. Con delle scariche elettriche induceva l’impotenza appresa su uno dei due cani, fino al punto che, nonostante il…

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rubatillo

[…]

E si giocava anche a contare le stelle cadenti di quelle notti estive.

Mi avevano detto che il desiderio da esprimere doveva essere formulato nell’immediatezza. Altrimenti la stella avrebbe perso efficacia.

Ma io non sapevo mai quale delle decine e decine di desideri fosse meglio esprimere. Ero sempre indecisa.

Forse avrei dovuto prepararmene uno prima, per essere pronta al momento giusto. Ma me ne dimenticavo sempre.

Allora un giorno ho pensato che forse l’ideale sarebbe stato un desiderio omnicomprensivo, generale, valido un po’ per tutto. E scelsi come desiderio quello d’essere felice. Solo quello. “Voglio essere felice”.

Pensavo che le stelle, sapendo tutto, avrebbero realizzato ciò che per ogni momento della mia vita sarebbe stato il desiderio più adatto a rendermi felice.

Ho delegato alle stelle ogni potere sulla mia vita.

Ma, dopo qualche anno, ho cominciato a dubitare della validità di quel desiderio. Mi son detta che, forse, alle stelle non piaceva una paraculata del genere. Che, magari, bisognava essere specifici e che addirittura le stelle forse s’erano pure arrabbiate per quel tentativo di furbata che però a me era parsa una cosa geniale.

Poi non so cosa sia successo. Forse non ho più visto nessuna stella cadente o non ho più espresso alcun desiderio, non credendoci più. O forse non avevo più alcun desiderio da esprimere.

Ma stamattina chissà perchè mi è tornato in mente quel gioco adolescenziale e tutta la questione delle stelle.

E a ripensarci mi sono accorta di una cosa che m’era sempre sfuggita.

Le stelle hanno sempre realizzato quel mio desiderio. Sempre.

Finchè l’ho espresso, finchè ci ho creduto, finchè ho avuto qualcosa da chiedere.

Le stelle hanno sempre scelto la cosa più giusta per me.

Solo che io non l’ho mai capito.

[…]

Tratto dal blog di TillaDurieux.

solitudine con sfiducia: un godimento invidiabile

Ormai sarà la terza volta che mi arriva uno di quei powerpoint ottimistoni sullo stile “test assunzioni: ti chiedono cosa vorresti che dicessero alla tua veglia funebre” – tanto che ormai so la risposta prima di sciropparmi tutto : “cazzo, si muove!”. Ha – grandi risate. Il punto è che in quel momento io probabilmente … stringerei parole troppo gelate per sciogliersi al sole. Ma per i meno raffinati: probabilmente #turpiloquio, tanto, pesante, volgarissimo #turpiloquio.

Il mondo ti dice che sei solo e devi abituarti a percorrere la tua via da solo. E forse ai forti questa cosa non fa grande effetto… tirano un bel respiro, sono un po’ tristi, ma tanto ce la fanno con le loro forze. E io vi invidio, forti, perché siete forti.

Io mi sento una merda ambulante circa ogni 10 minuti, ormai; gli alti e bassi non sono più questione di “ieri e oggi”. E di tanto in tanto cerco di prendere il mio rapporto in maniera più positiva di quanto non sia realistico e opportuno fare, probabilmente. Sono solo, nella realtà. Affettivamente se va bene ho amici. Ma come diceva quello… ho bisogno d’amore perdio, perché sennò sto male!

Ogni gesto di gentilezza che le faccio ora riceve quasi sempre una smorfietta, una condizione per essere accettato, non è gradito perché comunque sarebbe stato meglio in un altro modo… Io non sono perfetto. Sono sommamente imperfetto: un mediocre già tempo fa, ora tendenzialmente in peggioramento. Ma non rivolgere più gentilezze sull’onda del “fanculo cosa te le faccio a fare che tanto non va mai bene, non sono mai, semplicemente, gradite” … non è da me. E’ vero, sulle prime mi verrebbe da dire che se avevi freddo e ti ho preso qualcosa, se non era quella che preferivi ma non ti sei alzata, comunque non è male… non è perfetto ma non è male. E così per ogni piccolo gesto per te.

Perché non è vero che è il pensiero che conta, l’importante non è partecipare – e così via. Lo vedi negli occhi di chi ti sta di fronte: ad un certo punto non sei gradito. E sei ancora meno gradito perché non hai fatto niente di male.

E questo potrebbe essere solo un piagnucolio isolato su un dettaglio. Ma io lo sommo a come sto… e non riesco a superare nulla: non c’è nulla che io riesca a superare adesso… il mio stato mentale è penoso… i sensi di colpa per ogni cosa… le aspettative nei confronti di tanta gente, la mia immobilità verso tutto e tutti … circoli viziosi, malessere, sofferenza e nessun passo verso la soluzione, niente di utile per nessuno… e la relativa tranquillità solo di notte, con il terrore al mattino.

blaaaah.