mi sento già noioso

ammappa che noia CG!!!! cheppalleeeee

ilsupremomaestro l’altro giorno mi ha lasciato secco: lui è il mio maestro di fotografia. Egli SA TUTTO. Colui il quale conosce ogni cosa e se non la conosce la conosce subito dopo. Se non la sa fare la sa fare. E di solito la sa. E se ipotizza è giusto. Inchinatevi a lui e prostratevi innanzi al suo potente membr

ah no, questo lo dico io a lui perché è mio amico prima che essere maestro e siamo due teste di cazzone. Fatto sta che lui è un talento naturale del disegno, ad esempio. E ha fatto il disegnatore per un tot. Era appassionato. Per un tot. Poi fine. E di cose così ne ha fatte parecchie. Passioni passeggere. Infatti mi guarda e mi fa “eh, tu hai la passione, io mi sono rotto il cazzo”. Ma!!!!!!!!!!! Scherzo sulla sua prossima (attuale) passsione, la barca. Finirai con gli aerei? – dico – Può darsi proprio – dice lui – perché costa pure meno e tra un po’ dovrei fare quello scalino di conoscenza che non ho un cazzo voglia di fare. E poi finisce sulle donne. Che sono belli solo gli inizi. Che poi c’è l’ordinarietà.

E io mi sento così. Io sono ordinario, io sono, sempre, il dopo. Sono già li, sono dopo la magia, dopo lo stupore. Sono io, quello li sono proprio io, quando sai già chi sono. Ed è sempre li che io perdo, sempre ammesso che qualcuno si affacci. Penso a quelle donne che lui ha visto così. Immagino sia più che altro per l’imbroglio di essere fighe, carine, simpatice e celare delle stronze, cadenti, pigre, sciatte che erano quello che erano solo per accalappiarti. Immagino io. Ma magari no. Magari lui intende proprio che dopo la cottarella iniziale, dopo l’infatuazione, il resto è noia. Continue reading →

drogato, in cerca di suicidio

L’amore è una droga, questo si sa.

E io adesso sono in piena crisi di astinenza. Ora però non ci penso più solamente. Ho faticato a trovare un sicario, un assassino, l’altro ieri. Ma non demordo. Di gente di merda è pieno il mondo, ma io per 43 anni mi sono concentrato a tenermene alla larga, a frequentare gente per bene, che si comporta, che pensa, che agisce bene.

Devo solo trovare uno che mi spari in testa per 100 euro senza tante cerimonie.

Ma nel frattempo vivo meglio che posso: è soffrire, quello che non voglio.

27ma puntata

(C) Maud Chalard

Non abbiamo resistito neanche un giorno. Lei si sentiva morire dentro, io ricominciavo a sentire tutto grigetto nella vita, in poche ore. Lei ha trovato il modo di bucare il muro, pur senza avere la forza di telefonare: un social che non avevo bloccato (google hangout) e abbiamo ricominciato.

Con delle condizioni che, per ora, possono andarci bene. Ma non riuscivamo a respirare bene senza, l’un l’altra.

L’intensità dell’innamoramento è una droga a cui non mi sono mai disabituato.

If you love somebody, set them free (26ma puntata)

Soffriva sempre. Per lei ero uno stronzo, ma non poteva fare a meno di me, di vedermi di nuovo, di tornare da me, straziata.

L’amore col dramma lo conosco, può piacere, si tira più lungo, si sente tanto. Ma si soffre anche. Io ho votato la mia vita alla pace: il mio cambiamento non è solo di parole, cerco la pace, la serenità, l’armonia (non fate ohmm stronzi) con tutto me stesso. Perché sono andato fuori di testa, se seguite questo blog lo sapete. Ho sofferto e ora io voglio rapporti ottimi. Non voglio che i rapporti con la gente mi facciano soffrire.

Ma dal canto mio di certo non voglio essere fonte volontaria, consapevole, di sofferenza per qualcuno.

Per cui realizzato che per lei ero un amore tossico, una droga, una malattia le ho proposto lontano dagli occhi, lontano dal cuore: non ce la fai a dirmi addio, ok. Io non ho motivi miei per dirtelo: io ti voglio, per me sei un regalo del cielo. Ma io per te sono una maledizione: se li vuoi mettere sui piatti della bilancia i motivi per stare con me non li trovi neanche se li cerchi per tutta la giornata, mentre i motivi per sentirti offesa, insultata, in disaccordo rabbioso, gelosa con ragione, sminuita nel tuo dolore e quanto altro di brutto possa fare un uomo senza essere attivamente violento fisicamente o psicologicamente … queste cose in me le trovi. Dunque… perché? So che quando ami uno non sai perché. Mi stava bene, benissimo, che stessi con me perché io sono io. Non perché ti servisse qualcosa. Ma se cerchiamo cosa ti faccio di male lo troviamo, mentre cosa ti faccio di bene no. Continue reading →