Basabanchét

In dialetto di qualche zona della Regione del Veneto e significa letteralmente “bacia banchetti”. Con questo termine ci si riferisce alle persone e ad ad un gesto di devozione estrema e sicuramente esteriore di baciare fisicamente il banchetto, ossia quello speciale mobile-inginocchiatoio, presente da un certo momento della storia della Chiesa Cattolica, che consente di inginocchiarsi e pregare anche poggiando gli avambracci su un piccolo banchetto appena sopra la parte per inginocchiarsi, spesso posto di fronte ad una panca per sedersi durante le funzioni reliogiose, nelle chiese, oppure posizionato di fronte a qualche opera (d’arte o simbolica) per consentire al credente di manifestare la propria devozione in preghiera inginocchiandosi ma non direttamente a terra (sia per motivi di comodità ed igienici, sia, probabilmente, per non porsi nel grigio terreno della possibile blasfemia: ci si inginocchia solo di fronte a Dio). Immagino che a parte ripetermi quello che ti ho appena detto io, tu non abbia queste informazioni. L’espressione però ha una connotazione negativa, non tanto blasfema, quanto di leggera accusa di estremismo, di asservimento esagerato alla religione: è solo un bacia-banchetti, un/a superstizioso, uno/a che interpreta tutto e trova risposta (o non ne ha) solo attraverso la lente della sua chiesa, un boccalone credulone, superstizioso. Alla fine, si, se ben analizzato può essere anche blasfemo, ma non è necessariamente detto da atei, non credenti, miscredenti o eretici anche se – ad un confronto strettamente e severamente teologico – probabilmente non supererebbero il setaccio.

inginocchiatoio tipico di chiesa cristiana

~

espressioni simili in inglese che abbiano un significato sarcastico o sprezzante nei confronti della religiosità, in particolare legate al cristianesimo o ai suoi praticanti. Ci sono alcune espressioni, sia moderne che storiche, che riflettono questo tipo di critica, anche se non tutte sono necessariamente legate a un gesto specifico come il “baciare il banchetto” del tuo esempio.

Ecco una lista di espressioni che, in vari contesti, hanno un significato simile a quello di “basa banchét” nel senso di una religiosità ostentata o una forma di devozione che viene vista come esagerata, superficiale o ipocrita:

1. “Holy roller” (USA, UK, Australia)

  • Significato: Questo termine è usato per descrivere una persona che mostra un fervore religioso eccessivo, spesso in modo vistoso e teatrale. È associato a certe denominazioni cristiane, come i pentecostali, che sono noti per il loro entusiasmo nelle preghiere e nei culti. Il termine è spesso usato in modo ironico o sprezzante per criticare chi sembra troppo esuberante nella propria fede.
  • Esempio: “Oh, don’t listen to him, he’s just a holy roller who thinks everything’s a sin.”

2. “Bible-thumper” (USA, UK)

  • Significato: Indica una persona che parla in modo aggressivo o ostentato della propria religiosità, spesso citando la Bibbia in modo da volerla imporre agli altri. Viene usato in modo sprezzante per indicare chi cerca di evangelizzare in maniera invadente e poco riflessiva.
  • Esempio: “He’s just a bible-thumper, always quoting scripture like it’s the only thing that matters.”

3. “Jesus freak” (USA, UK, Australia)

  • Significato: Originariamente un termine gergale che descrive una persona con una fede cristiana estremamente visibile e zelante, che spesso viene usato in modo ironico o dispregiativo. Può essere riferito sia a cristiani giovani (in particolare negli anni ’60 e ’70) che a chi mostra una devozione eccessiva o che appare “ossessionato” dalla religione.
  • Esempio: “She’s one of those Jesus freaks who spends every day at church.”

4. “Pious prick” (USA, UK)

  • Significato: Un termine decisamente sprezzante usato per descrivere qualcuno che è estremamente devoto, ma in modo ostentato o ipocrita. Si può applicare a chi sembra più interessato a sembrare religioso piuttosto che esserlo davvero.
  • Esempio: “I can’t stand him, he’s just a pious prick who thinks he’s better than everyone.”

5. “Church mouse” (USA, UK)

  • Significato: Sebbene non sempre usato con un’accezione negativa, questo termine può essere riferito a qualcuno che sembra troppo timido o sottomesso all’autorità religiosa, in modo da risultare passivo o remissivo. Il termine implica una sorta di devozione silenziosa e invisibile, ma in alcuni contesti può anche essere usato per sminuire chi è percepito come ipocrita o eccessivamente obbediente.
  • Esempio: “Oh, she’s just a church mouse, always sitting there quietly and pretending to be so holy.”

6. “Christian soldier” (USA, UK)

  • Significato: Questo termine può essere usato ironicamente per descrivere qualcuno che si comporta come se fosse in una “guerra santa”, mettendo la propria fede e le proprie convinzioni religiose in cima a tutto, anche in situazioni sociali non appropriate. Viene spesso usato per denigrare chi sembra voler combattere ogni “battaglia” in nome della religione.
  • Esempio: “Stop acting like a Christian soldier, not everything is a battle for your faith.”

7. “Saintly hypocrite” (UK, USA)

  • Significato: Questo termine viene usato per descrivere qualcuno che si comporta come un santo in pubblico ma che agisce in modo meno devoto o più egoista in privato. Implica una condanna di chi mostra una fede superficiale e non sincera.
  • Esempio: “She’s nothing but a saintly hypocrite, acting all virtuous but gossiping behind everyone’s back.”

8. “Goody two-shoes” (USA, UK, Australia)

  • Significato: Questo termine viene usato per descrivere una persona che cerca di apparire moralmente impeccabile e sempre “giusta”, con una sorta di devozione alle regole e ai valori morali, ma che può sembrare insincero o ostentato. Sebbene non esclusivamente religioso, spesso viene usato per descrivere persone che sembrano troppo devoti o troppo rigidi nelle loro convinzioni.
  • Esempio: “Don’t be such a goody two-shoes, we all know you’re just pretending to be perfect.”

9. “Sundays-only Christian” (USA, UK)

  • Significato: Questo termine descrive qualcuno che va in chiesa solo la domenica e si comporta in modo religioso solo durante i servizi, senza applicare i principi cristiani nella vita quotidiana. È una critica alla religiosità superficiale, vista come ipocrita o inefficace.
  • Esempio: “He’s a Sundays-only Christian, doesn’t care about faith any other day of the week.”

10. “God-botherer” (UK, Australia)

  • Significato: Un termine usato per descrivere una persona che è troppo invadente con la propria religiosità, cercando di convertire o “disturbare” gli altri con il proprio fervore religioso. Viene usato in modo negativo per descrivere chi impone la propria religione sugli altri in modo eccessivo.
  • Esempio: “I can’t stand that guy, he’s a total god-botherer, always talking about Jesus like he’s the only one who matters.”

11. “Bible Basher” (UK, Australia)

  • Significato: Simile a “Bible-thumper”, indica una persona che utilizza la Bibbia in modo aggressivo, cercando di “colpire” gli altri con le proprie convinzioni religiose. Il termine può essere usato per criticare chi sembra usare la religione per giudicare o convertire gli altri.
  • Esempio: “She’s always bashing people with her Bible, telling us how to live our lives.”

Queste espressioni sono tutte varianti gergali che criticanlo qualcuno che appare eccessivamente religioso o che adotta un comportamento religioso solo in modo superficiale, spesso in maniera invadente o ipocrita. La critica non è necessariamente rivolta alla religione stessa, ma più a chi la usa in modo ostentato o per scopi egoistici.

La maggior parte di questi termini non è rivolta a un singolo ramo del cristianesimo (come il cattolicesimo o il protestantesimo), ma a chi mostra una fede che è vista come troppo visibile o senza un vero impegno interiore.

I PREG YOU: IMPAR THE INGLISH FIRST OF SCRIVING

Mi è capitato di leggere della roba di qualcuno che credeva di sapere l’Inglese. E che se dovesse ripetere l’esame di terza media non lo supererebbe. E intendo OGGI, oggi in cui non serve sapere quasi niente in niente. Gente che magari lo fa da 50 anni. Convintissimi. E terribilmente ridicoli. Imbarazzanti per sé e per il Paese. Anche in questo caso gente che in quanto facente parte di una categoria li svergogna tutti: gli Italiani.

Gente che potrebbe fare a meno di scrivere in Inglese, perché non gli serve. Pensano di fare i fichetti. Ma invece fanno pena. Fanno schifo proprio. Chi sa l’inglese gli ride in faccia. Gli stranieri gli ridono in faccia. E gli Italiani che sanno l’Inglese di più, perché capiscono che hai tentato di tradurre in maccheronico, magari letterale, magari sapendo dei vocaboli, ma ignorando la costruzione della frase, differente da quella Italiana, ma anche dalle basi.

Di astenersi non se ne parla. Ci fanno su siti interi. Siti che sono l’ennesima dimostrazione dell’arrogante ignoranza degli Italiani. Perché hanno perso la vergogna, perché forse non l’hanno mai avuta. Perché per vergognarsi bisogna avere coscienza e contezza del problema. Quando non capisci che stai facendo schifo, non ti vergogni. Magari sei pure fiero di quello che fai.

Don’t preoccupation mai friends! Why worry if there are more big problems in the life? EH? Make dick yours and live 100 years ah?

Mamma mia santissima.

keywords: helping hand, reach out –> tendere la mano, mano tesa

Quando intendiamo in modo figurato “mi tese la mano” in italiano … in generale in inglese quella mano è una “helping hand”e il fatto però di avvivinarsi in quel modo è “to reach out” … ad esempio in senso politico leggo che tendere la mano al mondo islamico si potrebbe tradurre con to reach out to the muslim world.

Nzesammai eh? 🙂

ciao.

farà anche ridere, ma sapessi parlarlo io così…

Questa tipa (a prescindere dal fatto che siate un nerd che ha un qualche genere di opinione sul CONTENUTO di ciò che sta dicendo) parla in un indo-english super fluent.
All’inizio sembra di non capire una fava, ma in effetti ci si può adattare e si capisce. Dopo un po’ si capisce tutto perfettamente. E a quel punto penso che il mio inglese non è ASSOLUTAMENTE così fluent. Proprio un cazzo. Lei è velocissima!
Oggi ho provato a dire due, dico due frasi riportate a mia sorella (laureata in lingue) e mi ha guardato come dire “che cazzo di pronuncia hai”, senza dirlo. Però raga… questa se fa capì.
E come dice lei stessa in un punto… “all you need to know… is english”.
Vabbè, poi possiamo discutere, ma sto parlando solo de’ ‘sto english.
Ciao, torno a colare dal caldo e fare qualcosa, che forse ci riesco pure. Se ci riesco per domani SPACCO IL MONDO!!!!

prima di imparare l’inglese impariamo a RAGIONARE?

Articolo eccellente di Giancarlo Consonni su La Repubblica, relativo alla decisione del Senato Accademico del Politecnico di adottare, a partire dal 2014, l’inglese come lingua esclusiva per le lauree magistrali e i dottorati. “… unico argomento affrontato dal Senato del Politecnico sul terreno della formazione. L’organo di governo non si interroga e non si documenta sulla qualità della didattica. Se lo facesse, riscontrerebbe tra i propri laureati un deficit sul terreno della capacità argomentativa e della produzione di pensiero. Non è certo l’inglesizzazione forzata la chiave per affrontare questo ordine di questioni.”

Se penso che alle superiori negli USA si esercitano in “dibattito”. Con i voti e tutto.

Mavaffanculo a noi!!!! 😦

il #copyright si VIOLA, non si “infrange”

lui bravo, lui guarda sul dizionario

lui bravo, lui guarda sul dizionario

Quando la gente smette di parlare l’italiano corretto perché l’inglese internettaro gli si infila tra un neurone e l’altro io esco di testa. Dico… devo leggere su un blog di una, che tra l’altro ovviamente se la tira, che le contestano di aver “infranto il copyright” … ? Ora ovviamente può giocarsi il jolly del “ho ovviamente fatto dell’ironia” ma… il resto del post ovviamente dice “l’inglese mi ha martellato via un po’ di italiano” … 😦

cercare lavoro internazionalmente

ricerca lavoroNon è impossibile trovare lavoro, se sapete fare il vostro lavoro ma qui non si trova più. Vedetevi però come freelance di un certo lavoro, non come operai pendolari o “extracomunitari col permesso di soggiorno” … cioé… in realtà è così, dovrete magari farvi il permesso di lavoro eccetera eccetera, ma quando magari qui siete sotto un ponte, invece magari potete fare la stagione in crociera oppure fare il vostro lavoro in Australia… non so davvero che lavoro facciate, quindi il mio non è certo un suggerimento valido per tutti, ma può capitare di trovare siti di offerta lavoro in cui il vostro lavoro è davvero richiesto, non è uno specchietto per le allodole come accade in alcune vetrine di agenzie di lavoro interanale.

Pensateci, non datevi subito per vinti: se la lingua non è un problema bene: sapete che però la lingua non è praticamente più un lavoro, è solo quel qualcosa in più che vi permette di svolgere l’altra cosa che sapete fare in un posto dove non parlano la vostra.