Era il giorno del mio compleanno e volevo morire non esistere un po’ più del solito, almeno per quest’anno, per questo periodo.
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smettere uno psicofarmaco di colpo è consigliabile come schiacciarsi il cazzo sotto la tavoletta

gioia
Le immagini velate ed appena accennate sono quelle che preferisco, come intuite dal titolo.
Attualmente prendo Efexor 75. Da un po’. Perché in pratica prima non mi tirava neanche se la hunziker mi faceva la spaccata in faccia dopo avermi promesso 45 minuti di throatfucking ininterrotto e selvaggio – questo per restare nelle immagini delicate.
Sono rimasto, per cause di forza maggiore, senza, per due giorni. Due. A parte le leggere vertigini o simili (per definirlo meglio dovreste fare quella specie di gioco che forse avrete fatto da bambini, mettendo le mani davanti alle orecchie e poi spostandole velocemente avanti e indietro vicino-lontano … a parte la componente “sbattimento” di questa mossa, il lato “audio che viene e che va” è circa quello che provo) … dire che divento eccessivamente emotivo è ridicolmente eufemistico. Diciamo che solo il lato depressione e commozione, tristezza aumentano come non mai.
Perché trovarsi a singhiozzare, piangere singhiozzando, per un uomo adulto, dopo aver visto una scena di un film che al massimo mi avrebbe commosso alle lacrime, guardando “Bones”, è un po’ troppo. Farmacia, arrivo. E se ho pensato per un attimo “beh, dai, magari posso smettere e basta!” senza consultare un medico, beh, sono stato un Coglione di prima categoria, vincitore in tutte le edizioni possibili.
Ora, non giustificherò MAI un drogato. E’ l’atto dell’iniziare, sapendo che non è una soluzione ma un nuovo problema, che condanno per tutta la durata di ciò che accade dopo. Ma lo capisco sia per le cause, sia per gli effetti dell’astinenza. Non sei più tu. Sei uno al quale un programmatore ha cambiato alcuni pezzi di programma e quindi mentre tu pensi “perchéccazzo?” comunque tu senti sofferenza, senti tristezza. La senti con una intensità che ti fa piangere singhiozzando, scuotendo tutto il tuo corpo.
Ma siccome tu lo sai, sei cosciente, allora la cosa si mescola alle risate, perché sei cosciente dell’immagine e della causa scatenante. Non è un momento in cui ragioni sull’insensatezza dell’esistere o sul fatto che sei un cesso e la Hunziker non farà quella famosa spaccata. No. Sai che hai visto una scena di un telefilm, scena che di solito NON ti avrebbe commosso, e che sei scoppiato a piangere convulsamente, rumorosamente, disperatamente, senza appello.
E alla tua mente questo fa ridere, cazzo, fa MOLTO ridere. E quindi isteria! 🙂
Oggi aggiungiamo la figuradimmerda con la farmacista che – lo vedo dall’occhio – inizia a non credermi più quando le dico che non ho la ricetta bianca in mano perché ho talmente tanto bordello in macchina che non ho cazzi di mettermi a rovistare. Quindi la sensazione è “sei un drogato, ma per ora non faccio casino… ma la prossima volta…” – e così dovrò cercare la cazpita di ricetta.
nuovi modi di stare dimmerda

un temibile bollo auto
Pur vivendola e quindi capendo quanto serio e grave sia il mio malessere, la mia ansia del momento (quando passerà? ‘sta notte, immagino) ha anche un aspetto tremendamente ridicolo… il che acuisce il senso di vergogna che provo a sentirmi così dimmerda. Another brick in the wall, ovviamente.
Tanto per rendere chiara l’idea, quasi non ho il coraggio di uscire per andare a pagare il bollo auto. Ok, costa parecchio ma … ci siamo capiti.
E la cosa pazzesca è che (mi piace molto la serie The Big Bang Theory) vedendo la puntata 6×14 minuto 9:17 circa… invece di sganasciarmi ho iniziato a empatizzare con Sheldon. Una parte di me sa quanto tutto questo possa essere visto in modo comico, molto comico. Ma vi assicuro che non rido affatto.
internet in #mobilità! E in CIG no?
Dicevano “non parlare di corde in casa dell’impiccato” … Suggerisco alle compagnie di telefonia che pubblicizzano le connessioni ad internet per cellulari, chiavette eccetera, di cambiare gli slogan in questi periodi: pubblicizzare “INTERNET IN MOBILITA’!” a gente che rischia di “andare in mobilità” non è esattamente accessibile. Un po’ come fare la pubblicità dei preservativi con una tagliola in una vagina, più o meno.
Hey internet come stai?
Eh… sono in cassa integrazione.
Ma dai?! Internet in cassa integrazione?
Si… volevano fare internet in mobilità, ma fino al 2014 esiste ancora “internet in cassa integrazione”
Che tempi, che crisi! E poi?
E poi ci sarà “internet disoccupata“, temo…
Porcamiseria!
Eh, dillo a me.
Ciao internet!
Ciao, ciao…