ah finalmente gente che non si lamen FANCULO

Sono tornato da un po’ alla tecnica 15-anni standard. Ossia:

Come stai?

PERFETTAMENTE, BENISSIMO! – sorrisone – magari pollice in su e occhio strizzato, eventuale cenno del capo che annuisce ed espressione “io si che me la spasso”.

Ma ultimamente noto una cosa interessante. Lo faccio forse troppo secco e bene (anche se credo che quelli giusti – e giuste – alzerebbero subito il sopracciglio del “maccheccaz…”) ma con alcune particolari persone che è molto bene individuare la risposta è un sollievo piacevolmente sorpreso e subito un “AHHH che bello sentire gente che ” e di solito ripetono pari pari la tua formula.

E’ chiaro che qualsiasi persona del genere, che ci tiene a dirti che hai soddisfatto la loro aspettativa in risposta ad una domanda il cui scopo sembra volto a conoscere il tuo stato d’animo con sincero interesse ma che nasconde in realtà un test per giudicarti è bene sapere chi sia e memorizzarla. Metti che magari poi ti piaccia qualcosa di questa persona, non va mai scordato che sotto sotto, neanche troppo sotto, c’è questo.

E la tua, di aspettativa, eh? – mi direte. Giusto. Ma è un “piacere” assumere la consapevolezza della situazione che non tutti meritano di sapere qualcosa che li metta a contatto con emozioni spiacevoli proprie, specchiandosi nelle tue, quando chiaramente non ne hanno alcuna voglia od energia. Alcuni meritano la tua confidenza: è un “premio” perché sono degni di fiducia, ma è chiaramente un dono che porta con sé sofferenza. Può darsi, si, che parta da una supponente sensazione di superiorità morale, leggermente sarcastica/sadica. Ma si spegne presto in una specie di curiosità o di conferma che hai fatto bene, che non “se lo meritavano” (leggetela in doppio senso) e che non si sa bene perché cazzo facciano quella domanda, questo si, rimane.

E ora ascoltatevi questa.

40 anni e incassare male

Anche se ho più di 40 anni non ho imparato ad incassare senza soffrire molto. Molte persone sono sempre più stronze, non imparano nemmeno dalla sofferenza propria a non comportarsi come non vorrebbero che gli altri si comportassero con loro.

Molte persone con cui ho a che fare, per quanto nella fase principale della nostra “vita in comune” (poche ore) siano straordinariamente positive e mi diano molto, poi spesso sono troppo impegnate (a fare un cazzo), hanno troppo da fare (ad aspettare occasioni di fare qualcosa di fico e poi non fanno un cazzo), hanno un periodo pieno di problemi (al bar, seduti, a fare swipe su facebook) … La cosa purtroppo mi tocca in questo modo:

spesso ho a che fare con persone, per lavoro, in modo splendido, che fotografo e che poi ho bisogno che firmino dei documenti: ma siccome questa parte non è divertente, allora rischio di buttare nel cesso tutto il tempo e l’impegno perché questi pensano solo al proprio cazzeggio. Quando osservo il procedere della loro vita vedo che in effetti non porta da nessuna parte e che di tempo da perdere ne avrebbero a bizzeffe: quindi è solo una loro scelta quella di trattarmi come l’ultimo dei loro fastidi.

Liberissimi. Continue reading →