basta che respiri

ha un cuore anche lei

Io rimugino. Questo è un problema tipico di chi si fa le seghementali. Che io direi: di chi pensa, di chi rianalizza, di chi non si ferma a pensare “avevo ragione, problema chiuso”.

E infatti. Oggi ero in un bar, evento del giorno preso dal giornale è che un tizio ha effettuato un furto attraverso l’ipnosi. Lato cliente io ed un avventore: lui fa “beh, ma si poteva prendere altro oltre ai soldi” ed io gli sorrido “eh si, metti che la cassiera era carina… “. Lato barista c’è una barista (brutta, sfatta dall’età e non se ne cura) che subito fa “beh, ma perché andare in quel negozio? Io con l’ipnosi sarei andata dritta in banca! 😀 ” . Hahaha, grandi risate tutti noi. E io ricordo quello che mi accade sempre fotografando, quando devo ottenere un pensiero che produca un sorriso vero.

Uomini: pensa alla figa! -> SORRISONE, la gioia.

Donne: pensa ai soldi! –> SORRISONE.

Mai, dico mai, la spontaneità e la pienezza del sorriso arriva invertendo questi fattori.

Faccio ai due “vedi come siamo? Noi subito a pensare alla figa, e lei immediatamente ai soldi… siamo proprio fatti così allora?”. hahah, risate, l’avventore va via. La barista mi fa “beh ma le donne non ne hanno bisogno, non vi devono ipnotizzare… a voi basta che respiri”.

Le spiego che non siamo tutti così, ma ora non conta, non mi interessa qui con voi, ora, non è questo il punto. Continue reading →

tira e molla (36ma puntata)

pensavo fosse strano e invece…

Mentre scrivo, la mia micia nera dorme sul divano di casa mia, anzi nostra (mia e di B). Divano dove dormirò tra un po’, forse assieme alla micia e al suo orsacchiotto. Dorme con un orsacchiotto! Nemmeno nelle più melense foto di gattini eh? (update: invece è pieno: evidentemente è normale!) E invece si! La mia micia “abbraccia” un orsacchiotto con una zampina e dorme. Lo stronzo che sono dovrà spostarla, farsi posto e dormire con … loro. L’ho promesso ad A., con la quale sono tornato (galeotto fu l’asciugamano). Naturalmente poche ore prima che partisse per tornare ad Hogwarts abbiamo litigato per una cazzata. Io so che questo genere di cazzata è prodromo di casini molto più grossi su cose molto più serie; carattere, comunicazione, logica, ragionamento, punti di vista, atteggiamenti. Ne parleremo.

Comunque abbiamo passato un bel periodo da coppietta felice. Volevo andasse via con questo nel cuore, e tenerlo anche per me, mentre avrei lavorato tutta la settimana per recuperare il fancazzismo. E invece boom. Due permalosi del cazzo. E due età e linguaggi molto differenti.  Continue reading →

incomunicabilità n.201210181132

urlare cose incomprensibili?

Torre di babele, dialoghi fra sordi, asino che dice cornuto al bue… Per fortuna il difettare in comunicazione non è cosa nuova. Mi consola solo questo, evidentemente ci si ricade di continuo.

Eppure mi amareggia, mi stupisce. Questa è un’epoca in cui si fa poco e si parla molto. E si scrive molto.
Quindi bisognerebbe saperlo fare adeguatamente e condividere tutti un codice ed un insieme di significati per gli stessi vocaboli che usiamo tutti. Senza possibili fraintendimenti salvo per parole che sono nate per sfumare.

Caso 1, commerciale: CG chede all’azienda Sempronia Corp che batteria ci vada esattamente nell’accessorio XYZ. – “Salve, gentilissimi, mi serve sapere esattamente che batteria acquistare ed usare per l’accessorio XYZ : nel manuale non c’è scritto, sull’accessorio non c’è scritto, se vado nei negozi mi dicono che non c’è scritto e non si prendono la responsabilità perché esistono tre differenti formati e voltaggi”.
– Risposta della Sempronia Corp: “Per acquistare la batteria basta andare in un negozio di elettrodomestici, Va bene una di quelle dei telecomandi per cancelli, saluti
– CG, a casa sua, leggendo la mail: ???!!!! Quale stracazzo di maledettissima fottuta mmerda di porcosette di batteria ci va?!!! cazzo!!! Non me lo state minchiafottuta dicendo!!!!! Mentre nella lettera CG lo scrive per benino, un po’ piccato, ma senza le parolacce, quacosa come “mi serve il taglio e il voltaggio, va bene anche una foto…” Continue reading →