La preparazione metodica all’autoeliminazione, la lenta scomparsa delle tracce non tanto della mia vita, ma di tanti acquisti, oggetti che possono restare vivi ed utili, mi rilassa. Questa notte non riuscivo ad estirpare il mal di stomaco, la preoccupazione, la disperazione, l’irrequietezza.
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Del prepararsi a morire
Ehhh ne parli sempre e non lo fai mai. Certo ragà, mi sembra il modo giusto di prendere la cosa, grazie, vi consiglio di andare subito. Ma se vi siete inspiegabilmente persi gli ultimi 5 anni, ve’ riassumo. Una volta giunto al concetto “devo procurarmi il tasto rosso“, la cosa dovrebbe essere sufficiente, non devo necessariamente premerlo. Il punto è che la cosa, ricordo, si è evoluta. Devo restituire i soldi che mi ha prestato per raggiungere la caparra per il mutuo casa a M (B non accenna minimamente a dire che lei deve partecipare a tale restituzione) e per me questo è un debito d’onore, non si transige: DEVO restituirglieli.
Oggi mi ha assalito da più parti il timore per il futuro di merda. Così, incapace di vedermi come uno che ce la farà ad inventarsi qualcosa che gli piaccia, ricordandomi che comunque ho abusato del mio privilegio per quasi 50 anni e che ho un piano, da tempo, sono uscito a farmi un caffè.
A piedi. Questa volta non per scelta: mi hanno sospeso la patente per 15 giorni perché mi scordo le cinture; con due volte c’è la recidiva. Continue reading →
Filtro rosso, digitale, rossetto nero
AVVISO: per chi non passasse spesso a leggermi, uso un linguaggio chiaro e diretto e spesso volgare. Se non vi piace: HOP VIA ANDARE! 🙂 Saluti.
Nella fotografia di nudo una delle cose a cui faccio più attenzione è la figa, dato che la trovo proprio bella. Siccome non lavoro mai con modelle professioniste a cui poter chiedere una depilazione perfetta della pelle, in stile Barbie per dire, o anche in stile prostitute austriache (che iDDio le benedica per la loro liscezza, ma appunto: si tratta di affari, per loro, quindi incompatibili con il mio modus operandi e soprattutto il mio sentire) , le ragazze e le donne che lo fanno di buon grado, oppure che gentilmente mi assecondano, in ogni caso, come dice una di loro, potrebbero arrivare con “effetto pimpa”.

Anche nel migliore dei casi, di solito comunque qualche traccia di rossore esiste. Non mi riferisco dunque al colore più scuro della vulva in generale, bensì ad un minimo di irritazione presente proprio a causa di una depilazione non-professionale e forse neanche troppo abituale. O forse anche abituale ma quando arrivano da me vogliono essere slisciate perfette, che si vede.
Ad ogni modo poi si rischia di vedere più il poro che il pelo, per via del follicolo che bla e ribla dello stra-bla. Quindi? Quindi visto che io lavoro in bianco e nero posso abbassare i rossi, tantissimo, ed anche gli arancioni, ma questo di solito fa scomparire anche le labbra, oppure le sbianca.
E quindi rossetto nero! Nessun rossetto “scuro”, perché comunque contiene il rosso, che verrebbe sbiancato. Un pochino di sbiancamento, se state pensando a quello anale e vaginale (brutti stronzi) si ottiene anche usando questo sistema, ma non è detto: potreste ottenere un buco di culo in stile vitiligine, tutto bianco, ma senza continuità con il colore della pelle vera.
Sto parlando ovviamente di quantità di foto in uno shooting molto prolifico, in cui si abbiano molti scatti da consegnare. Se devo lavorare su UN singolo scatto ovviamente posso fare quello che serve, senza grandi problemi: mezza foto in un modo, mezza in un altro, a zone. Ma se ne hai 400 da consegnare alla modella… e non ti va di lesinare sul contrasto o sui neri, ma poi sembra che abbiano i pori neri ovunque… eh!
Rossetto nero. Proveremo. Difficile da trovare nelle mie zone, ma Amazon aiuta.
UPDATE: per ora ho provato col nero e sembra un “rosso molto carico” ed è opportuno abbinare ad un iscurimento delle sopracciglia. Non ho fatto ancora l’editing che lo richiede, ma ho scattato più di 500 foto e sono soddisfatto, questa volta, dello shooting con questa modella che in precedenza non avevo saputo valorizzare.
alti e bassi di un “nudista”
LDA l’ho contattata chissà quando anni fa. E poi anche i miei colleghi. Ovviamente loro hanno tratto il meglio in studio con un set realistico. Io ho solo fatto conoscenza… ho visto che ha un bel fisico. E ricordo che lo tiene molto in forma grazie al ballo, non ad una volontaria attività di “tenersi in forma”.
Pancino soprattutto.
Di tanto in tanto l’ho vista e tentato di vedere se si combinava per altri shooting e le ho anche ricordato che per la fotografia di nudo sarei molto, molto onorato di averla a posare. Lei dice che si vergogna. Ma non si vergogna poi tanto. Non tiro più la corda, vado.
La mia strategia su instagram non prevede la pubblicazione di foto mie. Seguo alcuni artisti, riviste, modelle di nudo e condivido nelle storie quello che io trovo più affina al mio gusto, anche in fatto di forma fisica.
Dopo anni bam! Mi manda un “wow” su una delle cose che ho condiviso e… beh, siamo in fase “mi vergogno ma vorrei tanto”.
Questi momenti sono molto belli per me. Sono quelle cose che fanno pendere l’ago della bilancia sul “vivi” un giorno in più. Che se anche non sarà un’arte che cambia il mondo, quantomeno permette a me di dare una pennellata di qualcosa di bello, invece che di brutto, al pianeta.
Cosa fai ogni giorno se no, a parte tirare la carretta?
Lei è molto bella… e cavolo, ‘sta cosa che alle donne le devi rosolare a fuoco lento… pare sempre più vera, se c’è qualcosa di sexy dentro.
Personalmente non mi piace tanto: io sono un uomo, e mi piace “si” o “no”.
Soprattutto perché in mezzo a tutto questo miaomiao c’è il nulla, dal mio punto di vista. E non ho l’eternità a disposizione.
Certo dopo aver visto il lavoro di Hegre… bah. Non so.

Copyright (c) Petter Hegre
Ma una mia ex di 20 anni fa che ha studiato cinema e cazzi e mazzi mi ha scritto (qui il petto si gonfia e l’orgoJo sale debbbbrutto) che “sai che in queste ci vedo una cifra stilistica, un senso e una raffinatezza molto marcate?” per un paio di finte polaroid (sono state scattate con una reflex e stampate con una instax share-SP3). Mi ha dato molto.
Non so, sto cercando di capire come diavolo funziona tutto questo. Chi sono, dove sono, cosa faccio, in merito alla destinazione fisica della mia fotografia di nudo.
Ad ogni modo ecco, questo mi fa un po’ più voglia di vivere.
la figa post-orgasmo maschile: piace ancora?
Oh a me si. E tanto. Ma pure il culo, il buco del culo della mia donna. Se me la sto scopando il mio desiderio passa sempre per il baciare, toccare, accarezzare, leccare, infilare la lingua. Mangiare!
Eppure lei, oggi, un po’ imbronciatina col suo nuovo tipo (“sto piantando un muso da 13 ore”) dice (whatsapp) che lui dopo che è venuto (è sempre stata molto attenta alla privacy e a non divulgare i fatti degli altri…) non gliela vuole manco toccare. Letterale: non vuole nemmeno masturbarla perché, dice, “dopo è diverso”. Ma tu sei diverso!
Boh, ok, siamo tutti diversi, strani, ognuno sente quello che sente. Ma in effetti questo ricade nello stereotipo del tizio che vuole segarsi dentro di te. Ora, sicuramente, cento per cento, io voglio venire dentro di te. Sicuro. Possibilmente in gola, in fondo alla gola, mentre tu puoi sentire le mie palle appoggiate alle tue labbra, alla tua lingua, che pulsano per venirti dentro, mentre mi guardi perché una delle due: o ti piaccio tantissimo e sei infoiata, oppure la precedente E MI AMI e i tuoi occhi me lo dicono. Oppure anche mi piace, tanto, venirti nel culo. Sicuro. L’ultimo posto dove mi piace venire è la figa. Ma non è l’ultimo posto che mi piace. E’ solo che, nonostante la vasectomia, venire nella figa lo associo troppo alla procreazione, che io rifuggo, come pensiero, nell’atto del congiungermi carnalmente con una donna. In quel momento io voglio LEI che vuole ME. Proprio mi da fastidio pensare che lo stiamo facendo per mettere gli ingredienti della torta “figlio”. Per come mi sento ora, almeno.
Ma la figa è meravigliosa. Per questo la adoro liscia, completamente glabra, depilata. Perché io adoro baciarla, leccarla tutta, toccarla, accarezzarla in ogni modo, insalivarla, meterci dentro qualsiasi cosa di me ci vada di metterci dentro, le mani, le dita, la testa, voglio rientrare e dormire lì. Anzi voglio diventare piccino e farti venire toccando ESATTAMENTE quel punto, sempre. Potre diventare di una grandezza esatta, giustissima, in cui farti un pompino alla clitoride eh? Che bello 🙂 Sentirti venire, vibrare, esplodere e morire in quel breve momento di tortura meravigliosa. Quanto è bello. Continue reading →
le mie sono belle uGGuale
Ieri ero al super a mangiare. A fianco a me le riviste. Guardo, vedo un inizio di monte di venere e una cresta iliaca e una gamba molto lunga: adoro tutto ciò. Toh, è la Shiffer nuda. Piglio, è Vogue Italia. Tacco alto, un peletto di plateau. Guardo bene. Penso subito a M. che ho fotografato l’altro ieri a casa propria: non le manca niente. Non hanno lo stesso viso, d’accordo. Ma quella specie di corona anni ’80 che ha la Shiffer in quella copertina non è che mi faccia impazzire. Del resto posa, gamba, pube, fianco… tutto ok. Penso che alle mie modelle non manca un cazzo. Per essere così all’età della Shiffer devi avere le risorse della Shiffer.
Da fotografo mi viene da dire: mh, si, chi ha piazzato tutto prima che lei premesse il tasto di scatto? Che poi… mi sembra tanto una pompetta per pulizia… ma magari sono trigger di cui non conosco nulla. Certo, quella è una Nikon. E quella dell’altra tipa sembra una Sony mirrorless. L’altezza del treppiede mi conforta: sono nel giusto da anni.
Poi mi do’ del sessista e mi dico che possono ben avere imparato di tutto e di più in fotografia. Molte modelle sono diventate fotografe.
Fotografe famose e di successo non so proprio. Non sono informato. Sono state “supervisionate” da Collier Shorr, cosa che rende il “potere alle donne” di questa idea, una presa per il culo: è infatti lei la fotografa, o loro perché hanno fatto click, come la storia del selfie della scimmia ci insegna? In effetti alla tipa che voleva dirigere ho detto: hey, ti do il telecomando e te le fai tu, ma la cosa si trasforma, io non sono più il fotografo, ma una specie di assistente tecnico. Preferisco insegnarti e poi ti arrangi.
Se la cosa – diventare fotografe brave/famose – non è successa penso che possa mancare la spinta verso la bellezza della figa. Se non ti interessa, allora vuoi “solo” (ehm) “fare la fotografa”. Ma se tu adori la bellezza femminile, allora la tua spinta verso il bello sarà differente, la sua costanza, il tuo impegno e il tuo coinvolgimento. Ora ovviamente Lindsay Adler sta mirando ai miei coglioni e sorride. Ed anche la Collier, tutto sommato, ha fatto questa mossa per togliere il desiderio tra chi fa il ritratto e chi è ritratto.
Del resto: che ne so? – mi dico. Se un giorno per caso diventassi “fotografo di moda” io farei sempre lo stesso: fotograferei una ragazza nuda a cui hanno messo – fastidiosamente – addosso un vestito, coprendo quello che era bello; a me interessa la splendida donna che vogliono vestire. Mettere i sacchetti sui fiori? Bah.
Mentre finivo di mangiare un vecchietto ha comprato “intimità” per sua moglie. Raramente vedo chi li compra, questi giornali.

non sembra un telecomando
Perché alcuni uomini sono feticisti dei piedi? – o anche no?

io penso subito alla figa
via Perché alcuni uomini sono feticisti dei piedi? dice questo sito – Io non sono d’accordo praticamente su niente, quando consideriamo il fatto puramente estetico. Visualizzate la gamba nella sua interezza: piede a martello: goffo, taglia la sinuosità della “S” fatta dalla gamba. Piede in punta: gamba lunga, magra, snella, molto vicina all’aspetto estetico generale che esprime vigore e giovinezza. Tacco: aiuta ad ottenere questa posizione anche in piedi senza essere una ballerina, costantemente, oltre al fatto che favorisce una postura sexy, imponendo un certo “raddrizzarsi” culo-pancia-seno-spalle-collo che rende meno curve e più “sicure”. Certo, poi devi saperci camminare. E ti fa sculettare, facendo in ogni istante evidenziare curve e controcurve.
Sesso? Beh, tieniti le scarpe e avrò una maniglia interessante per rivoltarti in vari modi, oltre all’aspetto sexy che prenderà la tua gamba, manifestando costantemente nel rapporto la voglia di essere troia con impegno. E ricordo che uso questa parola come sinonimo di “amante del sesso, amante del cazzo, persona con notevole appetito sessuale e determinato impegno a godersela, non solo a farlo accadere perché capita”.
Piedi da soli? Da soli che me frega? Se sono il termine di una splendida gamba. Se sono in un posto molto vicino al viso mi dicono che ti sei messa in un modo particolare… se sono vicini alla testa vuol dire che mi stai accogliendo tutta, per farti prender meglio, ti scopo il culo? Ti scopo la figa? Ti scopo in bocca? non so, ma se ci sono di mezzo tutte le gambe tanto che possa vedere anche la parte sotto del piede posso abbracciarti tutta, prenderti tutta, sentirti tutta, accarezzrti mentre ti scopo. A me le belle gambe ricordano sempre l’insieme, e sempre le creste iliache, il monte di venere e la figa, splendida. Sono un feticista della figa? Ah. Come fotografo. Ma come uomo… se la porta una stronza può metterci dentro anche un frullatore e divertirsi. Continue reading →
very alti e very bassi
Ricordo al mio lettore che io sono scurrile, volgare, faccio uso di turpiloquio. Cerco di non esagerare nella sua distribuzione, onde evitare che, quando usato, risulti meno efficace, come da di scelta di tale classe di vocaboli ci si attende.
Questa mattina è iniziata all’insegna dei porchiddei; avevo sonno, ma avevo un orario e un programma. Cerco di bere ‘sto mezzo litro d’acqua prima di qualsiasi cosa, tutto ok, wow pure le “due fette biscottate con marmellata” e penso di pigliare il caffè fuori. Le micie manifestano molto il desiderio di coccole e quando la smilza si trova in un punto delicato della casa il campanello suona in modo, come sempre, rumorosissimo, facendola schizzare nell’invisibilità. Rispondo: nessuno. Risuona spaccosamente. Ri-rispondo, questa volta già con un po’ di fastidio – cazzo, perché risuoni se la prima volta non hai risposto, stronzo, penso – e finalmente il postino palesa la sua identità e lo scopo della visita.
Scendo. Multa. I suddetti salgono al cielo. L’acqua calda inizia a fare effetto: prendo la lettera e mi metto sul cesso. Studio bene: le mie recenti frequentazioni mi hanno portato (mea culpa, corro) ingenti multazze e perdite di punti. Leggo bene. Dev’essere un tutor, proprio sul tratto in cui avevano piazzato una bella X rossa sul cartello. Leggo bene: 177 eur INVECE DI 470. Non mi lamenterò. Controllo: ci sono anche 3 punti. Coi soldi sono già in merda. Eh beh. Sono in merda anche coi punti. Mi ricordo che ieri sera iStock/getty hanno pagato, non tanto, ma circa il necessario per pagare la multa. Quindi mi affretto (è sabato) ad effettuare la richiesta di trasferimento bancario tra PayPal e la banca. Continue reading →
lunedì shakerato freddo con selz
Giornata interessante. Ieri mi sentivo unammerda. Ho dormito da mezzanotte. Ma solo fino alle 4. Poi mi sono rigirato. E poi boh, alzato, con pensieri misti di lavorare e un fisso fisso fisso di desiderio di throatfuck che mi distoglieva, per fortuna, anche da pensieri molto molto seri e tristi. Il post che lo descrive non l’ho fatto. Ero triste, ma esiste il … tasto verde, cerco, e penso meno a, quello rosso.
Comunque ho lavorato, preparato cose, ho corso di qua e di la, dovevo anche preparare le foto per fare una presentazione, un discorsetto, un raccontareroba ad un circolo fotografico, ed andare a far firmare provinatura e liberatorie di nudo all’ultima modella (promettente).
Prima avevo quelli del posto che mi offre lo studio con una foto scema da fare e nessuna preparazione nonostante mi avessero chiesto e io avessi risposto sul cosa fare, settimane prima. Niente, non avevano un cazzo. Pazienza. Ho fatto con quel che c’era.
Poi corro da tizia, che lavora in un bar. Tutta agitata si guarda intorno. E’ stato spassoso: era eccitatissima (excited, niente che ha a che fare con arousal) e combattuta, per la singola foto tra il “ohmmioddio nonononononono” pronunciato come una zitelletta macchietta di vecchi telefilm ed un immediato consecutivo “madonna che bella, stupenda! Ma cazzo come fai?” (credo il complimento diretto fatto dall’interessata più potente che abbia mai ricevuto). Ad ogni modo continuava così, era buffissima. Tutta agitata che qualcuno la potesse vedere. Le ricordo: stai firmando perché le foto siano pubblicabili. Le ricordo che se rode il culo a me rode anche a lei: hai solo le foto che sono utilizzabili. Dice “giusto”. E ripete il rito dello scandalo-libidine per quasi ogni foto. Poi mi guarda in faccia e con la penna ne cancella un tot, come per fare la sadica. Pazza! Molto bene. Ne ha segate un paio che mi dispiacciono e quindi non guardo più.
Arrivo a casa: ha segato la polaroid, questo mi dispiace. Ha segato quelle due, anche questo mi dispiace. Poi ha segato: quelle in cui ha la pancia piegata e quelle in cui è vestita. Fine. Cazzo!!!!!!!! Sorpresa!!!!! Non me l’aspettavo. Ok, almeno altre 3 sono bloccate, molto belle… ma è assurdo perché si, ha la figa completamente spalancata in modo naturale… ma ce ne sono altre che sono molto più forti, a mio avviso. Quindi non capisco. Boh. Inoltre mi sfida! Cioè: vorrai farne altre? “Tu muoviti a sistemarle!”.
La sera dopo un tourdeforce a sistemare le foto da portare ho fatto una due ore di speech “a cazzo”. Ma l’idea era dire “come sei arrivato a fare quello che fai?” e ho potuto fare digressioni a caso. Alla fine quello che mi ha chiamato fa “non esiste che uno parli due ore senza fermarsi e fare pausa, spettacolo!!”. Boh. Domande, alcune, ne hanno fatte. Non so bene se hanno apprezzato o che. Io ho detto quello che dico sempre, solo un po’ condensato e tutto dritto.
Il supremo maestro è venuto pure lui. Ha detto “serata piacevole ed interessante”. mi fa ridere, gli dico “ma sai tutto!!!” – “si ma mi interessa ed ascoltarlo dall’esterno mi piace”, mentre il suo collega “ah io dopo 1 ora e mezza non ascolto più neanche la Madonna se scende in terra” (e stava spippolando col cellulare). Ahahaha 😀
Poi, visto che non siamo più in vaffanculo-mode, ho avvertito lei, visto che era almeno in 2 foto che abbiamo visto, che persone dall’aspetto serio e compito stavano li a guardarla nuda su uno schermo, ma l’ho avvertita dopo, perché non volevo venisse a bearsi di qualcosa per poi fare chissà che scena per non si sa quale motivo (capacissima).
Uscito da questa cosa stavo per andare a fare piscio-caffè (2 ore senza queste due cose!!!) e mi è arrivato un fiume d’amore, intenso, denso, caldo ed avvolgente. Ho pianto in macchina, con contentezza, verso il caffè. Che abbiamo preso in birreria: caffè, cappuccino, toast, tortine al cioccolato. Il tizio ha fatto un sorriso del tipo “se qualcuno chiede una birra gli dico dove credi di essere, in birreria?“.
Se penso che ieri …
Non che sia cambiato qualcosa: sono sempre uno sfigato molto fortunato. Ma oggi i segni erano positivi. E in birreria hanno offerto: ho cenato gratis.
Meglio che non esca di casa, la fortuna mi ha sorriso oggi. Non vorrei si distraesse.
fica vecchia non fa buon brodo
Ero dal dentista. Dal mio dentista le riviste in sala d’attesa non sono ‘sto granché: credo riflettano il suo interesse più che il nostro. Non credo ci sia altro ragionamento dietro la scelta di cosa mettere su quei tavolini.
Ci sono due o tre testate di gossip rosso-su-bianco (i grafici classificano così le riviste con quel tipo di titolo: andare in edicola, guardate a capite subito) che mi divertono circa come il tavolo su cui sono poggiate, diverse riviste di auto sportive od auto in generale (lo so che “od” non va più di moda ma per me è come la vasella prima della consonante o della liaison francese e poi io qui posso anche fare pipì nell’angolo), svariate riviste gratuite di “salute” in genere, molto sbilanciate sulla vecchiaia. Talvolta anche qualcosa di religioso, credo sia perché l’idea di chi le ha poggiate sul tavolo fosse “volontariato”, ma non le ha lette.
Ultimamente però ci sono queste che sono più specifiche e riguardano gli interventi estetici, non necessariamente chirurgici. Anche lui credo si sia svegliato, ricordando che il dentista ad un certo punto è da considerarsi come un chirurgo plastico. L’ortodonzia parte quasi sempre per motivi estetici anche se per fortuna la deontologia dei passati medici ci ha fatto capire che estetica e funzionalità vanno di pari passo, fino magari ai casi in cui l’errata masticazione ti porta a mal di testa e persino problemi di schiena. Credo si sia confrontato con colleghi e abbiano deciso di scambiarsi le riviste “non sapevi di avere dei problemi” a vicenda. Lui avrà dato quelle dentistiche e i colleghi devono avergli fornito quelli per cellulite, doppiomento, rughe e borse sotto gli occhi, buccia d’arancia, macchie della pelle, peli, ciccia, ed ogni sotto-classificazione la cui specificità, pronunciata, rende ancora più fastidioso e vergognoso il “difetto”. Il mio interesse principale per quelle riviste ed opuscoli è professionale, principalmente: le pubblicità più generiche e quelle di apparecchiature elettromedicali in genere sono pallose e brutte. Quelle migliori mostrano una bella tipa. A me interessa quello: come viene mostrata la bella tipa? Perché sono sempre 20-30 enni massimo: ovvio che non hanno quei problemi. Ma per far capire che “torni così” (stronzi) come e cosa mostri? Ecco, studiavo insomma. Ma l’occhio mi è caduto su una rivista che trattava la figa. Continue reading →