soldi e fama non fanno la felicità: RIP Robin Williams

Nano nano, ha detto qualcuno. Io ricordo soprattutto la frase di un film, Patch Adams, in cui il personaggio di RW recitava ad un altro enormemente bravo che se n’è andato “Non serve essere stronzi per fare le cose”.
Così semplice … di tutto il film mi è restato solo questo, ma per sempre. E sopra ogni altro capolavoro a cui Robin abbia partecipato.

“uno vuole solo servire”

E ricordo le parole di qualche giorno fa di un mio amico… “fai i soldi e sarai più felice”.

Dici?
Dici che Robin fosse povero?

volgare o non volgare

Io sono volgare.

prostituta ottocentescaL’ho sempre detto. Faccio parte del volgo: in qualche modo questa cosa ogni tanto viene fuori. Poi magari mi da fastidio la stessa roba che avrebbe dato fastidio al principino nel 1800. Ma… come a tutti. Oggi la cultura di base è a disposizione di tutti, una volta no. E dunque sarei volgo pure io, no? Le parolacce sono volgari. Certo, ne faccio largo uso, talvolta non mi piace. Perché perdono la loro efficacia, la loro forza, il loro colore. Non sono più punti rossi se tutto è rosso. Non sono più degli accenti se tutto è accentato.

E nelle immagini? Cosa è volgare? Per me non c’è volgare: c’è brutto e bello. E c’è mal fatto o ben fatto.

Per cui se un buco di culo è volgare: io sono volgare. Ma mi fa tanto, ma tanto più schifo qualsiasi cosa tratta dal libro “Cafonal”, ad esempio; ma schifo proprio. Mi capita dunque, abbastanza, di sentire qualche modella che sta per decidere di fare del nudo, dire “ma non volgare, vero? Foto artistiche!”. Ma crista cara: io per primo non posso dire di essere un artista. Posso fare un buon lavoro o un pessimo lavoro. Non è certo che non facciamo della foto ginecologica. Ma di certo non userò il flash come il ginecologo. E non è certo che siccome sei rapita e la luce cade giusta qualcuno non consideri un seno “volgare”.  Continue reading →

coincidenze umoristiche #201209041603

In un attimo di euforia travolgente e gioia che trabocca, un tipo sta cercando in quali paesi sia disponibile un farmaco per suicidarsi in modo indolore, quale antiemetico ci si accompagni, quali siano i dosaggi, il nome e l’affidabilità, il costo, la scadenza eccetera… e intanto smessaggia con whatsapp con un amico che non sente da un po’ per restituirgli delle cose che ha trovato in cantina, tipo “ho questo, quando passi dalle nostre parti?” “ah non so ora sono in kornflakistan ma ci si vede quando arrivo” …

e al termine scrive “felice esistenza!”

DAHAHHAHAHAHAHAHAHHAAHHAH – è successo, raccontatomi in prima persona. E sono ancora tutti vivi, per la cronaca.

Paola Cortellesi, risorgi alla vita! MIO APPELLO PUBBLICO

Paola Cortellesi

Paola Cortellesi a Zelig (2012)

Questo appello lo faccio apertamente e direttamente a te, Paola.
Non so cosa ti sia successo, e prego Dio che non sia la tua mente brillante ad essere stata intaccata, o che non siano psicofarmaci, qualcosa di tanto brutto che ti può essere successo, ma ti prego,  ti prego, TORNA in te! Dove sei finita? Ti ho vista per caso a Zelig e mi è venuto da piangere. Da anni vado dicendo a tutti che “La Cortellesi è la dimostrazione che le donne sono perfette, che sanno anche essere delle vere comiche!”
Poi vedo quella specie di soubrette clonata dalla Cortellesi ma lessa, spenta, scialba … ok, con i tacchi alti (ti stanno bene, si) … che fa le mossette, le faccette e il sorrisetto che si deve fare.

Ma dove sei? La tua voce, la tua VITA vigorosa, dentro la tua voce mi ha fatto drizzare le orecchie dalla prima volta che t’ho sentita. I tuoi personaggi comici mostrano il tuo talento allo stato concentrato: intelligenza, creatività, capacità d’esecuzione; sei stata brillante, provocatoria, dissacratoria, ficcante, spassosa, ironica, e di una grande professionalità (ok, ormai non significa più nulla, va bene) … insomma sai fare tutto COME SI DEVE … ho visto il dvd teatrale, ottimo … sai fare le cose serie e quelle divertenti… non mi piaci tanto nei film, ma “live” (teatro/sketch comici/presentare/cantare) sei un esempio di perfezione.
No, sbaglio. Non posso dire “sei“. Posso dire “eri“. Continue reading →