ciao 2025

A metà del 2025 ho smesso. Smesso di fare ogni cosa? Non proprio. Ma ci assomiglia. Smesso di sopravvivere bene, di vivere di quel tempo lasciato dal sopravvivere efficientemente, anche.

Una delle prime cose che ho fatto è stato chiudere un abbonamento-sprone. Si tratta di uno strumento di inserimento automatico di metadati. Una delle cose che, almeno, facevo, in attesa di suicidarmi, per spalare un po’, nel frattempo, era appunto… spalare. Spalare contenuti che ho scattato o girato, nel tempo, dentro la fornace della tentata vendita, nelle agenzie online. Se la lasci là, la roba, non serve proprio a niente, forse è una costante perdita.

Quindi, sensato o no, era come alzarsi dal letto, bere un caffè, guardare fuori dalla finestra e … buttare le immondizie. Non molto di più.

Ma ho smesso, del tutto. Ora devo riprendere quel minimo. Qui si gioca così, a gradini del minimo, in depressione cronica e incapacità di uscirne, perché ormai la lucidità di vedere che non esiste obiettivo me lo rende assurdo. Ogni fatica non ha senso, nel lungo termine. Alcune, nel breve: senso solo per me, ma hanno un costo.

Così ecco, avevo chiuso l’abbonamento mensile: il suo modello era a numero di pezzi al mese. Perfetto per farti dire “hai pagato la palestra, ci devi andare”. Ma come ben sanno in molti: poi disdici e imputridisci sul divano.

Ho smesso di caricare, di aggiornare, persino su Dreamstime dove ho materiali che stanno lì e basta, in loading, ma senza “ok vai avanti”. Bastavano anche cinque al giorno e oggi, 29, forse sarebbero tutti online. E conta? Beh conta, in questo istante della storia questo mestiere produce ancora qualcosa. Nei mei numeri, in proporzione, poco. Ma comunque resta: io ho prodotto le immagini: lasciarle qui non serve a niente, non era l’atto di produrle in sé ad essere significativo, nemmeno per i miei valori, ruolo che invece può produrre l’atto artistico delle foto di nudo.

Niente. Non ho nemmeno più scaricato i … cazzo nemmeno mi ricordo come si chiamano. I cosi report che dicono quanto guadagni: con iStock e Deepmerda devi scaricarli, poi caricarli dall’altra. Una rottura, ma era un semplice gesto mensile. Non cambia niente, i soldi arrivano oppure non arrivano. Comunque non l’ho più fatto.

E piano piano sono arrivate scadenze: cose che scadono proprio. I moduli W8-BEN che scadono, poi i documenti di supporto di Satispay. La burocrazia e le sue scadenze… ti riportano sempre alla realtà asciutta: premere qui per continuare.

Devi sempre premere qui, per continuare. Se non premi, succede qualcosa. Qualcosa di brutto.

Il 2025 dunque mi ha visto sentire lo sforzo come improbo, impari, fuori dal tempo e dalla percezione: il mio mercato verrà fagocitato dall’iA, cannibalizzato. Mi hanno anche infastidito le “missioni” in cui mi si chiede di fare ad un costo vergognoso operazioni che servono a nutrire i dataset. Le ho chiuse. Anche se erano potenziali guadagni. Robette, centoeuro, anche meno. Ma a volte… nella mia condizione, cifre che – per me – sono significative.

E a fine anno i casini costosi hanno detto chiaramente “i soldi servono a questo, ora ti rompo della roba, sul tuo corpo e su ciò che consideri scontato avere”. Crack, crack. Spezzato. Conti belli alti.

Ma ho imparato a mettere la farina su qualsiasi preparato di pollo che non sia al forno. Questo ho guadagnato, da ora in poi, nel 2025. Scaloppinizza tutto? Non si secca. Questo è fantastico.

E ho anche iniziato … quanto uno strato di polvere inizia a formarsi, non di più, a lavorare sul demo che diventi un non-più-demo. A volte ci si dimentica quanto significativo diventi, quando stai già pensando di ucciderti, di morire. Quello finalmente diventa “beh, ma ne vale la pena: è bello, è tra le uniche cose belle e non obbligatorie o necessarie che ho fatto” … assomiglierebbe allo scopo, al necessario per andare avanti. Non lo è, ma ci assomiglia. Due istanti di più, uno sforzo verso una direzione che vuoi.

E che a nessuno interessa, ma a te si.

Come questo blog che, dopo averlo spostato a suo tempo, ha praticamente zero-views. Un luogo fantasma. Che però nutro e rimpolpo. Il mio essere più puro e sincero è totalmente privo di attrattiva, attenzione, interesse.

Doloroso, eppure anche chissenefrega.

Quindi: alzate i vostri calici di quello che vi pare e buon quello che vi pare per il 2026.

Non riesco a dimenticare Ucraina, clima, Palestina, l’Ai-Rising, le destre mondiali, l’autoritarismo e il ritorno al mondo pre guerre mondiali. Lo devo fare, ho già abbandonato, avete già sventolato i fazzoletti, siete già tornati a casa, sono già seppellito, ma gironzolo ancora qui sulla banchina, qui attorno al cimitero. Questi sono i veri fantasmi.

Questo testo è stato interamente scritto da un essere umano. Che culo!

foto/arte #2019238947 (chi fa la foto?)

Come sapete, da quando fotografo mi chiedo sempre “chi sta facendo questa foto?”. La foto la faccio io (creatività) o la fa il soggetto (reportage, cattura di immagini) ? Molti ti dicono che certamente sei tu, è la tua visione, la tua mente, il tuo occhio, la tua interpretazione, la tua tecnica, il tuo tempo (tempismo) e nel caso sia così, la tua presenza.

Per un po’ ho persino pensato che l’atto artistico della mia foto di nudo fosse la scelta della modella, la richiesta di posare e l’arrivo all’atto, più che scattare le foto.

Osservo le foto, ragiono sulla tecnica. Alcune delle foto che faccio vanno bene “as they are”, non vanno toccate. Sono ok. La tecnica è ormai nelle mie mani, nelle ossa, oppure nel semiautomatismo della macchina? La scelta dell’attrezzatura? Le lenti?

Credo che sia sempre il rapporto, l’interazione tra il ritrattista e la persona ritratta, il crearsi e il viversi della situazione, quello specifico arco di tempo in un delimitato e preciso spazio che crea questo incontro e che viene quindi sia creato, sia catturato. Perlomeno io faccio così. E devo continuare a pensarci. Perché spesso mi dico: bah, poteva farla chiunque. Ovviamente il coro del “si ma l’hai fatta tu” mi riecheggia in testa… e devo chiedermi quanto sia che ogni scarrafone è bello a mamma sua (amici, gente che ti ama) e quanto sia in effetti valore. E lo è, diamine: lo è! Si ricollega tutto: chi ha insistito? Chi si è messo davvero in relazione con quella persona tanto che questa si è denudata e messa in posa, oppure no, ma si è lasciata fotografare in quel modo, partecipando quindi?

Seghe mentali. In fondo non ci campo di questo. Nemmeno ci ho provato. Non ci credo? Bah, non credo che ci sia mercato, sinceramente. Ma ho verificato? Naah. Paura? Credo di si.

Ma entrando in modalità suicidio posso farlo: sono cose da tentare-prima.

sono così fantastico che non mi si piglia nessuno (30ma puntata)

La gente ti vede giù. Magari gli amici. Magari lei. Lei mi ha ricontattato.

Attraverso gli stati di whatsapp. Qualcuno le ha detto che non ero tanto su. Ma era ovvio, dai, ti dico che ci metto sette anni a tirarmi su… dopo un mese pensi che mi passi? Ok che divento più bravo, ma un mese me lo darai no, di lutto?

Comunque, vedo che mi ha riattivato perché tra gli stati di whatsapp c’era anche lei. E vedo che ha una foto con uno. Lo sapevo di quell’uno. Era uno con cui è stata il giorno stesso in cui mi ha mollato. Lo sospettavo, che ci avesse fatto sesso, ma non me lo ha detto: era inutile sofferenza. Mi ha mollato e basta, il giorno stesso. Il giorno dopo avermi detto si, restiamo assieme. Con questo tipo ora ci sta, ci sta assieme perché alla fin fine ci vive assieme, ci va a vivere per studiare, stesse aule, stessi corsi, stessi studi, stesso percorso per il conservatorio, stessa casa, stessa età e voglia di sbattersi corpi con corpi, stessa voglia di non promettersi nulla. Che leggerezza 🙂 Li invidio perché loro vogliono questo. Io brucio dentro.

Comunque amici vari tutti a dirmi quanto wow yeah fantastico io sia. Lo so, amici, che siete pronti a dirmi, quando sono giù, quanto fantastico io sia. E sono certo che non tirate fuori stronzate false in cui non credete.

Finita l’emergenza torna la normalità. Torno solo come un cane. Tutta ‘sta fantasticheria, questo carattere, questa forte personalità me le infilo nel culo e le ritiro fuori, su e giù su e giù e mi sbatto a sangue perché A NESSUNO GLIENE FREGA UN CAZZO di questa fantasticheria. Nessuno mi vuole accanto, nessuno vuole prendere quello che sono ed AMARMI. Amarmi e sbattermi ed avermi.  Continue reading →