La musica mentre non c’ero

Claudio Baglioni, Luciano Ligabue, Vasco Rossi hanno pubblicato diverse cose mentre io non c’ero. Parliamo dei pù grossi personaggi del paese, non è che proprio facciano le cose in sordina. Non esistevo molto, ero più in preda della mia sola disperazione e depressione. Della mia tristezza anche prima. Del mio disastro lavorativo generale? Ad ogni modo non mi sono affatto accorto che stavano sfornando forse i loro ultimi album. Il mondo cambia, a me interessa molta altra roba, forse era questo. Comunque dopo aver mollato per un calcolo (ho più roba che tempo per ascoltarla, fino alla fine della vita) il download selvaggio, ed aver invece imparato tutto sulla conservazione della qualità di ciò che ho, poi mi sono interessato poco.

Ora mi accorgo che sono successe molte cose che ho ignorato. Forse sono stato attento ad altre. Forse sono stato, come spesso sono, come un adolescente, rinchiuso in me stesso, senza accorgermi che il tempo passa nel mondo.

Ma come sempre attraverso la musica, il tempo che io ho conosciuto e vissuto, attraverso la musica, mi porta quasi sempre tristezza. Me ne porta meno quello che non ho conosciuto, le scoperte di “questo esisteva e tu no”, forse.

il saggio peripatetico

Di tanto in tanto lo reincontro. M. viaggia con la sua testa pelata, oggi con una gran barba bianca, magrissimo, quasi all’osso, macinando chilometri tutti i giorni, con le cuffiette e la radio – purché si parli, si impari, ci sia da pensare – per le strade un po’ defilate di questa città. Lo vedo poco, proprio per questo. E quando lo vedo non riesco a raggiungerlo, talvolta, perché lui dice di tenere il volume basso, ma non mi ha mai sentito. Incoerentemente amante di scienza e tecnologia come concetto, ma testardamente ed anacronisticamente legato al belvecchiomododiviverediunavolta piùamisuraduomo eccetera, invariabilmente è totalmente solo. Rifiutando tutto, tutto lo rifiuta. Quel che cerca è difficile, difficilissimo da trovare. Ma si può, totalmente, definitivamente, è  possibile trovarlo.

Cerca qualcuno con cui parlare  sul serio. Di cose interessanti, di cui discutere. Ragionare. Confrontarsi. Dialogare.

No che tempo fa. No caldo freddo. No calcio e programmi televisivi. Roba seria. Cibo per la mente.

Ha potuto prendere la via del saggio camminatore perché un malanno vero gli ha impedito il lavoro: era quindi in malattia. Per non impazzire ha iniziato a camminare, camminare, camminare. Avrebbe voluto parlare, ma alla fine nessuno vuole davvero parlare. Si può anche chiacchierare, ma di qualcosa, sul serio, qualcosa. Non del nulla. Ma lui si rifiuta categoricamente di usare gli instant-qualcosa. Niente social e-basta. Eppure se non rifiuti il contatto, puoi scremare. Se non cerchi sesso è anche facile tentare il dialogo. Se non cerchi l’amore. Se cerchi qualcuno con passioni comuni, aggregarsi attorno ad un qualcosa… non è poi impossibile. Difficile, certo. La superficialità regna sovrana. Ma non è l’unica cosa esistente. Continue reading →