Forse l’ho trovata. La mia farmacista. Come la chiamerebbero in un poliziesco qualsiasi, di una serie qualsiasi, magari vecchia, magari scontata come tante, per indicare uno spacciatore.
Quando mi sono risolto a parlarci e chiedere, lei sembrava fosse abituatissima. Ma abituatissima a roba che si considera droga, immagino.
Le ho chiesto di parlare un attimo, ma era ovvio che era “importante”. Dopo un paio di settimane siamo riusciti a trovarci dieci minuti al mac e mi fa “farmacia, immagino”. Siccome avevamo – è una mia modella – parlato di DJ Fabo e della nostra visione della vita e del diritto di decidere di morire e farlo decentemente (oltre al fatto che non vedeva di buon occhio mettere al mondo bambini suoi in un mondo di merda, quando invece sarebbe stato utile diventare madre di altri già nati ma senza risorse – cosa che mi è piaciuta tantissimo)… le ho solo ricordato che non scherzavo. Mi ha detto che avrebbe fatto una ricerchina per il rapido-e-indolore, ma che c’erano un sacco di trucchi per usare sovradosaggi di roba quasi normale. Poi mi è venuto in mente il fatto della scadenza: mi conferma che si, i farmaci scadono, tutti. Quindi averlo li “pronto uso” all’infinito non è praticamente possibile. Esiste la natura, ovviamente. Ma in sostanza l’ho trovata, mi può aiutare, non si scandalizza, credo sia persino dello spirito di aiutare anche mettendosi nei guai. Cosa che non voglio, ovviamente. Ma apprezzo, molto, lo spirito di chi cerca di fare comunque ciò che ritiene giusto, in modo altruistico e rischiando, per te. Continue reading →

Finalmente ho trovato il tasto rosso. Mi sento sollevato. Quando, giorni fa, ho cercato la morte attraverso l’impiego di un sicario, qualcuno che mi sparasse in testa (visto che qualcuno che avesse eroina, cocaina o morfina per farsi un’overdose non lo trovo… e che comunque a quanto ne so bisogna farsi in vena e io non sono a fare ‘sti discorsi perché sono forte e coraggioso – oltre che serve perizia per fare certe cose) ne ho parlato con un amico. Lui semplicemente mi ha detto “no, non le so fare le endovene … ed anche se le sapessi fare, non te la farei perché … alla fine io ho speranza, e ce l’ho anche per te”. Ci sono rimasto secco. Era un punto fermo del suicidio quel mio amico. Ma oh, è stato sincero e diretto. E comunque ovviamente non si sarebbe preso la responsabilità. Come acqua fresca, non lo giudico in nessun modo. Ne abbiamo parlato, come si parla di qualsiasi cosa. Per l’ennesima volta.
Ho assistito ad alcune sedute di processi in tribunale militare. La mia ex mi ha chiesto se potevo accompagnarla: è stata chiamata a testimoniare perché un insegnante in palestra che faceva il doppio lavoro era anche finanziere e pare avesse svolto questo lavoro anche quando, in qualità di finanziere, era in malattia. Un suo collega invidioso di un corso che lui fece vicino alla terra natia di questo collega deve averlo denunciato: non si tratta quindi di pulizia intrinseca delle istituzioni, magari.
E la sorpresa di quanto “maschi / femmine” stia tornando potentemente di moda… “è da maschi” o “è da femmine”.
Nel mio studio entrano soprattutto giovani. Tra detto e non detto, siccome mi percepiscono come più giovane di almeno 10-15 anni del reale, dai discorsi che fanno è chiaro che la droga è ben radicata nel loro mondo, sia che ne facciano uso personale (sporadico o ogni fine settimana) sia che conoscano chi lo fa.