smettere di esistere

sto di merda e voglio morire, solo smettere di esistere, smettere di stare di merda, smettere di avere aspettative, smettere di non sentirmi all’altezza dell’umanità, smettere di sentirmi in colpa, di sentirmi inutile e di dovermi sentire utile, di avere necessità, esigenze, aspettative, conoscenza e ognuna di queste cose, con una totale mediocrità, disillusa, disattesa, non raggiunta. Fare schifo moderatamente, silenziosamente. morire morire morire morire sparire via e basta

dormire e non svegliarsi mai

mai più

suicidarmi, svanire, senza puzzare di marcio, senza intralciare tutti e dare impiccio, come unica cosa che sei stato

si, ognuno pensa a sé e anche io penso a me e non mi piace, il mio egoismo in rapporto al vostro egoismo è che quello che voglio io è smetterla, basta soffrire, velocemente e senza soffrire minimamente.

penso che forse, forse dico, non ho preso il mio farmaco ieri sera, non lo dico per l’umore: stavo di merda anche ieri; ma mi gira un po’ la testa e questo succede quando salto un giorno.

ho pensato che dovrei vivere almeno 7 anni senza nessun aiuto da nessuno, per rendere omaggio al sacrificio di mio padre. Ma voglio farlo con una bella bozza di monossido pronta. Continue reading →

viziatella in salmì

Lei mi manda un messaggio: oh hai a disposizione scanner e stampante? –  Io che vorrei dare una sfoltita ai capelli dietro, per quando ripartirò per la luna, col suo rasoio e soprattutto la sua capacità di farlo, penso che ne valga la pena: ok, dico, andiamo su negli uffici e ci arrangiamo. Ho pensato pure che non si fa alcun tipo di peculato: posso arrangiarmi in modo completamente digitale per quello che le serve.

Aggiunge: “così poi dormiamo in studio”.

Ci ha sempre provato a farlo diventare casa sua. Anche quando eravamo assieme. Io conosco la situazione eh, per carità. Ma so anche quando è necesità e quando è vizio. Faccio “no, su, fai la brava; ti ho spiegato. Se hai problemi veri, che ti senti di merda, che non ce la fai, sono qua” . “ma non riesco a dormire da sola”.
“bimba mia… procuratene un altro, di bambolotto, eh? 🙂 Dai” “ma vengo già in pigiama!” “e questo cosa risolverebbe del fatto che non dormi a casa tua?” “mhpf… uff” “dai, ti fai le tue cose burocratiche, sei gentile e mi tagli ‘sto pelame sulla nuca e poi vai a nanna a casa TUA, perché non sei sola al mondo, i tuoi esistono” “fa freddooooo, non accendono la stufa!!!” “puoi comprare anche tu la legna, puoi persino portarla tu che ti vanti di fare stacchi da 100 kg” “gneeeeee!” “si, mi pare che GNE sia l’argomento 🙂 Dormi da te ok? Dovresti insegnare ai bambini come comportarsi… per fortuna non lo sa nessuno, dai. ” “GNEEEE!!!!” “e lava mutande e calzini che ti ho prestato, che sono dello studio, non sono tuoi!!! sono COSTUMI DI SCENA!!!!!” “GNI-E-E! ! ”

Cioè io B non la tocco nemmeno, proprio siamo a 20 cm l’uno dall’altra anche se è un matrimoniale. Anzi, è pazzesco, mi ha detto che qualche volta si sente in imbarazzo perché “magari invado il tuo spazio”. Ma… MA!!!!!! Cristo mi hai mollato perché non facevamo sesso, non perché mi sentivo oppresso nelle mie proprietà terriere! Che poi sono nostre.

Che fanno, impazziscono?

Pure le gatte mi guardano strano.

Aiutooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Devo andare a respirare sul bright side OTM. Se esistono cose buone. Se esistono! Devi seguirle.

E ho troppo da fare, colpa mia, mi sono organizzato una merda. Oggi impazzisco pure io.

Poi mi ha chiamato uno che fa il matrimonialista. Lo sa che io non mi muovo se non mi paga profumatamente. Non gli piace mai l’idea che un professionista si paga per il suo tempo, non per quello che fa, se non ci sono precisi accordi “di obiettivo”, che comunque sono superiori al costo orario. All’inizio sono lusingato. Penso “cavolo, è uno che si smazza, potrei dire un concorrente, ma no, facciamo altro… ma pensavo mi reputasse una merda, invece mi chiama. Quantomeno se non è la qualità dl lavoro sarà l’aspetto relativo alla professionalità che gli interessa”.

Però ci prova subito. E a me questo balletto del tirare sul prezzo… ahhhhh!!!!!! solo che di buono c’è che te lo dice: ti dice chiaro che si sta informando ma intanto (maniavantismo, cit) tu sai quello che fai. Mh. Non esattamente un complimento ma nemmeno una merda. Preferirà certo “uno della zona degli sposi” e ancora di più “uno che fa sempre il matrimonialista”. Ok, mi frega il giusto. Gli dico ué, io blocco la giornata di giugno. So che non lo sai fino a maggio. Ma tenerla bloccata e poi lo fai con un altro non mi piace. Quindi ti scasserò la minchia finché non lo saprai, verso maggio. Si si si. Ok. E io devo guadagnare, non spendere. Quindi tu non paghi la mia mezz’ora a casa dello sposo. Tu paghi un minimo di 2 ore al costo di X all’ora, se le ore in macchina superano la mezza giornata tu mi paghi le ore in macchina. E le spese su tabella ACI per la mia macchina, percorrenza media annua 20000 km. Ora… sapete per rispondere in questo modo quanto ci mette uno che si vergogna a chiedere i soldi per farsi pagare del suo? Avere a che fare con gli artisti poi… aiuta. Valutare le opere. Pubblicizzarsi, fare bla bla sociali. PR … Se si potesse vivere d’arte, senza le relazioni sociali. Perfetti asociali produrrebbero cose meravigliose per sempre. E invece devono mangiare. Pagare le bollette.

O la legna, magari. Per scaldare una camera gelida.

vampiro #3453894579

Ero ad una recall di una cena con compagni di classe. Era già programmata, già con meno persone del previsto, ma era solo una bella occasione, non da fare tutta fica come l’altra volta. Ho persino recuperato G. che ha fatto una vita molto interessante nella diplomazia internazionale. Ma non se la tira per niente e si divertiva molto con noi altre testine di cazzo maschietti che diventiamo merde camioniste quando ci troviamo (non me ne capacito).

Ma lei durante il pomeriggio mi ha detto che questo era l’anniversario del suo incidente. Non lo sapevo. L’anno scorso mi aveva mollato e ci siamo rimessi assieme … beh, due giorni dopo. Quindi non lo sapevo. E l’anno prima boh, non so, sempre casino anche li. Questa volta mi dice “non voglio essere lasciata sola o con la mia famiglia in questo giorno, tu che fai?”. Ma me lo ha detto all’ultimo momento. A me non piace mescolare le persone a cazzo. Non so se questi vecchiacci siano il suo genere. E in effetti è stata molto educata (per il suo standard) a non mostrare eccessivamente la noia. Piaceva a tutti, ovviamente. E ha fatto anche la bambina, brutta stronzetta, dicendo “beh ma lui è un fotografo di fighe no? ah non dovevo dire che sei un fotografo di fighe? Ma si che fotografi le fighe! Proprio nel senso di vagine!” come se fosse un’oca 😀 Ovviamente i maschi felicissimi di percularmi. Ma G si è divertita tanto, era felice di stare in ambiente allegro, probabilmente di solito costretta in ambienti molto più controllati. Continue reading →

abbracciami (48ma puntata)

Cosa succede a me, boh. Cosa succede a lei, un po’ boh, un po’ è chiaro. Cosa succede a noi: papamico? Boh. Mi dice una attenta osservatrice, d’esperienza, che mi sto comportando da padre chiedendomi se ma lei ricambierà con te? Lei ci sarà per te? E io che ne so, non lo so. Non credo negli stessi termini. Ma non puoi fare le cose solo perché ti aspetti qualcosa in cambio. Non sempre, non come regola.

Comunque non so come sia iniziata, domenica, che mi ha chiesto se avessi  voglia di bere un caffé, o parlare, o boh insomma era messa male per l’ennesimo casino coi suoi. Di cui immagino non saprò niente. Ero stancomorto per via di un servizio fatto dopo le ore piccole (ehhhh non sei più un ventenne!!!!!! – vero, si, vero) e quindi le avevo chiesto due ore di stramazzo. Ore in cui è riuscita a provare maggior dolore col tipo con cui ha casini. Si perché alla fin fine lei è attirata da uno, se lo è andato proprio a cercare su Facebook, che facesse parte del suo ambiente musicale, dalle fattezze guerriere, grosso, affascinante sembra. Ha preso ed è andata. Se l’è sbattuto. E lui l’ha disprezzata. Le ha anche rivelato molto della propria debolezza, della sua insicurezza. Ma è anche un’ondata di merda verso di lei. Io non ho niente contro (anzi) il fare conoscenza succhiandosi i genitali a vicenda, ma è solo un saluto, salve, a letto scopiamo bene – e per il resto? Tipo tutto? La prima impressione può essere importante… ma il signor Focus ci dice che l’ULTIMA è sempre negativa. Quindi diamoci del tempo: ok, sappiamo che la tua vagina è alla fragola e il mio sperma alla menta. Bene. Ma come ti comporti? Si, ecco, robette di questo tipo. Ad esempio se dai della troia a una che non ha obblighi di fedeltà con te perché ti ha appena conosciuto, io mi farei venire un dubbio e approfondirei quantomeno prima di dargliela la seconda volta. Tipo ok, hai assaggiato e io ho assaggiato te. Ma poi hai testadicazzeggiato, rapidamente, in modo così intenso che …

Ma questo sono io. Continue reading →

blah

“I’m half the man I used to be” recita il poeta… e se anche prima eri un mediocre…

perché la regressione esiste.

mi sento un pagliaccio

una patetica cacca … e vorrei andare a dormire.

Cosa che mi farà ulteriormente vergognare.

evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa tutto va bene

nel sogno non hai pensieri…

Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l’ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti. Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell’uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d’altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l’incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. 

… ma ha ragione Cenerina oppure Shekky? Secondo una interpretazione mista ci potremmo affidare ai signori della UAAR.
immagine di una campagna della UAAR

campagna UAAR censurata a VR

Il problema mio è sempre dolore/sofferenza/paura… altro che remore, altro che due dita di pugnale, Amlé!

cerco di stramazzare sul materasso

… cerco di stancarmi e di stramazzare a ronfare… che dormire mi serve e mi fa davvero tanto bene… e ultimamente non è esattamente normale ed automatico né iniziare bene né tantomeno finire bene questa fase così utile… Non avrei mai immaginato di diventare così strano e vivere questo tipi di disturbi… Quando li hai provati, credo, poi diventi (potresti, dato che sai cosa vuol dire) magari un po’ più morbido con quelli che ti sembrano “strani e sempre con qualche acciacco strano” … non riuscire nelle cose più elementari della vita… son cazzi eh? Io adesso non riesco SEMPRE a dormire. Ma già così è grave. Penso a chi non ci riesce quasi mai… è “solo” dormire, no? E cagare? E trombare? Non so… pisciare?!! Mangiare con le proprie mani, camminare con le proprie gambe…
Vabbé, sto dicendo ovvietà, ma come sempre sono ovvietà e banalità… ma quando ti fermi con sincerità a renderti conto di quanto si sia fortunati ad avere questa normalità … non si sa se davvero considerarla così poco.
Davvero chi liquida tutto con “banale ovvio scontato” forse in quel momento sta – appunto – dando per scontato qualcosa di cui invece dovrebbe tener gran conto e godersi con più consapevolezza, non solo dicendo “ok, questo ce l’ho, cosa posso avere di più?” … ok, è un buon atteggiamento per migliorarsi, ma non credo tanto a chi dice di considerarlo e …

ho proprio sonno eh?

Bene. E’ ora.