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Testa di Pazzo

svuotamento di depressioni, alti e bassi di un mediocre

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Widget di testo della barra laterale che non ho chiesto

Questo è un widget di testo. Siccome non l’ho chiesto, per ora ci metto questa puntigliosa puntualizzazione piccata.

Tag / dialogo

giugno 15, 2021 by schizofrenico

più pizzerie che gente che magia

  • comunicazione
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Nel 2021 abbiamo innumerevoli modi per comunicare. Riguardo alla volontà di farlo, ho qualche dubbio.

Ho telefonato ad un caro amico, una ottima persona, gli devo molto. Era il suo compleanno e ho tentato di mandargli un messaggio con whatsapp. Mentre iniziavo a comporlo mi sono accorto che gli avevo mandato altro, diverso tempo fa. Non ha visto/ascoltato niente. Ma è il suo compleanno, gli auguri glieli mando.

Passando ore, perché non diventi un buon-non-compleanno gli ho telefonato. Credo di essermi sentito mio padre o mia madre. Che ti chiamano perché ti vogliono bene ma il tono che sentono quando li chiami è “perché mi stai togliendo del tempo a cose più importanti”, infastidito, fastidioso.

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gennaio 4, 2021 by schizofrenico

La relazione umana e il COME

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Stai con una persona che è fica, fa una cosa figa di lavoro, fotte bene (o ha una discreta dotazione fisica, adeguata a ciò che attrae/eccita te) e comunque questo rende il sesso buono.

Bello.

Ma com’è viverci?

Questo per me differenzia tutto quello che diciamo sempre.

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marzo 10, 2020 by schizofrenico

non riesco perché sei grassa

  • comunicazione, parlarsi addosso, politica, Uncategorized
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Prima che crediate fossi in cerca di rogne, vi dico come sono capitato a questo articolo. Una mia ex collega mi dice che si sente sola, che vorrebbe conoscere gente e avere amici veri. Bla bla, gli amici veri sono rari, eccetera – dico – e provo, alla sua domanda “ma come conosco persone nuove? anche solo amici” mi chiedo cosa potrebbe scrivere o anche come potrebbe porre la questione, sia in modo normale sia sbagliato. Si tratta di una donna obesa, senza esagerare. Se vi chiedete se sto esagerando visto che fotografo ragazzine sotto i 30 nude, vi dico solo che una sola sua gamba pesa come me intero, che la carne della coscia sborda sopra il ginocchio. Il resto immaginatevelo da soli/e. Quindi non è un aspetto che si possa completamente ignorare come se non esistesse.

Ma per l’amicizia si, cazzo!

Comunque mi sono messo a cercare includendo il termine “grassa” e mi esce questo articolo con la risposta della eroica Michelle al mostro di uOMO che – vi riassumo, dopo un incontro su Tinder, le dice sinceramente come mai non potrà mai andare più in lùà di un’amicizia. La risposta di lei include una sua interpretazione delle intenzioni di lui che dovrebbe essere lo spunto per tutto il resto del pistolotto sulla stima di sé.

Vi prego, leggetela. DOPO tornate. Continue reading →

giugno 8, 2019giugno 8, 2019 by schizofrenico

il sesso incasina tutto

  • comunicazione, politica, rosicone, status
  • chiacchierare, compromettere, conversare, corrompere, dialogo, divertirsi, donne, donne e uomini, fraintendimento, parlare, persone, sesso, uomini, uomini e donne
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un po’ come i soldi, il sesso incasina tutto. Se io e te sappiamo che sesso niente, ma abbiamo voglia di vederci: ci vediamo! Parliamo! Facciamo discorsi su tutto! Parliamo anche di sesso, eccome se ne parliamo, perché sappiamo che parliamo dell’argomento e in nessun modo mai, c’è il sospetto che ne parliamo per sedurre l’altro allo scopo di fare sesso. Ci vediamo per strafogarci di pastine alla crema? Ci vediamo per chiacchierare della tristezza della vita?

Si chiama amicizia, naturalmente.

Se c’è ANCHE il sesso, allora è una relazione di tipo diverso.

Ma la tensione sessuale c’è, c’è sempre. E magari non deve esplicarsi nell’atto, non sempre, magari sai che lo farete. Ma esiste, sempre, costante. Tu sai che tu e lei, tu e lui, farete sesso, state per farlo, lo avete fatto. Dentro quegli occhi c’è il desiderio, dentro quell’entusiasmo per tutto, c’è anche il desiderio del corpo.

Ieri sono uscito con una mia ex collega, ciccionissima, pigra come un sasso, ma molto godereccia in quanto alla golosità. E con tanta voglia di ridere. E ci siamo visti e abbiamo riso molto, strafogandoci come delle merde a 8000 calorie al minuto.

Certo, condividiamo la golosità. E ci conosciamo, abbiamo un background comune.

Ma se io sapessi che mi desidera e io no, o peggio, che si è innamorata, oppure io di lei … tutto si sarebbe incasinato. Un po’ come se sapessi che esce con me a chiacchierare perché prima o poi mi chiederà beni o servizi. Soldi, in pratica.

Posso capire perché il sesso venga usato come soldi 😦

Però … mica  è obbligatorio che sia incasinato: se a noi va, se noi sentiamo che oltre al resto possiamo fare sesso: lo facciamo! E siamo innamorati?

Ma chi lo ha detto!? Nessuno! L’amore è diverso. Puoi fare sesso, puoi essere in una buona sintonia (parziale, evidentemente) , anche ottima sintonia personale, ma non provare quella potenza della natura che è l’amore. Anche il sesso lo è, ma è diverso io credo.

Ma siccome incasina tutto, non so. Credo, ma non so. E credo, un pochino. Sospetto, ho questa idea. Credere sul serio… beh no. Non ho una credenza da vero fedele.

marzo 13, 2019 by schizofrenico

schizofrenia

  • parlarsi addosso, rosicone, status
  • abbestia, analfabeti funzionali, comunicazione, dialogo, DSM, incapacità di comunicare, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, psicologia, psicopatia, schizofrenia, se non son matti non li vogliamo, tutti a me
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La schizofrenia è una psicosi cronica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione delle funzioni cognitive e percettive, del comportamento e dell’affettività, con un decorso superiore ai sei mesi, e con forte disadattamento della persona ovvero una gravità tale da limitare o compromettere le normali attività di vita.
I sintomi più comuni includono allucinazioni uditive, deliri paranoidi e pensieri o discorsi disorganizzati.

Il termine fu coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler nel 1908 e deriva dal greco schízo, “dividere” e phr?n, “cervello”, e cioè “scissione della mente”: esso sostituì quello ottocentesco di Dementia praecox, formulato da Emil Kraepelin. Nonostante l’etimologia del termine, la schizofrenia non implica di per sé alcuna “doppia personalità” o “disturbo di personalità multipla”, condizione con la quale viene spesso erroneamente confusa nel linguaggio comune e che è presente invece in alcune sindromi dissociative. Piuttosto, il termine indica la “separazione delle funzioni mentali” tipica della presentazione sintomatica della malattia.
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Schizofrenia
ottobre 15, 2018 by schizofrenico

la mia stalker

  • comunicazione, parlarsi addosso, rosicone, status
  • 2018, amica, amicizia, ascoltare, blog, comunicare, dialogo, messenger, parlare, stalker, stranezza, whatsapp
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La chiamo, ingiustamente, “la mia stalker”. Da qualche tempo, credo qualche mese, una ragazza (27, mi pare) mi contatta regolarmente su whatsapp. Io e lei ci eravamo già Lei mi aveva già lasciato, io cazzeggiavo su Facebook sui profili di gente alla quale ho dato l’amicizia (lo faccio solo con gente con la quale ho avuto a che fare personalmente) e che aveva postato qualcosa. Vedo una stronzata di quelle in stile “frase nel quadrato” e ci faccio sopra un attimo di ironia. Manco mi ricordo come mai conosco questa persona.

La frase nel quadrato era qualcosa come “preoccupatevi quando le persone smettono di rompervi le palle, perché ve le rompono quelli che vi amano”. E consideravo che ad esempio se uno mi parcheggia in doppia fila allora mi ama. Oppure che so, se cerca di passare il posto al supermercato. O che so, se mi dice che mastico troppo forte i popcorn al cinema. Mi amano. Mi amano tutti capito? Non lo fanno perché interessa a loro qualcosa. No, sono altruisti, mi amano, desiderano il mio bene. Se incontro una persona e mi dice che sono ingrassato: lo fa per il mio bene, desidera che io prenda provvedimenti. Non ha una incontinenza comunicativa, non lo fa perché vuole impormi la sua visione. Assolutamente no no no. Il mio commento fu molto più breve, quasi solo ironico e non sarcastico, non stronzo. sia chiaro. A me FB serve per lavorare. Quindi MASK MODE ON, almeno nei limiti della decenza del non essere stronzi proprio col rutto.

Lei. Lei boh, non mi ricordavo. E invece era la sorella di uno sposo che avevo fotografato come secondo fotografo chissàquando. Mi contatta su messenger. Mi fa sapere che una delle foto che le avevo fatto era una delle foto che amava di più. Un complimentone galattico. Ma non molla. Alla lunga credo vorrà essere fotografata, il suo corpo, i suoi tatuaggi. Ha sicuramente avuto problemi di peso e di pelle che le hanno causato esclusione sociale, sofferenza, eccetera.

Si fa sentire ogni giorno. Ha un ragazzo. Lo considera “il suo tutto”. Ma le fa piacere poter “parlare” con uno sconosciuto. Credo sia un po’ la forma del blog di chi odia la tecnologia. Amicizia virtuale? Ma io non abuso della parola “amicizia”.

Ad ogni modo ormai è qui, da un pezzo. E una di queste sere andiamo a piangerci un film che ha già visto e la vado a prendere perché ha fatto un incidente da piccola e non ha imparato a guidare. E non mi piace mica fisicamente eh. Di carattere boh, non direi. Ma non se ne va. E le persone che non se ne vanno… beh, sono rare.

aprile 9, 2017 by schizofrenico

il felice ritorno dei tremori

  • parlarsi addosso
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Basta una minischicchera su questa minicorazza di vetro soffiato, che pensavo fosse invece solida, per farmi ripiombare in uno stato pietoso: mostrarmi la mia vulnerabilità, debolezza, fragilità.

trovare la foto per “schicchera” è molto difficile e ho mollato.

Pietoso significa sempre le stesse stronzate: ovviamente dolore allo stomaco/nausea con la sensazione che tutto il sangue che dovrebbe andarmi al cazzo se ne vada lì, urgente bisogno di pisciare (troppo spesso), sbalzi di temperatura sensibili su: mani, avambracci (questo tipico di questi ultimi anni di merda dal 2012-13), sonno sballato (non quando lo sballo io volontariamente), difficoltà a dormire e poi sonnolenza in altri momenti. Sempre con forte presenza del mal di stomaco.

Questo semplicemente per un “litigio”, una disputa in cui la ragazza con cui ho avuto questi due secondi di storiellina si rivela tremendamente ostile nella comunicazione, soprattutto quella via instant messenger: di persona tenderebbe tutto alla dolcezza. Via whatsapp invece no, ribalta tutto, è incoerente e negativa, colpisce basso e poi dice che lo faccio io. Io sono qui che soffro come un cane, comunque. Continue reading →

aprile 16, 2015 by schizofrenico

verba e scripta

  • rosicone, status
  • comunicazione, convenzioni, dialogo, discorso diretto, discussione, discutere, parola scritta, verità, voce
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La parola scritta ci da il tempo di pensare.

La voce, per contro, consente di usare il tono, non riproducibile efficacemente nella parola scritta.

Cosa sarà più efficace in una comunicazione? Posso tollerare di interessarmi al fatto che il mio interlocutore “si annoi” ? Se quello che c’è in ballo è una discussione e la ricerca di una verità (che va concordata: dobbiamo essere d’accordo, devi partecipare), non posso interessarmene. E dunque devo dire che, per quanto la voce sia quanto di più vicino io possa considerare che scaturisca dal pensiero, unendo suono, ragionamento, emozione e spontaneità, la parola scritta, pur pagando lo scotto di una minor sintesi e spontaneità, consente di trasferire meglio la complessità del pensiero, la sua precisione, e di ragionare, discutere e ricercare qualcosa di più profondo.

Posso infervorarmi di fronte ad un testo scritto tanto quanto di fronte ad una persona, ma sarà più facile che la mia reazione sia controllabile di fronte a qualcosa che attende e giace, rispetto a qualcosa di vivo e pulsante. La vita contenuta nel pensiero è immortale, ma la vitalità … quella è più vicina alla “freschezza” del contenitore. E per quanto riguarda l’impulsività, non mi pare poi tanto desiderabile.

marzo 24, 2014 by schizofrenico

essere fuori di testa e andare avanti lo stesso

  • parlarsi addosso, status
  • amore, ansia, antisociale, asociale, borderline, casino, continuare, crisi, depressione, dialogo, fuori di testa, isolamento, lavoro, malattia, manicomio, manipolazione, mente, morte, narcisismo, paura, personaggino fastidioso, procedere, rapporti, sad but true, sesso, sopravvivenza, terrore, umore, vita
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Essere fuori di testa non è una scelta. E rendersene conto non cambia troppo le cose. Che sia la mente, che sia la chimica, in qualche modo tu sei più spettatore che attore. Qualcosa la pensi, la decidi… ma il resto lo fa il tuo corpo.

I battiti cambiano, lo stomaco parla per te, una paura inspiegabile cambia tutto, il ragionamento viene filtrato da qualcos’altro… e metà di te osserva stupita quello che cazzo stai facendo.

Però lo fai.

E non stiamo mica parlando di serial killer, gentili passanti. Ma di una paura incontrollabile che ti può bloccare o scattare per la più piccola stronzata. Improvvisa, e in un giorno in cui non stavi nemmeno male. Così, alé. Omaggio.

Qualcuno dice qualcosa.
Vedi qualcosa.
Senti qualcosa.
Vedi qualcosa che non esiste in qualcosa che esiste… perché a te ricorda qualcosa e non sai cosa. E cambi umore, non sei più felice, non sei più pronto.

Ma se hai capito … e non vuoi metterti con una flebo a letto… ti attacchi a qualcos’altro. Quel qualcos’altro che puoi fare. Ogni volta un passetto in più verso quello che sapevi già fare … e un altro passo, magari, verso quello che vuoi davvero fare. E ti fai aiutare. Un passetto alla volta.

Perché, tutto sommato, quelli che hanno passato il segno li hai visti… e sei fortunato, puoi ancora decidere di prendertene cura, ogni giorno.

Maggio 18, 2012 by schizofrenico

gli splendidi server in coreano, cinese, russo, ecc

  • TECHY
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immagine raffigurante una GUI con del testo Coreano.

tutto chiarissimo per tutti.

E’ vero, gli USA non sono il mondo, e l’Inghilterra imperialista non ha alcun impero. E’ vero, mi pare, che la lingua più parlata sul pianeta sia lo spagnolo, poi il cinese e forse, poi, l’inglese.
Ma è chiaro per tutti che nell’informatica lo standard per i messaggi di sistema, per i manuali, per la programmazione e soprattutto per gli errori critici, è l’inglese.
Imparare l’italiano, il cinese, il russo, l’arabo … non è facile. Imparare l’inglese, di base, senza fare i raffinati, è più facile: quindi fare questo sforzo, per gli operatori IT di tutto il pianeta, non dovrebbe essere troppo oneroso e il perché ce lo fornisce il non farlo: 2000 anni fa qualcuno usò la “torre di Babele” per farci capire il concetto.

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