Buco nero #29384723 (delirium)

Il momento presente, fare qualcosa ora, per ora; e basta. Niente per il futuro, niente per domani, per l’umanità, per il futuro. Lo scopo della vita, realizzazione di sé. Immagino un DJ, un musicista che fa un pezzo alla moda, oggi per oggi, che non serve a null’altro che a divertire oggi, a soddisfare l’oggi. Questa è l’immagine che mi viene in mente: le persone che più incarnano “il momento presente”. Due amanti che scopano, la realizzazione dei sensi, costante, ogni giorno ripetuta. Tu che lavori ad una cosa e poi la raggiungi, naturalmente. E che mentre la raggiungi ne hai già in mente un’altra certo, quella roba lì. Ma l’arte o la produzione di espressioni? Che scopo ha, avrà, domani? Costruire qualcosa che duri … che senso ha? Ha senso per chi?

Delirio.

Oggi male.

Mi hanno prestato un big muff. 20 anni dopo che me ne sono interessato e sicuramente almeno 15 da quando me lo sarei anche potuto comprare.

La mia solitudine è fastidiosa.

La mia antipatia è peggio?

Accumulo musica, dopo quasi 17 anni da quando avevo deciso che era troppo, che non sarei mai riuscito ad ascoltarla, che non riuscirò, nuovamente, mai ad ascoltare. Questa volta ad una qualità impareggiabile, infinitamente superiore. Mi dico che lo merita, che merita di sopravvivere, di essere preservata.

Mi dico anche che a nessuno frega un cazzo molto poco dopo.

La vita eterna potrebbe essere un paradiso di esplorazione e godimento del tutto. Oppure un inferno di infinita solitudine e malinconia.

Delirio ancora. Che dice il dizionario? Ah beh si, ci sta, sono io: “stato di alterazione mentale, consistente in una erronea interpretazione della realtà, anche se percepita normalmente sul piano sensoriale, dovuta a profonda trasformazione della psiche e della personalità”. Sono io: psicologia, tu sai sempre dipingere un marrone della miammerda.

uscire dalla scatola del dolore

AC è stata rifiutata, non lasciata, da uno che le piaceva, che era mattoncino su mattoncino, compresi i mattoncini marci, quello che lei voleva per il cammino della sua vita. Ha fatto 600 km per andare a dirgli “sono tua, prendimi” e lui no. Dopo un anno di tiramolla. Quindi in fin dei conti è un “io lo amo ma lui non mi ama”. Ma anche i Promessi Sposi sono “due si sposano, ma ci sono dei casini”. Quindi… sofferenza. E non era, naturalmente, la prima volta. Dolore. E i conti con l’età (37).

E allora parliamo. Prima che partisse le ho dato l’ipotesi che avesse casini a letto e come affrontarli. Non li aveva. Tornata però i casini erano “non mi vuole. E adesso?”. Quindi sofferenza, non voler chiudere tutto anche se dovresti, ecc ecc, solita roba, sono qui che ci combatto pure io. Dura, durissima. Continue reading →

non erano deliranti, almeno.

deliranteeee?

Ricorderanno i miei attentissimi, molteplici, assidui, pendentidallemielabbra – lettori, che nel precedente articolo strascichi da confidenza suicidaria/2 il mio amico C definiva la mia confidenza “discorsi deliranti”, provocando il mio moderato dispetto o risentimento, ma rispettoso e pacato. Oggi l’ho visto e gli ho detto che non mi ha fatto piacere ma che capisco perfettamente e che contemporaneamente lo reputo un buon amico (vista la sua linea di pensiero) il fatto che abbia avvertito del mio tentato suicidio mia sorella e la mia ex (con la quale convivo). Ma che la cosa che davvero di più meritava chiarimento era definire quello che gli ho detto “un discorso delirante”.

Lo abbiamo chiarito bene, direi. Sorrido, pensando che mi ha detto “è come quando mio genero mi intorta: a parole fila tutto, ma io sento che mi ha inculato”. E allora ho ritentato di rispiegargli di nuovo tutto: il motivo per cui lui sente che ciò che gli dico è sbagliato nonostante fili tutto liscio nel discorso esposto è che abbiamo due differenti visioni della vita e della sopravvivenza.  Continue reading →