cicciput e un sacco di altri rubati?? :-(

Questo è uno dei più beGLI album di EELST (tra i, non IL) ed è qui completamente CIULATO, come direbbero gli elii ironicamente, dall”internett! E così tutti gli altri.

E allora contemporaneamente vi invito ad ascoltarlo perché tra questo e “studentessi” (oltre ai primi 3) ci sono dei capolavori… ma anche a COMPRARLI perché cazzo dai, non è possibile incularsi tutto così a man bassa. Dai.
Che poi è impossibile che gli ELII non facciano un cazzo a riguardo… evidentemente sanno che “le fave” (i fan) si comprano comunque tutto… poi ci sono i concerti… e per il resto si vede che i soldi li fanno in altro modo. Ma che la qualità è un po’ scesa (scazzo) si sente sia in Gattini, sia nell’albm Biango. IMHO, ovviamente.

#iStockphoto, esclusivi, conviene? E ai clienti, conviene?

Solo un ragionamento e delle opinioni. Di questi giorni quindi, un atto eroico. Ma eccoci qui a farlo.

Uno dei maggiori siti del settore microstock del mondo, iStockphoto, fa pressing sui suoi contributors perché diventino esclusivi. Ora, non prendetela come la verità assoluta e andate pure a leggervi le regole e le faq precise, ma sostanzialmente l’artista (illustratore, fotografo, ecc ecc) “esclusivo” non può lavorare per nessun altro che per loro – nell’ambito del settore microstock: solo per loro. Se poi tu vendi quadri e nel macrostock o nel Royalty Managed sei non-esclusivo, è un’altra faccenda, ma restiamo nel microstock: lavori solo con loro.

Svantaggio sentito. Vantaggio: guadagni 4 volte di più e le tue vendite aumentano perché i risultati nelle ricerche del cliente sono resi automaticamente più rilevanti dal sistema.

Fico eh?

Domanda 1: fico per me, fico per iStock, ma è fico per il cliente? Cioé, di fico per lui c’è che di sicuro avrà una immagine che hanno meno cani e porci: non sarà anche su tutti gli altri siti di microstock. Ma mica è un’esclusiva per lui a meno che non spenda un tot. E quindi … quanto conviene a lui economicamente che io sia un esclusivo? Lui paga di più? Ed inoltre, dove sta la meritocrazia, ovvero la maggior qualità dell’esclusivo rispetto a quello non-esclusivo? Non mi risulta, non mi quadra, non mi convince.

Domanda 2: quanto durerà questo beneficio? Perché se domani iStock decide che si è fatta il suo bel portfolio di contributurs esclusivi, e deciderà (unilateralmente, come sempre succede) di variare le condizioni e dargli di meno e di non spingerli, questi piomberanno assieme a tutti gli altri ed in pià con un bel guinzaglione … quadagneraebbero quindi di meno degli altri.

Domanda 3: la somma di guadagni di 12 siti di microstock in un mese per un contributor non-eslcusivo, davvero è garantito sia superiore per lo stesso periodo per un contributor esclusivo? Non è garantito e nessuno lo dice, lo so, ma ragioniamoci: molti dicono “io sono eslcusivo e non torno indietro, si sta benissimo” ma invito a ragionarci su.

Domanda 4: in quale modo un esclusivo viene protetto dal furto del suo lavoro da parte di altri contributors che sono non-esclusivi e rivendono su altri siti di microstock? E dai semplifi furti su web da parte di chi – senza averla acquistata – copia una foto regolarmente acquistata e la usa su web? Un esclusivo ha servizio di controllo online, vigilanza e alert, e magari copertura legale? Come esclusivo dovrebbe avere qualcosa in più, dato che tutto il suo impegno è verso un unico partner… quel partner come protegge questo valore reciproco?

Funerali alla cultura in Italia #20120423

sentito cordoglio e condoglianze

La cultura ringrazia.

Prendo spunto della notizia del flashmob di Viterbo, il funerale simbolico alla cultura dopo la chiusura di ogni spazio pubblico che ad essa era dedicato.

Qualcuno, quando un quotidiano nazionale (poi* lo dico) stava chiudendo, alla radio disse che ne aveva parlato con un proprio amico indignato perché non era possibile, era una vergogna e così via – e lui gli chiese “ma tu lo compri? Sei abbonato?” e l’altro rimase un po’ spiazzato, fino ad ammettere che no, non lo comprava. E allora… Continue reading →

Free for noncommercial!

Software – Quando la licenza dice “free per uso non commerciale” , “gratuito solo per uso PRIVATO” oppure “shareware” , “trial 30 giorni”, ecc … ci sono tanti simpatici manager, direttori, proprietari di aziende, che considerano il software “gratuito”.

Ad esempio gli antivirus, pressoché indispensabili per Windows, ma nessuno li vuole pagare. Ma “quanto è illegale” installare (e tenere dopo il periodo di prova) un software free-fornoncommercial in ambiente commerciale, rispetto ad esempio all’underlicensing di un software dichiaratamente commerciale-e-basta? (acquistare UNA copia e installarne 25). Spesso a questi generi di pratica sono suggeriti con molta convinzione da parte di chi sta sopra nella catena di comando a chi poi se ne occupa… e se questi non lo fanno sono considerati negligenti (non hai obbedito, non fai quello che ti dico di fare).

Ma la BSA si gratta? Per dire: se la BSA – ammesso e non concesso – si occupa solo dei suoi associati, allora sbaglia, perché se quest’altra pratica la si lascia passare, agisce come la concorrenza sleale!

Se – sempre ammesso e non concesso – Avira free (esempio!) viene installato su 13 postazioni in un’azienda e mantenuto sempre, quanto è illegale, rispetto ad un Kaspersky acquistato in una copia e installato su 13 postazioni? Perché se “è uguale” e soprattutto chi controlla se ne frega di Avira, oppure Avast, oppure AVG … a mio avviso commettono un grave errore, perché in questo modo sembrache sia vero che il software gratuito-per-uso-privato sia gratuito anche in una PMI, da un Freelance o addirittura in una enterprise.

A me non pare che sia mai stato chiarito. Qualcuno lo fa?

No Copyright: Dal dentista si ascolta musica gratis

Interessante querelle (se seguite il forum un po’ tempestoso) sull’argomento “il dentista non deve pagare per la musica diffusa in sala d’attesa“. Per veder confermare questa sentenza ed essere sicuro che il principio sia stato davvero affermato, vorrei che i dentisti mettessero anche la TV accesa, un bel maxischermo perché la gente non si tedii. Se comunque quella non è la loro attività principale, perché no?