Qualche anno fa percorrevo le rotonde nel modo sbagliato. Mi “adagiavo” a sinistra, accostandomi al centro della rotonda, per poi andare dritto. Una volta messomi assieme a lei, che aveva fatto la patente da poco, abbiamo più volte battibeccato su questo. Ho anche verificato, anche coi carabinieri che mi hanno spiegato che qualcosa – che non ricordano più – dev’essere cambiato nel corso dei decenni e che i vecchi come me per qualche motivo hanno imparato a fare come faccio io, ma che il modo giusto – prescritto dalla legge – è quello che diceva lei. Me lo conferma un’altra ragazza, mia modella, che scopro appena patentata: le chiedo conferma, mi ribadisce che ho torto e che ci si accosta a destra sia per andare a destra, sia per andare dritti ma che la differenza la fa il mettere o meno la freccia a destra, tra le due cose. Ma mai ci si mette a sinistra-centro, a meno che non si intenda andare a sinistra o tornare indietro (inversione a U). Perfetto, quindi ho imparato. Ho fatto fatica sia ad ammettere di aver sbagliato (per anni! e rischiando grosso!) sia ad imparare. Ma ho imparato.
Oggi una bmw rischia di speronarmi perché si mette a sinistra per andare dritta, e io a destra per andare dritto. Mi strombazza e sclacsoneggia e io con gesti pacati faccio comprendere il mio disappunto col dito medio, ma siccome vedo persona molto agitata in auto, accosto a destra e la signora che aveva già aperto il finestrino per esporre garbatamente il suo punto di vista che devo morì, mi dice pressoché la stessa cosa che volevo dirle io: che non sa percorrere la rotatoria ed ha rischiato di fare un incidente – cazzo. Ma ciaraggione lei. Io, memore dei futili-motivi che fanno uccidere le persone nei parcheggi delle discoteche la seguo fino al parcheggio in cui va mentre chiedo a Google “come si percorrono le rotonde” ed esso, tosto, mi presenta l’immagine di cui sopra, ricordandomi che per una volta non mi sono rincoglionito. Continue reading →