Post originariamente iniziato il 26-9-2015 // Le bufale un tanto al chilo sono ormai un prodotto altamente smerciato. Cresce ogni mese di più. Così consiglio chi odia questa diffusione di stronzate di frequentare un po’ di debunkers e soprattutto BUTAC che ormai ne ha fatta una missione. Meno male.
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CGIL, per voi, ma non rivolgeteci la parola.

sOla.
Cari amici della CGIL, due secondi fa sono andato a vedere il vostro sito. Ho guardato la home, letto alcuni messaggi e verificato in pochi istanti la contraddizione con la realtà: il silenzio assordante della mancanza della parola “CONTATTACI”. Una delle cose che senti di più quanto sei solo è la mancanza di dialogo. Quindi in realtà li lasciate proprio soli, altro che.
Dovreste fare lavorare qualcuno (ohibò) per parlare con la gente. Quando è la gente che ve lo chiede, non quando volete voi. Un bel “contattaci”, una sezione chat (esistono mille servizi già pronti), qualcosa che dimostri che non siete l’espresione monodirezionale di una vecchia e mai aggiornata ideologia, ma di una buona idea che però si aggiorna tenendo conto di ciò che ha sbagliato in passato e soprattutto – proprio sopra ogni cosa – che con la tecnologia intende AUMENTARE l’ascolto e il dialogo con le persone che dichiara di voler servire. Continue reading →
Riccardo Meggiato e la boutade sui password manager
Leggevo un articolo in cui Riccardo Meggiato fornisce consigli su come non far finire ai quattro venti le foto osé private. Tra le tante cose che sono il minimo della sicurezza che ognuno dovrebbe rispettare (e nessuno farà mai: la mia è esperienza diretta e vi posso citare almeno 90 persone per nome e cognome che ho visto eseguire operazioni che giustificano le mie affermazioni: non lo faccio perché sono fatti privati di privati cittadini – ma erano tutti miei ex colleghi oppure clienti) ne ho trovato una che trovo alquanto discutibile:
“Non usare quei software “password manager” che promettono di conservare e ricordare in nostra vece le password: in molti casi sono fallaci.” – afferma costui.
Io ho usato Keepass e talvolta PINS. Sono fallaci? Sono già due e non vedo perché usarne uno fallace. Meglio consigliarne uno non-fallace piuttosto che dire che “è meglio non usarli”. Pins è vecchiotto, quindi ho cercato info su Keepass: i discorsi sul bruteforce che lo riguardano (se escludiamo passphrase da procarioti) di solito trattano dai milioni di anni alle solite misure su “quando si sarà estinto l’universo”.
Sono fallaci?
Dico comunque la mia: ragazze: le vostre foto porno (foto porno in cui voi siete ritratte) non mettetele nel cellulare eh? E magari manco sul cloud.
come pagare whatsapp

Innanzitutto sgomberiamo il campo dalla cazzata “dal giorno tal dei tali whatsapp sarà a pagamento!”
Sono cazzate, bufale, idiozie, minchiate, falsità, balle, bugie, non è vero.
Whatsapp è SEMPRE STATO a pagamento. Ma dopo il primo anno, semplice. Se vi arriva il messaggio del cavolo da qualcuno, sono cazzate. Soprattutto, fateci bene caso, se vi indirizzano ad andare presso un sito tipo “watsapp” o “wahtsapp” o “whatsupp” … sono cazzate, è phishing: vi vogliono fregare. Quindi? Quindi si cancella il messaggio e si va avanti.
Ma ad un certo punto sarà vero che Whatsapp, il VOSTRO whatsapp, sarà a pagamento. E quanto mai dovremo pagare per fare il porco comodo che con degli sms costerebbe un miliardo? Wow, dobbiamo pagare l’esorbitante cifra di 0,89 cent all’anno! PAZZESCO EH!!!? qualcosa come 10 sms.
Ok, ma COME SI FA a pagare quando è l’ora? Con google wallet o con paypal, principalmente. Ma se avete ed utilizzate uno di questi due sistemi di pagamento queste istruzioni non vi servono.
E quindi? Quindi sicuramente dovete ricordarvi questo: FATE PAGARE QUALCUN ALTRO PER VOI; qualcuno a cui voi invierete un link: è la terza funzione disponibile: quando l’app (non un messaggio di qualcuno!) vi chiederà di pagare (lo fa ad ogni riaccensione dell’app) potrete scegliere “info pagamento” e se pagare per uno, due o tre anni e con che sistema. Scegliete di INVIARE UN LINK a qualcuno di cui conoscete l’indirizzo e-mail. Ovviamente sul vostro dispositivo deve essere impostato un vostro indirizzo e-mail, dato che questa applicazione usa il vostro client locale (il programma di posta elettronica che c’è dentro il telefono o il tablet, che dovrete aver configurato: trovate infinite guide su internet) per permettervi di inviare un’e-mail a qualcuno che vi aiuti.
Ovviamente questo qualcuno saprà usare paypal e vi farà il lavoro. Pagatelo!
E smettetela di cliccare su quel maledetto link di phishing!!
Sembrava Photoshop CS2 Gratis e invece era una bufala
Se vi è arrivata la notiziona che non solo Adobe Photoshop CS2 (vecchio, ma se legale: ottimo!) era gratis, ma lo era TUTTA la suite CS2 … beh, purtroppo amici era una bufala. Non nata per esserlo, ma diciamo che qualcuno si è sbagliato a dare la notizia e un piccolo disguido è stato scambiato per un tuttogratis. Non è così. Ecco un articolo che ci racconta che Photoshop CS2 non è gratis.
stop ai sussidi a chi inquina e spostiamo sulle rinnovabili?

coff coff
qui ci sarebbe questo:
http://www.avaaz.org/it/a_new_plan_to_save_the_planet/?cXgSXbb
mi piacerebbe però sentire altre campane.
John Howard Musulmani Islam BUFALA
Sta ricominciando a girare, mescolata ad altri contenuti più o meno veri, più o meno simpatici, più o meno condivisibili, la vecchia bufala sul discorso che avrebbe tenuto il primo ministro Australiano John howard ai musulmani, che in realtà è una lettera scritta da un qualsiasi cittadino americano (non è il primo ministro di nulla e non è nemmeno un politico, ma un tizio qualsiasi che dice la sua) ad un giornale americano (quindi non è rivolto ufficialmente da nessun governo a nessun popolo a nessuna categoria) verso il 2001 con il sentimento che ci si può immaginare dopo l’11 settembre.
Leggete il debunking di Paolo Attivissimo sull’argomento, qui:
http://attivissimo.blogspot.it/2010/02/antibufala-il-discorso-del-primo.html