le massacrano la stima

Ancora una. Ancora una ragazza, ancora una volta, arriva con l’autostima massacrata da un coglione. Certo, li mollano. Certo sempre troppo tardi. Ma certamente non indenni.

Quindi questi coglioncini che mettono il burqa moderno alla mente ed ai corpi della “loro donna” (ora purtroppo mi da fastidio usare questo possessivo) … alla ragazza che ha scelto di essere scelta e di scegliere una di queste testine di cazzo come partner, di amarlo, di essere da questi… amate.

Ma ancora una è arrivata che aveva 90 di potenziale e usava 10, tutto massacrato da vestiti alla testimone di geova, perché ormai Pavlov aveva già fatto il suo bel lavoro: “sono abituata a sentirmi dire che”.  Continue reading →

#nondirloalfotografo – fammi venire

Eccoci al nostro incontro seriale del #nondirloaltfotografo, con la sempre benvenuta richiesta:

fammi venire bene, mi raccomando #nondirloalfotografo

fammi venire bene, mi raccomando – #nondirloalfotografo

“Scopare bene / questa è la prima cosa” diceva un Venditti d’annata. E si sa, far venire bene il proprio partner è importante: felici orgasmi a tutti. Purtroppo però, questa richiesta, sottoposta al fotografo, normalmente proviene da una persona fatta in un certo modo. Quel modo. Quel modo lì. Non altri modi ed intende “ottieni una foto in cui io sia diversa da come io mi vedo, ossia brutta”. Continue reading →

insicuri che generano insicure AKA basse autostime infettive

uomini che odiano le donneUomini insicuri generano donne insicure? Maschi, femmine. Ragazzi, ragazze. Giorni fa avevo programmato un servizio prima di volare sulla luna a razzo (ma non troppo, che mi hanno già segato punti e randellato il portafogli con grosse mazze ferrate) : si trattava di video; cose che non so fare benissimo. Ne avevo fatti con lei, che è violinista, ma poi avevo trovato un’altra ragazza che era violinista. E siccome i miei primi video erano cannati di brutto ma funzionavano lo stesso ho deciso di cimentarmi nuovamente, questa volta facendomi prestare dei fari x video. Questa roba era programmata da settimane.

Il giorno prima mi chiama G, sorella di D, e mi fa “hey!!!! veniamo con mia sorella a fare delle foto FIGHE? Mia sorella vuole sentirsi FIGA! E’ giù e dai che si decide!” … e cristosantissimo sono molto carine, ed è meglio operare del nurturing come dice il buon markettaro standard. In più la più giovane mi ricordo che aveva una silhouette di quelle da smascellare, solo che era tutta vergognosetta. Ma sul serio. Si vergognava proprio.

Ok ok ok, se arrivate presto facciamo, dai. “yeee!!!” ok allora poi sento la sorellina. E lei faccette dimidine su WhatsApp ma “sii, sono stufa di sentirmi insicura!”. Ok, bene. Una buona via. Del resto queste son belle eh! Io non sono uno che infonde bellezza. Se ce l’hai me la piglio. Rubo l’anima, no? Ma la immortalo, te la restituisco in copia digitale. Gratis, se posi per me. OK, chiedo conferma che vuole “fare la strafiga” e quindi OK.

Arrivano, facciamo, non sto a dire.  Continue reading →

viva la figa

Beh non potevate aspettarvi triviale meschinità e bassezze peggiori da me. Se siete qui per caso ed avete trovato questo post, ovviamente questo avete scritto: viva la figa. Sempre sia lodata, amici, sono d’accordo. Evviva, lodiamola, veneriamola, osserviamo le sue meravigliose curve e fattezze: il design intramontabile, la perfezione e naturalmente mica solo dal punto di vista estetico, chiaro; rimanda a sensazioni, piacere, al fare.

Ma ok, ok, lo sapete invece voialtri che magari mi seguite di tanto in tanto (ma perché?!!! <— qui colpisco duro) che per lavoro vedo molte donne/ragazze, ma per la fotografia di nudo le vedo, incredibile ma vero, nude. E ad un certo punto siccome c’è un percepibile distacco professionale mi capita di diventare tipo dottore/estetista/psicofigologo, mio malgrado. Cioè, non è che non sia divertente e strano allo stesso tempo. Sono pur sempre un maschietto. Messa giù la fotocamera una donna è una donna, un essere umano di sesso femminile. E nuda, messa giù la fotocamera, il distacco è difficile da tenere. Ma capita. Capita che si dimentichino che stiamo chiacchierando e che sono nude. E questo sia per voi la base di partenza. Continue reading →

comodo edonismo morboso?

Dalla prima volta che si è innescato il meccanismo per cui ho iniziato e poi proseguito con la fotografia di nudo ho imparato molte cose. Molte cose sulle donne, più che sulla fotografia. E sicuramente molte cose sulle donne di questo paese, di questo periodo particolare. Non vuol dire che sono un grande conoscitore delle donne. Non confondiamo. Conosco alcune cose, più o meno sempre nello stesso ambito. Continue reading →

il circolo delle insicurezze

Oggi Tizia, che è venuta a posare già 7 volte, è arrivata con Caia, la sua migliore amica, credo.

Entrambe vedono le proprie foto e si fanno schifo. Di Tizia ho la certezza, non si piace nelle mie foto. Ma torna sempre.

Caia è la prima volta che arriva e lo ha fatto perché si, era curiosa, forse aveva sotto sotto un timido barlume di speranza di nonsidicenonsisa, ma era in bragazze e maglione, capelli a caso, leggero trucco. Nessuna delle due ha un naso perfetto: è vero, è il loro tallone d’achille (pur essendo un naso). Ma non essere perfette non le rende meno belle.

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non decidi tu cosa sia la bellezza

fat Hermione

In un vecchio fumetto di Ken Parker un pellerossa chiedeva a Ken Parker se fosse bello; gli spiegava che lui non si vedeva, a lui non importava perché la bellezza era dalla parte che vedono GLI ALTRI. Lui vedeva gli altri, LUI diceva se gli alti erano belli, ma solo gli altri potevano dire se LUI fosse bello, perciò lo chiedeva a Ken. Non ricordo altro, magari la cosa si risolveva con uno specchio d’acqua o uno specchio tout-court, poi nessuno avrà parlato di estetica, di senso comune, di epoche storiche, di moda, di gusti, di relatività, di Πόλεμος , di “diversa ponderalità”, di colpevolizzazione ed idealizzazione.

Io SO che se per me il cioccolato fa schifo, quando pronuncio queste parole posso dire che A ME IL CIOCCOLATO FA SCHIFO, non che non mi piace, che non lo trovo affine al mio gusto. Provo DISGUSTO. (era un esempio, io amo il cioccolato, ma NON TUTTO il cioccolato: il fondente 90% mi FA SCHIFO). Ribrezzo, disgusto, non sono costruzioni semantiche: sono impulsi primari, spontanei, sensazioni che proviamo: sincere. Il sole splende. POI brucia, o scalda, o illumina. Ma la sua parte è EMETTERE. Ciò che arriva dall’altra parte dipende anche dall’altra parte. E così sono i nostri gusti e giudizi personali su ciò che è altro da noi, fuori da noi.

Leggo l’ottimo articolo in Ruminatio Laica relativamente alla probabile causa di suicidio di una ragazzina di 15 anni. Sofferenza, rabbia, disagio. Si tratta di una persona altra da me: mi dispiaccio per lei, anche io penso che il futuro ancora non lo consceva e poteva riservarle chissà che. Ma era il presente ad esserle insopportabile. E la realtà era quella: non piaceva a sé stessa, secondo il proprio giudizio in fase di formazione in un mondo formato da altri, altri da sé il cui giudizio ci importa. Ci importa perché io posso piacermi finché voglio ma non mi scoperò da solo. Posso ritenermi bello ma non imporre ad un altra mente di trovarmi bello. Non posso come non posso imporre di trovare BUONO qualcosa. Sono gusti personali. Ci sono cose/persone/concetti/forme che non mi piacciono. Ce ne sono che mi fanno proprio schifo. E se a me interessa quello che gli altri sentono, provano, nel vedermi, sentirmi, parlare con me, perché siamo animali sociali e nessun uomo è un’isola eccetera … puoi dirmi che grasso è bello, che c’è il fascino, puoi tentare di addolcirmi la pillola ma lo specchio è di fronte a me e le parole risuonano nella mia mente: le parole di persone a cui vorrei che il mio corpo piacesse. Io da solo, lontano da tutto e da tutti ME NE FREGO del mio corpo estetico. Mi fregherà che sia forte, probabilmente. Posso avere cultura, capacità di comprendere (intelligere) molte cose… e tuttavia quello che sono come animale, come umano, passa anche attraverso l’ammirazione e il desiderio del corpo fisico. Soprattutto se hai 15 anni, l’età in cui siamo maturi, pronti per la riproduzione da MILIONI DI ANNI. Il nostro corpo è fatto in un certo modo per attirare l’altro sesso: essere ATTRAENTI e non REPULSIVI. E’ quindi comprensibile, non biasimevole che una ragazzina abbia il sacrosanto diritto di SOFFRIRE PERCHE’ SI SENTE BRUTTA. Ne ha il diritto. E ha il diritto persino di morire, a mio avviso. Naturalmente è crudele questo mondo di merda. Certo, perché nasciamo e cresciamo con forme che non ci piacciono e non possiamo modellare? C’est la vie e devi accettarlo eccetera. Ma certo, anche di essere disabile. Devo accettarlo. Ma resta un fatto, non cambia, non è obbligatorio che mi renda felice. Continue reading →

ha gli occhi che piangono

Dicono che nella bellezza ricerchiamo quella primordiale di nostra madre, ricordo di aver letto da qualche parte chissà quanto tempo fa; almeno in quella di una donna.

Non so se mia madre abbia la forma degli occhi cadenti: ma a questo punto sospetto di si, perché continuo a trovare modelle che li hanno. E una è diventata nientemeno che la mia attuale ragazza. Me ne sono accorto perché il supremo maestro (mi inchino) mi dice sempre “eh ma le trovi tutte con gli occhi che piangono e sai che non va bene per lo stock!”. E no che non lo so 🙂 Gli occhi “che piangono” è un gergo di gente che lavora nell’occhialeria, comunque. O che ci ha avuto a che fare.

Ora purtroppo mia madre è vecchia, molto vecchia, non credo sia facilissimo recuperare la forma del suo occhio, per me, capirla. Ma nelle foto da giovane, splendida sedicenne, sicuramente si.

Il che mi ricorda una cosa che disse iStock tempo fa… ma che non vi dico 😉

se non sei stata brutta da piccola

Questa sera seguivo un evento in cui era presente una ragazza alla quale ho chiesto troppe volte, e infatti ho smesso, se desiderasse posare per me come modella; gliel’ho chiesto almeno 6 volte in 2 anni. Ora basta. E’ perfetta, giovane, non ha alcun difetto di pelle, snella, sensuale, viso mediterraneo, capelli lunghi. Figa.

bella

bella

Si avvicina il giudice dell’evento in questione e la fotografa col cellulare, chiedendole “ma è possibile che nessuno ti abbia mai chiesto di fare la modella?” e lei guardando in basso vergognosetta “no”. Lo guardo come dire “ma ti pare? pensi che non ci abbia già pensato io?”.

Se non sei stato brutto da piccolo, o brutta, non dai valore a quel regalo divino. Non è un tuo merito, forse tu lo sai, forse ti infastidiscono quelli che ti avvicinano per una tua caratteristica fisica. Ma gli stonati sanno quanto valga essere intonati. E i brutti quanto valga essere belli senza far nulla: la gente ti adora, di desidera, ti ammira senza che tu faccia nulla per meritarlo: hai un bonus in partenza.

Tutti vedono che sei scopabile. Non serve essere brillanti, simpatici, corretti, educati, colti, affascinanti, affabili, gentili, capaci, abili, in grado di esprimersi. Qualsiasi cosa. La bellezza naturale è un regalo. Continue reading →

altro che esibizionismo

Non vedo motivo per seguire questo blog: piuttosto per capitarci. Quindi potreste non sapere che oltre alla fotografia stock faccio nudo artistico, principalmente femminile.

non così

non così

La primissima ragazza che mi ha dato fiducia ed aiutato in questo non la vedevo da qualche anno. Un paio di settimane fa l’ho reincontrata: aveva bisogno di un ritratto e mi ha fatto un gran complimento (voleva assolutamente pagare, quindi non era per avere un prezzo di favore) dicendomi “quando mi fotografi tu vengo figa!”.

Ora… ragà, io non ho questo potere, chiariamolo subito; forse qualcuno ce l’ha, ma io no. Io vinco facile, come dice la pubblicità: fotografo solo tipe fighe. Certo non sono indubitabilmente fighe. Non sono modelle professioniste, non sempre, non solo, non sono delle star – questo mai. Per cui se io ti ho vista figa, io ti fotograferò finché non mi sentirò abbattuto dallo schifo che ho fatto, finchè non vedrò nel mio schermino che tu sei figa come ti vedo io. Il che potrebbe persino essere non di tuo gradimento, o farti pensare che io ti vedo nel modo sbagliato. Boh. Comunque sta così, la cosa. E di solito per fortuna corrisponde. Per dovere di completezza dico che il “di solito” con la modella con la quale faccio più nudo ha dato vita all’eccezione: il modo in cui io la vedevo maggiormente era quello che a lei piaceva meno: ho dovuto ricorrere al trucco per rendere in foto quello che io vedo nella realtà. E lei non ha apprezzato quel tipo di trucco. Naturalmente (qui si sono arrogante, ok) chiunque altro ha apprezzato di più la mia visione: io ci vedevo dell’orientale e la vedevo più giovane … lei vuole vedersi più matura, decisa, cazzuta. Lo può essere: può essere entrambe.

Comunque tornando a bomba: questa ragazza, la prima che mi ha fatto da modella per il nudo, tornata per farsi ritrarre in modo “normale” (vestita) perché aveva bisogno di qualcosa per il lavoro, quando le ho un po’ raccontato il seguito e la grande utilità che queste foto mi hanno dato, mi ha detto “devo dirti che mi hai fatto stare talmente a mio agio nuda a posare come non sto nemmeno nell’intimità”.  Continue reading →