Sono tornato da un po’ alla tecnica 15-anni standard. Ossia:
Come stai?
PERFETTAMENTE, BENISSIMO! – sorrisone – magari pollice in su e occhio strizzato, eventuale cenno del capo che annuisce ed espressione “io si che me la spasso”.
Ma ultimamente noto una cosa interessante. Lo faccio forse troppo secco e bene (anche se credo che quelli giusti – e giuste – alzerebbero subito il sopracciglio del “maccheccaz…”) ma con alcune particolari persone che è molto bene individuare la risposta è un sollievo piacevolmente sorpreso e subito un “AHHH che bello sentire gente che ” e di solito ripetono pari pari la tua formula.
E’ chiaro che qualsiasi persona del genere, che ci tiene a dirti che hai soddisfatto la loro aspettativa in risposta ad una domanda il cui scopo sembra volto a conoscere il tuo stato d’animo con sincero interesse ma che nasconde in realtà un test per giudicarti è bene sapere chi sia e memorizzarla. Metti che magari poi ti piaccia qualcosa di questa persona, non va mai scordato che sotto sotto, neanche troppo sotto, c’è questo.
E la tua, di aspettativa, eh? – mi direte. Giusto. Ma è un “piacere” assumere la consapevolezza della situazione che non tutti meritano di sapere qualcosa che li metta a contatto con emozioni spiacevoli proprie, specchiandosi nelle tue, quando chiaramente non ne hanno alcuna voglia od energia. Alcuni meritano la tua confidenza: è un “premio” perché sono degni di fiducia, ma è chiaramente un dono che porta con sé sofferenza. Può darsi, si, che parta da una supponente sensazione di superiorità morale, leggermente sarcastica/sadica. Ma si spegne presto in una specie di curiosità o di conferma che hai fatto bene, che non “se lo meritavano” (leggetela in doppio senso) e che non si sa bene perché cazzo facciano quella domanda, questo si, rimane.
E ora ascoltatevi questa.
Uno dei problemi con la musica che ascolto è che richiede qualità. E’ sempre stata piena di bassi e di colpi secchi. Se hai una radio da cucina o uno speaker per computer, senza sub (non che serva il sub: serve il sub se hai un sistema di speaker per pc) non sentiresti che bordello. Niente profondità, pienezza, morbidezza, separazione dei suoni, pressione sonora. Certo, nel casino che ascolto spesso io parlare di “morbidezza” è difficile, vista la quantità di suoni taglienti.
Recentemente ci sono tornato io, per cercare di avere un aiuto psicologico e a parte l’impostazione religiosa dell’ambiente (ma non degli psicologi) e il fatto che fossero pressoché tutti tirocinanti ed inesperti, l’impressione è stata positiva. Aiuto, gratuito, volontario. Disponibilità.