la mia prima anoressica

Qualche giorno fa in uno dei miei primi incontri con nuove modelle ne ho conosciuta una che è stata anoressica. E riconosco la Verità del Dolore Passato: quello che dichiari. Rapido, deciso, ad alta voce. Una cosa che si può nominare, che quella persona di fronte a te deve sapere, gliela dici subito, non è più un segreto, non è un compagno demone mostruoso che conosci solo tu senza sapere cosa sia.

Il dolore grosso, duro, tagliente, lacerante, un grumo di nero che si contorce nel tuo morbido straziandolo piano ma acutamente, facendoti sempre piangere e provare che respirare non sempre è una operazione piacevole: può essere un incubo che vorresti smettesse. Quel dolore, non tutto. Solo quello, è superato. Lascia ferite, lascia strascichi, tu sei una persona diversa. Quel dolore e quel problema che prima non sapevi proprio da che parte prendere, quando poi lo hai preso, lo hai guardato in faccia, lo hai maneggiato … dopo… non è più da tacere: è da dichiarare.

Glielo riconosco subito: me lo dice per darmi Verità. La prendo asciuttamente. Spero apprezzi, spero non la consideri noncuranza. Continue reading →

chissà dov’è con chi è, cosa fa, perché non è con me?

parte piangere come un vitello in un momento a caso, poi in un momento di romanticheria guardi nel vuoto e pensi chissà dov’è, come sta, con chi è … ma perché non è con me? (sigh & sob)

PERCHE’-SEI-

UNA-TESTA

DI-CAZZO

Ecco come mai, coglione 🙂

E lo sai. Quindi chiedertelo non fa bene … domanda retorica… ma con risposta automatica ultrarapida.

Hai visto il finale di Lolita, il film? Quando lui la rivede, la trova… lei è proprio in un’altra vita, lo guarda come dire “ma… da che universo spunti? quasi checcazzo non mi ricordavo che esistessi VECCHIO PORCO cosa pensavi?”.

Questo dovrei pensare. Altro che com’era bello. Che questa fottuta canzone. Che quel fottuto leccalecca. Che quei jeans. Che il violino. Che quello strumento antico li. Che la psicologia. Che quella serie TV, che quel ballo, quel posto, quella mossa, quella pelle, quella battuta, quella pagina facebook, quell’oggetto, quella

vita.

suicidarsi ad agosto

Agosto 2018 – Ho di nuovo voglia di morire, potente. Da quando mi sono alzato fino a poco fa (20 circa) quella solita vecchia e ben nota sensazione di fare schifo, di inutilità, di fallimento, di annnessunoglienefregauncazzo, o comunque, anessunochetinteressiglienefregauncazzo. Il buon vecchio concetto dell’essere “riamati”.

E’ tutto un fiorire di se stai bene con te stesso, sii te stesso, fottitene degli altri, tu sei tu. Io ho perso la mia donna perché io ero io, raga. Siete tutti eremiti oppure quello che siete è figo, desiderabile, non-merda. Continue reading →

MAR2018 microstock trend: sale Fotoliadobe, scende Shutter

Il trend per il microstock in questo momento sembra essere questo: invertito rispetto a prima: Shutterstock scende piano ma inesorabile, mentre al contrario sale Fotolia (Adobe). Difficile fare soldi oggi iniziando con la fotografia: bisognava farlo nel 2005 ed oggi avere un consolidato potente e continuativo, di qualità. Meglio con altre forme di creatività e con lo stock non-micro.

E/o tornare al commissionato, con tutte le difficoltà di farlo in generale e con il triplo in Italia: il fisco contro, in ogni modo possibile: dall’ANTICIPARE le tasse di qualcosa che non hai guadagnato nemmeno (supposizioni sull’anno prima) , all’anticipare l’iva su ciò che non hai incassato, a spese di ogni altro tipo, alla maledetta “incongruità” degli studi di settore anale, alla concorrenza sleale in nero … che poi ti spinge a diventare così pure tu, alla gente che non paga, ai clienti ignoranti … ecc ecc ecc.

Meglio all’estero.

another day (37ma puntata)

Dal giorno dopo natale, dell’anno scorso, siamo ancora assieme.  Quindi quasi un mese, tremo!

Mettici in mezzo l’influenza mia e sua che ci ha tolto qualche giorno. Mettici in mezzo lo studio, il conservatorio. Ma mettici anche che – sembra – lei sta imparando a governare un po’ di più i suoi sbalzi d’umore, le sue rabbiette e capriccetti. E anche io, naturalmente. Ci do meno peso. Lei è fatta così. E’ un po’ come arrabbiarsi con le mie micie quando soffiano… non ha tanto senso. Non tutte le persone sono così e io non ero abituato a persone così. Non ero abituato a considerare di voler stare con persone così.

In questo momento lei sta dormendo in studio, sul divano di scena. Che poi dovrò di nuovo lavarlo tutto: sfoderarlo e rilavare tutto, che sembra un set di un horror film porno fatto in una cuccia del gatto: non manca NESSUNA secrezione corporea, ci abbiamo fatto di tutto. Io sono tornato a casa a lavorare, che se no non faccio niente. Ma ecco, mi prendo dei minuti per questo. Continue reading →