e insomma ho mangiato QUATTRO biscotti al burro

deliziosi.
239487 calorie. E io ne brucio circa 400 ogni volta che vado in palestra. Un ottimo bilancio. Erano deliziosi davvero e non mi pento e non mi dolgo del mio peccato, perché peccando ho meritato della delizia giù per il gargarozzo.
Ci starò un po’ di più ad eliminare la mia schifosità panzonica. Se rimango. Se vado, almeno ho goduto questi cazzo di biscotti.

Io e gli altri due stonzi eravamo andati a mangiare. Avevo mangiato giusto. Ho pure ribadito alla potenziale modellettacheviendallacampagna che “si, ok, non hai tempo, ma tu intanto contattami e senti e poi vediamo” e la cosa dovrebbe andare. Tutto positivo. Grigiamente positivo.

Poi però caffé altrove.

E nell’altrove… c’è sempre un dolcetto cazzo dibbudda. E li non ci andavo da tempo. Conosco il posto: sono raffinati, si sono ulteriormente raffinati, conosco il padrone da quando ci davamo dei cazzoni e continuiamo a farlo anche se lui ormai ha a che fare con la cremedellacaziodecreme… e so che non fa niente a caso. Quindi vale sempre la pena di assaggiare. Eh si. Buoni buoni buoni. Ma erano sostanzialmente quattro piccoli panetti di burro con una polverina di altro mescolata.

Favolosi.

Anche il caffé.

Vaffanculo.

il dottor schiattarelli

Oggi c’è una grossa novità!

Voglio morire.

Scherzavo, non è una novità, figurati grossa. E come mai? Nessun motivo diverso in particolare. I giorni strani, ormai, sono quelli in cui ho il privilegio di potermi lasciar  vivere senza pensare all’insensatezza di tutto questo. Il mio nucleo sta sul cazzo agli altri. E per essere felice io ho bisogno del mio pezzo mancante. Queste due cosette vanno d’accordo quanto i risultati dei sondaggi di Pornhub: i maschietti cercano sottomissione e le donne ANCHE, oppure mega orge classiche, ma insomma dove il ruolo maschile è classico. Queste due cose non di incontrano tanto.

Oggi così tutto il giorno. Metereopatia? non potrei dirlo, oggi c’era pure il sole. Ieri forse, ieri si. Ma oggi no. Oggi mi sarei schiattato in piena luce del sole. Continue reading →

sono inquietante, someone said

faccio nanna

Sono un paio di mesi che le dichiarazioni non richieste, sincerità incontinenti, mi vengono sparate in faccia. Ma personalmente eh. Nella vita vera. Ed ecco quella di ieri.

Arrivo nella struttura presso la quale lavorano quelli che mi affitano lo studio, gironzolo, arrivo in un ufficio, e di botto la tipa mi fa “ciao, sai che inquieti le persone?”.

“Le persone”.

Le persone, a casa mia, significa: tutti. Gli esseri umani. Tutti gli esseri umani indistintamente. The whole thing, no one excluded. Non i cani, non i gatti. Le persone. Io, nientemeno, inquieterei le persone. Buongiorno a te, penso. E anche che vorrei sapere chi ho inquietato e in quale modo avrei tolto la quiete a lui o a lei. Devo anche capire bene perché voglio sapere se sbattermene il cazzo oppure se interessarmi di una nuova evidenza di quanto io e il resto del genere umano non ci appiccichiamo bene insieme.

In pratica voglio capire se sia un problema mio o suo, chiunque costui o costei sia. Continue reading →

lo spirito dello stronzo passato, che sia ancora presente?

Stavo lavando i piatti. Non so nemmeno cosa le ho chiesto. Ah si. Ora ricordo, stavo riflettendo sulle spese condominiali. E quindi con B siamo tornati a confrontare com’era prima che comprassimo casa. Fino al 2010, dal 2000 circa abbiamo normalmente convissuto: diviso tutto a metà. Ma prima io non vivevo con lei. Ero un ospite. E questo lo ricordo. Ricordo molte cose.

Ma quello che non ricordavo dei due anni precedenti, che pure sono stati la base per stare assieme per tantissimi anni, è quanto io sia una persona di merda. Questo figlio di puttana qui, mi dice lei, B, non era solo ospite nel senso che non pagava l’affitto la corrente l’acqua. Non eravamo assieme, non sapevo se stare con lei o con un’altra, vivevo principalmente ancora a casa, stavo cercando di finire di pagare un’auto che dava mille problemi, avevamo appena iniziato ad essere assieme. Lei era stufa di vivere coi suoi e aveva deciso di andarsene. E il suo ragazzo di allora le aveva rotto le palle. Confrontato con lui io le davo – sembrava – ciò che voleva. E mi interessava, soprattutto. Ma il qui presente pezzo di merda sbafava, mangiava gratis. Io non mi capacito di poter essere stato così un pezzo di merda. E sapete perché? Perché – mi fa schifo solo sentirlo, ma dice che lo dicevo io – ho detto che “dove mangia uno mangiano due”. Cioé… io, che ero ospite, dicevo questo. Che schifo vomitoso di essere dimmerda. Perché fa schifo? Non riesco a capacitarmene proprio, di poter avere pronunciato, e convintamente, queste parole… perché in tutto quello che io sono in rapporto ad un partner io NON VOGLIO che ci siano di mezzo debiti, soldi, beni-e-servizi. Ma questo da molto, molto prima di conoscerla. E quindi da dove cazzo viene fuori questo ragionamento totalmente incoerente? Ma non basta, non basta, venite a cagarmi addosso ragazzi, sentite quanto me lo merito, che il fenomeno da baraccone vi fornisce subito delle nuove ed utili argomentazioni. Continue reading →

Canon EOS-R non sono pronto, non sei pronta.

non sono io.

ATTENZIONE, POST NERD-SPECIALISTICO (moderatamente).

Ho avuto modo di provare oggi, velocemente, la nuova Canon EOS-R; l’impugnatura mi convince molto, il fatto che sia un nuovo sistema ottico mi convince molto, l’idea di creare una ghiera che fornisce funzionalità anche ai vecchi obiettivi mi convince molto. Ma l’ergonomia non mi convince AFFATTO. La mancanza del mitico rotellone e la velocità con la quale si possono fare operazioni con le classiche reflex prosumer e pro non è affatto eguagliata dalla personabilizzabilità, se pure elevatissima (e gradita! non toglietela!) nanche dalle funzioni touch. La parte più “live” è molto fisica, non puoi stare li a pensare e smanettare nei menù per avere ad esempio la modalità full video o decidere i punti di messa a fuoco… e il touch sta dove sta la faccia quando traguardi con il mirino (elettronico). Non è male (per quel che ho visto) il mirino elettronico, ma non l’ho messo duramente alla prova.

Certo l’impressione è che il posizionamento di mercato sia preciso: tra la 6D e la 5D mark IV. Dovrebbe uscire, mi dicono, qualcosa di “EOS-R” professinoale verso aprile 2019. Vedremo. Quello che c’era qui non mi ha convinto a sufficienza, anche se non c’era un’ottica dedicata. Ho notato però che l’elevatissima personalizzazione che usava il mio collega mi dava da pensare su quanto poco nerd io sia con la fotocamera in rapporto a quanto ho sempre invece desiderato con i computer. Mi sono sicuramente impigrito per certe cose. O forse le cerco solo se mi servono?

Ad ogni modo: “in mano” non basta, la canon eos R. Ci sono vari PRO, ma i contro sono troppo importanti. Il feel-and-like è di avere la Hasselblad da divertimento dei ricconi… la X1D e non è assolutamente poco. Ma il clici non c’è proprio. Di buono c’è anche la protezione della tendina. L’attacco sync del flash a tre poli non c’è, c’è invece quello a un piolino stile cinesi, come i Jimbei. Non so non so… se avessi un casino di soldi la prenderei, ottiche comprese, per provare e divertirmi.

Mi aspetto qualcosa come la 1DX…. R 😀 quaclosa così. Quaclosa di PRO che monti le ottiche R. Ma è molto difficile che Canon voglia cannibalizzarsi il mercato delle reflex su cui è molto forte. Del resto una volta che lo hai presentato, questo sistema, hai possibli scenari interessanti… secondo me stanno sfruttando i prosumer di tutto il mondo per osservarli con la lente.

I videomaker la hanno già bocciata per cose che si potrebbero sistemare con un firmware. E sinceramente anche aver tolto l’intervallometro è una stronzata galattica.

Alcune impressioni di altri sulla Canon EOS R le trovate dove ho linkato la foto.

Per aprire i raw .CR3 con Photoshop/Bridge dovete aggiornare alla versione di camera raw 11.

Amami se hai il coraggio.

io SO che d’ora in poi questa sarà la proposta di matrimonio di migliaia di persone. potrebbe essere la mia.

Avatar di tiasmoprima o poi l'amore arriva. E t'incula.

Sono il pesce fuor d’acqua anche il primo di aprile

La pecora nera che non torna all’ovile

La risposta tardiva a discussione già chiusa

Sono il suca inviato al posto di scusa

sono il kleenex nei jeans quando è avviato il lavaggio

e adesso amami, avanti, se ne hai ancora il coraggio.

 

Io sono la frase che rimane sospesa

Non gioco d’attacco, sono forte in difesa

Sono quella “tranquillo, la risolvo da sola”

E finisco a far fiocchi coi miei nodi alla gola

Ma se pesti i miei sogni poi paghi il pedaggio

E adesso amami, avanti, se ne hai ancora il coraggio.

 

Sono il quadro inclinato, sono l’asimmetria

Il capriccio infantile se ti portano via

E ancora aspetto che arrivi, nei giorni più brutti,

quel bambino nascosto che poi libera tutti

Sono l’ansia che sale prima di un lungo viaggio

E adesso amami, avanti, se ne hai…

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non muori perché sei un cagasotto?

Oggi, proprio ora, in questo istante, mentre guardavo “maniac” su netflix (carino), contemporaneamente pensavo che dopo aver pagato le gomme e l’assicurazione non mi rimane quasi un cazzo e siamo al 13 del mese. Ho preacquistato una card per mangiare, 100 euro. Quindi in teoria per … beh, 3 settimane, me la dovrei cavare con questo e … mh, riso in brodo a pranzo, direi. Ma ho accettato di iniziare a fare palestra. E questo costa 100 euro. E tutta questa serie di stronzate non hanno senso ecco.

Ehhhh bravo, quindi se non hai soldi muori?

Beh no. Ma lo sbatto di fare le cose. Qualsiasi cosa. Sono qui, nel grigiore della sopravvivenza borghese, non certo del poveraccio, ho il massimo rispetto per lui e per lei. Loro che vogliono fortemente sopravvivere ad ogni costo e che la sfiga ha messo nelle condizioni più avverse da non riuscire in una rivalsa. Non sono come loro, sono un fortunato. E tuttavia.

E allora? Perché non hai comprato il tubo? Perché non hai comprato il checker per il monossido e non hai ancora fatto una prova eh? Eh? ggne gne gne! Haiiiii pauuuuraaaaa na nha na na na naaaaaaaahhhhhhh.

Ci vuole coraggio a vivere. Ma anche a morire. E forza. Invece non ci vuole molto a prendere per il culo un debole. E pauroso.

Per ora va così.

Odio ergo sum. Lo hate speech tra virtuale e reale

Avatar di ruminatiolaicaruminatiolaica

Stavolta ho collaborato con Lucca in Diretta per parlare di hate speech:

I social network sono uno strano luogo in cui chiunque può scrivere considerazioni di vario genere ed essere gratificato da decine di like. Ma a differenza di quanto alcuni credono essi sono anche un luogo reale che ha bisogno di essere conosciuto in tutti i suoi aspetti. Quando si parla di hate speech, benché il termine sia uno di quelli che adesso va di moda, l’impressione è che non si capiscano bene i confini del fenomeno.

Un limite in cui spesso si incorre parlando di questo tema è di ritrovarsi a fare del moralismo spicciolo che niente aggiunge e niente toglie all’esistente. In realtà la questione della comunicazione violenta è un problema annoso e non si può risolvere solo con una stigmatizzazione dell’odio utile a dividere i buoni dai cattivi. Il fervorino morale è esattamente ciò che ci si…

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La ragione non basta

Normalmente sono per ricordare sempre “attacca l’argomento, non la persona”; ma ecco un nuovo approccio: non attaccare nessuno, ascolta LA PERSONA che dice quello che sta dicendo. E come mai? Ecco le riflessioni portate da RuminatioLaica e i link ai video che ha scelto.

Avatar di ruminatiolaicaruminatiolaica

Non so bene quando ho iniziato a rifletterci. Forse quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo sull’hate speech o forse prima. Fatto sta che ne è passato di tempo e da allora ho capito altre cose.

Se non ci poniamo il problema di dialogare con le persone, invece che contrapporsi, se non facciamo attenzione a non umiliarle, dobbiamo calcolare anche le conseguenze di tutto ciò. È facile giudicare o attaccare etichette ma non produce cambiamenti: l’unica trasformazione possibile consiste nel parlare con gli altri senza trattarli come sciocchi. Compreso chi sbaglia, perché si può anche sbagliare in buona fede. Compreso chi è incerto, perché un approccio aggressivo è il modo sicuro per provocare reazioni di allontanamento e di chiusura.

Non riesco ancora a sintetizzare tutto quello su cui ho riflettuto in merito all’importanza del “disarmare” il linguaggio. So però che a volte scambiamo la necessità di un…

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