indovina chi viene a cena

All’improvviso il mio compare mi invita a cena. Io so che sono il suo compare. Lui sa che io sono il suo compare. Ma del vecchio matrimonio: ha fatto la cazzata, anche lui. Me la ricordo ancora Corinna. Ricatto sessuale invertito, anche, mi ricordo: “puoi scoparmi il culo se mi dai un figlio” e cose del genere. Ora che ci penso bene ha un figlio. O no? Dio mio!!! Che lieve disattenzione da parte mia. E’ che ci siamo persi di vista molto prima. Sicuramente per cazzate: che non ho mai perdonato. Sarebbe stato facile: volevo solo che mi dicesse perché mi aveva tolto la parola. Ha lasciato passare anni ed è tornato li come se niente fosse. Io ormai ero congelato. Con lui ho capito alcune cose: 1) che io non perdòno? (ora non saprei più, è passato del tempo) 2) che esistono una quantità di donne che non vogliono un figlio da te, ma vogliono un figlio. E che sarebbero molto oneste a fare tutto in stile Grande Lebowski, essere sincere e dire “a me di te serve solo uno spermatozoo, dammelo e togliti dalle palle”. E invece c’è tutto un contorno di stronzate.

Queste donne, queste ragazze, esistono. Non ho in nessun modo detto che “tutte le donne” qualcosa. Corinna era così, me lo ricordo. E’ tuttora felice, credo, della figlia che è nata… anche se quando l’ho vista in un negozio con lei, forse, forse, ma forse… non sembrava felicissima. Un momento, sicuramente.

Questa sera ero a cena da lui, con la sua nuova boh, moglie, compagna, donna. Da molto tempo hanno messo su casa. Ed era una vita, anni davvero, che non venivo invitato in una occasione da “gente per bene”. Invecchiando e venendo incanalato in una vita “regolare” l’ho fatto eccome. Ma pian piano era sparito tutto.

[pausa: la gatta ha vomitato, brutta schifosa!]  Continue reading →

la scimmia, la smania; e Dio.

la incontro e mi ricorda me

lei è nei vent’anni e in un corpo che può (sempre lei, eh)

alla ricerca continua, alla caccia, via uno sotto l’altro

perché è sotto la superficie che c’è qualcosa

intanto le superfici si toccano, poi si vede cosa c’è sotto

Mi ricorda questa fame. Ora sta meglio, è di nuovo viva… mi fa ridere perché mi dice “ho avuto un casino domenica, ma sono felice”, sbircio un attimo gli occhi: ha scopato. Ha quella piccola luce, sgarzolina, che mi dice che è viva. E’ sempre stata e mi è sempre piaciuta perché è un animale da sesso. E non è che non abbia mille altre cose. Ma si respira questa sensazione. Si capisce, io per “la porca” ho un sesto senso. Certo me la devo trovare davanti, non è una cosa che sento a distanza. Forse è odore? Continue reading →

d’istruzione

Di ogni male sociale di questi tempi mi viene sempre da dire, quando qualcuno non lo dice all’aria, lo chiede e mi guarda in faccia (“qual è il motivo?”) che è sempre e solo colpa, merito, causa dell’educazione. Spesso questo, detto così e basta, lascia ampio spazio ad offendersi, a stizzirsi, ad una interpretazione assoluta e totale senza parlare di quanto tutto questo sia complesso.

Eppure per me, ogni volta, tutto si riconduce a come sia stata condotta l’educazione di ogni singolo essere umano, di questo in rapporto agli altri, di gruppi in rapporto ad altri gruppi. E questa educazione comprende talmente tante cose che quando dico “educazione” non voglio dire che, semplicemente, non ti hanno insegnato a comportarti. Educazione è cultura, stimolo, rispetto, ragionamento, limiti, confronto, metodo, disciplina, rapporto con gli altri, capire sé, capire che esiste altro da sé, domandarsi, approfondire, essere curiosi, essere entusiasti, incaponirsi con qualche cosa, ricominciare. Educare: condurre fuori, credo, no? Condurre, in qualche modo (come conducere, quello del Dux) … prendere per mano e condurre un nuovo arrivato nella vita. E fare in modo che possa andare avanti da solo e senza paura. Nei limiti del possibile perché non siamo “progettati” per questo.

Tutto questo, mi pare, è stato distrutto. Gradualmente ma con una certa velocità. Corroso, arrugginito. La chiamavano la mollezza dei costumi quando sbagliavo a tradurre le frasi in latino. In parte il lassismo è complice. Un misto di pigrizia, ignoranza, paura. E della nostra sopravvivenza al paleolitico dice quel tale che lo sa 🙂

Siccome mi sono rotto la finisco qui, per oggi. Che comunque era un post programmato; ‘sta roba l’ho scritta mentre trasferivo dei files da un hard disk all’altro.

pensavo fosse 42

Toh guarda, qualcuno se ne è occupato in modo specifico, dando anche un titolo specifico.

Sia chiaro che non è il significato della vita. E’ molto preciso. E anche se citato in un libro di Dan Brown, anche quella, vista in quell’ottica, è meccanica: perché esiste la vita? –> Per diffondere l’entropia in modo efficiente.

Qui dice: perché esistiamo noi? Per questo e questo motivo dovuto a storia e biologia.

Simpatico, ma non mi risolve un cazzo. Ma interessante, credo che lo regalerò almeno ad un ingegnere. E al maestro. Resterà male dopo aver letto la quarta di copertina, ma sarà felice del titolo. E poi non potrà fare a meno di leggerlo, lo so. MUAHAHAHAHAH, non so, forse. Non ho soldi per far regali. Forse uno o due. 

dei paesi tuoi

La saggezza popolare, pragmatica. Realismo.

L’altra sera lei mi ha fatto tornare la tristezza. Era il suo compleanno, quello che le avevo promesso che le avrei fatto passare “non-di-merda-come-al-solito”. Io sono stato uno di quelli. Lo sono ancora. Di quelli che vogliono dimenticare il proprio compleanno, che odiano il natale. Ma in realtà il fastidio per il natale me lo sono scrollato di dosso qualche anno fa. Era colpa delle aspettative e dei miei. O di altra gente che ci sta intorno.

Quella del complenno… beh me l’hanno rovinata così tanti anni fa che non si recupera più. Poi ci ho messo il mio carico sopra. Cioè per quale cazzo di motivo dovrei festeggiare la mia esistenza?

Per le mamme dico questo: non subordinate il festeggiamento di un compleanno a qualche merito. Se i vostri figli sono intelligenti e sensibili (o hanno la testa piena di cazzate, non so, dipende dal vostro punto di vista) prima o poi si faranno due domande e qualche somma di fatti: devo meritare di esistere? – Tu che mi hai messo al mondo subordini il festeggiare il fatto che esisto al mio rendimento scolastico o al mio comportamento ? Ci saranno momenti, domani, ieri. Ma quel momento deve essere una specie di “pausa”: non si festeggia un merito, ma il semplice fatto che tu sei vivo.

Potresti già non esserne felice. Se ci metti sopra che “noi ti sorridiamo solo se”. Allora me ne fotto del compleanno. Se non mi volete sorridere, fatene a meno. Questo vi dirà un adolescente. Non fate questo errore.

Detto questo… lei quella sera dopo un tutto-perfetto-graziegrazie per qualche motivo ha preso a tentare di farmi da chaperon di Facebook. Le sue intenzioni erano buone, in qualche modo. Ma come se non mi conoscesse affatto, come se non le avessi detto io quelle parole prima, mi ha voluto dire che meglio soffrire che sopravvivere e non vivere affatto. Sul fatto che sia meglio vivere che sopravvivere ovviamente dirlo a me è offensivo. Mi diceva “persino Y ha beccato su Facebook, vuoi non farcela tu?”. Ricordiamoci che Y è incatenato ad una moglie che tradisce costantemente e che la catena sono le figlie che gli vieterebbe di vedere. E che lui ama tantissimo. Quindi magari beccherà anche. Dice che è perché mi vuole bene e che siccome è chiaro che non “voglio” (??)  “levare le tende” (ho un mutuo trentennale con una persona di cui mi fido e nessuno che mi ama… guadagno poco per fare pazzie e il mio studio a questo affitto ce l’ho solo qui ed ho penato 2 anni per trovarlo) e che il convento passa quel che passa “perché non premi quel potresti conoscere” di Facebook?

Mi sono sentito ancora più sfigato di quanto non mi ci sentissi prima. Lo sono, lo so. Cerco di affrancarmi da questa condizione in cui chissà quanti anni fa sono entrato passetto dopo passetto, credo alle elementari, alle medie? Lontano dalla competizione, dall’arrivismo, dalle sgomitate.

Quando l’idea di tirare lo sciacquone della vita e colare giù torna così forte (a occhio tra la 15 e le 16.30 aumenta) buttarsi un po’ sul dovere aiuta. O no? No, magari non aiuta. Ma l’idea di avere roba in sospeso con gente a cui devi qualcosa, che gliel’hai promessa, che si fida di te… questo non mi piace. Come ho detto preferisco mettere in ordine tutto, prima. E tra le tante cose da fare prima di schiattare ho decine di migliaia di foto da caricare in agenzia. Se smettessi in questo stesso istante di tentare di vivere potrei lavorare ininterrottamente a casa per un anno, senza mai uscire. Beh potrei. Se rinunci a vivere ma non a sopravvivere, comunque la scelta la fai ed è giusto essere coerenti: ti dedichi a quello. E se rinunci a tutto, scegli. Vai via. Tasto rosso.

Sembra così puerile, infantile, immaturo eccetera, vero? Eppure vivere senza amore non è vivere, per me. E stare con “chiunque” non lo vorrei. Ma la cosa buffa e realistica e che non c’è nemmeno traccia di questo chiunque. Una traccia realistica, non un sorriso od una conversazione educata. Un oggi, un domani.

Ogni volta (e sono state tante) che mi hanno dato del pessimista ho sempre detto che sono realista. Ho anche sfottuto gli ottimisti. Ma l’illusione di una speranza può sollevarti. Questo fa la fede: la religione si basa su questo. Ed era con la speranza che facevano muovere i prigionieri nei campi di sterminio. Funziona. Per cui un po’ di illusione ottimistica e di sensazione che “tutto può accadere” mi stava bene. Era falsa, era una illusione. Ma con la realtà, questa realtà, ho smesso di voler avere a che fare. Mi si chiede di restare in vita, civilmente, educatamente, in ordine. Ma non è nemmeno vero. Non è richiesto davvero: è solo ostacolata la scomparsa comoda, rapida ed indolore. Lasciate passare 6 mesi: a nessuno frega niente se scomparite. Devono pensare ai fatti propri. 

Ed ora una riflessione sull’esteriorità: nei siti di incontri l’unica cosa che si privilegia è l’aspetto fisico. Non lo so per esperienza. L’ho letto sul blog di qualche ragazzino sfigato che ne faceva una analisi brillante. Dicevano: di solito se sei sfigato de visu sei sfigato anche li, se il criterio è estetico. Non c’è modo di passare questa forca caudina: le ragazze che sono li non ci vanno per trovare l’amore della vita. Quindi se non sei figo non passi. Ecco perché, se almeno vuoi toccare un corpo ogni tanto (che magari dentro ha una persona, tipo: io ce l’ho, non vedo perché una donna non potrebbe essere nelle stesse condizioni) e decidi di non morire, puoi dedicare del tempo alla cura dell’involucro. Realismo.

foto, tecnica?

La banalità di quello che faccio, oggi (che non è l’oggi in cui leggete) mi ha travolto per un po’. Osservavo su Instagram il lavoro fatto ad un corso da una tizia per me è solo “quella che ha fatto da tramite per farmi prendere la gatta” (la prima gatta). Ma si interessa di fotografia. E non serve essere un professionista per fare foto. Ottime foto. E come dice quello, “buone foto”. Ma le foto di nudi femminili, che io trovo la forma estetica più bella del mondo, sembrano essere tutt’altro che rari, no? Basta quel link che vi ho appena fornito per vedere bellezza su bellezza, estrema, splendida.

E per questo banale?

Io mi guardo attorno, ogni giorno. E quella bellezza che potete vedere in quei ritratti io la vedo, talvolta, rarissimamente, in persone che se ne stanno passeggiando per la città. Bellezza potenziale. Però non ci nascondiamo: ce ne sono di foto come quelle che faccio io, milioni. Figurati, io sono capace di dedicarmi alla stessa modella per sessioni su sessioni. A quella vita li, con quel corpo li.

Le foto di questa tizia, tutto sommato neofita, non erano male. La modella era sicuramente professionista, era guidata da un professionista (che seguo su Instagram). E d’improvviso una delle cose che fa parte della mia sopravvivenza, una cosa bella, è diventata facile da sottrarre alle mie mani. Lo scrittore prende tutto dalla sua testa: certo, lo trae dalla vita; certo può vedere la sua idea scritta prima. Ma 

ma un cazzo, non ho altro da dire. Parole vuote, scuse, lagna, lamentela, gne gne, piagnisteo, nonsononessuno, nessunomiama, mediocrità eccetera. solita roba, addio.

Ad ogni modo in questi momenti mortiferi, mi viene più facile regalare informazioni, tecnica. Quindi beccatevi questo regalo. Udite udite. Sono cose che dico abitualmente alle modelle di nudo mentre sono li o a chi vuole fare “roba fashion”: solo che è one-on-one, rimane tra le quattro mura. Ma che me ne frega. Comunque lo potete vedere in ognuna di quelle foto se sono buone. Lasciate perdere la luce, quella è un’altra faccenda. Pronti?  Continue reading →

stasi usa 1984 libertà

Guardare una serie crime qualsiasi in stile CSI eccetera ti mostra in modo “figo” quanto sia possibile scoprire della gente, spiarla, controllarla, stanarla. Loro sono i buoni, ovvio. Ma la luce è giusta, loro sono fighi e affascinanti. Eleganti. Palazzi a vetri, corridoi ampi, strumentazione nuova e lucente. Tutta roba che io devo fare per lavoro.

Contemporaneamente “Le vite degli altri” che tratta della Stasi e quel periodo, oppure della serie distopica “1983” che si trova ora su Netflix, ti mostra le stesse identiche cose, tecnologie, possibilità, ma usate da un più realistico stato oppressivo, onnipresente, punitivo, onnipotente e con un “partito”. 1984 di Orwell in testa. Le tecnologie e le possibilità sono le stesse. Persino i tipi di autorità coinvolta, in una certa misura, sono gli stessi.

Il controllo delle comunicazioni e la libertà di richiedere password di accesso che c’è in UK non è inferiore a quello di un qualsiasi regime totalitario. Ovviamente si tratta del modo. Però ci si può riflettere. O anche sbattersene. Come dicono in questa serie la gente vuole solo pace, cibo, tranquillità.

Per un attimo ho sbagliato titolo, ma ve lo consiglio comunque, proviene dal periodo in cui potevo ancora guardare un film “vero”: il gusto Degli Altri

pregnant powers

C’è stata questa ragazza a cui ho chiesto di posare per anni. Era la figlia di una ex collega. Questa ex collega era una tipa un po’ semplice, abbastanza legata al sesso, non era assolutamente il mio tipo, ma da un po’ ogni volta che mi vedeva si finiva per parlare – allora era di moda come argomento nuovo – dello sbiancamento anale. Imbarazzante per me perché semplicemente lei non era il mio tipo; ma per niente proprio; e ogni volta riusciva ad arrivare a quesco cazzo di sbiancamento anale. E poi era sposata! Che poi bianco o non bianco… se non ci sono peli ed è un bel culo io adoro il culo e scoparlo. Ma quella mi ricordava mia mamma e quindi no!!!!! Comunque ad un certo punto mi mostra le foto della figlia e guarda che bella e guarda ha posato nuda e ho sentotochefaancheilfotografo. Ma che fai? Mi porgi la figlia? 😀

Anni dopo la trovo in giro dimenticandomene completamente. Ma prima era in politica: quindi no. Poi carriera come avvocato: quindi no. Poi assicurazione. Poi vaffanculo a tutto lavora nei sindacati a qualche sportello, l’ho trovata ad una festa e gliel’ho buttata di nuovo li e lei “ma si, sai che … si”. Ma mica per posare nuda eh. Abbiamo fatto, bravissima, sorrisone, corpicino, anche se non proprio esile ma giusta: testone ma tutto simmetria equilibrio occhioni, dentiperfetti. Poi è tornata col moroso, appassionato di fotografia … lei la vedo sempre un po’ assoggettata. Non me l’aspettavo. Quando era avvocatessa era tutta una decisione e volitività. Quando la guardo col tipo lei è sempre a chiedere conferma.  Continue reading →

ambiguitaggini #39487

si non a questi livelli di fichezza eh

Un’altra modellettacheviendallacampagna giunse in quel del mio studio per vie instagrammatiche. Ovvero non l’ho conosciuta di persona. Il meccanismo è semplice. Quando qualcuno/a mi segue do uno sguardo veloce e se mi pare che non sia proprio un cesso amorfo chiedo se per caso sono interessati a posare. Lo era.

Appena maggiorenne, quando è arrivata si è rivelata essere in sovrappeso, ma (scopro velocemente poi) ex anoressica. Molto fotogenica in viso, sguardo interessante.

Ma c’è questa cosa del posto dove mi affittano lo studio: il presidente mi ha ultra preso per il culo l’altro giorno, molto molto bonariamente (cioè ridere CON, non ridere DI) ma ferocemente ricordando agli astanti che era davvero felice di aver appena avuto un maschio e non una femmina, perché i video in cui le ragazze che sono state da me un secondo dopo lasciano un video in cui – secondo lui – sono tutte dolci e carine ma ambiguamente sexy e dicono tutte cose che da padre arriveresti al volo e mi uccideresti subito. In effetti sembrano tutte “coy” ad uno sguardo malizioso. Ma io sono li e so che solo il 5% è davvero malizioso e solo lo 0,01% lo mostra in quei video: sono entusiaste e tranquille, trasmettono (per fortuna!!!) quello che mi serve “puoi venire qui, non ti mangia nessuno” e se si conoscono tra loro si tranquillizzano. E contemporaneamente mi fanno pubblicità. Ho iniziato questa cosa io e in zona non osa copiarmela nessuno perché è legatissima al marchio e per qualche motivo hanno questo pudore a non scopiazzare ciò che è chiaro che faccio io. Continue reading →