grazie balasz

Condivido pressoché ogni parola (99%) del suo pensiero in questo discorso. E lo ringrazio per l’implicito consiglio di lettura: non conoscevo e credo sia davvero nelle mie corde.

Ho pensato, e mi viene in mente ancora, che Grillo aveva fatto lo stesso percorso: temo cioè che lo stesso Balasso possa arrivare a mirare alla politica o ad usare il suo carisma per qualcosa di diverso. Ma a occhio Balasso è più come Giorgio Gaber. Dovrebbe farcela a sopravvivere “puro”.

Ora però dimenticherò tutta questa merda, perché ho altro per la testa.

E un caffé amaro da prendere: ora esco e lo prendo.

sono una mamma, non sono una donna

Fermo la gente per strada perché mi facciano da modelli o modelle: repetita juvant, ve lo ricordo. Faccio il fotografo, devo barattare il mio lavoro con il tempo di persone gradevoli alla vista ( cit.M. ❤ ). Perché, anche questo vi ricordo, ci sono persone bellissime in giro, che non se ne rendono conto. Alcune di queste sono donne, dalle quali il mio occhio e il mio istinto sono particolarmente attratti. Alcune di queste donne sono, incredibile a dirsi, madri. E a questo punto MILF, devo dire. Perché – anche questo, ricordiamolo, che non è mai

la mia mamma non è più una donna? ah si?

abbastanza, in questo acronimo c’è MOTHER, ma da nessunissima parte viene indicata l’età. Che la consuetudine all’utilizzo del termine sdoganato si, ma proveniente dal porno, lo abbia portato a confondersi con la cougar (sempre porno) è un grande errore. Sei mother a 16 anni tanto quanto a 90. Ovviamente la cosa nasceva da quell’immagine di culetti che ad una seconda occhiata risultavano essere montati addosso ad una mother che stava spingendo un passeggino. Ma era il corpo di queste che I'(d) like (to) fuck, dice l’acronimo.

Io fermo una donna per strada: una mamma per strada? che ne so che sei mamma? potresti anche essere agente delle tasse, banchiera, pompinara, suora, santa, stronza, sorella, avere le emorroidi, avere il cazzo ed essere trans. Io so che sei bella, non so altro. Ergo ti chiedo se vuoi, se ti interessa, prima di sapere che sei mamma. E del resto, se lo sei: MEGLIO! Ho DUE modelli invece di una.

Risposta tipica (a rispondere è sempre prima il corpo) è: piega all’indietro (= mi distanzio) , faccia un po’ oltraggiata (sono superiore a quello che tu sporco plebeo porti a me Nobile et Superiore) unita a scansione alto-basso-alto e sguardo “scusa? ma conchiccazzocredidiavereaccheffare?” , cambio espressione in sorriso di cortesia con un “io non sono più una zoccola come quelle altre troie con cui potresti avermi confusa: io ho l’alone non viola, ma bianco, attorno” e inizio fase del diniego con “noooo, noooo… he he… Io… sono mamma“. Che sembrerebbe desiderare una risposta tipo “AHHHHH, MI SCUUUUUUSIIIII VOSTRA SIGNORIA LA MADRE SUPERIORAAAAA, ELLA HA USATO L’UTERO COME SOLO LEI SAFFAREEEEEeeeee, mi perdoni, mi prostro e vada con tutte le mie benedizioni et lodi e mi scusi ancora se ho osato parificarla alle altre donne non-madri povere ed inferiori che ancora non hanno infuso nel loro spirito il sacro-essere-una-madreee!” e quindi purificata in stile battesimo non già dal peccato originale, bensì dal peccato successivo di essere, di esistere come una donna che magari prima poteva, zoccola tra le zoccole, zozzona comune, mera meretrice merdosa che poteva usare del suo corpo in siffatto lurido modo impuro, esteriore, mostrarlo – pensa! – in chissà che modo…

ah scusa, in che modo? Ah non me lo chiedi. Toh. Sei madre, e questo è dichiarato, forte e chiaro, sempre nello stesso modo da questo tipo di ragazze o donne, sempre come uno scudo dal “io non sono più” qualcosa. Che foto ti voglio fare ti interessa? O dai per scontato? Le altre, prima di assurgere alla perfezione della Grazia della Madritudine, come minimo mi chiedono “che tipo di foto scusa?” anche se la faccia dice “porco, lo so che mi vuoi nuda, zozzone, ma sentiamo potresti anche convincermi” oppure “ma sentiamo, voglio svergognarti, porco, lo so che voiuominisietetuttiugualiblaaaaa”. Ma, bontà loro, non danno per scontato: chiedono. E guarda caso scoprono che si, certo, faccio anche quello, ma non le ho fermate per quello. Per quello me lo dici TU se vuoi, se ti interessa. Continue reading →

caffè amaro

Ho bevuto del caffé con una dolcissima guerriera. Sceso dove la guerra di cui si narrava si combatte davvero, in prima persona. Oggi è generale dei cappuccini e comanderà molte truppe. Ma il prossimo anno sarà solo un soldato. Un soldato molto forte, della truppa vera, non di quelli che comandano e non annusano il sangue. Un soldato di quelli veri, che combattono per i propri cari, per salvare la vita a sé stessi e ai propri cuccioli. Che cammina sotto le bombe con l’ombrellino, ma un passo alla volta, uno dietro l’altro, senza arretrare. Al massimo si ferma e aspetta, trema un po’, procede. Arriverà alla trincea nemica a piedi. Il coltello lo sa usare.

Probabilmente non berrò mai più il caffé zuccherato. Così, di botto. Non ci sono mai riuscito da quando ho tentato. Quanto sarà? Due anni? Seriamente, dico. Ci avevo provato e sono passato solo da una bustina e mezza ad una. A volte a quella piccola, senza troppo fastidio. Ma il patto per fare un passo sulla luna e un caffé di moka veramente buono… chissà: forse hanno compiuto il miracolo. Quello in autogrill non era lo stesso: troppo acido. Ma forse il passo è fatto: sento di più il caffé. Sono anni che me lo dite tutti, che quando inizi a berlo normale (non zuccherato) poi lo vuoi solo così. Vedremo. È anche probabile. E tutto sommato mi fa doppiamente felice: per il gusto, per la dieta.

E il motivo e la persona: di più. Lo bevo zuccherato da tutta la vita, ragazza. Questo cambiamento – se c’è – lascia un segno amaro ma buono. Quindi mi hai fatto sentire anche questo? Forse si. Pensa: dicono, alcuni, mi ha detto una che ne sa, che per abituarsi a tutto bastino 2 settimane. Io sapevo tre mesi. Ma ok, proviamo prima con 2 settimane. Io però vorrei che non ci si abituasse a tutto in due settimane.

Io a certe cose non mi abituo: non mi abituerò mai.

vampitour

Essendo io un po’ vampiro (o civetta) adesso devo cercare di ascoltare le palpebre. Dovrei forzarmi e ascoltare la palpebra che cala, magari aiutarla con un cibo pesante. Il tipo del baracchino che fa i fritti libidinosi mi ha dato una mano in questo. Brutto maledetto. Oppure potrei partire ora: 400km alla mia media (ma fuori dalla mia zona devo attivare il mitico coyote e se lo seguo starò sempre a frenare) e ci sono comunque. Però potrei provare ad attivare un bla bla car!!!! 🙂

Ora vedo?

le folies sont faites

Alzo lei, la faccio mangiare, la lascio dove può recuperare un passaggio. Prova a farmi gli occhioni ma capisce che sta tirando troppo la corda. Servizio! Femori insolitamente lunghi. Una stangona. Raro. Attempata. Ma vedremo. Forse imparerà ad usare tutti quei doni. Dal video sembra abbia apprezzato: e di nuovo viene pronunciata una frase ambigua prona al perculaggio (“mi ha fatto conoscere cose di me che non conoscevo” : qualsiasi maschio la leggerebbe come “ma ha dei buchi diversi?” … e boh, spero che le donne la leggano giusta).  Torno a casa dal servizio. ‘sta notte avevo preparato le liberatorie. Le ho fatte firmare alla ragazza attempata. Ma pensi che mi sia ricordato di portarle a casa? marivafangùru. Mentre tento di preparami delle puntarelle con cipollotto saltate, B mi dice “forse eri distratto?” e mi fa le sopraccigliette della simpatia-e-allusione. Mi viene da ridere perché pensa che mi sia sbattuto qualcuno, tipo la modella. Possibile che proprio lei possa cadere in un fraintendimento tanto grande? Continue reading →

vampiro #3453894579

Ero ad una recall di una cena con compagni di classe. Era già programmata, già con meno persone del previsto, ma era solo una bella occasione, non da fare tutta fica come l’altra volta. Ho persino recuperato G. che ha fatto una vita molto interessante nella diplomazia internazionale. Ma non se la tira per niente e si divertiva molto con noi altre testine di cazzo maschietti che diventiamo merde camioniste quando ci troviamo (non me ne capacito).

Ma lei durante il pomeriggio mi ha detto che questo era l’anniversario del suo incidente. Non lo sapevo. L’anno scorso mi aveva mollato e ci siamo rimessi assieme … beh, due giorni dopo. Quindi non lo sapevo. E l’anno prima boh, non so, sempre casino anche li. Questa volta mi dice “non voglio essere lasciata sola o con la mia famiglia in questo giorno, tu che fai?”. Ma me lo ha detto all’ultimo momento. A me non piace mescolare le persone a cazzo. Non so se questi vecchiacci siano il suo genere. E in effetti è stata molto educata (per il suo standard) a non mostrare eccessivamente la noia. Piaceva a tutti, ovviamente. E ha fatto anche la bambina, brutta stronzetta, dicendo “beh ma lui è un fotografo di fighe no? ah non dovevo dire che sei un fotografo di fighe? Ma si che fotografi le fighe! Proprio nel senso di vagine!” come se fosse un’oca 😀 Ovviamente i maschi felicissimi di percularmi. Ma G si è divertita tanto, era felice di stare in ambiente allegro, probabilmente di solito costretta in ambienti molto più controllati. Continue reading →

Inclinazio

Il 17/1/2017, quasi un anno fa, mi appuntavo di citare questo:

Fonte: http://www.weworld.it

via Parità di genere per inziare — ruminatiolaica

senza null’altro, tranne il titolo che ho messo. E ora ricordo come mai: la mia migliore amica, una donna del tipo “io basto a me stessa, non siamo fatti per la monogamia” eccetera, nel suo periodo “ora mi faccio una famiglia” e comunque nel periodo in cui è stata in coppia fissa ha “stabilito” che a suo avviso le divisioni tradizionali del lavoro hanno comunque un fondamento sulle inclinazioni personali che spesso sono genere-specifiche. Continue reading →

Consiglio, vivamente BUTAC.

Post originariamente iniziato il 26-9-2015 // Le bufale un tanto al chilo sono ormai un prodotto altamente smerciato. Cresce ogni mese di più. Così consiglio chi odia questa diffusione di stronzate di frequentare un po’ di debunkers e soprattutto BUTAC che ormai ne ha fatta una missione. Meno male.

vivere-morire

Ho una lista che non leggevo da un mesetto, credo, forse due.

Costruire-distruggere.

La lista è un promemoria: se vivi fai queste cose, se vuoi morire prepara queste altre. In ogni momento comunque qualcosa da fare l’avresti.

Mi sono accorto che per ora sto facendo una delle cose della lista del vivere=costruire.

Non è né buono, né cattivo, il segno. Quando ci penso (è la palestra) mi viene in mente uno che muore con tutto in ordine. La morte lo falcia, poi si ferma e lo guarda: “guarda che bravi che sono con me; sanno benissimo che stao arrivando e non serve… eppure sono in ordine, puliti, rasati, persino in salute… alcuni anche si sono rimessi in forma… ahahah che stupidi… tra poco torneranno tra i vermi … questo aveva anche imparato un sacco di cose e viste un casino di altre… bah. Speriamo che abbia almeno passato il testimone a qualcuno, o che si sia goduto il viaggio”.

Alla vigilia di Natale però ero a casa del supremo e ho provato a fare un sollevamento. O forse si chiama trazione. Non so, quell’azione di agganciarti ad una sbarra e tirarti su. E con mio sommo stupore sono andato su. Allora mi sono detto hey, fermi, stai barando, hai fatto il saltino. Prova da terra. Sono andato su. Ora, sono VENTICINQUE anni che non faccio cose simili. Quindi il mio corpo mi manda segnali da vecchio, del tipo “hey ma non è che adesso qua si spacca tutto?”. Però la cosa buffa è che ora che lei non è più che una specie di nipote, un aspetto che lei avrebbe gradito (massa muscolare) e di cui a me non frega niente, potrebbe avere il sopravvento su quello per cui andavo in palestra: dimagrire. Questa fottuta minchiazza di panza non vuole andarsene senza combattere, la bastarda. Boh, magari farò meno fatica a fare la spesa. Ma io non mollo, stronza panza di merda. Ti odio.

Comunque con quello che ho mangiato per le feste non c’è palestra che tenga. Compresa la mia fantastica mousse di burro al burro fatta con del burro e aggiunta di burro burrato fritto nel burro cotto. E del tonno.

Si vede che non ho sonno? quanti post inutili sono in grado di produrre? ok, vado.