Octavarium è l’ultimo album dei Dream Theater (e musica digitale)

Per me l’ultimo album dei veri Dream Theater, ascoltabile, interessante, è stato Octavarium.

Il primo scazzo è stata la dipartita di Kevin Moore. Il secondo la morte della melodia e di un tema interessante, nonché del cazzutismo batteristico (e dello schifo chitarristico con sborrate ipertrofiche a destra e manca inutili e mai ricordate da me) , poi il “ciao Portnoy se vuoi andare in pausa puoi anche andartene per sempre”.

Oggi, con il mio reperto archeologico perfettamente funzionante, ovvero un lettore CD portatile della Sony, che ho usato pochissimo quando era l’ora, e che ho usato con MOLTA gioia quando ormai si usava molto poco, stavo preparando buste da imballaggio per spedire i DVD con le foto, visto che siamo sotto COVID-19-quarantena e che non consegnerò con le mie manine, di persona. Ho collegato quindi un aggeggiometro per trasferire jack-to-bluetooth e attaccato le cuffie wireless. Pensavo sarebbe stato quello il problema. Invece ho risolto.

Quello che si è invece rivelato ai miei increduli sensi è stato che il mio CD MASTERIZZATO NEL 2001 ERA ANDATO A FARE IN CULO. Cioé ragazzi era un METAL-AZO della Verbatim. Io ho speso SVALANGATE DI SOLDI per garantirmi la durata nel tempo. E invece dopo SOLI VENTI ANNI il mio atto di pirateria mi si reinfila nel culo. Continue reading →

tempus fugit #293847

Vado da T per fare i consueti video per Facebook, ora più che mai con la “situazione epidemia” serve un po’ di promemoria e di simpatia nei confronti di chi – davvero – resta a casa. Lo facciamo. Trovo lì una vecchia signora, che si rammarica per il più grande errore della sua vita: essersi sposata. Credo sia il suo copione, quello che dice sempre a tutti. E credo sia anche “frequentare persone interessanti”, cosa che devo essere improvvisamente diventato agli occhi di questa pensionata in cerca della libertà perduta, che non tornerà mai cara la mia Signora: essere una bella tedesca scarrozzata per 30 anni in mezza Italia sembra non averti dato fastidio per un bel po’. In cerca di orgoglio, di rivalsa, di riconoscimento di valore, desiderava immagino un’invito ad una chiacchierata da qualche parte. Ma io già ero li per comprovati motivi lavorativi, anche unpo’ tirati. Però sarebbe stato interessante. Non mi dispiace mai parlare con vecchie signore. Parlare e basta, ascoltare e parlare. Chiacchierare. Sono così rare poi, quelle con cui puoi davvero avere un dialogo. Pensare che poco prima nello stesso posto c’era una relativamentegiovane signora vuota, stupida, che rideva molto di quelle che credeva fossero ottime battute. L’altra signora era tutta un io faccio, io ho fatto, riempio la mia vita, sto bene da sola, non voglio situazioni definitive (casa) … interessante davvero. Peccato anche non aver saputo l’età, che credo si portasse molto molto bene.

Peccato anche aver avuto da fare. La signora me la sarei portata volentieri al bar. O mi ci sarei fatto portare: credo lei avrebbe preferito vederla così.

La figa rotta

Avevo un servizio di nudi oggi. Mando un messaggio di verifica “tutto ok?”.

“maaaa… era previsto nudo per oggi?”

“si!”

“…”

” ? ”

“… ho la figa rotta!”

” [ faccetta esprimente sorriso imbarazzato ]
… che succede? troppo sesso estremo?”

“magari! le operazioni non sono andate come sperato… cioé funzionalmente tutto a posto, ma qui c’è un problema estetico… che faccio tengo le mutande?”

“le mutande ci fanno schifo. Andiamo a pranzo?”

“ok!”

E insomma uff e strauff. Dopo la merda di ieri almeno ero tranquillo pensando ad oggi… che invece è saltato. E avevo anche saltato, per il servizio di oggi, il pranzo con la mia nippy! E questo mi dispiace. Ma il lego gliel’ho già regalato. E comunque ha preferito tantissimo giocare al dottore, che nel suo caso consiste in turni di:

lo zio disteso sul pavimento con cuscino per testa, dolori e malattie comprendenti: coronavirus, prot, puzza, cacca, cacca-puzza (questo è il periodo) e variazioni sul tema da curare sempre con punture che “tu non volevi farle ma le facevamo lo stesso dai!!!” – quindi lo zio piange molto e oppone resistenza, ma alla fine cede alla scienza medica della dottoressa che tosto diventa la paziente

… che subito deve dire al dottore cosa fare, il quale riottoso ricorda che EGLI è ora l’autorità in materia e quindi procederà in ogni caso a sezionare la paziente, anche per il raffreddore. La richiesta della paziente è “ma allora, dottore, può sezionarmi a forma di cuore?”

Comunque a 5 anni usa correttamente il lei. E senza starci tanto a pensare. Ma con la erre abbiamo rinunciato. Solo EVVE e r arrotata. Pare che nessuno la perculi, però. Quindi a posto.

E andiamo a mangiare oh, che ve devo dì. Per fortuna sono Italiano e quando si mangia questo è sempre un bene.

“L’unica cosa seria in Italia è la ristorazione”
dal film “Boris”

laterzaguera?

Non posso dire di essermi interessato. Ora mi chiedo “come ci siamo arrivati?”… ma la verità è che, per quanto mi riguarda, me ne sono sbattuto direi totalmente. Kapuściński credo ci avesse detto già parecchio in “nel turbine della storia” 13 anni fa. Qualcuno dice che siamo nella “seconda guerra fredda”. Qualcun altro ha già ironizzato sul fatto che “non vorrai che l’uccisione di un solo uomo porti a conseguenze catastrofiche” sia un parallelo con la seconda guerra mondiale. Continue reading →

Stairway to the abyss

Scendendo dalle scale pensavo che sto passando il tempo. Che la vita è un passatempo. Con serenità, con baldanza fisica persino, scendendo le scale due a due in modo che sentivo elastico, pensavo chemmefrega, me ne sbatto, la vita non ha senso, le cose che vorrei non sono per me, quelle davvero desiderabili, il mondo è fatto in un altro modo. Ma chemmefrega, ci sono alcune cose, alcune, che non sono male e quindi mentre cerco di raggranellare il necessario per pagare i debiti, il funerale e poi suicidarmi, beh nel frattempo ho un mio pensiero anti-merda che dovrebbe bastare per stare davvero su. Dimenticarsi di essere l’animale essere-umano e tornare il “cittadino che sbarca il lunario” e nel frattempo, tempo, tempo, tempo, tempo… passa il tempo. In un modo carino. E cerca di soffrire il meno possibile persino nello sbarcare il lunario. Certo mi sento solo, certo. Continue reading →

vecchiaiacciacchi #293847

Male al collo, cervicale. Sempre avuto, ma ora spesso.

Mano sinistra: credo cisti tendinea tra il pollice e l’indice. Comunque una pallina, fa male a stringere roba. Mia supposizione: la guida.

Panza: non diminuisce; del resto non sto facendo movimento fisico.

Vista: peggiora. Ma cosa vuoi che sia per un fotografo e uno che usa sempre dei computer.

Analisi del sangue: devo farle, finalmente, dopo anni, almeno ho l’impegnativa.

Un piccolo spazio tra le parole “voglio morire”

Google mi ha detto che sono fotografo master. Anzi, mi ha conferito il badge di “Fotografo Master”. Quindi sarà sicuramente vero. Al di là del sarcasmo, la mia supposizione è che sia sufficiente caricare, in relazione alle recensioni dei luoghi, un grande quantitativo di foto e che secondariamente (o forse primariamente) queste siano molto apprezzate (visualizzazioni e like) dagli utenti di Maps. Io in effetti mi sbatto sempre come local guide. Non sono un nativo digitale. Sono un nerd di provenienza anni ’80, quindi la partecipazione, per me, il crowsourcing, sono cose buone, sono una manifestazione della bontà della tecnologia, della “democratizzazione” positiva. Preferisco partecipare a questo che a discussioni incazzose. Dare. Sarà utile, sarà ben fatto? Se tenete conto che la Britannica e la versione di Microsoft dell’enciclopedia online hanno chiuso da quando Wikipedia ha affrontato e vinto le bordate su “chi ha contenuto di qualità”.

Sono, mi pare, due settimane che non voglio morire subito, immediatamente. Sono sempre dell’idea che il non-esistere sia sempre per me desiderabile, ma non ho quelle punte graffianti, quei morsi di dolore che ti fanno dire vogliomorirevogliomorirevogliomorirefaccioschifovogliomorire. Ne tengo conto, mi ricordo che dovrei individuare degli Oleandri, che ho dei debiti da pagare e che mi devo concentrare su questo, sul mettere via 4000 euro per non pesare col funerale (che non posso evitare). Continue reading →

lafiguradimmerda #23847

Mastro figuradimmerda. Una tizia posta uno status con una foto di una tipa sorridente. Conosco la foto, l’ho usata anche io. È sexy e allegra. La tizia usa questa foto per uno status di WhatsApp con una frase che sarebbe attribuita a Marilyn Monroe e che recita più o meno “non ci innamoriamo dei bei visi, ma delle espressioni; non sono i corpi, ma il modo in cui si muovono” – eccetera avete capito il concetto.

Sbaglio a ricordarmi il nome. La tipa che pensavo avesse messo fuori lo status è uno schianto di modella: era talmente figa che pure se sconosciuta e con la timidezza che aveva, lei*, le aveva chiesto di posare per me, anche nuda. Avendo in mente lei rispondo allo status con “si beh, ma tu parti avvantaggiata rispetto a molti altri!”.

Mi risponde faccetta e bacino.

Guardo meglio.

Era la MAMMA DI UNA MODELLA.

Fanculo.

Speriamo bene, cazzo. Non è affatto lo schianto che avevo in mente io. Certo, per essere un’attempata signora si mantiene in modo presentabile. Tutto qui, non tanto da smuovermi l’ormone. Santacleopatrafulgida… speriamo che non mi scriva mai un cazzo di niente altro: mea culpa, cosa faccio, le dico “ah no, credevo fossi un’altra!” ?

Che coglione.

* “lei” è riferito ad una precisa persona, per chi arrivasse ora nel blog