Chi fa l’opera? – Autore/Soggetto [FOTO/VIDEO]

Una questione basilare, apparentemente banale, per molti neanche da discutersi è che dalla merda non esce la cioccolata. Fotograficamente parlando, questo negli ultimi decenni è riferito – da parte dei “vecchi del mestiere” – al fatto che intestardirsi sul fotoritocco che alla base ha uno scatto sbagliato, mediocre, brutto, non sia una buona idea. 98% della foto è quella fottuta foto. Altrimenti, aggiungo io, sei talmente un bravo fotoritoccatore che non si tratta più di ritocco, ma di una opera digitale che ha qualche pixel originale alla base di una pittura digitale. Chiaro, ma distinguiamo.

Ma io non mi riferisco a questo. Parlo proprio di fotografia.

Una cosa che può accadere è che ti venga richiesto “fammi un video che faccia dire wow”. Fammi una foto che mi renda spettacolare.

Contestualizzo: parliamo di spettacolo. Se sei moscio, brutto, non fai un cazzo sul palco, non hai carisma, non hai personalità, non c’è qualcosa che possa essere colto, al di là del fare del mio meglio con quello che ho, che sei tu, il palco, la luce, quello che c’è li ed eventualmente il mio intervento su luce che posso portarmi, devi arrenderti al fatto – ed anche io che riprendo la scena devo farlo – che se la scena è la stessa, le luci le stesse, il fotografo lo stesso e le foto di un gruppo sono fighissime e quelle tue no, la cosa che cambia sei tu. Non hai fatto un cazzo di figo da fotografare, non mi hai dato materia prima.

Se mi dai un muro posso fare molte cose, ma se mi dai un muro DIVERSO ne escono altre. La foto la fa il soggetto o la mia interpretazione? La pappa la fa il cuoco, ma non la fa senza ingredienti. E se gli ingredienti non sono un granché, farà il possibile, ma una grossa parte della sua responsabilità è scartare gli ingredienti di scarsa qualità. Quindi ecco, dipende.

Uno di quelli bravi diceva che se vuoi fare belle foto una buona cosa da fare è che i soggetti siano belli. Cosa “belli” voglia dire e a cosa si riferisca, ovviamente, cambia a seconda dei contesti. Se sto facendo microfotografia sarà diverso da playboy.

Io però vedo molta, moltissima differenza, anche nella “semplicissima” arte fotografica del ritrarre corpi nudi, e se volete aggiungo “in bianco e nero”, per ridurre ancora il campo, e ancora lo riduco dicendo: femminile. E ancora: di tipe molto belle.

Ecco, ho ridotto moltissimo il campo eppure non ritengo tutti uguali i risultati dei diversi autori: prima di tutto un solo singolo soggetto umano – specialmente in questo caso –  è infinito, a mio avviso. Secondariamente le varie persone sono diverse. E si, certo, le combinazioni di fattori di ogni singolo autore fanno la differenza. Le scelte, tutte le scelte.

https://cdn.images.express.co.uk/img/dynamic/79/590x/Fashion-Shoot-623612.jpg

Una di queste è cosa non fotografare. Ma questo solo quando sei autore e puoi fare quello che vuoi, generando un’opera. Invece se quello che hai è quello che hai, interessante è quello che ci fai (cit.”Ember”). Bene, si fa il possibile, ripeto. Potresti essere moscissimo ma interessante. Oppure essere uno che fa un sacco di cose sul palco. O essere un tocco di gnocco e offrirmi il tuo corpo suonante, cantante, danzante, in molteplici occasioni di combinazione con ambiente e luce.

Come fotografo posso “estrarre” molto da te, posso cogliere moltissimo, se c’è da cogliere moltissimo, posso anche sollecitarti, se sono regista della cosa, generando una “coreografia dello scatto”, posso fare lo stesso come videomaker… ma ci sono cose relative al carisma sul palco, al movimento personale, al modo di tenere gli strumenti, l’abbigliamento, il rapporto con le luci e con le camere (video/foto) che non è trascurabile nel risultato. Può esserci, può non esserci. E ci sta: se il tuo compito non è “fare spettacolo”, ma suonare, ad esempio, lo spettacolo, ci è chiaro, è più per l’opera sonora o sonoro/poetica che stiamo sentendo, se il testo è intellegibile. Io lo so perché su quel palco ci sono stato e non ho dato molto in termini di “roba da vedere”. Non mi interessava, non mi sentivo qualcosa da vedere. Quello che volevo fare era non cappellare mentre suonavo, ero li per quello, per farti sentire la nostra musica. In determinati casi è ottenibile del “bello” anche se io non sono personalmente coreografico. Ma ci si deve pensare: i Pink Floyd avevano i tipi delle proiezioni. Perché no. Di soluzioni ne esistono tante.

Zucchero Fornaciari in concerto, PH (C) KEYSTONE

Qui di roba ce n’è! Ma se nessuno facesse qualcosa? Fotograferesti un palco.

Ecco, se siete quelli che si fanno fotografare o videoriprendere, sappiatelo. Se non fate niente, non avete uno sguardo, non evitate lo sguardo ma sapete benissimo dove lo sguardo andrebbe a cadere da quella particolare angolazione e quindi FATE qualcosa… questo qualcosa non sarà fotografato perché non c’era, quel qualcosa che non avete fatto non verrà ripreso. Non avete fatto un cazzo. Le luci hanno illuminato quell’uncazzo che avete fatto. Potete essere fotografati, sempre, come una statua di marmo: questo è ciò che il fotografo riuscirà sempre a fare. Se non siete vivi, il fotografo e il videomaker faranno del loro meglio, nelle condizioni in cui si trovano, per ottenere almeno questo, se hanno la capacità per farlo, ovviamente. Ma concediamogliela. Se voi non fate questo e il fotografo o l’operatore alla camera sono bravi, otterranno al massimo questo. Se invece voi fate qualcosa di visibile, lo manifestate, allora certo, voi sarete parte attiva di quel risultato, ma artisticamente non più di quanto non lo sia un cervo che spicca un balzo. Certo però, di più di quando sta li fermo e dorme. Bellissimo, ma fermo e dorme.

Questo è solo un piccolo microscopico pezzettino di quanto io, come fotografo o “riprendi-cose” considero di me stesso quando mi chiedo – e tranquilli, me lo chiedo parecchio – quanto l’opera la faccia chi sta da questa parte della fotocamera e quanto chi sta dall’altra. Ecco che il “merito” e il “meritarsi” una cosa, qui prende un significato: sei una statua o un’attore? Beh il merito della tua azione ci sarà, si, se te lo meriti.

Perché l’attore agisce. Anche poco. Un respiro, uno sguardo, la fisicità, l’abbigliamento, il suo corpo, i capelli, un gesto. Mille gesti.

Ragazzi fate porno 3D, estremo?

Ho fatto due conti su subscribestar.adult su un profilo c’è un tizio che becca circa 46000 USD lordi AL MESE. Facciamo che se li prenda in tasse il governo… metà? Voi guadagnate VENTISEIMILA dollari al mese? Ma facciamo che sia un terzo. Li guadagnate?

Un tizio che ha un tier di ingresso di 6 USD con una base utenti di 7500 persone che non vedono l’ora di attendere un “all the way through” fatto come lo desiderano, come lo sognano, come nessun essere umano può fare per soddisfare il loro desiderio, l’animazione 3D, anche approssimativa, decente, fatta da una sola persona con mezzi modesti, può essere una via praticabile. Magari vi fa schifo, in fondo è “servicing” puro; magari invece non ci avevate pensato. Io non faccio porno, non faccio nemmeno 3D. Ma questa nicchia esiste. E il tizio che ho osservato non ha tier complicati: 6$ e quando ha fatto la sua roba meno eccessiva, ma che lascia perfettamente comprendere dove si va a parare, la trovi persino su pornhub gratis. E se sai cercare trovi anche quella estrema, sempre gratis, altrove. Naturalmente funziona tutto sulla foga del momento, sulla qualità finale disponibile del video intero, sul suono, altre piccole puttanate: quando entri ti da una password e ti scarichi tutto quello che ha fatto senza cercare. Se ne vuoi altra lo sostieni. Ma il mondo è grande. Kink.com – nel “classico” (umano) – e altra roba di quel tipo hanno fasce di prezzo nettamente superiori a quelle degli altri siti porno a pagamento. E sono certo che per alcune cose davvero fuori di mela c’è gente disposta a pagare molto. O comunque un po’, ma per molto tempo. Se mixate quelle due formule (un po’ per molto tempo, molte persone) riuscireste a vivere in modo eccellente, facendo un lavoro interessante, sempre che l’argomento in sé non sia una cosa che vi fa cagare. Ma: non ha a che fare co le vostre capacità sociali, qualsiasi cosa riguardi il parlare con gli altri, ll corpo vostro (vecchi, giovani, uomini, donne, brutti, belli, puzzosi, profumati, capelloni … è 3D!!!) e vedo alcuni sprazzi ANCHE nei siti classici a pagamento in mezzo alle pubblicità: gli studi su un settore vanno fatti andando bene a vedere cosa fa chi esiste e chi – di solito – tenta qualsiasi cosa nuova: il porno fa SEMPRE scuola su internet. Per primi sono stati region free, hanno avuto a che fare con i problemi “umani” dell’alta definizione, con la sicurezza, con i pagamenti, con il mondo del mobile, con il mondo del free e della gig economy.

Se non è un universo che vi fa schifo e state tentando di fare dei 3D che sapete perfettamente in cuor vostro che non sono all’altezza nemmeno di 20 anni fa, beh, ricordatevi di fare un giro sui siti porno e controllare cosa vuol veder fare ad Anna ed Elsa la gente. Con i cavalli, con i mostri, con checcazzoneso! I tentacoli, i minotauri, i robot, con qualsiasi personaggia dei videogiochi o film, o simile. E di certo non gli interessa la qualità della texture o la fisica dei fluidi. Si deve vedere BENE quello che interessa, come in tutto il porno, e il resto chissene. Aumentate la qualità? Aumenterete i seguaci. Ma se anche non siete sto granché, potete farcela: è la perversione la cosa che interessa, una cosa che solo le arti che permettono il non-ralismo… realistico, possono consentire.

Naturalmente anche il non-3D ha il suo spazio. Fumetti, disegni su commissione. In fondo Patreon era pieno e poi i hanno cacciati… dove? Li ce ne sono. Non so se poi ci sia roba illegale ma credo ci stiano attenti. Non ho avuto questo sentore, ma di certo non pago per andare a guardarmi tutta la faccenda. Ho dato uno sguardo per due soldi e quello che ho visto è che se sei uno che fa modellazione 3D e animazione appena DECENTE puoi fare molto. L’animazione sarà sempre la più gettonata. Nulla poi ti impedisce di fare progetti da vendere sotto Affect3D o simili. Magari voi vi vedete a lavorare per Guerre Stellari prossima puntata: ve lo auguro. Ma se non avevate pensato a questa cosa… la gente ha sempre speso per andare a puttane e adesso anche per farsi le seghe “fatte bene / che non si sa mai” (cit)

Bjorg Porn

Il titolo volevo farlo, quindi va così. Ho scoperto di aver avuto una punta di traffico il 17 del mese scorso. Non si capisce perhé. Questo come web-cojone e social-merda-marketting mi rende davvero una grossa testa di cazzo. Ma chissenincula. Ecco, così abbiamo mandato via quelli che je da fastidio la parolaccia.

Ho finalmente trovato una scarpa che io uso nei miei nudi in un porno. Un gran bel porno. Avevo già qualche dubbio sulle scarpe con così tanta “zeppa” … ma hanno una forma talmente giusta che alla fine tutte sono contente. Dicono sempre “da troia” “dei porno” ma poi quando le hanno su e si vedono allo specchio nude con quelle… il loro viso parla da solo. Sopracciglietto alzato, linea perfetta della gamba.

Però cazzo: adesso l’ho beccata io in un porno. Era proprio quella, sono sicuro al 100% perché prendo SOLO quella con diversi numeri. Mi costa parecchio, l’ho vista mille volte nelle foto.

E uff.

Era anche un po’ di tempo che cercavo un tacco 12 davvero fino, strettissimo, un artiglio, ma soprattutto che tenga quel piede in quella splendida posizione da ballerina. Adesso ho avuto una spinta fastidiosa in più.

Ora tornando ai fottuti visitatori di quel giorno, tutti dagli stati uniti, mi chiedo cosa cazzo possa aver detto di interessante. In inglese scrivo raramente, solo per dire ai lettori inglesi che siano anche loro impegnati nel lavoro di micro-stockers, che non sono soli nei momenti di merda. Non credo proprio di aver riscosso un simile interesse.

Boh! Ora metto un viva la figa. Questo per avere un testo sicuramente digitato da un certo numero di persone. Persone che forse non vorrei che arrivassero qui. Del resto non mi interessano nemmeno persone che sono convinte che la figa non sia da nominarsi, da considerare davvero molto bella e così via, anche se hanno collaborato a livelli scientifici internazionali per costruire un mondo migliore. Se poi mi cadi facendo una smorfia sul “viva la figa”, beh, ok, sei un ottimo lavoratore. Lavora pure. Ma quando hai finito, io vado da un’altra parte.

Censura da marketplace 2020-2021

Piccolo drogato. Di? PC. Di accesso ad internet, di uso di questo mezzo informatico. Di scrittura, maneggiamento immagini, accesso alle informazioni. Ben prima di qualsiasi millennial la mia vita è stata connessa, come nei romanzi cyberpunk degli anni ’80. Il pc che uso per lavorare è sotto i ferri. Non posso fare lavori fotografici o video, né lavorare sui nudi. Per fortuna Prime Video mi ha sparato fuori la quarta stagione di Mr.Robot. Paranoica come sempre, ma me gusta.

app stores level censorship
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Ricordi… Le polemiche sugli mp3 e sul diritto d’autore, Urbani

Alcune delle cose di cui molto si discusse sul già citato Punto Informatico, che però ti teneva sul pezzo, su cose “nerd” c’erano milioni di persone interessate. Quanta crescita portava tutto questo? Si trollava, sicuramente, si faceva sicuramente destra-sinistra. Ma tutto partiva da tecnologie e dalla loro penetrazione nella nostra vita.

Quando mio fratello, come vi ho già detto, mi parlò degli mp3 tutto gasato, io non ne compresi affatto la portata. E nemmeno quella di internet tutto sommato (1995). Col tempo, col masterizzatore, con Napster, allora tutto divenne più chiaro. Sulle pagine di Punto Informatico si discusse profondamente, ci si interrogò (perlomeno io lo feci) sul diritto d’autore, sulla sua nascita, convenzione di berna, brevetti, proprietà intellettuale, free software foundation, copyleft, creative commons, GNU, infinita riproducibilità… il fine per cui varie regole nascevano, per difendere chi, per diffondere cosa. Se c’è un posto in cui si parlò allo sfinimento di SIAE, FIMI, del Decreto Urbani, del diritto di copia, della “legittima copia”, della tassa sui dispositivi e sui supporti, fu sicuramente lì.

Tanto si parlò direttamente dei software per il peer to peer filesharing in recensioni che li trattavano come prodotti e del loro funzionamento, tanto di legalità, leggi internazionali, controlli, tecnologie, crittografia, legge italiana, differenze, implicazioni sul commercio.

Se controllo i dati di vendita del mercato musicale dal 2003 ad oggi… beh 17 anni per tornare agli stessi livelli. Hanno dovuto sudare parecchio per cambiare modello di business. E non sono affatto certo che gli autori e gli artisti ne abbiano davvero beneficiato. Ma certamente ne si parlò, in dettaglio.

Mi è venuto in mente oggi che sto cercando di digitalizzare definitivamente con EAC/CUE/LOG il mio ORIGINALE di “X&Y” dei Coldplay, che invece fu uno dei nefasti CD copyprotected, anche col simboletto cerchiotriangolato demmerda. Era talmente ben protetto che non funzionava. Io non potevo ascoltarlo nella mia autoradio. Alla fine mi risolsi di farne (del MIO CD!!) un ripping che fu difficilissimo per poi farmi un CD ascoltabile: avevo il MIO CD masterizzato di un prodotto che avevo acquistato e risultava impossibile da utilizzare. Oggi però sono i lettori CD a diventare rari. Così volevo fare il ripping “diretto” dall’originale. E ancora oggi quel fottuto bastardo rompe i coglioni: EAC mi dice che ci starà 3 ore, fa partire sync error ed errori di lettura come non ci fosse un domani. Andrà a finire che dovrò scaricarlo invece di farmelo io dal mio originale. Ma si può? Credo non esista un CD di “X&Y” dei Coldplay non copyprotected, oggi (in effetti si, dice il link che ho appena messo qui sopra, TOCP-66523). Quindi o illegalità, o musica liquida, oppure cazzi tuoi, in generale. Splendore. Ma ai tempi ricordo che su it.comp.musica.mp3 (un gruppo usenet) si discusse e si spiegò che il futuro delle proprie personali collezioni di CD sarebbe stato il ripping ad alta qualità e la compressione lossless. Oggi servizi come Qobuz e soci del resto sono li per proseguire questa storia. Certo, ci sarà anche chi fa uscire “personalmente” dai propri archivi roba a 24/96 … visto che avendo l’originale può dichiarare in modo veritiero di aver prodotto questo da un originale che ha davvero quelle caratteristiche. Ma il fatto di aver imparato, col tempo, a verificare… aiuta anche a chiedersi se io e te scarichiamo lo stesso pezzo dallo stesso provider, c’è un watermarking, un fingerprint dentro che dice che il pezzo l’ho scaricato io? Oppure mi posso chiedere ma sarà vero che il pezzo è di qualità oppure è un upsample, un transcoding di merda per cui non è giusto pagare così tanto? Non è che siccome-ho-comprato-allora. Cultura rara. Frequentare Hydrogenaudio in quegli anni (attorno al 2003) servì. Oggi è difficile trovare quel livello di discussione in giro. Tutti superficiali e molto “facebook style”

Citazionismo culturale in un mondo che corre

Non comprendete forse “d’oh”, Monsieur Dausserniere?

Trovatevi ogni giorno di fronte ad una macchinetta del caffè, per vent’anni, in un ambiente semi-industriale, in cui quindi sia condivisa una differente tipologia di popolazione. Diciamo la classica operai-impiegati? Va bene. Ogni giorno. Ad un certo punto vi renderete conto di cosa si parla, lavoro a parte. Di cosa si ride, soprattutto. Lasciamo perdere i selezionati amici che si incontrano.

Una delle cose su cui fare i raffinati che “si intendono” è condividere qualcosa, condividere un retroterra culturale? Cosa potrebbe voler dire? Un vissuto comune? In una fabbrichetta di 150-200 persone… cosa potrà essere? Dipende dalle fasce d’età, dalla zona di provenienza. Gente di paese? Quindi conoscenze comuni, comportamenti, personaggi noti.

La TV, ovviamente.

Prima che fosse la TV a fornirci un terreno (schifoso) comune , tra chi se lo poteva permettere, si trattava della letteratura. Niente cinema. Avere riferimenti culturali di altro genere (musicale? Per fare una battuta? Troppo nerd). Una citazione la “sentivi” se avevi letto e ricordavi tal dei tali… i classici, o magari si aumentava la raffinatezza (e la presunta acutezza) se erano di difficile reperimento, se avevi superato il numero di classici, se avevi letto i francesi, i russi, che so.

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Shutterstock’s “FROM NOW ON” – fake.

As you at Shutterstock perfectly know as you noticed us, from now on means … from now UNTIL 31 DECEMBER. So… it means I needed 11 MONTHS to reach level 5 with the new awful system. And everything will go down again in January.

Carissimi, questa bella comunicazione mi è arrivata da Shutterstock e potrebbe essere una notizia carina, no? Solo che dice “d’ora in poi”. Ed è una menzogna: i livelli, secondo la loro stessa informazione di qualche mese fa, verranno reimpostati automagicamente ad UNO a gennaio. Quindi io ci metto 11 mesi a raggiungere un livello decente, dico decente, non buono, smazzandomi e tra due mesi HOP, come se non avessi fatto niente, e per altr 11 mesi prezzi merda. Fantastico eh?

Lo hai accettato, adesso stai muto. Beh, io avevo accettato altro e i cambiamenti unilaterali di contratto non sono fantastici.

S10 e i porchidei

Mio padre, per qualche motivo di impazzimento senile, ha deciso di comprare un Samsung Galaxy S10 e pigliarsi il mio S9. Io gli ho detto ovviamente maperchenontelotienitu e lui maamebastaquello e figurati se io obietto oltre: mi va benissimo avere un cell al passo coi tempi, anche se sinceramente non noto differenze significative: S9 mi andava benissimo, era ottimo. Direi che era pure più figo, esteticamente.

Quello che mi ha rotto il cazzo invece è questa merda che vedete nella possibilità di backup locale su pc e la combinazione della dismissione del samsung cloud che passa a OneDrive-Demmerd di Micro$ux. Appena si è impossessato della mia roba è andato tutto affanculo. Mea culpa che ho accettato.

Quello che con SmartSwitch però è incomprensibilmente cambiato è quello che vedete: immagini e video (quali? dove?) non possono essere salvati, non ne si può fare il backup. Ora: io già salvo tutto su microSD da sempre… ma quello che io so di salvare. Il resto?

Mi ha scoglionato terribilmente e quindi vedrò in seguito. Ad ogni modo non mi lamento, ho un telefono nuovissimo e boh, non è che mi servisse: mi andava benissimo quello di prima, questo più o meno equivale: basta che mi funzioni il Ronin e l’Osmo Mobile 3.

Per il resto sto a post.

Il periodo non è buono. Il mio primo pensiero è come acquistare la bombola di monossido puro, ma ho davvero paura che se faccio l’ingenuo e chiamo un distributore poi quello mi denuncia.

Sistemista umanista

Anni fa svolgevo un lavoro che mi dava una possibilità di scelta sulle applicazioni da installare agli utenti dell’azienda. Ne ho abusato in questo modo: ho scelto volontariamente di installare sempre Firefox per un motivo che è politico-ideologico, ma la cui ideologia si rivolge al bene della persona che utilizza l’applicazione. Difendendo l’utente dai comportamenti “interessati” degli altri browser pensavo principalmente in modo tecnologicamente efficiente: questo strumento deve fare ciò che deve fare, non altro. In seconda battuta la cosa era anche umanistica… queste persone saranno contente. Ma questo in realtà non veniva verificato. Non lo verificavo.

Osservando ciò che oggi e già un po’ di tempo fa le persone non comprendevano sui livelli di stratificazione di ciò che hanno in mano penso di aver fatto bene.

Installare un cellulare, metterci dentro l’app di facebook e configurare un account e darglielo significa nascondere la complessità del “questo è un computer , questo computer può fare tantissime cose, una delle cose che può fare è telefonare, un’altra è connettersi ad internet, ci sono tanti modi di usare internet una volta connessi, una di queste è usare un browser e navigare nel web, una piccola parte del web è il sito di facebook, un modo di andare su facebook è usare l’app di facebook, che ti nasconde tutto il resto del web, che tenta di farti usare il browser integrato, nascondendoti il web e soprattutto misurandoti”. Questa complessità.

Anni fa, arbitrariamente, installavo Firefox e AdBlock Plus, finché non ho scoperto Ublock Origin. Non me ne pento. I miei utenti non potevano andare su Facebook per policy aziendale. Questo non mi interessava. Ma oggi invece… penso ne abbiano beneficiato tutti.

Se avete figli vi considero di vedere subto “The Social Dilemma” (su Netflix, intanto).

Ronin-S Joystick Calibration error ed altro

Ronin-S Joystick Calibration Error

Nel caso vi capitasse che il FOTTUTO ronin-s iniziasse a fare alcune cose strane anche se avete bilanciato (a mano) piuttosto correttamente, ad esempio iniziare a tirare su la testa… oppure ruotare a destra e sinistra da solo piano piano come se fosse un handicappato strano… ecco io NON SO se questa sia la ricetta “risolvi tutto”, ma io ho risolto.

Visto che bisogna andare a cercare in giro come fare la fottuta merdosa joystick calibration, ve lo scrivo io qui, cazzo, che è come sapere la combo di un videogioco, come cazzo fai a saperla: il tasto DAVANTI, quello grosso, viene chiamato “trigger”, quello che premi due volte per mettere dritta la macchina, per capirci.

Premi il TRIGGER quattro volte e alla quarta lo TIENI PREMUTO. Poi smanetti a destra e manca con il piccolo joystick, destra alto, sinistra basso, un po’ in circolo eccetera e quando hai finito, di nuovo PREMI IL TRIGGER 4 volte e poi TIENI PREMUTO.

E questo mette a posto il problema col joystick. Spegni, riaccendi.

Poi fai l’advanced balance dalla app del ronin-S con il telefono.

Un’altra cosa interessante è quella di SPEGNERE e accendere la batteria del ronin.

Accendere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino.

Spegnere la batteria del ronin-S: premere con un piccolo tocco il tastino, iniziano a lampeggiare le luci verdi, ri-premere gentilmente e TENERE PREMUTO finché le luci si spengono una ad una. Finito.

Altre cosette interessanti? è possibile scambiare il joystick del ronin-s con quello dei mavic air che sono più lunghi: ci sono i video su youtube che te lo dicono. Ma siccome indicizzano con l’ano, e in inglese, difficilmente lo troverai subito. Comunque si può fare.