“Credere” nella scienza non è davvero “credere”.

ci sono alcune differenze importanti tra la scienza e le sette che possono essere evidenziate:

  1. Metodo: la scienza si basa su metodi oggettivi e verificabili per raccogliere e valutare i dati, mentre le sette spesso utilizzano metodi non oggettivi o non verificabili per sostenere le loro credenze.
  2. Evidenze: la scienza cerca di spiegare i fenomeni naturali sulla base di evidenze solide e verificabili, mentre le sette spesso basano le loro credenze su testimonianze personali o su interpretazioni soggettive della realtà.
  3. Apertura al cambiamento: la scienza è aperta al cambiamento e alle nuove scoperte, e le teorie scientifiche sono soggette a revisione e modifica alla luce di nuove evidenze. Al contrario, le sette spesso hanno una visione del mondo rigida e non sono aperte a nuove idee o interpretazioni che possano minacciare le loro credenze.
  4. Benessere: la scienza cerca di promuovere il benessere dell’individuo e della società attraverso la ricerca e l’applicazione di conoscenze basate su evidenze, mentre le sette possono promuovere pratiche o credenze che mettono a rischio il benessere degli individui o della società.

le sette differiscono dalla scienza per il loro approccio metodologico, l’enfasi sull’evidenza e l’apertura al cambiamento, nonché per il loro potenziale impatto sulla salute e il benessere degli individui.

Sarco: 15000 e rotti euro

A parte che comunque non puoi comprarlo. Puoi … boh, dicono che ci sono dei plans, quindi immagino boh… noleggiarlo? Comunque insomma dai bisogna comprare fisicamente il libro in inglese e pure aggiornato. E ci sta, in fondo fanno un lavoro encomiabile, paghiamoglielo cazzo. Sicuramente hanno tutto un giro di persone che cercano di capire dove procurare il nembutal, che aggiornano continuamente perché tutto cambia continuamente, ci sono scam dappertutto (merde! sempre con la gente disperata, pezzi di merda!) quindi dai… ci sta.

Comunque ne ho scaricata una copia non nuovissima con Soulseek, alla fine credo che la soluzione con l’azoto sia forse la più praticabile. Non ho capito, per ora, se aumenti l’azoto o diminuisca l’ossigeno… vai in ipossia e schiatti euforicamente. Tutto il palco spaziale probabilmente è per non farsi trovare tutti cacati addosso o roba del genere, ma raga, mettetevi in un sacco già nudi, non diamo fastidio alla gente che lavora, che tanto su, dai. I sacchi per cadavere li vendono su amazon.

Ah si, se non riuscite ad accedere ai siti di exit international, sarco eccetera, forse avete qualche cacata di DNS impostato a culo e potete sostituire tutto con il buono e giusto QUAD-NINE.

Maria Catena AIC-style

Riascolto “Maria Catena” di Carmen Consoli e sento che potrebbe essere coverizzata in stile Alice in Chains.

Ci penso.

Ah quanto cazzo penso.

E basta.

Comunque ultimamente oltre ad avere una scheda audio ho una info su tale programma “Reaper” che sembreresserebbe interessanzio. Vedremo vedremo.

Non ci si può fidare di Instagram?

Giudicate voi: quello che viene raccontato in questo articolo e – ancora peggio – in questo altro articolo è esattamente quello che è successo a me. E anche io non sono di primo pelo su queste cose.

Eppure…

La storia è sempre la stessa: tutte queste piattaforme NON sono un servizio pagato e dovremmo, tutti quanti, ricordarci che i nostri contenuti dovrebbero essere solo RI-POSTATI in quelle zone. Il centro del nostro business dovrebbe sempre essere fuori. Un blog, un sito, una nostra piattaforma, una newsletter, una nostra community. Se una piattaforma NON ti fornisce assistenza al di là di una FAQ se non esci dal casino, sei tagliato fuori in un istante. Come se il tuo negozio fosse in balìa del centro commerciale, delle sue policies, dei suoi orari. Finisci per essere dipendente pure se sei autonomo.

Bene così è con le piattaforme. Utili, certo. Ma se ti tagliano fuori i tuoi utenti ti seguono? E se ti tagliano fuori per colpa di sempre più cazzuti ed organizzati criminali? Chissenefrega? Beh pare di si.

Non molto affiadbile, non una solida base, se è come pare.

DeepMeta iStock, cheppalle.

deepmeta, login, esp, getty, istock, porcodd (V 3.23) : da questa versione cambia il sistema di login; alcune funzioni automatiche (l’accesso agli statements) non saranno più possibili; ci si dovrà – fino a data da destinarsi – scaricare e caricare a manina (nuovo tasto “import” blu) gli statement: bellammerda. Altre dati e funzioni statistiche saranno meno raggiungibili, soprattutto per chi è utente iStock e non getty (cioé praticamente la maggior parte). ( https://www.deepmeta.com/blog/new-login-procedure-in-v3.23 )

Microstock 2022 average: SHIT.

Il microstock è un mercato globale, quindi risente delle crisi globali, tipo una pandemia. Per questo la mia decisione attorno al 2013, dopo la debacle dell’azienda per cui lavoravo ed il mio contemporaneo “esaurimento nervoso” (si usa ancora?), , fu – in piena crisi 2008-2012 – presa ascoltando sfilze di professionisti che si lamentavano, della gente che non pagava, dei clienti che non capivano, che chiedevano l’impossibile e l’impagabile, eccetera. Era anche importante per dire : se c’è crisi attorno a me, questo non significa che ci sia crisi lontano da me e che io non possa vendere a quelle persone via internet con queste piattaforme.

Ma le piattaforme alla fine si inculano tutto e bisogna tenerne conto: le piattaforme non condividono equamente, mettono la competizione che prima era affrontabile, ad un livello aziendale, ma scaricando l’onere del costo del lavoro sui “contributor” (che per guadagnare davvero devono pompare come dipendenti, ma guadagnando sempre una frazione), non pagandotelo, rendendo il mero costo di quello che alla fine viene venduto, al prezzo che LORO stabiliscono con ribassi ogni anno più forti, l’unico elemento per il cliente, perché la qualità semplicemente DEVE esserci.

Esistono certamente piattaforme che tentano di fare la stessa cosa con il mercato locale, ma io gli ergo il dito medio visto che conosco già questo, di mercato; magari si può fare se devi dare qualità miocuggino, ma se vuoi fare un buon lavoro e metterci la faccia ed il nome, non puoi essere pagato e trattato ammerda. Ovviamente loro ci mettono anche l’editing e l’onere di gestione burocratica del cliente. Ma mi fa comunque un po’ cacare.

Questo a maggio 2022. Esistono persone che hanno iniziato nel 2005 circa e poco dopo e soprattutto hanno tenuto un livello molto molto alto anche dopo, che hanno ranking e quindi vendite stellari, davvero eccellenti. Ma sono uno sparuto numero: anche loro devono lavorare il doppio per mantenere semplicemente un livello precedente. Certo, quel livello ne vale la pena.

“Ed ecco qua” (cit).

Shutterstock MOLTO male. Vedo molto meglio Getty/iStock ed Adobe Stock (ex Fotolia), roba che Shutter sta diventando quasi come Dreamstime. Deposit esiste, ma vabbé. Incredibilmente, anche se Bigstock ha un bug GIGANTE da anni (se fai una modifica collettiva lui copia TUTTE le caratteristiche su tutti i files: tipo attacchi una liberatoria e cambia il titolo a tutti i files identico) per qualche assurdo motivo vende qualcosa. Ma qualcosa eh, roba da hobby, bruscolettinetti.

Quando riprendi in grande, TUTTO è più grande

Il titolo riporta una semplice verità di un collega, non ricordo se riferita al video o alla foto. Ma credo al video. Quando aumenti la grandezza della scena, ogni cosa che ti serve deve essere calcolata più in grande. Non stiamo parlando di qualcuno che lavora nel cinema o in TV, ma di freelance che iniziano in piccolo, gente che non ha studiato in una scuola specializzata né ha imparato andando “a bottega”; del resto oggi sembra assurdo non fare un corso. Comunque: hai ragionato con una certa luce, un certo angolo, una quantità di fondo, una grandezza di stativo, una quantità di peso fisico.

Ecco, tutto diventa più grande, tutto, appena vuoi fare “qualcosa” più in grande. Ne devi tenere conto: hai quello che hai. Vale la pena pensare di comprare roba? O vale la pena spremere ogni possibilità da quello che hai già?

Ad ogni modo cari ragazzi figliuolici di una volta, ossia quasi-boomer della generazione X, io la vedo così ANCHE nel passare da foto a video. Magari solo perché fatico di più a mettere in ordine mentale le cose e ci sono meno facilitazioni. Ad ogni modo formati video e codec, editing che diventa montaggio/color (correction/grading), tutti i dispositivi di ripresa “tangibili da umani” (cioé vi dico solo di andare a leggere qualche prezzo di una roba ARRI per dire cosa NON è umano) , software diversi, hardware pc tutto con specifiche triple rispetto a quello che credi tu, i movimenti di camera fluidi, ogni genere di strumentazione meccanica, ma soprattutto le basi: la videocamera, i supporti, tutta la parte di strutture portanti (non ho ancora un nome per quella roba, ma fate conto ogni cosa che fa la – sempre sia lodata – smallrig, ah ecco, si, forse tutto il rigging) , le basi, i cavi e come proteggerli, audio si/no, come, la quantità di personale coinvolto, si, no, evitabile, merda si, merda no, dipende da.

Formati video RAW, i LOG, le LUT, la gamma dinamica, l’HDR, la risoluzione, i frame per secondo, tutto da pensare MOLTO BENE perché appunto “poi tutto è più grande”. Puoi usare il formato più fico del mondo, ma poi lo gestirai? Ma se è fico, è fatto per essere gestibile anche se ha tanta roba? E studiarestudiarestudiare. E poi guardi qualche canale su instagram con gente che FA COSE. Fighissime. E che distrugge attrezzature da 7000 euro a bullone. Certo, le mettono apposta. Però.

E la messa a fuoco, cazzo. CAZ ZO.

Quanto posso fare da solo?

Ad ogni modo al mio arsenale inutile aggiunsi una Black Magic Pocket Cinema Camera 6K pro. Forse sono pronto a mettere il piede nella fredda acqua del nonsouncazzo sia lì che in DaVinci Resolve Studio / Fusion Studio che è compreso nel prezzo. Certo il test del raw dice che il mio pc ce la fa fin lì. E sembrava un dragomostro.

Ad un inutile corso (full novax!) di cui vi parlerò ho però imparato una serie di cose che probabilmente trovo su youtube o su dei manuali, pure vecchi. Quella più simpatica che ho trovato è la relazione tra la corretta sequenza:
– silenzio
– motore [attesa dei feedback]
– ciack
– azione
– stop
e il fatto che i software di montaggio di oggi sincronizzano automagicamente. Ma godo!!!!!!!

Cioè, godrei se dell’audio mi fregasse qualcosa.

Ma adesso qualcosa mi frega, tipo monetizzare.

E la cosa fa un po’ ridere perché non ho davvero prospettive, e nel mio progetto “VIVI/MUORI”, la parte muori non è ben completata, devo ancora 9/10 a M. Non va bene. Devo trovare il modo di monetizzare, porcaputt.

Tasto rosso e VPN

Ascoltavo una persona, che parlava di una trasmissione radio, che parlava di quanto i giovanidoggi potessero velocemente trovare la morte per suicidio assistiti dall’internetz. Eh! La peppa, ma come? Io che lo cerco da mo’ faccio così schifo a cercare? Cerco il penthobarbital da che esisto. Una wikipedata e tra pento/nembu e cotillons, capisci circa cosa ti serve. Ma al massimo arrivo a roba messicana, non si capisce… e poi come so che non mi stanno inculando? Son soldi. A questo probabilmente non troverò grandi risposte neanche ora. Si spera che il mercato sia sempre dominante: fornisco un buon prodotto e i clienti torn… aspetta, ma se sono morto non torno. Si ma sono 500 euro a botta, non sterminano mica il pianeta. E poi c’è sempre gente che figlia come ricci conigliati. Avranno fatto i loro conti? Sto per comprare piscio di vecchia russa in bottiglietta?

Ad ogni modo faccio la mia ricerchina e BAM, trovo qualcosa. Alla quale non si accede, che strano. Avranno fatto il solito giochino del DNS, mi attacco alla prima VPN via prowser che trovo e infatti si accede al volissimo. Poi mi dico… ma i ggggiovani davvero si sbattono così tanto? Poi mi sveglio e scrivo le giuste parole su telegram e trovo almeno 4 gruppi. In uno di questi si fa riferimento a contatti con sistemi di messaggistica ancora più tosti, tipo wikr/me.

La via per il tasto rosso forse si avvicina.

Non me li vedo gli youtuber che seguo a dire che con le vpn dei loro sponsor puoi trovare più facilmente le sostanze per decidere tu se vivere o meno. Ma sarebbe un interessante momento surreale.

Benestock, lo stock benestante detta il politically-correct occidentale

La sensibilità di un mercato di ricchi ha influenza su ciò che viene prodotto, da Naomi Klein ad oggi almeno un soffio di consapevolezza è stato portato all’attenzione di chiunque. Molto probabilmente vogliamo toglierci da sotto il naso la puzza della merda che serve per produrre la roba che vogliamo, più che smettere di produrre la merda assieme alla cioccolata. Muore gente? La gente sta di merda per fare quello che vogliamo nel modo in cui lo vogliamo? Lontano dagli occhi. Ok. Ma quando la merda si ritorce contro di noi è interessante osservare il fenomeno. Come produttore di immagini ad un certo punto i dati di vendita, che certamente non sono tantissimi rispetto a quelli che ha l’agenzia nei confronti del fotografo, sono in ogni caso parecchi e sufficienti per fare certi ragionamenti. Ti chiedi “come mai non vendo qui?” guardando sulla mappa geografica. Una parte delle domande è commercialmente sensata: perché in Russia vendo meno? Perché in Finlandia/Scandinavia/Danimarca vendo meno? Queste domande possono avere un senso, se confrontate con centro Europa, Usa/UK/Australia. Certamente anche la Cina mi interessa, ma fino ad un certo punto e la risposta che mi do forse dovrebbe risolvere anche quella con la Russia: non credo ci sia modo di far rispettare e controllare gli interessi del CopyRight. Non ha molto senso in un paese capitalista dittatoriale, ma forse si: il diritto è solo quello dell’impero, gli altri devono battersela con la forza, che in Cina di certo non è alla portata del diritto e quindi del singolo.

Ma il resto? Googlo “mappa della ricchezza nel mondo” e ovviamente la risposta è: il mio mercato è quello dei paesi ricchi, che se la passano proprio bene.

Quindi la loro sensibilità si rivolge a sé stessi: la bellezza delle persone, la diversità e l’inclusività, tutte le istanze più libertarie arrivano perché la massa ha potere d’acquisto tale da dire “se non mi tratti come si deve non avrai i miei soldi”. Posso considerarlo totalmente un disvalore? In fondo è una faccia dell’economia di mercato che democratizza: quando entro nella maggioranza posso farmi sentire. Certo è una democrazia a pagamento, non ci sono dubbi. Il mondo che mi viene chiesto di rappresentare, sempre in versione ripulita, è comunque il riflesso di una sensibilità che non necessariamente rappresenta il vero, ma rappresenta qualcosa che questa gente vuole per sé stessa, il mondo che desidera rappresentato al meglio per sé, che li attira, che li fa sentire meglio.

Non vedrò certamente la vita quotidiana degli stati del continente africano: non ci sono acquirenti interessati in Africa, a vedere rappresentati sé stessi al meglio: non possono proprio permettersi di fare promozione di qualcosa del proprio mondo indirizzata al proprio mondo. Quello che rappresenteremo, quindi, sarà sempre la visione di chi ha i soldi: il lato turistico, folkloristico, colorato e fico. Non che non lo sia, ma di certo non saremo interessati a vedere una classe di scuola vera o idealizzata ma esistente almeno in un caso, che so… in un paese *stan. La sensibilità di chi ha i soldi per comprare richiede la rappresentazione di un mondo visto con quegli occhi. E ora va di moda il più politicamente corretto possibile. Qualche ciccia di più, qualche difetto (ma figo) qua e la, un po’ meno conformità tra le morfologie … una mescolanza multietnica che figurati se esiste davvero in quei termini, generi reali o percepiti che si incrociano in tutti i modi sposandosi, anche se la gente non si sposa o divorzia più di quel che si sposa. Ma che nelle menti dei benestanti acquirenti esiste, è un po’ più a portata di ieri ed è nei loro desideri. E quindi noi vi diamo la merda che volete mangiare.

Variabilità genetica rulez.

Tanti individui non significa poco rischio di estinzione. Grande variabilità genetica in grande numero di individui è meglio. Quindi la storia del futuro con tutti clonati non è una bella idea, dal punto di vista della resistenza ad aggressioni esterne. “Basta trovare” ciò che lede uno e lederà tutti.