come pagare whatsapp

whatsapp logo

Innanzitutto sgomberiamo il campo dalla cazzata “dal giorno tal dei tali whatsapp sarà a pagamento!”

Sono cazzate, bufale, idiozie, minchiate, falsità, balle, bugie, non è vero.

Whatsapp è SEMPRE STATO a pagamento. Ma dopo il primo anno, semplice. Se vi arriva il messaggio del cavolo da qualcuno, sono cazzate. Soprattutto, fateci bene caso, se vi indirizzano ad andare presso un sito tipo “watsapp” o “wahtsapp” o “whatsupp” … sono cazzate, è phishing: vi vogliono fregare. Quindi? Quindi si cancella il messaggio e si va avanti.

Ma ad un certo punto sarà vero che Whatsapp, il VOSTRO whatsapp, sarà a pagamento. E quanto mai dovremo pagare per fare il porco comodo che con degli sms costerebbe un miliardo? Wow, dobbiamo pagare l’esorbitante cifra di 0,89 cent all’anno! PAZZESCO EH!!!? qualcosa come 10 sms.

Ok, ma COME SI FA a pagare quando è l’ora? Con google wallet o con paypal, principalmente. Ma se avete ed utilizzate uno di questi due sistemi di pagamento queste istruzioni non vi servono.

E quindi? Quindi sicuramente dovete ricordarvi questo: FATE PAGARE QUALCUN ALTRO PER VOI; qualcuno a cui voi invierete un link: è la terza funzione disponibile: quando l’app (non un messaggio di qualcuno!) vi chiederà di pagare (lo fa ad ogni riaccensione dell’app) potrete scegliere “info pagamento” e se pagare per uno, due o tre anni e con che sistema. Scegliete di INVIARE UN LINK a qualcuno di cui conoscete l’indirizzo e-mail. Ovviamente sul vostro dispositivo deve essere impostato un vostro indirizzo e-mail, dato che questa applicazione usa il vostro client locale (il programma di posta elettronica che c’è dentro il telefono o il tablet, che dovrete aver configurato: trovate infinite guide su internet) per permettervi di inviare un’e-mail a qualcuno che vi aiuti.

Ovviamente questo qualcuno saprà usare paypal e vi farà il lavoro. Pagatelo!

E smettetela di cliccare su quel maledetto link di phishing!!

#coglioneno Basta lavoro gratis.

con preghiera di diffusione ESTREMA.
#coglioneno

Usatelo soprattutto per rispondere alle richieste di lavoro gratuito. Che inizino a capire, gli stronzi. A meno che non fosse chiaro DA SUBITO che c’era un reciproco vantaggio. Non dopo, non a metà, non quando si sta già progettando e collaborando. SUBITO. PRIMA.

Chiedete se il budget è previsto e quanto sia. Chiedete prima. Perché? Perché, dite, troppe volte alcune persone – sicuramente non è il vostro caso – pensavano di rubare il mio lavoro e non pagarlo, così ora sono costretto a chiedere prima…

Un update da una voce più autorevole della mia, lo trovate qui e mi trovate d’accordo con la sua opinione.

Una preghiera. NON dimenticatevelo tra 2 mesi, tra 6 mesi, tra 9 mesi. I soldi che avete speso in attrezzatura ed in formazione SE NON VI PAGANO, non ve li rifarete, lavorando gratis. Iniziate a dire NO a chi non vi vuol pagare, iniziate a farvi fare una proposta scritta di contratto, iniziate ad arrivare con il preventivo in mano da far firmare.

Se non facciamo tutti così, ci continueranno a inculare con la sabbia grossa, niente vaselina e il brutto è che in fin dei conti siamo consenzienti: allora ditelo, dai, vuol dire che vi piace.

YAY svende il lavoro dei fotografi: quando chi vende e chi fa sono distanti

fotografino di lego

Photo (c) Davide Cerati

EMERGENZA microstock, per tutti i fotografi che lavorano con YAYmicro: questa la notizia apparsa 3 giorni fa: che sia una bella notizia per i clienti, può darsi. Che forse sia un segno che YAY intende svendere, come se fosse merda usata, tutto il database formato dal lavoro di milioni di fotografi, sembra altrettanto vero.

E mi pare davvero schifoso notare che ovunque, dalla fabbrica di ieri al crowdsourcing, c’è sempre una catagoria di venditori che è staccata dai produttori. Loro non fanno fatica a creare. Vedono solo merce invenduta, al massimo. E quando non la paghi finché non te la paga il cliente allora fai preseto a buttargliela dietro gratis per offrirgliela e raggranellare qualcosa, una cosa qualsiasi.

Ma se l’avessi fatta tu quella cosa, qualsiasi cosa sia, allora sapresti che costa molto di più. Costa fatica, tempo, esperienza, capacità che non sono le tue. Costa sacrifici per avere l’attrezzatura, gli spazi, affitti e tasse, pagare gente che serve per ottenere il risultato, o materiali, al di là dell’attrezzatura.

Il microstock è un buon settore, se non ci si mettono di mezzo imbonitori e svenditori. Stiamo già cercando di farcela in un mercato low budget. Non puoi fare sconti, non puoi vendere TUTTO in un pacchetto. Perché una volta venduto TUTTO, è venduto. Chi è il coglione che va a comprare qualcos’altro dopo che si è scaricato TUTTO? Lo so che fare stockpile è vietato. Ma ridiamo tutti insieme forte, chi è che viene a controllare?

Il suggerimento di chi riporta la notiziaccia in quel forum dunque è di andare via di corsa da YAY come contributor, oppure di correre a fare l’optout.

ISTRUZIONI PER FARE L’OPT-OUT DA YAY per quella specifica operazione: login nel vostro profilo, click su “my account”, sotto la colonna “photographer” scegliere “API details” , deselezionare (dovrebbe essere la penultima voce) “yay streaming”.

E poi se volete leggete questo.

NERDY: il virus della polizia postale, come rimuoverlo.

Vi butto qua il link e basta, che non si sa mai.
Senza un po’ di nerditutine di base ovviamente non ve ne fate niente.

IL LINK E’ QUESTO.

1) non pagare, MAI

2) se aveste lasciato acceso UAC (user access control, controllo accesso utente) non sarebbe successo, probabilmente

3) ciao a tutti e buon divertimento

4) che a quelli che hanno inventato questo virus venga un eritema alla cappella – ma forte – o, in caso di fanciulle, tra la vagina e l’ano – sempre alta magnitudo: io non l’ho mai beccato ma tra parentiamiciconoscentisubappalti me lo trovo sempre tra i maroni.

microstock review/approval timings

website days min days max
123rf 3 25
bigstock 5 8
canstock 3 5
crestock 67 could it be worse?
depositphotos 1 7
dreamstime 6 11
fotolia 1 2
iStock 10 13
mostphotos 0 0
panther 2 7
photodune 7 10
shutterstock 1 2
stockfresh 1 30 (1st approval)
pond5 4 93
veer 22 37
yay 7 46

feisbuc e soldi che forse non sapevate

fb_ads_manage

Forse lo sapevate (potete andare: adieu!) , forse lo intuivate, forse non ne sapevate niente e vi chiedevate: “ma come fa a vivere un sito come Facebook, che è gratis, con milioni di milioni di utenti che fanno milioni di milioni di cose contemporaneamente ogni secondo da diversi annetti?”. Ovviamente ormai abbiamo imparato che tutto si regge sulla pubblicità: ogni cosa è pubblicità, gli introiti vengono da li e chi ha provato un po’ di queste cose talvolta sa anche che la pubblicità su internet tende ad essere un po’ più controllata: la gente desidera vedere immediatamente un ritorno del proprio investimento: questa campagna quanti potenziali clienti interesserà? Di che target si tratta? Posso renderlo più specifico? Che obiettivo posso raggiungere?  Continue reading →

Pulizia ruote virobi: 8 minuti.

Tempo fa parlavo del fatto che i panni del virobi in dotazione sono migliori di quelli che poi si possono acquistare come ricambi. Dopo un po’ di tempo, ecco un altro dettaglio utile: la reale pulizia delle ruotine sottostanti. Non in versione “te lo dico ma non te lo mostro” della Vileda stessa, né nella versione “quattro peletti pre-vaporizzati” della Vileda HK … Qui c’è una semplice routine di pulizia dovuta ai momenti in cui i capelli lunghi (se siete in due in casa con i capelli lunghi succede, ve lo assicuro!) si incastrano lungo l’asse delle ruote: una pinzetta, uno spazzolino ed un po’ d’acqua.

Un video che vi cambia la vita atttutt’quant’ ué!!! 🙂

Clashot e Depositphotos: possibile usare lo stesso utente

Oltre al fatto che clashot non è più disponibile solo per iPhone ma anche per Android (anche se non viene data tanta visibilità e se nelle faq dice ancora che è possibile usare solo iPhone), la notizia utile è che se avete un account su depositphotos è possibile usare lo stesso sia lì che su clashot: con una piccola… piacevole sorpresa 😉