Microstock – Rappresentare una carta di credito o di debito (un bancomat) potrebbe sembrare semplice. Ma anche se fotoritocchi l’impossibile o ne crei una ad hoc inesistente nella realtà, dei diritti della quale sei quindi proprietario (con property release) può rappresentare un ostacolo insormontabile. Nessun reviewer di Shutterfuck la farà mai passare. Ovviamente ogni volta con motivazioni diverse, ma quella più gettonata è “informazioni potenzialmente sensibili”. Maddeché? E’ mia, l’ho inventata, costruita con le mie mani (cit), non esiste il numero, non esiste la carta, ci ho messo la scadenza nel 2045. Su.
E in periodo COVID-19 i reviewer sembrano più decerebrati del solito, più stupidi, ottusi, robotici. Ma di certo l’ipotesi che siano davvero robotici trova smentita immediata in un casino di foto che ho ricaricato “PARO PARO” e sono state accettate. L’ipotesi, lo dico per curiosità, era che ci fosse una sorta di lettura “forme e colori” per similarità nel portfolio. Una specie di fingerprint dell’immagine con un threshold molto di manica larga. Ma anche no, credo sarebbe un bagno di sangue. E con luoghi comuni e inglesismi vi saluto.
Ah, no, volete sapere come ho risolto.
Eh vi ho già detto troppo, appendetevi al pene! 😀

Per me l’ultimo album dei veri Dream Theater, ascoltabile, interessante, è stato Octavarium.
Ho fatto una cazzata. Di nuovo. Se fossi riuscito a recuperare il backup dei tempi di splinder, credo troverei la prima (e fino ad oggi ultima) volta in cui feci la stessa cazzata. Ho trollato. Ho trollato con tutti i crismi del trollaggio: anonimamente, ferocemente. E in posti dove questo non è tollerato, non solo non consentito. Motivo per cui avvengono dei controlli tecnici di base. Tanti anni fa, direi allora forse ancora prima di scrivere un blog, forse tra il 2000-2001 (ma sono certo che oggi stesso con google-groups troverei la cazzata) questo accadeva dove tutte le dinamiche che vedete oggi erano in nuce: i newsgroup. Questi erano luoghi dove si vedeva già tutto: tutto quello che vedete aveva persino un nome gergale. C’erano pratiche di controllo e “mantenimento dell’ordine”, perché dalla prima esistenza dei gruppi di discussione le teste di cazzo e teste-calde come me spuntavano fuori, inasprendo i confronti invece di alleggerirli e, sostanzialmente, dando fastidio a tutti. Come una rissa da bar. Come bambini che starnazzano in mezzo a persone adulte.
Finalmente! Le mie fottute liberatorie di POND5 verranno caricate con un click. Tutti i precedenti caricamenti automatici, semiautomatici, o quanto-cazzo-riesco-automatici funzionano ancora, invariati, con i CSV dei metadati e se possibile dell’attachment delle fottute liberatorie, contemporaneo. Ma anche con POND5 del cazzo, che invece di risolvere il problema della chiave duplicata, se ne sbatteva. E allora me ne sbatto io e ad OGNI upload gli mando una liberatoria con nome diverso, automaticamente, generato ed associato automaticamente. Volete così? Molto bene. E il resto della mia automazione non subisce differenze.